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. . :: DOMODOSSOLA E DINTORNI
 

 

 
 
 
 

Cultura e Arte


 


La Cultura a Domodossola

Domodossola è una cittadina ricca di monumenti, eleganti palazzi e testimonianze del suo passato.

Il Palazzo di Città, ad esempio, sede amministrativa del Comune di Domodossola. Fu costruito nel 1847 su disegno dell’architetto Leoni di Torino in perfetto stile neoclassico. Ospitò, nell’autunno 1944, la “Giunta Provvisoria di Governo” e nel cortile interno si trovano tre lapidi, una delle quali riporta la motivazione della Medaglia d’Oro al Valore Militare concessa alla Valle Ossola per i fatti resistenziali culminati nella “Re­ pubblica Partigiana dell’Osso la”.

Nella piazza antistante il palazzo, denominata “piazza Repubblica dell’Ossola”, sorge il monumento a Gian Giacomo Galletti, munifico benefattore dell’Ossola grazie al cui lascito fu fondata la “Fon­dazione Galletti”.

 




GEO CHAVEZ EROICO AVVIATORE PERUVIANO CHE RIUSCI PER PRIMO AD ATTRAVERSARE LE ALPI CON IL SUO AEREOPLANO.




LA SALA DEDICATA A GEO CHAVEZ ,PRESSO GLI UFFICI DELL’ASSESSORATO ALLA CULTURA DI DOMODOSSOLA




PALAZZO SAN FRANCESCO




PALAZZO MELLERIO




PALAZZO SILVA




PIAZZA MERCATO




PIAZZA FONTANA




COLLEGIATA DI DOMODOSSOLA




OPERA DEL PITTORE TANZIO NELLA COLLEGIATA




SANTUARIO MADONNA DELLA NEVE




MONUMENTO ALLA RESISTENZA




CIMITERO MONUMENTALE DI DOMODOSSOLA




TEATRO GALLETTI




FONTANA DELLA PACE




MONUMENTO ALL’ALPINO OSSOLANO




MONUMENTO IN PIAZZA REPUBBLICA
 




Monumento a Gian Giacomo Galletti

Opera dello scultore Francesco Ricci, a ricordo del munifico benefattore dell’Ossola. E’ costituito da una statua in mar­ mo bianco che simboleggia la Beneficenza e tiene in mano il medaglione del Galletti e, nell’altra mano, la corona d’alloro a lui destinata dalle popolazioni ossolane.



Monumento a Geo Chavez

Il monumento dedicato al pioniere dell’aviazione, il peruviano Geo Chavez, che per primo sorvolò le Alpi in aeroplano, è situato nell’omonima piazza e venne inaugurato nel 1925 dall’allora Re d’Italia.



Monumento all’Alpino

In piazza Orsi Mosè la locale sezione dell’Associazione Nazionale Alpini ha fatto realizzare un monumento all’alpino sulla cui sommità è posta una statua che raffigura l’eroico partigiano alpino Silvestro Curotti, Medaglia d’Oro al Valor Militare.

 

 





Fontana della Pace

Allo scopo di onorare gli oltre sessanta ossolani caduti nei lager nazisti, l’Anei, Associazione nazionale ex internati, nel 1991 ha provveduto a far realizzare una fontana monumentale che, con la validità dell’acqua in movimento, rappresenta la continuità della vita e il ricordo di coloro che non ci sono più.Sulla sommità dell’opera, progettata dal geometra Mauro Falciola, ex internato militare, è posto un simbolico trio di colombe in volo. Il bordo della vasca riporta l’incisione “La pace è la vita”. La fontana è collocata nel piazzale dedicato ai Caduti dei Lager Nazisti.Monumenti Interarma e Anmi All’ingresso del cimitero capoluogo sono posti i monumenti a ricordo dei marinai ossolani caduti in guerra e quello per gli ex militari appartenenti ai vari corpi d’armata (fanti, bersaglieri ecc.)


Monumento ai Caduti

Il monumento, inaugurato il 6 settembre 1925, è situato sul piazzale del Santuario della Madonna della Neve. Realizzato dallo scultore Angelo Balzardi, è costituito da un gruppo di tre statue in bronzo che raffigurano il Dolore, il Sacrificio, la Vittoria. Il basamento, in Granito rosso di Baveno, reca incisi i nomi dei Caduti ossolani.


Il Civico Teatro Galletti

Già dal 1849 a Domodossola operava un piccolo teatro filodrammatico, insufficiente al bisogno culturale della città. Grazie ad un generoso contributo economico elargito da Gian Giacomo Galletti l’amministrazione comunale decise di utilizzare l’area sovrastante al nuovo porticato in Piazza Mercato per la costruzione di un nuovo Teatro sociale. Nel 1873 fu dato incarico progettuale al geometra Vincenzo Bianchi, ma solo nel 1878 fu approvata la costruzione del teatro e i lavori poterono iniziare. L’architetto Camillo Riccio nel 1877 e, in modo più incisivo, l’ingegnere Giorgio Stiglio nel 1881, intervennero con progetti di compimento per la platea e la galleria. Il nuovo teatro fu inaugurato la sera dell’8 aprile 1882. Alla fine degli anni ‘70 sono stati eseguiti lavori di ristrutturazione e di rifacimento. Il Teatro comunale Galletti ha una capienza massima di 240 persone.


Camposanto

Il cimitero di Domodossola, alle porte della città, è uno dei pochissimi esempi a pianta circolare. E’ un’opera dell’architetto Luigi Boffi, lo stesso che progetto la Stazione Internazionale, ed è resa parti­ colare dagli archi a tre quarti di cerchio delle palazzine di ingresso e del colombario.



l monumento alla Resistenza



Santuario della Madonna della Neve

Il Santuario della Madonna della Neve, costruzione della prima metà del XVII secolo, fu innalzata sui ripari che difende­ vano una precedente piccola chiesa dalla furia del torrente Bogna.
Al di sopra della porta d’ingresso un affresco del pittore Carlo Mellerio riproduce il miracolo della caduta della neve


Collegiata dei Santi Protasio e Gervasio

Costruita fra il 1792 e il 1798 su disegno dell’architetto Matteo Zucchi, la Chiesa dell’Insigne Collegiata dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, è a tre navate con sei cappelle e un pregevole altare maggiore in marmi policromi. Rimasta senza facciata fino al 1953, fu ultimata dall’architetto Giovanni Creppi. Conserva il portichetto barocco, monumento nazionale, e un portale romanico che risale a una più antica chiesa della città. Gli affreschi interni sono opera di Lorenzo Peretti (1831), mentre quello che raffigura i Santi Gervasio e Protasio e la Madonna Assunta è riconducibile a Carlo Giuseppe Borgnis, pittore vigezzino. Nella cappella dedicata a San Carlo si trova invece il quadro di Tanzio da Varallo raffigurante “San Carlo che comunica gli appestati” .

Esternamente alla chiesa è dipinto un grande San Cristoforo di scuola lombarda. Il campanile, forse una antica torre elevata successivamente, sorge di fianco all’abside.



Quartiere “Motta”


In prossimità della piazza il quartiere Motta, uno dei più antichi della città:

“Motta” è un toponimo che ricorda l’accumulo di ghiaia e sassi riversato dal torrente Bogna durante le piene del Cinquecento. Centro del quartiere la gradevole piazza Fontana dominata da una fontana ottagonale con obelisco del 1844. Su piazza Chiossi si affaccia invece la casa natale di Enrico Bianchetti, storico dell’Ossola inferiore ed archeologica. Di notevole interesse la via Carina con le balconate lignee, la via Paolo Silva con la casa natale del conte Giacomo Mellerio e la biblioteca civica, intitolata all’insigne filologo domese Gianfranco Contini.



Antiche Mura

Restano ormai poche tracce della cerchia pentagonale che proteggeva l’antica città. Sono visibili i resti di una torre angolare e dei tratti di mura in prossimità della via Facchinetti, oltre alla Torretta che ha subito integrazioni settecentesche. Nel 1300 infatti il borgo di Domodossola era munito di cinta muraria sovrastato da un castello, già documentato nel X secolo, Il castello si affacciava su quella che oggi è la piazza Tibaldi. Castello e mura persero la loro importanza con il tempo, e parte fu sventrata per far passare la strada napoleonica del Sempione. L’antica torretta, ancor oggi ben conservata, si trova all’incrocio tra via Facchinetti e via Montegrappa: è un esempio di torre quadrata costruita con blocchi di beola estratti dalle cave del colle di Mattarella.



Via Briona

Dalla piazza del Mercato si apre la via Briona. Sinuosa, stretta fra case dai tetti di piode, da sempre via dei mercanti, tanto che l’attraversava anche la diligenza svizzera del Sempione, è sovrastata dalla torre “del vescovo”. Oggi è una via commerciale ricca di negozi e botteghe.



Piazza del Mercato

Cuore della città, è un piccolo gioiello di architettura rinascimentale con i suoi portici quattrocenteschi che sostengono case padronali del XV-XVI secolo, scenograficamente perfetta nella sua asimmetria. I capitelli delle colonne, finemente scolpiti, recano gli stemmi delle grandi famiglie ossolane. Nel centro della piazza si trovava l’antico palazzo comunale, demolito nel 1805 per consentire il passaggio della strada napoleonica del Sempione, e sul lato settentrionale si trovava il palazzo del vescovo conte, che culminava nella torre di Briona. Da ormai un millennio è sede del Mercato. Di recente la Piazza Mercato è stata interessata da un’opera di ripavimentazione che l’ha ulteriormente valorizzata, anche attraverso la creazione di un’isola pedonale che ne fa illogico centro di manifestazioni ed eventi di varia natura.



Palazzo Silva

Palazzo Silva è una delle più belle costruzioni gentilizie del Rinascimento della regione subalpina, tanto da meritare l’iscrizione fra i Monumenti Nazionali. Costruito in due momenti tra il XIV e XVII secolo, presenta al suo interno una scala a chiocciola in se rizzo di pregevole costruzione. Annessa, una piccola corte,
detta “dei marmi”, con antichi stemmi gentilizi e manufatti in pietra.

Il palazzo, acquistato dalla Fondazione Galletti nel 1882, fu restaurato sotto la direzione del pittore Vittorio Avendo tra il 1884 e il 1889. Sciolta la Fondazione Galletti, il palazzo e tutto il suo patrimonio sono passati al Comune di Domodossola. Oggi è sede di un Museo.



Palazzo Mellerio

Il Conte Giacomo Mellerio, nato a Domodossola nel 1777 e nominato dagli Austriaci Cancelliere del Regno Lombardo-Veneto, non dimenticò mai la sua Domodossola. Dopo aver fondato quattro borse di studio per giovani poveri che volessero continuare gli studi in seminario e aver acquistato l’allora Convento delle Orsoline per farne la sede delle scuole primarie per bambine, accarezzò il progetto di un complesso di scuole superiori. Mellerio dunque chiamò il cognato, l’architetto Gian Luca della Somaglia, e lo impegnò a costruirgli un palazzo adatto a questo scopo. I lavori iniziarono nel 1816 e il 5 novembre 1818 “Palazzo Mellerio” fu inaugurato. Alla sua morte l’edificio fu lasciato al Comune di Domodossola e per un certo periodo ospitò la Pretura. I lavori di recupero di Palazzo Mellerio, sono stati realizzati tra il 2001 e il 2002 dall’Agenzia Territoriale per la Casa di Novara e VCO e dal Comune di Domodossola. Il primo piano dello stabile è in uso al Comune mentre negli altri tre piani trovano spazio dodici alloggi di edilizia popolare.



Palazzo San Francesco

Sui muri perimetrali della chiesa trecentesca dedicata a San Francesco, a metà Ottocento è sorto l’omonimo palazzo che nel 1881 fu acquistato dalla Fon­ dazione Galletti, la quale ne ricavò alcuni spazi per ospitarvi le scuole professionali. Fu in seguito sede della Fondazione Galletti e ospitò le collezioni museali e la biblioteca. Sciolta la Fondazione, il palazzo divenne proprietà del Comune che ne sta curando il restauro. Nell’antica chiesa di San Francesco, nel 1381 fu firmato l’atto di dedizione dell’Ossola ai Visconti e, tra il XV e XVI secolo, vi si tennero quattro concili provinciali.



 

 
 
 

 

 

 

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