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In Vai Venosta, ai piedi dell'Orties dominano il silenzio e una natura purissima.Oggi,persa la sua vocazione piu strettamente funzionale di luogo di transito,la valle conserva lo strordinario splendore di un contesto ambientale ancora incontaminato, dove gli ampi prati riposano nel perimetro delle montagne maestose ed invalicabili che la Cingono. Da Merano a Curton, itinerario essenziale tra borghi castelli e antichi masi.

La Valle di Smeraldo

   

Quell' erba brillante, appena rinnovata da abbondanti piogge, che nell’immaginario collettivo un sapore molto irlandese, fa dellaVal Venosta un luogo quasi incantato e fuori dal tempo. Situata ai piedi dello Stelvio, lungo il lembo superiore dell’Alto Adige che conduce verso il passo Resia, la valle fu nei secoli importante via di comunicazione tra la pianura padana e i paesi del Nord, lungo la via romana Augusta.
Nondimeno, la valle conserva peraltro importanti elementi storico-artistici di epoca carolingia e medioevale, alcuni dei quali sono delle autentiche sorprese.
Si può percorrere la Val Venosta salendo da Merano oppure scendervi proprio nel mezzo guidati dagli stretti tornanti del Passo dello Stelvio. Per chi volesse raggiungere direttamente la parte alta, è possibile percorrere la strada che proviene dalla Val Monastero, che dalla Svizzera piega verso est attraverso il confine italiano.
Anche qui, come in buona parte dell’Alto Adige, l’agriturismo occupa un posto da protagonista: molti masi, tradizionali residenze contadine, sono anche agriturismi e uniscono una calda ospitalità a numerosi motivi di attrazione. In queste strutture, la tradizione sopravvive accanto alle ultime novità: escursioni in bicicletta e a cavallo, soggiorni termali o gli innovativi “bagni” di fieno sono solo alcune delle proposte. La cucina non è da meno, forte dei tratti caratteristici dell’Alto Adige: sapori decisi, quali lo speck e le carni affumicate, che vengono accompagnati dalla sapiente lavorazione del latte e dei suoi derivati, come dimostrano i saporiti yogurt, i formaggi e l’immancabile varietà di dolci di austriaca memoria.

DELIZIOSE E CROCCANTI!

La parte bassa della Valle , ampia e soleggiata, è impreziosita dagli ampi appezzamenti coltivati a frutteto, che producono le saporite mele della Val Venosta. La storia di questa produzione risale agli anni cinquanta, quando i primi contadini iniziarono a valorizzare il territorio inaugurando le prime cooperative frutticole. Oggi a produzione viene concentra i 500 e 1000 mt, di quota ed è organizzata in buona parte secondo della produzione integrata. Questo favorevole ecosistema, permette una sana e corretta maturazione del frutto, che è riconosciuta per la sua indiscussa qualità in tutto il mondo. La più famosa varietà è la Golden Delicius la mela gialla famosa per la sua croccantezza e il suo sapore. Da non dimenticare anche la Stark Delicious, la caratteristica mela rossa, lucida e succosa, tanto elegante da apparire quasi finta, La raccolta, in parte ancora realizzata a mano, comincia in settembre per concludersi, normalmente, entro il mese di ottobre, Per chi volesse partecipare a questa esperienza, è utile sapere che molle strutture agrituristiche dispongono di un proprio appezzamento e offrono ai propri ospiti la possibilità di partecipare alla raccolta.



UN ANTICO INSEDIAMENTO

Provenendo da Merano, sentinella che annuncia l’inizio della valle, si raggiunge rapidamente Silandro, uno dei centri più importanti, posto in posizione soleggiata e circondato da frutteti.
Il borgo merita una sosta: le case, strette attorno alla cattedrale dal tipico campanile appuntito, definiscono il perimetro di uno degli insediamenti più antichi. Qui botteghe, osterie e ristoranti colorano le vie del caratteristico centro storico nel quale si può passeggiare.


 

COME NEL MEDIOEVO!

 

Da Silandro si prosegue verso , piccolo borgo situato ad una ventina di chilometri di distanza sul quale domina l’imponente maniero di Castel Coira,all’inteno del quale è possibile ammirare una delle più significative collezioni di armi ed armature.Chi avesse visto li Signore degli anelli o letto qualche libro Fantasy avrà un sussulto quando pochi chilometri più avanti, scorgerà la cinta del borgo di Protetto entro il perimetro delle alle mura, Glorenza racchiude oggi come un tempo la piccola comunità dei suoi 800 abitanti. Come cotapultati d’improvviso nel tardo medioevo varcando gli ingressi fortificati si possono percorrere strade sulle quali si affacciano case, locande e botteghe dalle quali non ci stupirebbe di vedere uscire un gruppo di cavalieri in armi.La città, sebbene più volte saccheggiata e distrutta, è stata ricostruita il più possibile fedelmente alle sue origini, grazie ad una rigorosa opera di conservazione dell’esistente ed a una politica molto restrittiva in termini di nuove costruzioni. Dalla piazza centrale, dove con un po di fortuna si può incorrere in feste tradizionali in costume, ci si avventura in esplorazione lungo le vie circostanti,meno battute e quindi ancora piu impressionanti nel loro sapore antico

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TRA CHIESE E ABBAZIE

Varcando la porta che da Gorenza conduce verso nord,è possibile raggiungere a piedi Malles Venosta.Grazie ai suoi numerosi campanili,Malles trasmette la sensazione di una città festosa e molto accogliente. Nella piccola chiesetta di San Domenico, purtroppo non visitabile è conservato uno dei piu grandi cicli di pitture carolingie. Nei dintorni di Malles,i caratteristici masi delle balconate fiorite.Dormendo in valle,a volte capita di sognare sogni molto piacevoli.Misteri del luogo? La storia della valle e motivo di orgoglio per i suoi abitanti! Ed essa è ben conservata.Imponenti castelli,convivono di fianco a modeste chiesette numerose ai lati della strada principale che sale verso il lago di resia.Piu in alto,incastonata come un gioiello splendente,si intravede la splendida abbazia di Monte Maria luogo di culto benedettino  piu alto d'europa.L'abbazia è composta da circa 80 stanze  della quale circa la metà utilizzate dai monaci, che tuttora continuano ad abitarla.La parte visitabile è limitata,ma nella piccola cripta decorata da affreschi,la domenica mattina si pou assistere alla messa cantata.Canto che riecheggia tra i monti di quel luogo magico.

 

 

 

IL CAMPANILE CHE SPUNTA DA LAGO...

Proseguendo nella salita verso il lago Resia, la strada dipinge un percorso sinuoso tra le distese di prati, correndo poi lungo i lago per diversi chilometri. La purezza di questi luoghi li rende la meta ideale di ciclisti ed amanti del windsurf, che respirando a pieni polmoni sfrecciano veloci come sospinti dal vento. Essere qui in macchina è quasi un delitto e la tentazione di formarsi ed abbandonarla per sempre è grande. Per fortuna, dopo qualche chilometro si presenta uno buona occasione per spegnere il motore. Siamo a Curon sempre accanto al lago dì Resia. La strada, dopo una svolta, si porta più vicina al lago. Da qui si nota affiorare dall’acqua qualcosa di strano: la parte superiore di un campanile. Come in un miraggio di immagini ingannevoli, così questo insolito spettacolo riflesso dall’acqua lascia davvero a bocca aperta. Si tratta del campanile di Curon, paese distrutta e successivamente sommerso dalle acque nel lontano 1950, quando si decise d’imperio di riempire l’invaso artificiale. Gli abitanti protestarono compiendo una lunga processione attraverso le strade del paese ma questo atto  non bastò: le case finirono sgomberate e successivamente distrutte. Nessuno ebbe però il coraggio di abbattere anche il campanile, che rimase solitario a guardia del lago. La triste storia dei paese e dei suoi abitanti è illustrata nel dettaglio da una mostra fotografica proprio accanto al bordo della strada.


DORMIRE IN UN MASO

Forse non tutti sanno che l’Alto Adige è la seconda regione d’italia per numero di agriturismi. Qui l’ospitalità contadina affonda le radici nel passato e il numero crescente degli ospiti che scelgono questo forma di ospitalità ne è la conferma, Il maso chiuso, una legge che garantiva il passaggio di padre in figlio della proprietà affinché il lavoro fosse garantito, ha fatto si che la gestione di alcuni nasi si tramandasse di generazione in generazione attraverso i secoli. Quello che in altre regioni potrebbe apparire come “turismo alternativo” qui rappresenta la quintessenza dell’ospitalità, una rara ma efficace combinazione tra agricoltura e turismo. L’offerta agrituristica dei musi alto atesini è molto variegata è recentemente stata organizzata anche per specializzazioni. Ci sono dunque musi “vinicoli”, dove assaggiare le produzioni ed imparare l’arte della vendemmia, masi dotati  di attrezzature per bambini e lontani da potenziali pericoli, e pensati per rilassarsi tra bagni di fieno  e cure disintossicanti.

 

 

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