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..:: STORIA E NATURA
 

 

Lo scienziato che scopri le sue ossa e lo classificò pensava al tremito del terreno e al rimbombo che questa creatura produceva muovendosi. Lo scheletro di un brontosauro: la lunghezza dell’animale si aggirava sui 20 metri, mentre il peso superava le 30 tonnellate.Molti altri dlinosauri rassomigliavano a questi tre esseri giganteschi: non erano però corazzati come lo stegosauro e dovevano costituire una ghiotta preda per l’allosauro e per gli altri dinosauri carnivori; non potevano fuggire velocemente, poiché le zampe avevano le dimensioni  di tronchi d’albero e la coda doveva intralciare il cammino. Probabilmente la miglior difesa, oltre la pelle spessa e coriacea era quella di starsene quieti nelle acque di un lago.
Benché questi dinosauri fossero i più grossi quadrupedi di tutti i tempi, non sono tuttavia i più grossi animali esistiti: la balenottera azzurra che vive attualmente detiene certamente il primato di grandezza.

I dinosauri qui raffigurati apparvero neilla tarda età dei rettili: erano tutti erbivori, tranne il tirannosauro e il piccolo dinosauro dall’aspetto simile a quello di un tacchino, che si nutrivano di animali.Il tirannosauro aveva un aspetto simile a quello del suo parente più antico, l’allo sauro, ma di dimensioni maggiori: era lungo circa 15 metri e alto, quando camminava, circa 6 metri: né prima né dopo di lui esistettero carnivori terrestri di tali dimensioni; aveva le mascelle talmente grandi che quando spalancava la bocca formava un buco lungo più d’un metro: alcuni denti raggiungevano una lunghezza di 15 cm. Le dita delle grosse zampe posteriori erano armate di artigli aguzzi come quelli di un’aquila. Le braccia invece erano sproporzionatamente piccole e deboli. Questo carnivoro gigantesco si reggeva bene in equilibrio sulle zampe posteriori appoggiandosi alla coda robusta.Triceratops, che significa tre corna: questo bestione, ben corazzato sulla testa e sul collo, possedeva infatti tre corna affilate sulla testa. Finché poteva lottare faccia a faccia col nemico era perciò ben protetto, ma dietro al collare osseo aveva come unica difesa la pelle coriacea e spessa: il Triceratops era quindi in grado  di vincere alcune battaglie, ma spesso soccombeva agli attacchi dei carnivori giganti.Un altro dinosauro cornuto era lo stiracosauro: anch’esso doveva sempre stare di faccia all’aggressore, per potersi servire del le corna come arma difensiva.L’anchilosauro, lungo circa 5 metri e alto un metro e mezzo, ricordava un po’ nell’aspetto un carro armato perché aveva il dorso e la testa ricoperti di piastre ossee e la coda corazzata con anelli ossei; file  di aculei difendevano le zampe e la coda, che terminava con un ingrossamento osseo simile a una mazza. Se si escludono alcune tartarughe, nessun altro rettile è mai stato dotato di una corazza cosi perfetta.
Gli altri tre dinosauri appartenevano ad un vasto gruppo di animali dallo stranissimo cranio, terminante a spatola, come un becco d’anitra: probabilmente erano le prede favorite del tirannosauro e di altri grossi dinosauri carnivori.
Trachodon, lungo circa 9 metti, possedeva sulle dita delle zampe posteriori e su quasi tutte quelle delle zampe anteriori piccoli zoccoli cornei: le "mani" e probabilmente anche i “piedi” erano palmati. Viveva di solito nell’acqua, cibandosi delle piante che vì crescevano. Il suo nome significa dente ruvido: nella bocca questo enorme erbivoro aveva almeno un migliaio di denti
Circa 65 milioni d’anni fa i dinosauri si estinsero completamente. La vera ragione della loro scomparsa, dopo che per 165 milioni d’anni avevano spadroneggiato sulle terre emerse, è ancora un mistero: con la loro estinzione termina naturalmente anche la cosiddetta età dei rettili. Forse queste creature gigantesche avevano un cervello troppo piccolo per un corpo cosi smisurato: con un corpo più piccolo e un cervello più grosso sarebbero probabilmente sopravvissuti. Vissero a lungo perché l’aspetto della superficie terrestre rimase identico per milioni di anni: quando mutò i dinosauri non riuscirono ad adattarsi alla variazione ambientale, anche perché non erano abbastanza intelligenti per farlo.Una delle più importanti variazioni sulla superficie terrestre fu il prosciugamento di molti laghi e acquitrini; le località in cui i dinosauri erbivori potevano nutrirsi e sostenere il loro corpo massiccio diminuirono; le piante acquatiche che servivano loro di nutrimento divennero sempre più scarse; poi ché gli erbivori diminuivano, il cibo divenne sempre meno abbondante anche per i carnivori.Anche le variazioni di temperatura furono avverse ai dinosauri poiché, come i rettili d’oggigiorno, avevano il sangue freddo, o meglio, la loro temperatura corporea era uguale alla temperatura ambientale: in molte regioni il clima divenne più freddo e i dinosauri non riuscirono a mantenere alta la temperatura corporea, divenendo lenti ed incapaci di difendersi. Inoltre le loro uova non si schiudevano neppure da quando la temperatura era cosi diminuita.
Il prosciugamento dei laghi e delle paludi dell’America settentrionale e le variazioni climatiche furono in parte provocati dall’innalzamento delle Montagne Rocciose: il sorgere di questa catena montuosa è quindi certamente una delle cause dell’estinzione di quei dinosauri che si trovavano nell’antica regione corrispondente all’America settentrionale .
Una delle ragioni piu importanti dell’estinzione di questo gruppo di animali fu anche l’abitudine di alcuni dinosauri, chiamati Oviraptor, ossia ladro di uova, mangiava le uova di altri animali; questi piccoli dinosauri dall’aspetto di struzzi, che correva velocemente sostenendosi su due zampe, rubavano le uova dai nidi: le zampe anteriori, libere, potevano forse esser d’aiuto nel prenderle con destrezza. La loro velocità poi li metteva al sicuro dai grossi dinosauri che depredavano.Quando, molti anni fa, in un territorio desertico della Mongolia fu scoperto uno scheletro e un nido di uova del piccolo dinosauro Protoceratops, accanto fu rinvenuto il cranio fracassato di un dinosauro dall’aspetto di struzzo: probabilmente era rimasto vittima del furibondo genitore, mentre tentava di mangiare le uova.Anche lo sviluppo di animali piu evoluti, come i mammiferi, fu una delle cause della scomparsa di questi rettili: alcuni mammiferi primitivi forse si cibavano delle uova di dinosauro; è strano però che molti rettili, affini ai dinosauri, siano sopravvissuti. Durante l’età dei rettili, alcuni di questi animali erano terrestri, molti altri acquatici, soprattutto marini: tra questi ricordiamo i plesiosauri, gli ittiosauri e alcuni dei gruppi tuttora viventi, cioè coccodrilli, tartarughe e lucertole.I plesiosauri, discendenti di rettili terrestri primitivi, non solo erano molto diversi dai loro predecessori, ma erano assai dissimili anche dai grandi dinosauri erbivori che vivevano nei laghi: avevano un corpo compatto, piuttosto appiattito, fornito di robustissime pinne a paletta, anziché di zampe.
Alcuni plesiosauri avevano collo lunghissimo e testa piccola, altri invece collo corto e testa allungata. Il geosauro si potrebbe definire un coccodrillo; aveva però la coda simile a quella d’un pesce e zampe a paletta, molto diverse da quelle dei coccodrilli terrestri. Alcuni degli antichi coccodrilli marini erano lunghi ben 15 metri: il doppio dei pii grossi coccodrilli che vivono attualmente.
Ittiosauro significa pesce-rettile: è un nome assai appropriato, perché questo rettile aveva un aspetto notevolmente simile a quello di un grosso pesce. Il corpo era affusolato, adatto a fendere l’acqua con agilità, e la coda era da pesce, come quella del geosauro: questi animali, che al posto delle zampe avevano palette simili alle pinne dei pesci, nuotavano grazie alla coda e al corpo, mentre usavano le pinne come timoni, proprio come fanno i pesci.
Gli ittiosauri erano caratterizzati da occhi enormi, più grossi di quelli di qualsiasi altro animale di tutti i tempi: gli occhi di un ittiosauro lungo 8 metri erano grossi come la testa d’mi uomo e gli servivano per trovare le prede nella luce scarsa delle profondità marine. Gli ittiosauri, a differenza degli altri rettili marini, non potevano trascinarsi a riva per deporre le uova: poiché le uova di rettile non si possono schiudere in acqua, questi animali superarono la difficoltà mantenendo le uova fecondate nel corpo materno fino alla schiusa. I piccoli ittiosauri venivano alla luce già vivi, ma non si sa se seguissero la madre appena dopo la nascita.
Gli ittiosauri si estinsero prima della fine dell’età dei rettili: avevano imitato casi di pesci, apparsi nel mare molto tempo prima e ancora numerosissimi oggi, che non si riesce proprio a comprendere perché non siano sopravvissuti.
Gli ittiosauri erano già rari nel momento in cui apparvero i rettili, che vivevano nel mare quando il tirannosauro era il tiranno dei rettili terrestri.
Come il primitivo plesiosauro dal collo lungo, Trinacromerum e il cronosauro erano plesiosauri, ma appartenevano al gruppo con collo corto e testa lunga: probabilmente le mascelle allungate sono utili proprio come un collo lungo per catturare pesci. Il cronosauro, lungo circa 15 metri, era il gigante dei plesiosauri: la sola testa misurava 3 metri. Uno dei plesiosauri dal collo lungo, vissuto nello stesso periodo, raggiungeva quasi la medesima lunghezza: il collo dall’aspetto serpentino, era lungo il doppio del resto del corpo.I plesiosauri possedevano una coda non molto adatta a fornire una forte spinta In avanti: gli arti invece, dotati di dita con più di dodici articolazioni, erano natatorie dalla forma perfetta, tanto che questi animali remavano nel vero senso della parola.
Archelon, una tartaruga marina primitiva, aveva un aspetto non molto diverso dalle attuali testuggini marine, benché fosse  di dimensioni maggiori: misurava fino a tre metri e mezzo  di lunghezza e, con le natatorie estese, altrettanto di larghezza.Il tilosauro, che misurava circa 9 metri di lunghezza, apparteneva a un gruppo  di rettili marini detti mosasauri, lucertoloni marini, lontani parenti dei grossi varani che ora vivono nell’Estremo Oriente. Tutti i mosasauri avevano zampe a paletta come tutti gli altri rettili marini ma, come i serpenti, possedevano pelle squamosa e mascelle fornite di articolazioni che permettevano loro di inghiottire prede di grosse dimensioni: erano probabilmente i più importanti divoratori di pesci del periodo mesozoico. Al termine dell’età dei rettili anche i piesiosauri e i mosasauri scomparvero: ignoriamo la vera causa dell’estinzione, anche perché stranamente le tartarughe invece riuscirono a sopravvivere.









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