| Aloe
Aloe barbadensis Mill.
L'Aloe è una pianta succulenta,
perenne, originaria dell'Africa,
ma, successivamente, diffusasi
in altre parti del mondo.
Il suo utilizzo è molto importante
in numerose medicine
tradizionali, come la cinese,
l'indiana, l'africana, ed anche
nella nostra tradizione
erboristica.
Due sono i principali derivati
delle foglie di Aloe: il
succo
amaro e giallastro, a prevalente
contenuto antrachinonico,
utilizzato, per uso interno, come
lassativo, digestivo e colagogo,ed il , contenente mucillagini, tipo
glucomannani, e
gel
mucopolisaccaridi, utilissimo in caso di scottature, traumi, ferite,
piaghe, morsi di insetti e malattie della pelle (acne, eczemi, psoriasi),
ad attivitá antinfiammatoria, antisettica-battericida, e, di recente
acquisizione, antivirale ed immunostimolante.
Controindicazioni:
L'Aloe è una pianta usata dall'uomo da millenni, sulla quale esiste
quindi un'ampia tradizione empirica di utilizzo in varie patologie, e su
cui non sono segnalati, in letteratura, dati di tossicitá.
Il gel di Aloe, ricco di acemannano, viene estratto dalla parte centrale della
foglia. Si raccomanda però di usarlo con cautela in pazienti in terapia
antidiabetica.
Non è consigliata inoltre la somministrazione in gravidanza o durante
l'allattamento, perchè non sono disponibili dati riguardanti i suoi
effetti sulla donna, sul feto e sul lattante.

Echinacee
Echinacea angustifolia DC.,Echinacea pallida Nutt. (Nutt.),Echinacea purpurea
(L.) Moench.
Il genere Echinacea, appartenente alla famiglia delle Compositae,
comprende diverse specie: 9 più 2 varietá, secondo la classificazione
di Mc Gregor, distinguibili in base ad un criterio comparativo
morfologico ed anatomico.
L'Echinacea, originaria delle praterie dell'America settentrionale, è
una pianta erbacea perenne, con infiorescenze a capolino e fiori
ligulati, dal rosa al porpora.
Gli Indiani d'America la utilizzavano per trattare un'ampia gamma di
patologie, tra cui il comune raffreddore, il mal di gola, il mal di
stomaco, le ferite, e come antidoto contro il morso del serpente a
sonagli.
Venivano usate soprattutto le radici di E. angustifolia ed E. pallida,
due specie botanicamente molto simili tra loro, e quindi facilmente
confondibili.
Nel XVIII secolo, l'Echinacea angustifolia è stata molto utilizzata
anche dai coloni bianchi del Nord America: l'uso era molto diffuso tra
i dottori, addirittura per curare il tifo, la difterite e la setticemia.Le monografie delle radici
essiccate di E. angustifolia ed E.
pallida sono state introdotte
ufficialmente nel Formulario
Nazionale degli stati Uniti nel
1916.
In Europa, invece, all'Echinacea
non è stata prestata attenzione
sino all'inizio del XX secolo,
quando, a seguito dei numerosi
successi clinici ottenuti, sono stati
portati avanti e pubblicati molti
studi scientifici, soprattutto in
Germania.
Negli anni '30 l'E. angustifolia ha
fatto la sua comparsa tra i
medicinali omeopatici, sotto forma
di Tintura Madre, ottenuta dalla
pianta intera, anche con attivitá
antitumorale.
Utilizzata principalmente come
antibatterico, l'Echinacea, ha visto
però tramontare la sua popolaritá
a seguito dell'avvento degli antibiotici.Oggi, come conseguenza di una forte
tendenza ad un ritorno al
naturale e delle nuove conoscenze sul funzionamento del sistema
immunitario, questa pianta, dotata di attivitá immunostimolante,
desta di nuovo grande interesse.
In Germania sono in commercio numerose specialitá medicinali a
base di Echinacea, e, in tutta Europa, ci sono centinaia di preparati
erboristici; negli Stati Uniti, formulati a base di E. angustifolia sono in
cima alla lista dei prodotti erboristici più venduti.
Le specie di Echinacea utilizzate a scopo medicinale sono solo tre:
L' (radice), l' (sommitá fiorite)
Echinacea pallida Echinacea purpurea
e l' (radice).
Echinacea angustifolia Alcuni autori ne sconsigliano l'uso nel diabete.
Non è raccomandata inoltre la somministrazione in gravidanza o
durante l'allattamento, perchè non sono disponibili dati riguardanti i loro
effetti sulla donna, sul feto e sul lattante.

Astragalo - Huang qi
Astragalus membranaceus (Fisch.) Bge.
La droga è rappresentata dalla radice
di Astragalus membranaceus (Fisch.)
Bge. e Astragalus membranaceus var.
mongolicus (Bge.), le sole due specie
riportate come officinali dalla
Farmacopea della Repubblica popolare
cinese (edizione inglese 1992).
L'Astragalo è una pianta perenne, alta
fino 1,5 metri, originaria del nord della
Cina e di alcune zone a grande
altitudine come il Tibet.
Nonostante sia praticata la raccolta
delle piante spontanee, viene
ampiamente coltivata sia in Cina che
negli Stati Uniti.
Le radici sono raccolte da piante di 4-7
anni, in primavera o in autunno.
Sul mercato vengono talvolta
sofisticate con quelle di Hedysarum
polybotris, Hedysarum mongholicum e
Hedysarum vicioides.Sono lunghe 30-90 cm, presentano una corteccia rugosa
giallo-bruna,
scanalature longitudinali irregolari e formazioni lenticolari orizzontali.
Quando sono tagliate mostrano un tessuto interno bianco-giallastro ed emanano un
odore debole; se masticate, hanno un sapore appena
dolce, simile al fagiolo.
Il nome cinese dell'Astragalo,
huang qi, significa l'energia gialla, e
suggerisce il suo importante ruolo nella stimolazione dell'organismo
debilitato o affaticato.
In Cina si crede che esso riscaldi e dia tono al Wei qi, l'energia di
protezione superficiale che circola al di sotto della pelle, aiutando il
corpo ad adattarsi alle influenze esterne, specialmente al freddo.
infatti, , manifestamente,
L'Astragalo, innalza l'immunoresistenza e migliora le difese dell'organismo
contro agenti virali e batterici, prevenendo le malattie da
raffreddamento e l'influenza. Controindicazioni: L'Astragalo è
considerato una pianta sicura e ben tollerata, e non se ne conoscono
effetti mutageni.Non è raccomandata la somministrazione di questa droga in
gravidanza o durante l'allattamento, perchè non sono disponibili dati
riguardanti i suoi effetti sulla donna, sul feto e sul lattante.

Ginseng
Panax ginseng C.A. Meyer
Il genere Panax, appartenente alla famiglia delle Arialiaceae,
comprende 6 specie, tra cui quelle commercialmente più importanti
sono il o ed il
Panax ginseng Ginseng coreano Panax quinquefolius
o .
Ginseng americano
Entrambi sono erbe perenni con radice tuberizzata ed un singolo
fusto semplice, che porta alla sommitá un verticillo con foglie
composte, da tre a sei, lungamente picciolate.
Il Ginseng asiatico, originario delle montagne boscose della Cina
nord-orientale, è quello più apprezzato dai Cinesi, ed è, oggi,
praticamente introvabile allo stato spontaneo, per cui viene
intensamente coltivato sia nelle zone di origine cinesi, che in Korea e
Giappone.
Il Ginseng americano, originario della
parte orientale dell'America del nord,
viene ampiamente coltivato negli Stati
Uniti, in Quebec ed in Canada, e, per
la maggior parte, esportato in Cina.
La droga è rappresentata dalla radice,
di almeno sei anni, che, dopo la
raccolta, viene essiccata in modo vario.Il tipo riconosciuto come officinale
dalle Farmacopee Europee è quello bianco.La radice di ginseng contiene
principalmente delle saponine triterpeniche, sia tetracicliche del
gruppo del damarano che pentacicliche del tipo dell'oleano,
denominate . ginsenosidi Le varie specie di ginseng possono essere
distinte sulla base dei tipi di ginsenosidi prevalenti nella droga:
Rb1, Rb2, Rc, Re, Rg1 nel Ginseng cinese o coreano e Rb1 ed Re in
quello americano, per esempio. Tra gli altri componenti ci sono
polisaccaridi complessi, polipeptidi, composti poliacetilenici (per
es. panaxiolo), vitamine (soprattutto del gruppo B), sali minerali,
oligoelementi e tracce di olio essenziale. La radice di Ginseng
rappresenta uno dei più antichi medicamenti usati dall'uomo: gli
storici credono che il suo uso risalga ad almeno 5000 anni fa. Il
nome botanico Panax deriva dalla parola greca panacea, che significa
l'cura tutto, e fa riferimento alla vasta gamma di applicazioni
attribuite alla droga. In Cina, la somiglianza della forma della
radice di Ginseng con quella di un corpo umano (il nome cinese del
Ginseng: ren shen significa radice a forma di uomo) ha portato a
credere che la droga abbia proprietá toniche e rivitalizzanti su
tutto il corpo, in particolare nelle persone anziane. Nella medicina
cinese tradizionale è stato utilizzato soprattutto per normalizzare
la pressione sanguigna, per curare l'artrosi e l'amnesia, per i
disturbi della menopausa, per l'impotenza, per rafforzare
l'organismo quando è debilitato da malattie croniche o nei periodi
di convalescenza. Esso è classificato tra le piante l'superiori,
cioè tra quelle più utilizzate e sicure a disposizione. L'azione
farmacologica del Ginseng è varia e complessa; è stato comunque
dimostrato scientificamente che aumenta l'efficienza fisica e
mentale e migliora le capacitá di adattamento dell'organismo posto
in condizioni sfavorevoli. I ricercatori Russi hanno introdotto per
primi il termine adattogeno per descrivere una pianta che rafforza
le funzioni dell'organismo ed il sistema immunitario e aiuta a
controbilanciare stress fisici di diversa natura. Il Ginseng è stato
il primo adattogeno ad essere riconosciuto dalla medicina
occidentale, ed è anche quello meglio studiato. L'attivitá
immunostimolante del Panax ginseng è documentata da una vasta
letteratura. Alle dosi raccomandate è ben tollerato dalla maggior
parte delle persone. Gli effetti collaterali, riportati in
letteratura, riguardano soprattutto l'insonnia, conseguente ad un
dosaggio troppo alto, ad assunzioni serali o eccessiva risposta
verso questa pianta. Può indurre, in soggetti predisposti,
nervosismo e tachicardia. Il Ginseng ha azione anticoagulante, ed è
perciò controindicato nei soggetti che presentano disturbi della
coagulazione. Non è raccomandata inoltre la somministrazione in
gravidanza o durante l'allattamento, perchè non sono disponibili
dati riguardanti i suoi effetti sulla donna, sul feto e sul
lattante. E' meglio non associare elevate dosi di Ginseng ad altri
stimolanti, inclusa la caffeina.

Eleuterococco
Eleuterococcus senticosus Maxim.
L'Eleuterococco, noto anche
come , è un
ginseng siberiano
arbusto spinoso, che può
raggiungere i tre metri di altezza,
con foglie palmate e piccoli fiori
riuniti in ombrelle.
Appartiene, come il Ginseng, alla
famiglia delle Arialiaceae, ed è
originario delle regioni orientali
della Russia (Siberia), del nord
della Cina, della Korea e del
Giappone.
I componenti principali della sua radice, viene raccolta in autunno ed
essiccata.In Russia, la radice di Eleuterococco è usata come tonico ed
adattogeno, in modo simile a quello con cui viene utilizzato il Ginseng
in Cina.
Anche in Cina però, la radice intera ed il rizoma di Eleuterococco, noti
come , sono impiegati come stimolante, tonico, adattogeno,
diuretico, in caso di insonnia, dolori alla schiena o ai reni, artrite
reumatoide, mancanza di appetito e per aumentare, in modo
aspecifico, la resistenza alle malattie o a situazioni di stress.
Questa pianta è riportata nella Farmacopea ufficiale russa, e la
produzione dei suoi estratti, nel paese, è supervisionata dal Ministero
della Sanitá.
Le preparazioni a base di Eleuterococco sono divenute popolari in Russia verso
il 1950, come sostituti, meno costosi, del Ginseng, e
sono state ampiamente utilizzate da atleti olimpici, astronauti e
soldati, per migliorare le prestazioni fisiche e la resistenza a sforzi
estremi.
Uno studio del 1986, condotto dall'Istituto delle Scienze per la Salute
e lo Sport dell'Universitá di Tsukba, in Giappone, ha dimostrato che
l'Eleuterococco migliora l'utilizzazione dell'ossigeno nei muscoli sotto
sforzo.
Come nel caso del Ginseng, gli atleti che assumono questa radice, o
preparati a base della stessa, ottengono un miglioramento delle
proprie prestazioni ed un recupero più rapido dopo un allenamento o
in gara.
L'Eleuterococco è oggi considerato una importante droga ad attivitá
adattogena, che, in situazioni di stress psicologico e fisico e in condizioni
ambientali sfavorevoli, è capace di fornire all'organismo un impulso
diretto verso il mantenimento dell'omeostasi. Per le sue proprietá
stimolanti le difese immunitarie, l'utilizzo di
questa droga è particolarmente indicato in quei soggetti che
presentano facilitá a contrarre malattie da raffreddamento, influenza
e malattie infettive in generale.
In Unione Sovietica, a seguito della somministrazione, preventiva, di
Eleuterococco è stata dimostrata una significativa riduzione dell'incidenza
della sindrome influenzale (addirittura fino al 90%), su vasti
campioni di popolazione. L'Eleuterococco può aumentare
la pressione del sangue, e perciò non dovrebbe essere somministrato
a pazienti aventi tale parametro al di sopra della norma.
Non è raccomandata la somministrazione in gravidanza o durante
l'allattamento perchè non sono disponibili dati riguardanti i suoi
effetti sulla donna, sul feto e sul lattante.

Uncaria
Uncaria tomentosa (Willd.) DC. e Uncaria guianensis (Aubl.) Gmel.
L'Uncaria è una pianta originaria della foresta pluviale amazzonica e
di altre zone tropicali dell'America centrale e meridionale, come Perù,
Guatemala, Columbia, Ecuador, Guyana ecc..
E' un grosso arbusto rampicante, che può raggiungere i 20 m di
altezza, e possiede un fusto legnoso, quadrangolare, con tipiche spine,
lunghe circa 2 cm, localizzate alla base del picciolo delle foglie, che gli
servono per agganciarsi ad altre piante e svilupparsi verso l'alto in
cerca di luce.
Proprio dal termine latino l'uncus (cioè unghia o gancio), che indica
queste ultime, deriva il nome del genere l'Uncaria; e sempre ad esse fa
riferimento il nome
comune: l'unghia di gatto,
con cui la pianta è
popolarmente conosciuta.
Pur attaccandosi alla
vegetazione circostante,
l'Uncaria non può però
essere considerata una vera
liana, poichè non possiede
radici avventizie.
Due specie di Uncaria, la
tomentosa e la guianensis,molto simili tra loro, vengono usate, senza
distinzione, come medicamento dagli indigeni della foresta da oltre
2000 anni. Secondo i peruviani questa pianta può essere utilizzata
per curare ferite profonde, dolori alle ossa, problemi renali,
patologie degenerative, per ristabilire le donne dopo il parto e
come contraccettivo. Non è raccomandata la somministrazione in gravidanza o durante
l'allattamento, perchè non sono disponibili dati riguardanti gli effetti
della droga sulla donna, sul feto e sul lattante.

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