Dieci consigli per coltivare una pianta carnivora:
1. Usa acqua leggera - priva cioè di minerali come il calcio
2. Usa torba bionda acida di sfagno - terreno acido
3. Ricorda che adorano l'umidità
4. Non usare concimi - sono piante che vivono in terreni poveri
5. Rinvasa solo se necessario - spesso l'apparato radicale è molto delicato
6. Ricorda che ogni specie ha esigenze diverse -
7. Sii paziente - questo vale sempre...
8. Non estirpare esemplari in natura - meglio non darlo per scontato
9. Non occorre dar loro da mangiare
10. Rispetta le tue piante e trattale nel miglior modo possibile
Le piante carnivore non sono difficili, ma vanno capite
Uno dei punti fondamentali nella coltivazione di piante carnivore. La maggior
parte delle piante carnivore vive in zone paludose, in acqua ferma e povera di
calcio. Di solito L acqua acida. Ciò non vale proprio per tutte le piante, ma
per parecchie.
Tabella delle acque

Terreni e substrati
Altro fattore importante per le nostre piante carnivore L il substrato, il
terreno in cui esse dovranno vivere.
Deve essere acido, deve mantenersi umido, deve durare a lungo. E non
facile.
La torba bionda ad esempio è acida, perfetta, ma tende a degenerare, a
trasformarsi in terreno polveroso, che soffoca le nostre piante nel loro
apparato radicale. Dovremo quindi sempre mescolarla con sostanze drenanti.
Di seguito alcune indicazioni:

Come seminare
Le regole sono le solite: torba e ghiaietto o perlite, umidità elevata, acqua da
osmosi,luce.
Partiamo da torba e ghiaietto o perlite. Il composto è lo standard in rapporto
1:1.
Lo mettete in un vasetto e lo bagnate da sopra, in modo che la superficie si
compatti e
si possa seminare.
Poi seminate.
Per aumentare l’umidità attorno al seme, copriamo i vasetti con del
cellophane, tenuto sollevato con uno stecchino o due. Io faccio la "tenda", in
modo che l’acqua scivoli ai lati e non cada sulle piantine appena nate e non
radicate abbastanza
e le ribalti. O che non si formino sacche d’acqua che schiaccino le piantine sul
terreno.
L’acqua solo da sotto, dal sottovaso, in modo da non rovinare le semine o
dilavare i
semi in un punto.
Se ho a che fare con piante desertiche aggiungo una sventagliata di sabbia (uno
straterello compatto) sulla superficie.
Ghiaietto o perlite
La perlite è però ottima per
prezzo e capacità di assorbire l’acqua. Direi che si può usare la perlite dove
si rinvasa
di più e il ghiaietto di quarzo sulle piante più stabili. Ma sono
tendenzialmente
indifferenti.
Abbiate pazienza e costanza. Certi semi nascono solo con il caldone. Non buttate
via
le seminiere prima di luglio...agosto.
Sfagno si o no.
Lo sfagno non è una pianta carnivora, ma L un muschio che vive
spesso in ambienti dove ci sono le nostre beneamate. Non sempre, però.
Lo sfagno ha caratteristiche particolari: è un muschio che mantiene l’umidità,
ma lascia
respirare e passare aria.
Acidifica e filtra l’acqua. Ha poteri batterici e anti muffe.
Proprio sta bene con ogni pianta o quasi e, nella giusta dose serve sempre.
Già, questo è uno dei problemi: lo sfagno L invadente. Aggressivo, assillante. Se
una
pianta deve competere con lui soccombe. Insomma, bisogna castigarlo ogni tre per
due se si allarga troppo.
Se quindi è miracoloso come substrato per semi, talee e quant’altro, poi diventa
una
peste. A dirla tutta può venire utilizzato per combattere l’invadenza di piante
un po’...aggressive che vi invadono i vasi.
Per cui lo sfagno, se potete, coltivatelo.
Sicuramente vi far da spia se state trattando bene le vostre piante: se lo
sfagno
cresce ed è ok vuol dire che anche le vostre piante dovrebbero essere a posto.
Lo sfagno è da scartare oltre a quando prevarica le nostre piante, anche quando
abbiamo a che fare con specie piccole, specie desertiche, specie lente.
E’ invece da coltivare con specie che ci vivono in natura (drosera rotundifolia),
specie
come la darlingtonia che si propaga con stoloni e le sarracenie, specialmente le
adulte.

Germinabilità e stratificazione
Vi siete mai chiesti perchè i semi nascono proprio quel giorno e non un altro.
Per
l’umidità ed il tepore? E se ci fosse umidità e tepore in un giorno di gennaio?
E se foste
a latitudini dove i giorni si assomigliano tutto l’anno.
A far nascere i semi sono una combinazione di fattori, umidità, temperature,fotoperiodo e altro.
Per ottenere risultati noi dobbiamo simulare la stagione di riposo e mettere al
freddo i semi per alcuni mesi. questo passaggio si dice stratificazione e per
alcuni semi è
fondamentale: vedi sarracenie. Come in natura sopportano il gelo dei mesi
invernali,
così noi dobbiamo tenerli in frigo. Poi li potremo risvegliare. C’è chi
consiglia di dar loro
una "scaldata" in acqua a temperatura ambiente prima di seminare, in modo da
indebolire il tegumento, la superficie del seme.
Qua ci sarebbe poi da aggiungere qualche ormone germinante, ma qua sta a voi
scegliere. Se state operando con semi di piante semplici, lo sconsiglio. Ma è
questione
di abitudini.
Esigenze diverse
Alcune piante germinano dopo incendi: Vi spiego meglio... trattandosi di piante
particolari, esse popolano per prime determinati ambienti, come quelli del dopo
incendio: acidità del terreno dovuta alle ceneri e mancanza di erbe competitrici
portano
a quello. Per cui la presenza di alcune sostanze presenti nel fumo porta alla
germinazione di queste piante. Accendete quindi rametti o foglie, incendiatele e
affumicate una cartina da mettere nel vaso.
Le drosere vanno seminate in superficie. Il sole L lo stimolo alla germinazione,
per
cui lasciate i semi dove cadono in superficie e state attenti a non spazzarli
con l’acqua.
Le sarracenie seminatele in torba sola. Una volta cresciute qualche centimetro (
a
proposito, sono bellissime appena nate con la loro fogliettina), trapiantatele,
per non far
soffocare le radici. Lo stesso dicasi per altre specie nate in torba pura. La
torba è
troppo soffocante per le radici.
Contenitori
Per migliorare la percentuale di piante che nascono da seme, suggerisco di
utilizzare
come seminiere (in alternativa a quelle in vendita), delle normali scatole da
frigo in
plastica o vetro.
Il costo contenuto e la chiusura ermetica per l’umidità le rende ottime scatole
di
germinazione.
All’interno metterete torba pura (ma potete usare gi un composto 1:1),
ricordandovi
che per la torba pura soffoca le radici e che quindi sarà necessario travasare
le piante
appena raggiunte le dimensioni giuste. Per alcune piante potete aggiungere la
mica,
che aiuterà a far crescere le piante ed a far germinare i semi
Potrebbero nascere alcuni problemi nel passaggio dalle scatole chiuse a vasi
all’aperto: consiglio perciò di non fare un passaggio brusco, ma graduale con
del
cellophane bucato al posto del coperchio.
Nello scegliere il tipo di scatola dovranno essere tenute in considerazione
alcune
caratteristiche: la trasparenza della plastica del contenitore, il coperchio, la
possibilità di
impilare più scatole.
Direi che i risultati sono ottimi.
In alternativa alle vaschette del frigo ho visto usare: portauova di plastica,
scatole dei
biscotti (le strutture in plastica all’interno delle scatole di cartone),
scatole porta oggetti
di plastica, strutture portaposate, porta fili per ricamo o rammendo. E chi ne
ha, ne
metta!