Sara' vero? Definite cosi' potrebbero sembrare degli esseri
mostruosi e pericolosi. In effetti e' cosi', ma gli "animali" di cui
queste piante si nutrono sono per lo piu' insetti non piu' grandi di
una vespa o di un moscone.Questo e' il motivo per il quale spesso si
usa il termine piante insettivore, senz'altro meno cruento e
impressionante.Per la verita', le piante carnivore si nutrono di
insetti per necessita'. Sono piante, infatti, che in natura vivono
in ambienti particolarmente poveri dei nutrienti necessari alla
crescita di tutte le piante. Le ritroviamo in paludi, in torbiere
acide, su rocce spoglie, abbarbicate su tronchi di altre piante,
sott'acqua... Le piante carnivore riescono a sopravvivere in questi
ambienti sterili e inospitali ricavando il loro nutrimento dagli
insetti. In questo modo, anche se il terreno e' sterile, queste
piante riescono comunque a crescere e moltiplicarsi.
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Molti
pensano che le piante carnivore siano la sola
"Venus acchiappamosche", conosciuta da tutti (qui a
sinistra).
Al contrario, ce ne sono altre. Anzi,
molte altre.
Esistono centinaia di specie, distribuite dal Sud Africa
al Canada del Nord. Alcune sono tropicali, altre le
troviamo in aridi deserti e altre ancora sulle cime
delle nostre Alpi. |
Alcune sono piccole come la punta di uno spillo, altre lunghe metri
e metri. Verdi e spoglie o vistose e coloratissime, acquatiche,
terrestri, sotterranee, ce n'e' per tutti i gusti. No, decisamente,
le piante carnivore non si limitano alla sola "Venus
acchiappamosche", per quanto carina e affascinante essa sia.
Le piante carnivore non sono solo moltissime, ma anche molto diverse
tra loro. Diversi sono i loro sistemi di cattura, e diversi i modi
di uccisione e digestione della preda. Alcune sono dotate di
trappole a tagliola, altre di tubi ripieni di liquido digestivo,
altre ancora ricoperte di colla acida... in effetti e' affascinante
studiare tutti i meccanismi che queste piante hanno messo a punto
per catturare le loro prede.
Molte sono le fantasie e i racconti che riguardano le piante
carnivore, e non e' raro trovare persone convinte che ne esistano di
enormi, in grado di divorare cani e gatti, magari nascoste in
qualche foresta tropicale. Tutto cio' e' dovuto essenzialmente alla
colossale ignoranza che circonda queste piante.
Anche e specialmente in Italia, questa ignoranza e' spesso totale ed
assoluta. Non esiste alcun tipo di libro o di guida alla
coltivazione, e non c'era, fino a pochi anni fa, alcun tipo di punto
di riferimento ne' alcun gruppo di coltivatori o appassionati,
niente. In questa assoluta mancanza di tutto, l'unica sorgente di
qualcosa di carnivoro erano pochi e sparuti negozietti e vivai in
grado di vendere la mitica "venus acchiappamosche". Anche in questo
caso, pero', i consigli di coltivazione erano assolutamente vaghi,
pittoreschi e spesso errati: purtroppo gli stessi negozianti non ne
sanno piu' degli ignari principianti e si limitano a dare quattro
consigli in croce, magari accompagnandoli da raccomandazioni da
finti espertoni.
Questa situazione, fortunatamente, sembra destinata a finire presto,
grazie alla nascita dell'AIPC (l'Associazione Italiana Piante
Carnivore), e alla diffusione di internet, che ha reso finalmente
semplice e veloce la circolazione di notizie, dati, materiale tra
gli appassionati.
Mettendo insieme tutte le informazioni che abbiamo appena letto,
rivediamo quindi cosa sono le piante carnivore.
Le piante carnivore sono un vasto gruppo di piante, molto diverse
tra loro, che vivono in ambienti poveri di nutrienti e che hanno
quindi sviluppato la capacita' di sfruttare insetti e altri piccoli
invertebrati come sorgente alternativa di cibo. Hanno sviluppato
diversi sistemi per attirare, catturare, uccidere ed assimilare le
loro prede. Sono molte, sono diffuse su tutto il globo (spesso in
paludi o torbiere), e sono generalmente molto poco conosciute.
Adesso che sappiamo meglio di cosa stiamo parlando, entriamo in
qualche dettaglio sul loro riconoscimento e sulla loro coltivazione.
Primo riconoscimento
Riconoscere correttamente una pianta carnivora e' un procedimento
spesso difficile e laborioso. A volte ci vogliono molti anni e una
gran dose di esperienza per riuscire a riconoscere correttamente una
determinata pianta, e ci sono piante carnivore talmente simili tra
loro che nemmeno i piu' esperti riescono a distinguerle con certezza
senza una accurata indagine al microscopio.
Lasciando quindi il riconoscimento specifico delle piante carnivore
ai piu' esperti, possiamo pero' riuscire, in cinque minuti, a farci
un'idea delle piante carnivore esistenti e imparare a riconoscerle
almeno a grandi linee. Non saremo in grado di distinguere una
Sarracenia rubra alabamensis da una Sarracenia rubra gulfensis ma
per lo meno saremo in grado, facendo un parallelo, di distinguere
una rana da un cavallo.
Come detto, le piante carnivore hanno sviluppato diversi sistemi di
cattura (o trappole) per piccoli invertebrati.
Proviamo quindi a divdidere le piante carnivore in categorie a
seconda del tipo di trappola.
Per ogni tipologia di trappola divideremo le piante a loro volta in
generi ed eventualmente in specie. Ricordiamo che il binomio
genere-specie e' usato in tutti gli ambienti per identificare
univocamente un organismo (esempio Homo sapiens per l'uomo). Nel
caso delle piante carnivore, due piante appartenenti a due generi
diversi sono spesso diversissime tra loro, mentre due piante
appartenente allo stesso genere ma a specie diverse sono diverse tra
loro ma non in maniera marcata.
Quindi, Sarracenia psittacina e Pinguicula vulgaris sono due piante
assolutamente diverse tra loro (genere e specie diverse), mentre
Drosera capensis e Drosera regia sono due piante molto simili.
Passiamo ora in rassegna quindi tutti i tipi di trappola delle
piante carnivore, e per ogni tipo elenchiamo che piante esistono in
natura.
- Piante con trappola a tagliola
La trappola a tagliola e' un meccanismo formato da una foglia
modificata in modo da chiudersi a scatto quando viene sollecitata da
un animaletto. La foglia si richiude sul malcapitato,
intrappolandolo e soffocandolo. Nei giorni seguenti la cattura, la
pianta secerne degli enzimi digestivi dentro la tagliola, che
consumano la preda. E' una trappola molto evoluta, e si riconosce
immediatamente (aspetto tipico a tagliola).
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Ecco
l'unica pianta dotata di trappola a tagliola. E' la
famosa Dionaea
muscipula o piu' semplicemente "dionea" o "venus
acchiappamosche", di certo la pianta carnivora piu'
nota.
In natura e' diffusa negli Stati Uniti sudorientali, in
terreni acquitrinosi e soleggiati. Predilige un clima
simile al nostro, posizione in pieno sole, e inverni
anche sottozero, durante i quali entra in uno stato di
dormienza. |
La dionea forma una rosetta schiacciata al terreno e puo' arrivare a
20-30 centimetri di diametro con decine di foglie. Le trappole
possono essere lunghe 5-6 centimetri. Fiori a capolino, bianchi. E'
l'unica pianta esistente al mondo con trappole di questo tipo, a
tagliola, quindi quando vedete una pianta del genere, potete dire
immediatamente "dionea!".
Un unico genere con un'unica specie: Dionaea muscipula, molto comune
e di facile coltivazione.
- Piante con trappola a colla
Categoria molto vasta di piante carnivore in cui le foglie si sono
modificate in modo da produrre una colla appiccicosa che intrappola
gli insetti e li digerisce lentamente. Quello della colla e' un
sistema piuttosto semplice ma efficace per catturare le prede, ed e'
infatti utilizzato da molti generi diversi di piante carnivore.
Questo tipo di trappola si riconosce facilmente passando un dito
sulla superficie superiore di una foglia. Se al dito rimane
attaccata una sorta di bava trasparente e appiccicosa, siamo davanti
a una pianta carnivora di questo tipo.
Essenzialmente le piante carnivore con meccanismo a colla si
dividono in due grandi categorie. Vediamole.
Foglie con ghiandole invisibili.
Le piante di questo tipo appartengono ad un solo genere, il genere
Pinguicula. Queste piante presentano tutte foglie ricoperte di
migliaia di peli microscopici e invisibili a occhio nudo, che
secernono un liquido simile a bava. Questo liquido ricopre le foglie
formando un velo di colla. Quando un insetto cammina sulla foglia,
vi rimane invischiato e il liquido lentamente scioglie e digerisce
la preda.
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In
questa foto vedete un tipico esemplare di
Pinguicula.
La pianta ha un tipico caratteristico
verdechiaro-giallino, ed ha un aspetto tutt'altro che
carnivoro. Anzi, con le sue foglie morbide e spesse e i
suoi fiori simili a violette sembra piu' una pianta
grassa che una pianta carnivora.
Nonostante questo le foglie delle pinguicole sono delle
trappole veramente eccezionali e le pinguicole sono tra
le piante carnivore piu' efficenti, capaci di sterminare
decine di piccoli insetti per foglia. |
Pinguicula: unico genere con trappole a colla con ghiandole
invisibili. Ha decine e decine di specie distribuite su tutto il
globo e in molti ambienti. Esistono anche in Italia (Pinguicula
vulgaris, Pinguicula alpina e altre).
Estremamente comuni e di facile coltivazione. La Pinguicula
moranensis rappresenta una tipica pianta da principianti.
Foglie con ghiandole ben visibili.
In questo caso le foglie sono coperte di peli molto sottili che
portano alle estremita' delle specie di goccioline. Queste
goccioline sono composte da varie sostanze che servono ad
intrappolare, appiccicare e uccidere le prede, una volta catturate.
Le foglie di questo tipo sono spesso dotate di una certa mobilita',
e quindi una volta catturata una preda non e' raro vederle (nel
corso di alcune ore) ripiegarsi e avvolgere la preda stessa.
Vediamone alcuni esempi:
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Ecco
una tipica pianta con trappola a colla e ghiandole ben
visibili.
In questo caso si tratta di una
Drosera spatulata,
una pianta appartenente al genere
Drosera.
Questa pianta in particolare forma una rosetta di foglie
larga fino a 7-8 centimetri. Le foglie possono essere di
colore verde, o rosso, o ramato. Predilige ambienti
assolutamente torbosi e in pieno sole, dove fiorisce
continuamente, producendo abbondanti semi. |
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Questa
invece, e' sempre una drosera, ma in questo caso e' una
Drosera binata
che al contrario di quella di prima, forma foglie molto
ramificate e sollevate da terra, formando una specie di
ragnatela impenetrabile di veri e propri tentacoli
ricoperti di colla.
Il meccanismo di base (peli con gocce di colla) e' lo
stesso, ma la foglia e' completamente diversa.
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Ci sono diversi generi di piante con trappole a colla e ghiandole
ben visibili. Vediamoli:
Drosera: genere di enorme successo, con decine e decine di specie,
sparse su tutto il globo e in tutti gli ambienti. Esistono specie
australiane microscopiche e specie sudafricane molto grandi e
vistose. Qualora vi troviate di fronte ad una pianta carnivora con
trappola a colla e ghiandole ben visibili, Spagna, Portogallo e
Marocco. Rara.
Byblis: genere con poche specie, tipico dell'Australia e della Nuova
Guinea. Rare.
Roridula: genere quasi estinto, con due specie, nativo del Sud
Africa. Rarissime.
Quindi riassumendo: foglie appiccicose e bavose = trappola a colla.
Controlliamo le foglie piu' da vicino: se le foglie sono
all'apparenza normali, con ghiandole invisibili siamo di certo
davanti a una Pinguicula, se invece le foglie sono pelose con
ghiandole ben visibili siamo quasi sempre davanti a una Drosera,
raramente altri generi.
- Piante con trappola ad ascidio
E qui passiamo dal regno del "piccolo e carino" al regno del "grande
e meraviglioso".
Innanzitutto, cos'e' una trappola ad ascidio? Tecnicamente l'ascidio
e' una foglia modificata in modo da formare una specie di
contenitore con la forma piu' o meno di un bicchiere. Qui le prede
vengono intrappolate e digerite lentamente. L'ascidio e' prodotto
dalle foglie che si ripiegano su se stesse, richiudendosi.
Il funzionamento e' piuttosto semplice: le piante producono questi
ascidi con una apertura libera. Successivamente attirano gli insetti
con vari sistemi (colori, nettare). Gli insetti che cadono negli
ascidi vi muoiono e vengono digeriti lentamente. Vista la relativa
semplicita' di questa trappola, ci sono piu' generi di piante
carnivore che l'hanno adottata, in maniere diverse. Vediamoli.
Nepenthes
Nel genere Nepenthes gli ascidi sono formati all'estremita' delle
foglie. L'aspetto di queste piante e' quindi di piante con foglie
"normali" con delle specie di "bicchieri" pendenti attaccati alla
punta delle foglie. Gli ascidi sono ripieni di liquido digestivo che
uccide e assimila le prede.
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Qui a
sinistra una tipica
Nepenthes, con le sue foglie ad ascidio
pendente.
Come si puo' vedere, sono piante estremamente belle e
affascinanti, con colori che vanno dal rosso al viola,
al nero, in combinazioni di colori che hanno spesso
dell'incredibile.
Esiste un unico genere : il genere
Nepenthes,
con decine di specie. Sono tutte piante tropicali
(provengono dalle zone del Borneo e lontano oriente), ed
hanno bisogno di condizioni di crescita molto
particolari, con temperature e umidita' controllate,
fotoperiodo costante, ecc. |
In natura spesso hanno comportamento quasi rampicante e crescono
abbarbicate su altre piante, nelle foreste tropicali, o comunque su
detrito di origine vegetale.
Alcune delle specie sono quasi estinte o esistono solo in
coltivazione.origine vegetale.
Alcune delle specie sono quasi estinte o esistono solo in
coltivazione.
Le dimensioni sono notevoli, e ci sono Nepenthes che possono
arrivare a metri di lunghezza con ascidi della capacita' di 1-2
litri. Sono piante impegnative, alcune rarissime, e spesso molto
costose.
Sono, d'altronde, piante che danno un enorme soddisfazione se
coltivate con successo, e alcuni dei migliori coltivatori mondiali
di piante carnivore sono appunto coltivatori di Nepenthes.
Cephalotus
Pianta molto rara e particolare, esistente in un unico genere con
una unica specie, australiana: Cephalotus follicularis.
In questa pianta, al contrario della Nepenthes (dove le foglie hanno
un aspetto normale, al cui apice e' attaccato l'ascidio) esistono
due tipi distinti e separati di foglie. C'e' un tipo di foglia a
lamina, che e' in tutto e per tutto una foglia normale, come
potrebbe essere quella di una qualsiasi pianta non carnivora.
Alternate a queste foglie ci sono poi delle foglie esclusivamente ad
ascidio, con una forma tipica di bicchiere con coperchietto.
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Qui a
sinistra un
Cephalotus follicularis nella sua forma piu'
splendida.
Questa pianta, se cresciuta bene, presenta gruppi di
decine di foglie normali e decine di trappole. Le
trappole ad ascidio possono arrivare a 10 centimetri
d'altezza e sono delle vere e proprie tombe per
formiche.
Tipico dell'Australia, il
Cephalotus
e' abbastanza raro ed impegnativo da coltivare. Cresce
su terreni torbosi e ricchi di acqua, in condizioni di
pieno sole. |
Ripetiamo quindi: due tipi di foglia distinti: un tipo non
carnivoro, normale e un tipo esclusivamente carnivoro, ad ascidio.
Unico genere, unica specie: Cephalotus follicularis, australiano.
Abbastanza raro, abbastanza costoso, abbastanza difficile,
assolutamente meraviglioso.
Sarracenia e Darlingtonia
Abbandoniamo le trappole ad ascidio a "bicchiere" per arrivare alle
piante con trappole ad ascidio a "cono". In questo caso le foglie
sono sempre richiuse su se stesse a formare un contenitore, ma
questo contenitore non e' pendulo e portato all'estremita' delle
foglie, bensi' e' eretto, allungato, una specie di cono gelato
piantato per terra. Gli insetti, anche qui, sono attirati verso il
cono, dove cadono e muoiono, e lentamente vengono assimilati.
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Qui a
sinistra un rappresentante di questo tipo di piante
carnivore, la
Sarracenia flava.
Come si puo' vedere le sarracenie hanno spesso un
aspetto assolutamente incredibile e che non richiama in
alcun modo le altre piante. Non hanno foglie a lamina,
di aspetto normale, bensi' solamente foglie a cono
(salvo rari casi), hanno colori che vanno dal
giallo-verde (come qui) al rosso porpora. Tutte le
sarracenie provengono dagli Stati Uniti, e sono adattate
a climi da temperato freddo a temperato caldo.
Richiedono molte ore di sole pieno, terreni sempre
fradici e torbosi (tipici di paludi torbose) e inverni
freddi durante i quali entrano in dormienza.
Esistono sarracenie che arrivano anche a piu' di un
metro di altezza e che possono formare delle vere e
proprie colonie di centinaia di ascidi a cono. Le forme
vanno dal cono eretto ed allungato (come qui) a coni
schiacciati a terra, a coni piccoli a forma di
becco-di-pappagallo. |
Due generi:
Sarracenia, con 8 specie, tutte assolutamente meravigliose e non
impossibili da coltivare. Hanno la caratteristica di potersi
incrociare bene tra loro, con la possibilita' quindi di formare un
numero infinito di ibridi diversi dalle 8 specie esistenti.
Darlingtonia californica, unico genere con unica specie. Molto
affine alle Sarracenie, e' detta anche pianta-cobra per la forma
particolare delle trappole, che somigliano alla testa di un cobra.
E' anche questa una pianta tipica di zone torbose e umide degli
Stati Uniti. Piu' rara delle Sarracenie e piu' impegnativa da
coltivare.
Sarracenie e Darlingtonia sono tutte piante delicate, impegnative ma
non impossibili da coltivare. Crescono lentamente ma sono, come le
Nepenthes, dei veri e propri sogni da coltivare. Alcuni tra i piu'
grandi coltivatori ed esperti di piante carnivore sono coltivatori
di Sarracenia.
Heliamphora
Altro genere di piante carnivore con trappole ad ascidio di forma
conica ed allungata. Come le sarracenie e la Darlingtonia, non
presenta foglie normali, ma esclusivamente foglie a cono allungato
verticalmente. Le trappole sono ritenute molto primitive, in quanto
sono meno sofisticate e perfezionate di quelle di sarracenie e
Darlingtonia.
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Qui a
sinistra un tipico esemplare di
Heliamphora.
Come si puo' vedere, l'aspetto richiama in qualche modo
quello delle sarracenie, con la differenza che gli
ascidi non hanno il "coperchio" come succede per quelli
delle sarracenie.
Le heliamphore sono piante particolarissime che vivono
in ambienti estremi sulle cime degli altopiani (detti
tepui) in Venezuela e Brasile, dove ci sono condizioni
ambientali proibitive, costanti precipitazioni, forte
vento, notti gelide. |
Le piante sono talmente belle e impegnative che tutti gli
appassionati di piante carnivore ritengono sia uno "status symbol"
riuscire ad avere una Heliamphora in buona condizione nella propria
collezione.
Heliamphora: unico genere con 5 specie. Sono tutte piante di
montagna tropicale (tepui). Richiedono particolarissime condizioni
di coltivazione. Rare, alcune rarissime, impegnative, costose, lente
a crescere e delicatissime. Insomma, hanno tutti i difetti ma anche
un piccolissimo pregio: sono bellissime.
- Altre trappole, altre piante
Queste qui sopra esposte sono i tre tipi di trappola piu' noti e
comuni nel mondo delle piante carnivore. Ma non sono gli unici.
Esistono infatti specie a volte meno note e meno coltivate, ma non
per questo meno interessanti. Diamo una veloce occhiata:
Utricularia
Le utricularie sono piante spesso con foglie piccolissime, a volte
non piu' lunghe di qualche millimetro. A vedersi non sembrano
diversi da qualche tipo strano di muschio. Sono spesso
caratterizzate da splendidi fiori. C'e' un unico genere, Utricularia
con decine di specie sparse su tutto il globo. Alcune specie
brasiliane hanno fiori enormi e vistosissimi.
La caratteristica di queste piante e' che sono dotate di
piccolissime trappole sotterranee o subacquee, simili a piccolissimi
sacchettini. Questi sacchettini sono sottovuoto e quando un
microscopico animaletto ci passa vicino si aprono per una frazione
di secondo, lo risucchiano all'interno e si richiudono. Col tempo
poi l'animaletto muore e viene assimilato. Le trappole non sono
molto grandi (nell'ordine di 1-2 millimetri) e spesso la parte
visibile della pianta e' scarna e misera, e questo e' il motivo per
cui sono molto rare da trovare in coltivazione. Nonostante questo la
bellezza dei fiori e la semplicita' di coltivazione rendono le
utricularie una interessante alternativa alle solite carnivore.
Aldrovanda vesiculosa
Unica specie di un genere ormai quasi scomparso. In pratica e' una
piccola dionea acquatica. Senza radici, vive in acqua e ha
piccolissime trappole (microscopiche) che funzionano in maniera
simile a quelle della dionea, cioe' a scatto.
E' una pianta che una volta era molto comune in tutta Europa. A
tutt'oggi, ormai, si ritiene sia praticamente scomparsa da quasi
tutti gli ambienti dove era prima presente a causa
dell'inquinamento.
Rarissima da trovare in coltivazione, perche' spesso vista come
specie di poco interesse, piccola e insignificante. E' invece una
pianta molto interessante per la sua parentela con una pianta
apparentemente cosi' diversa come appunto la Dionaea muscipula.
Ci sono altri generi di piante carnivore (Genlisea, Ibicella e
altri) ma sono talmente rare e insolite da trovare in coltivazione
da essere note solamente ad alcuni coltivatori particolarmente
esperti.
Riassunto riconoscimento
Riassumiamo tutto cio' esposto sin d'ora. Abbiamo diviso le piante
carnivore in vari gruppi a seconda del meccanismo di cattura.
Rivediamo a grandi linee la divisione che abbiamo fatto, aiutandoci
con uno schema.
• Foglia che si chiude a scatto? Trappola a tagliola : Dionaea
muscipula
Un genere, una specie. Comune, di facile coltivazione. USA.
• Foglia con superficie viscida? Trappola a colla :
o Ghiandole invisibili, foglia dall'apparenza liscia? Pinguicula
Un genere, parecchie decine di specie, alcune comuni e di facile
coltivazione.
Distribuite su tutto il globo, in tutti i tipi di terreni.
Particolare il gruppo delle pinguicole messicane. Pinguicula
moranensis molto indicata per i principianti.
o Ghiandole ben visibili, foglia dall'apparenza pelosa? Drosera
Un genere, parecchie decine di specie, alcune comuni e di facile
coltivazione.
Distribuite su tutto il globo, su terreni spesso umidi e torbosi.
Particolari il gruppo delle drosere nane australiane, delle giganti
africane, delle drosere tuberose e altre ancora. Drosera capensis
indicata per i principianti.
• Foglia a tubo o a bicchiere? Trappola ad ascidio :
o Foglie normali, con bicchiere pendente all'estremita'? Nepenthes
Un genere, parecchie decine di specie, tutte tropicali e di
coltivazione impegnativa.
Distribuite in zone tropicali autralian gruppo di montagna (piu'
esigenti). Rare e costose, molto ricercate per la particolare
bellezza. Crescono su altre piante o su detriti di origine vegetale
in ambiente umido.
o 2 tipi di foglie distinte: foglie normali a lamina, non carnivore,
e foglie completamente a bicchiere, carnivore? Cephalotus
follicularis
Un genere, una specie, di origine australiana. Di coltivazione
impegnativa, e difficile da trovare. Molto bella, cresce in colonie
molto vaste, su terreni torbosi e fradici, in piane assolate.
o Ascidi tutti a cono, allungati e verticalmente inseriti nel
terreno, con un prolungamento a "cappello" o "coperchio" che copre
l'apertura dell'ascidio? Sarracenia
Un genere, 8 specie, tutte di zone paludose e umide degli USA.
Impegnative (ma non troppo), e di particolare bellezza. Indicata per
i principianti la Sarracenia purpurea venosa ed alcuni ibridi in
commercio.
o Ascidi tutti a cono, allungati e verticalmente inseriti nel
terreno, ma privi di "cappello"? Heliamphora
Un genere, 5 specie, tutte di zone di montagna tropicale del Sud
America. Estremamente rare, impegnative, ma particolare bellezza.
Introduzione alla coltivazione
Per centinaia di anni, sin dai primi tentativi di coltivazione, le
piante carnivore sono sempre state ritenute piante di difficilissima
coltivazione. Difficili da tenere, difficilissime da riprodurre,
quasi impossibili da far nascere da seme.
Cio' avveniva in quanto spesso gli esploratori che riportavano
queste piante in Europa non accompagnavano le piante da informazioni
sull'ambiente in cui le avevano trovate. Le piante carnivore, cosi',
finivano coltivate come se fossero state delle normali rose, morendo
in brevissimo tempo.
Fortunatamente, mano a mano che si sono accumulati piu' dati sugli
ambienti nativi di queste piante e che si sono cercate di riprodurre
artificialmente le condizioni naturali piu' favorevoli alla loro
crescita, si e' scoperto che le piante carnivore non sono, in
generale, cosi' difficili da coltivare come potrebbe sembrare. Sono
particolari, non difficili.
Sono particolari in quanto le tecniche di coltivazione sono
piuttosto stravaganti e differenti da quelle comunemente usate per
le altre piante. Non sono difficili in quanto una volta apprese
queste tecniche non e' insolito riuscire a coltivare con grande
successo anche le specie piu' rare e ostiche.
In altre parole, si tratta solo di imparare.
La stragrande maggioranza delle piante carnivore ha bisogno di
pochi, ma fondamentali, requisiti: acqua, torba e sole. Non
dimentichiamoci che spesso queste piante crescono in terreni
torbosi, paludi, acquitrini. Tutti questi ambienti hanno in comune
queste cose: sono fradici d'acqua, sono spesso esposti al sole
diretto dalla mattina alla sera, e il terreno e' composto
prevalentemente da detriti vegetale oppure da sfagno e torba.
Una volta ricreate queste condizioni, la coltivazione sara' solo
questione di tempo libero e passione, ma non sara' per niente
impossibile o irrealizzabile.
Terreno
Moltissime piante carnivore, e di sicuro tutte quelle che vengono
consigliate ai principianti, crescono benissimo su torba di sfagno
pura. A questo proposito, e' necessario riuscire a recuperare della
torba acida di sfagno assolutamente pura e priva di fertilizzanti e
addizionanti. Sono da escludere le "torbe fertili", gli "humus
addizionati" i "terravita" e tutti i prodotti di questo tipo,
perche' contengono azoto, che sebbene sia un toccasana per le piante
normali, e' un veleno per le carnivore. Quindi, dobbiamo usare solo
torba acida di sfagno, che peraltro non costa quasi nulla e si trova
presso tutti i grossi garden-center e vivai.
A questa alcuni aggiungono delle sostanze per renderla meno
impaccata. Si usa spesso la perlite, o il ghiaino di quarzo. Cio' in
quanto e' necessario usare sostanze neutre che non inquinino il
terreno e mantengano il pH molto basso. Senza scendere in dettagli,
cercate in negozi di acquariofilia del normalissimo ghiaino di
quarzo, oppure procuratevi da un vivaista della perlite.
La preparazione del terreno e' piuttosto semplice: basta strizzare e
idratare la torba finche' e' fradicia. Mescolarla in proporzione 1:1
con perlite o quarzo, oppure usarla pura e sistemarla nei vasi
(possibilmente di plastica).
Acqua
E' importante che l'acqua sia SEMPRE presente in abbondanza. Per
questo si usa il sistema della sottocassetta o del sottovaso: si
sistemano i vasi su sottovasi o sottocassette e si tengono le
sottocassette sempre colme d'acqua, versando l'acqua direttamente
nella sottocassetta e mai sul vaso o sulla pianta. La sottocassetta
piena d'acqua simula la situazione della palude, dove lo strato
superficiale puo' essere anche secco e arso dal sole, ma dove pochi
centimetri sotto c'e' sempre fango e acqua in enorme quantita'.
Questo e' un requisito fondamentale, e se la torba dovesse seccare
per assenza d'acqua le piante morirebbero in brevissimo tempo.
Che acqua usare? I principianti possono usare qualsiasi acqua
ottenendo risultati accettabili sia per le drosere che per dionee e
altre piante. I piu' smaliziati pero' sanno che piu' "tenera" e
"dolce" e' l'acqua, meglio crescono le piante. A questo scopo si usa
spesso acqua piovana, o acqua demineralizzata (in vendita nei
supermercati) o, i piu' esperti, addirittura un impianto a osmosi
inversa per ottenere grandi quantita' d'acqua poverissima di sali,
ottima per le carnivore.
Posizione
Contrariamente a quanto si pensa, a parte alcuni casi, le piante
carnivore non sono piante tropicali e non sono piante da sottobosco
o delicate. Vanno, anzi, tenute in pienissimo sole e all'esterno,
durante tutto l'anno. Durante l'inverno vanno tenute in un posto
freddo, con temperature attorno a 2-5'C, in modo che entrino nella
fase di dormienza. La primavera successiva saranno piu' vigorose e
vispe che mai. Al contrario, tenere una dionea o una sarracenia in
casa, al calduccio, rappresenta solo apparentemente un vantaggio, in
quanto poi la pianta, in primavera, crescera' lenta e stentata.
Caso a parte quello di Nepenthes e poche altre piante che sono
effettivamente tropicali e che necessitano quindi di temperature
sempre nell'ordine dei 15-20'C. In inverno queste piante hanno
bisogno di un terrario o di un posto comunque umido, caldo e con
fotoperiodo di almeno 12 ore di luce. Proprio queste condizioni,
difficili da simulare a meno che non si spenda molto, rendono queste
piante piu' impegnative da tenere.
Quindi, visti i requisiti fondamentali, riassumiamo i punti
assolutamente fondamentali per la coltivazione generica delle piante
carnivore:
• Usare sempre terreni acidi: torba acida di sfagno priva di
addizionanti e eventualmente alleggerita con quarzo o perlite.
• Sistemare sempre i vasi in modo che ci siano sempre almeno un paio
di centimetri d'acqua sul fondo, per mantenere il terreno molto
umido, specialmente durante l'estate. Usare il sistema della
sottocassetta.
• Sistemare le piante in posizione molto assolata, all'esterno, e
lasciarle svernare in condizioni fredda durante l'inverno.
• Non fertilizzare mai con alcun tipo di fertilizzante.
• Non giocare con le trappole, divertirsi a chiudere le trappole
delle dionee o dar da mangiare qualsiasi alimento che contenga
grassi o olii. Cio' quindi esclude carne animale. Le piante si
arrangeranno da sole a catturare gli insetti.
• Una volta sistemata una pianta in una posizione, non spostatela
frequentemente, ma lasciatele qualche mese di tempo che si adatti
alle nuovi condizioni di luce e umidita'. Muovere le piante
frequentemente significa indebolirle.
• Nel caso otteniate semi, seminateli sempre in condizioni di
elevata umidita', su torba purissima.
• Rinvasate in febbraio, con particolare attenzione a non lacerare
ne' rovinare le radici di queste piante, spesso delicate e piuttosto
sensibili.
Ricordatevi sempre l'acqua nei sottovasi.
Piante carnivore per principianti
Dionaea muscipula
Comunissima e facile da trovare nei negozi per 10-15.000 lire a
vasetto. Da tenere all'esterno, sempre, e in posizione molto
assolata. Se riceve abbastanza sole si arrossa e diventa
particolarmente vigorosa e bella da vedere. D'inverno va tenuta in
posizione riparata, ma comunque con temperature mai superiori a 5'C,
altrimenti non entrera' in riposo invernale e deperira'. Di semplice
coltivazione, con le solite precauzioni: usare solo torba pura,
acqua in abbondanza e molto sole diretto. Fa fiori bianchi che si
raccomanda sempre di tagliare per non indebolire la pianta.
Drosera capensis
Un'altra pianta molto facile da tenere, comunissima tra i
principianti, insieme ad altre drosere facili quali ad esempio
Drosera spatulata, Drosera binata, Drosera intermedia, Drosera
rotundifolia e altre. Le condizioni di coltivazione sono semplici e
sempre quelle: torba purissima, abbondante acqua nel sottovaso e
posizione in pieno sole. D'inverno possono essere tenute in casa ma
e' meglio, comunque, fornir loro un inverno freddo e riparato, con
temperature intorno ai 5'C. Producono gruppi di fiori viola o
bianchi, piccoli, che formano abbondanti semi.
Pinguicula moranensis
Pianta comune e semplice da coltivare. Da tenere non in pienissimo
sole tutto il giorno, ma in posizione un po' riparata, tipo su un
davanzale esposto ad Est o Ovest. Terreno di torba pura o mista a
perlite. Non abbondare con l'acqua nel sottovaso, ma assicurarsi che
comunque la torba sia sempre ben umida. Produce bellissimi fiori a
violetta, rosa.
Sarracenie
Piante non comunissime, ma comunque non insolite da trovare nei
vivai specializzati e presso gli appassionati. Non e' difficile per
un principiante riuscire a tenere con successo una sarracenia.
Necessita di terreno di torba pura mista a perlite 1:1 e grande
abbondanza d'acqua nel sottovaso. Sole pieno, come al solito.
D'inverno si raccomanda di tenere le Sarracenie all'esterno anche se
la temperatura dovesse scendere sotto zero.
Ultime raccomandazioni
Se siete davvero interessati alle piante carnivore, iniziate con
calma, concentratevi su poche specie, anche se e' apparentemente
brutto partire con piante facili etichettate come "piante da
principiante".
Avanzate per gradi. Dionea, drosera, poi passate alle pinguicole, e
se vi crescono tutte bene per mesi, poi lanciatevi su specie piu'
impegnative o su sarracenie e nepenthes.
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