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..:: PIANTE E
FIORI
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Ecco delle schede dedicate alle Piante
| ABETE |
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Alto fino a 25 metri.
Chioma conica, regolare. Aghi corti e pungenti Pigne lunghe pendenti.
Resinoso. Tradizionale "albero di Natale" |
| BETULLA |
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'Alta da 15 a 20 metri.
Caratteristica la corteccia liscia, sottile, 'argenteo bianca.
Resistente nonostante l'aspetto delicato. |
| CARPINO |
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'Alto da 15 a 20 metri.
Popola i querceti ma può associarsi anche al faggio. Usato per ornare
parchi e giardini anche sotto forma di siepi. |
| ACERO |
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'Alto fino a 20 metri. Chioma arrotondata, ombrosa.
Frequente nei boschi di latifoglie. E' usato anche per ornamento di
giardini e siepi Gli Aceri sono alberi delle zone temperate boreali,
appartenenti alla famiglia delle Aceraceae, che presentano fo glie
caduche, opposte, con lungo picciolo senza stipole. Fiori per lo più
poligami (ma schili ed ermafroditi), pentameri (5 petali e 5 sepali)
riuniti in infiorescenze racemose e corimbose pendule. Il frutto,
caratteristico del genere, è formato da due noci alate ed è chiamato
disamara.
Al genere Acer appartengono circa 150 specie di cui 6 sono spontanei in
Italia ed altri sono naturalizzati. La forma delle foglie e quella delle
disamare possono essere di valido aiuto per riconoscere le varie specie.
Tutte le specie spontanee in Italia hanno foglie semplici con lamina
palmato-lobata e con picciolo lungo come la lamina fogliare. Un Acero
inselvatichito, soprattutto in Italia settentrionale che presenta foglie
paripennate composte da 3-7 segmenti è l'Acero negundo L. o Acero
americano.
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| CASTAGNO |
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'Alto fino a 30 metri. Chioma ampia. Longevo. Le
castagne furono il principale alimento invernale delle genti rurali.
Fiori melliferi. |
| OLMO |
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'Alto fino a 30 metri. Chioma ampia. Legno duro; fu
usato per i mozzi delle ruote ed i tronchi, svuotati, come tubazioni
dell'acqua. |
| LARICE |
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'Alto fino a 20metri. Chioma piramidale. Aghi teneri,
verde chiaro, cadono in inverno. Importante colonizzatore di terreni
degradati. |
| PINO SILVESTRE |
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Alto fino a 30 metri. Chioma alta, aghi brevi, ritorti.
Pigne ovato-coniche.Dalla resina si ricava essenza di trementina. |
| CILIEGIO |
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Alto fino a 20 metri. Spettacolare fioritura bianca
primaverile.Le ciliegie sono cibo per numerosi uccelli. |
| FRASSINO |
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Alto fino a 40 metri. I frutti (samare) sono lungamente
alati. Nell'antichità fu albero sacro, mistico e magico. |
| ROVERELLA |
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'Alta fino a 25 metri. Chioma espansa molto ombrosa. I
frutti (ghiande) sono ricercato alimento degli animali selvatici. |
| TIGLIO |
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Alto fino a 25 metri. Chioma densa ed ampia. Medicinale.
Fu simbolo di immortalità e piantato lungo le strade per proteggere dal
malocchio. |
| PIOPPO |
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'Alto fino a 20 metri. L'incessante tremolio delle
foglie dona alla chioma riflessi argentei. La leggenda narra che si usò
il legno di quest'albero per la croce di Gesù |
| TASSO |
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'Alto sino a 10 metri. Aghi verde scuro. Frutti rossi
velenosi, sono appetiti dagli uccelli.'. Il legno è durissimo e compatto
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| PINO MUGO |
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'Cresce prostrato o eretto, raggiunge allora i 20 metri
di 'altezza. Aghi duri, pungenti. Pigne dapprima erette poi pendule.'Dai
rami si distilla il mugolio utilizzato in farmacopea |
| FAGGIO |
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'Alto fino a 40 metri. Chioma massiccia. Tronco
possente, corteccia liscia color cinerino . Caratterizza l'orizzonte
climatico della foresta caducifolia montana. Dai frutti (faggiole) un
tempo si ricavava un buon olio alimentare e nutrimento per gli animali
domestici. Nelle carestie anche gli uomini si cibavano della farina di
faggiole. 'E' inoltre un maestoso albero ornamentale. |
| SAMBUCO |
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'Piccolo albero o arbusto. Numerosi fiori bianco-crema.
Bacche nero 'violacee pendule, usate per marmellate. Odore acre,
pungente. |
| GISILOSTIO |
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Cespuglio frondoso che popola il sottobosco delle
faggete. I frutti sono molto tossici. |
| SAMBUCO MONTANO |
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'Arbusto. Cresce oltre i 900 metri s.m. Fiori bianco
giallastri 'in dense pannocchie. Frutti (drupe) rosso scarlatto usati
per sciroppi |
| NOCCIOLO |
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'Piccolo albero o arbusto ramificato fin dalla base. Le
nocciole sono un alimento ambito da numerosi animali. Albero o arbusto
(Corylus avellana) della famiglia delle Betulacee; foglie arrotondate a
margine seghettato; fiori maschili in amenti cilindrici, femminili in
gruppetti gemmiformi; frutto commestibile (nocciola); i semi, detti
anch'essi nocciole, sono oleosi e commestibili. L'autunno è il momento
migliore per piantare un nocciolo perche' avrà ancora tempo di
sviluppare le radici prima del gelo invernale. |
| AGRIFOGLIO |
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'Piccolo albero o arbusto del sottobosco del faggio.
'Foglie persistenti. Drupe rosse. Depredato nel passato per le
caratteristiche ornamentali ora è protetto. |
| CAPPELLO DI PRETE |
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Arbusto poco appariscente in primavera estate, avvampa
in autunno 'di foglie rosseggianti e di frutti a quattro lobi che si
aprono mostrando 'i semi rosso arancione. VELENOSO. |
| MAGGIOCIONDOLO |
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'Piccolo albero o arbusto. Ornamentale. I fiori gialli
pendono in lunghi grappoli profumati. Tutta la pianta è velenosa. |
| BIANCOSPINO |
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'E' noto fin dal tempo dei Greci che lo usavano per
adornare gli altari nunziali. Fiori, frutti e corteccia hanno proprietà
medicinali |
| CORNIOLO |
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Può arrivare a 7 metri di altezza. Fiorisce già a
febbraio. I frutti erano usati per marmellate o in salamoia come le
olive |
| LANTANA |
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'E' un arbusto alto fino a 6 metri. Ornamentale. Dai
frutti maturi un tempo si ricavava inchiostro. |
| SORBO DEGLI UCCELLATORI |
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Alto fino a 18 metri. Ornamentale. I frutti erano usati
come richiamo nelle trappole per gli uccelli. |
| SALICONE |
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Piccolo albero o arbusto. Gli amenti femminili serici,
sono già presenti alla fine dell'inverno ed in molte località sono
chiamati "gattini" .La corteccia è ricca di salicina ed è usata in
farmacopea. |
| ALBICOCCO |
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FAMIGLIA Rosaceae
FOGLIE
Decidue, semplici, alterne, cuoriformi, con margine seghettato e apice
acuto
FIORI
Bianco-rosei ermafroditi con fioritura da marzo a maggio prima della
fogliazione
FRUTTI
Drupe vellutate di colore giallo-arancio. Il frutto matura già ad
aprile-maggio
PORTAMENTO
Albero con altezza sino a 5-7 m.
CORTECCIA
Corteccia rugosa di colore tra il verde e marrone chiaro. |
| FICO |
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Il Fico (dal latino ficus) è una pianta del genere Ficus
della famiglia delle Moracee e con lo stesso nome viene indicato il fico
comune o domestico ovvero il falso frutto (siconio) che produce. Il fico
comune, originario dell'Asia occidentale, è coltivato in tutti i Paesi
del Mediterraneo e anche nelle regioni dell'America e dell'Oceania con
clima analogo. È una pianta di media grandezza con potente apparato
radicale, corteccia liscia e cenerina e foglie ampie a 5-7 lobi, glabre
ma ruvide. Nell'infiorescenza (siconio) che produce, il ricettacolo si
slarga e forma una cavità tappezzata all'interno da minuscoli fiori
unisessuali, comunicante con l'esterno mediante una piccola apertura (ostiolo).
Le infruttescenze (dette anch'esse siconi) hanno colore variabile dal
giallo al verde al nero e maturano in tre distinti periodi,
distinguendosi così altrettanti tipi: fichi fiori o primaticci o fioroni
prodotti da gemme dell'anno precedente, che maturano in giugno-luglio;
forniti o fichi propriamente detti prodotti da gemme dell'annata, che
maturano da agosto a settembre; fichi tardivi o cratiri o cimaruolo,
maturano in autunno. Di norma i siconi del fico contengono
esclusivamente fiori femminili, per cui i frutti, costituiti da piccoli
acheni, si formano solo per partenocarpia o in seguito a caprificazione
(per derivazione dal fico selvatico). Fra i fichi coltivati se ne hanno
di quelli che danno tutte e tre le generazioni di frutti (varietà
trifere), ma nella maggior parte dei casi le cultivar sono unifere (con
la sola fruttificazione estiva) o bifere (producono sia i fichi
primaverili sia quelli estivi). Oltre che fresche, le infruttescenze si
consumano essiccate (fichi secchi) e sotto tale aspetto costituiscono
oggetto di un importante commercio. L'essiccamento può essere eseguito
al sole, al forno o in appositi essiccatoi ad aria calda.
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| MELO |
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È originario di una zona sud caucasica, il melo è oggi
coltivato intensivamente in Cina, Stati Uniti, Russia, Europa
(soprattutto in Italia e Francia).
In Italia la produzione è concentrata nel settentrione: l'80% del
raccolto nazionale, infatti, proviene da tre regioni del Nord:
Trentino-Alto Adige (46%), Emilia-Romagna (17%) e Veneto (14%). Altre
aree di una certa importanza sono Piemonte, Lombardia e Campania.
Appartiene alla grande famiglia delle Rosaceae, sottofamiglia Pomoideae,
genere Malus.
Il melo è una pianta di dimensioni medio-elevate che può raggiungere
un'altezza anche di 8-10 metri.
Il melo presenta gemme a legno e miste portate da diversi rami
fruttiferi, cioè da dardi, lamburde, brindilli e rami misti. Il frutto è
un pomo o melonide (falso frutto); la corteccia è tipicamente liscia
rispetto altre specie e la foglia si distingue per il margine
seghettato. Esiste autoincompatibilità gametofitica nel gruppo della
cultivar (cv), ma i gruppi pomologici sono tra loro intercompatibili,
perciò sono necessarie più cv per un impianto.
Limiti pedoclimatici: è resistente al freddo (fino a -25°C, con qualche
eccezione), per la sensibilità alle gelate tardive dipende dall’epoca di
fioritura, e sopporta bene il calcare se il terreno è ben drenato, si
adatta a vari terreni.
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| PERO |
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Denominazione comune delle specie arboree appartenenti
al genere Pyrus della famiglia delle Rosacee. Il pero comune è
originario dell'Europa, mentre il Pyrus pyrifolia cresce
spontaneo in Cina, Mongolia e Giappone. Entrambe le specie sono
coltivate estensivamente nelle regioni temperate, dal clima fresco e
umido di tutto il mondo, per ricavarne i frutti. Il pero coltivato
raggiunge l'altezza di circa 9 metri e uno spessore di circa 30
centimetri di diametro nel tronco. La foglia è ovale e semplice e, a
differenza della foglia del melo, liscia e lucente. I fiori sono bianchi
e riuniti in un'infiorescenza terminale a corimbo, che porta da 7 a 15
fiori; hanno cinque petali, cinque sepali, molti stami e un unico
pistillo. Il frutto, la pera, è un falso frutto detto pomo, più succoso
della mela; la forma varia da quella tipica, piriforme, a quella
compressa della mela. La buccia può variare di spessore e di colore, dal
giallo al verde e dal rosso al marrone, a seconda delle varietà. Nelle
pere acerbe la polpa, di sapore variabile nelle diverse varietà,
contiene numerose celle sclerificate. Le pere vengono raccolte prima
della maturazione e lasciate maturare nei frigoriferi in cui vengono
conservate; possono essere consumate fresche, in scatola o essiccate.
Contengono circa il 16% di zuccheri, trascurabili quantità di grassi e
proteine, diverse vitamine del gruppo B e acido ascorbico, nonché basse
concentrazioni di fosforo e iodio. Quasi tutte le varietà di pero
possono essere coltivate nella qualità standard o nana. Le qualità nane
si ottengono innestando un pero su un cosiddetto portainnesto, che può
essere un franco, un cotogno o un biancospino. Le diverse varietà
possono essere distinte sia in base alla destinazione del prodotto (da
tavola, da cuocere o da marmellata), che per l'epoca di maturazione
(estiva, autunnale, invernale). La varietà "Duchessa d'Angoulême"
produce, ad esempio, una pera da dessert e viene in genere coltivata
come qualità nana. Altre varietà sono le "William", il "Trionfo di
Vienna" e la "Butirra Hardy", che maturano da luglio a settembre e sono
poco conservabili. Tra le varietà autunnali sono da ricordare le
"Kaiser" e le "Decane del Comizio". La "Decana d'Inverno" e la
"Bergamotta d'Esperen" maturano, invece, in inverno e si conservano a
lungo. |
| PESCO |
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Denominazione comune di un albero da frutto a foglie
decidue della famiglia delle Rosacee. Il pesco, che si ritiene sia
originario della Cina, è coltivato nelle regioni temperate e
subtropicali di tutto il mondo. Il frutto, la pesca, contiene un
nocciolo ricoperto di polpa succosa, che quando giunge a maturazione ha
un aroma gradevole. L'albero è moderatamente alto, dall'apparato
radicale superficiale e dalla chioma più o meno ampia, a seconda della
varietà. Le circa 300 varietà coltivate possono essere suddivise in base
al tempo di maturazione, alla forma del frutto, alla colorazione della
polpa e all'aderenza o meno della polpa al nocciolo. Si ricordano le
varietà "Sunrise", a polpa gialla, e "Sant'Anna Balducci", a polpa
bianca. La nettarina o pescanoce è una varietà di pesca di origine
americana, oggi molto diffusa anche in Europa. Il pesco non è un albero
longevo e in genere non supera i 30 anni di vita. Gli Stati Uniti e
l'Italia sono i principali produttori mondiali di pesche, che vengono
anche commercializzate sotto forma di frutta sciroppata o al naturale,
nelle conserve. |
| SUSINO |
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Denominazione comune di alcuni alberi da frutto
appartenenti alla famiglia delle Rosacee, nella quale sono inclusi anche
peschi, ciliegi, mandorli e albicocchi. Nelle regioni temperate sono
coltivate circa 12 specie di susino per i frutti e i fiori ornamentali.
Le specie arboree raramente superano i 10 metri di altezza. Le varietà
di susino adatte a climi caldi e freschi sono più numerose di quelle di
altre specie. In Italia il susino è coltivato in numerose varietà, quasi
tutte derivate da due specie selvatiche: susino europeo (Prunus
domestica) e susino giapponese (Prunus salicina). Il primo,
coltivato sin dai tempi antichi, è probabilmente originario delle zone
intorno al mar Caspio e i frutti delle varietà di questa specie hanno
diversi colori, dal giallo al rosso al verde, anche se il colore più
comune è viola scuro. Fra le varietà più diffuse di susino europeo si
ricordano l'"Agostana di Cesena"e la "Regina Vittoria". Il susino
giapponese, probabilmente originario della Cina, è caratterizzato da
frutti più appuntiti, di colore giallo o rosso chiaro. I frutti di tutte
le varietà, detti susine o prugne, vengono consumati freschi oppure
fatti essiccare. |
| VITE |
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Pianta appartenente alla famiglia delle Vitacee,
dell'ordine delle Ramnali, caratterizzata dal tipico portamento
rampicante. L'uva, il frutto della vite, viene consumata fin
dall'antichità, come dimostra il ritrovamento di alcuni acini tra i
reperti archeologici di insediamenti risalenti all'età del Bronzo, in
Italia e in Svizzera, e in alcune tombe dell'antico Egitto. I botanici
ritengono che la vite sia originaria della regione del mar Caspio e che
la sua diffusione verso occidente, fino alle coste asiatiche del
Mediterraneo, sia avvenuta a opera di uccelli migratori, del vento e dei
corsi d'acqua. La coltivazione della vite, praticata in Palestina già in
epoca precristiana, fu introdotta nelle regioni mediterranee dai fenici,
e dall'antica Grecia si estese poi a tutto l'impero romano. Le viti
hanno un fusto rampicante, che si attacca a muri e recinzioni mediante
particolari organi di sostegno detti viticci, foglie palminervie
alternate, disposte lungo il fusto in gruppi di tre unità e intervallate
da coppie opposte di viticci, e grappoli di fiori verdognoli
unisessuali, talvolta portati da piante separate. I frutti maturano su
rami di almeno due anni, che vengono rimossi immediatamente dopo la
vendemmia. Classificazione scientifica: Le varie specie di vite fanno
parte della famiglia delle Vitacee; il nome scientifico della comune
specie europea da cui sono derivate numerose varietà è Vitis vinifera.
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| MELOGRANO |
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Un frutto antico e miracoloso da sempre simbolo di
fertilita', simbolo suggerito dalla particolare conformazione di questo
meraviglioso frutto, dove centinaia di semi racchiusi in dolci chicchi
sono pronti a dare nuove vite. ricchissimo di vitamine, e' stato da
millenni fonte di salvezza per i popoli degli aridi territori d'Asia:
dall'Anatolia al deserto del Gobi. Il melograno oltre ad essere
impiegato nella medicina naturale e' un ottimo colorante; con la sua
buccia essiccata otteniamo un buon giallo tendente al verde. Gialli
estratti dal melograno sono stati ritrovati in tombe egiziane risalenti
al 1500 A.E.V.. |
| MANDORLO |
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Denominazione comune di un piccolo albero della famiglia
delle Rosacee e del seme da esso prodotto. L'albero è caratterizzato dal
frutto, una drupa vellutata contenente un nocciolo duro e bucherellato,
dalle foglie giovani, che hanno i margini ripiegati lungo la nervatura
centrale, e dai fiori, rosa chiaro, che sbocciano tra dicembre e marzo.
Il mandorlo raggiunge un'altezza di circa 9 metri ed è nativo dell'Asia
orientale, anche se ormai cresce selvatico in tutta l'Europa meridionale
e viene coltivato in molte regioni italiane del centro-sud,
caratterizzandone il paesaggio. Il legno è duro, di colore rossastro, e
viene utilizzato per lavori di ebanisteria. I semi maturano a settembre
e possono essere suddivisi in mandorle dolci e amare, nonché in mandorle
fresche, secche e da pasticceria. Tra le varietà più note vi sono le
"Santa Caterina", le "Avola scelta" e le "Pesca". Le varie specie di
mandorli da fiore, a portamento arboreo o arbustivo, sono largamente
coltivate per l'abbondante fioritura bianca o rosata. |
| PESCA NOCE |
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L’albero non offre alcun carattere, che gli sia
particolare; ma si distingue per la bellezza dei suoi fiori, che sono
sempre magnopetali, e tinti di un color di rosa sfumato, che degrada nel
bianco, e li rassomiglia un poco ai fiori del Mandorlo.
Il frutto matura sulla fine di Luglio, e per conseguenza è fra i
precoci, e segue da presso le Maddalene di tutte le razze, la Pesca
Ciliegia, e le Moscadelle.
È picciolo in paragone alle Pesche proprie, ma è grosso nella specie
delle Pesche noci: la sua forma è regolare, e tondeggia con molta
grazia, essendo appena solcato dalla solita suttura, che divide da un
lato tutte le Pesche.
La polpa è bianca e duracina, e adere fortemente al nocciolo: essa è
fina, delicata, gentile, e si scioglie in un sugo dolce e saporito, che
non ha di acido, che quanto è bastante per dargli del rilievo.
La buccia è liscia, colorita di un bianco cerino lucente, il quale forma
un contrasto grazioso colle macchie di corallino, che lo velano spesso
dal lato del sole, e lo rende uno dei frutti di più bella apparenza: in
alcune località il bianco è appena sfumato da qualche leggierissimo velo
di rosso: qualche volta è intieramente bianco. |
| ARANCIO |
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Pianta e specie di piante della famiglia delle rutacee,
originaria della Cina e della Cocincina, coltivata nelle regioni
temperate (in Italia soprattutto in Sicilia e in Calabria) per i frutti
e anche come pianta ornamentale in vaso. E' un albero alto fino ad una
decina di metri, con foglie ovali, frutti globosi, piccoli fiori
bianchi, intensamente profumati (fiori d'arancio, simbolo di purezza e
per questo portati sul capo dalle spose durante la cerimonia nuziale),
da cui si estrae un'essenza usata in profumeria. Esistono due varieta':-
l'arancio dolce, largamente coltivato per i frutti piu' dolci, adatti
per essere consumati freschi - l'arancio amaro, dai frutti amarognoli
utilizzati per preparare marmellate e canditi, e per estrarre essenze.
Il colore della buccia dell'arancia matura e' intermedio tra il
giallo/arancione e il rosso, con varie tonalita'. |
| FRAGOLA |
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E' una pianta di origine europea che si trova spontanea
nei nostri boschi. Le varietà coltivate sono degli ibridi la cui
produzione è iniziata verso la fine del Settecento, e vengono
classificate in cultivar a frutto piccolo e cultivar a frutto grande. La
Fragola appartiene alla Famiglia delle Rosaceae, sottofamiglia Rosoideae,
genere Fragaria. Molte sono le specie, tra cui: Fragaria chiloensis, di
origine sudamericana, Fragaria virginiana, originaria del sud degli
Stati Uniti e Fragaria ovalis, originaria delle Isole Kurili.
Tutte le specie di origine extraeuropea sono ottoploidi, mentre la
Fragaria vesca è diploide. Le varietà coltivate sono quasi tutte incroci
tra Fragaria chiloensis e Fragaria virginiana.
La fragola è una pianta perenne, acaule, il cui fusto è stato
trasformato in un corto rizoma. Le foglie sono ternate, ovato-oblunghe,
dentato-seghettate, lungamente picciolate. i fiori, bianchi,
ermafroditi, sono riuniti in gruppi di 3-8 a costituire dei racemi e
hanno lunghi piccioli. Il frutto è in realtà un falso frutto: è
costituito dal ricettacolo fiorale che si accresce e si fa succulento e
presenta sulla superficie dei piccoli acheni (veri frutti).
La riproduzione è utilizzata esclusivamente per miglioramento genetico
mentre la moltiplicazione, essenzialmente di tipo agamico, può avvenire
mediante un vivaio tradizionale in cui vengono coltivate piante madri
per la produzione di stoloni oppure mediante la riproduzione
meristematica delle piantine denominate "super-élite" e la loro
moltiplicazione in ambiente controllato e successiva moltiplicazione su
terreno.
Le varietà di fragola possono essere classificate in:
- unifere o brevidiurne o non rifiorenti: differenziano i fiori con un
periodo di luce inferiore alle 12 ore e con un sufficiente termoperiodo.
La differenziazione dei fiori avviene da settembre fino al verificarsi
delle prime gelate e la maturazione dei frutti si ha in primavera
nell'arco di circa 4 settimane. alcune varietà unifere possono
diventare, occasionalmente, bifere, cioè rifiorenti;
- bifere o longidiurne o rifiorenti:differenziano i fiori con un periodo
di luce superiore alle 14 ore e producono dalla primavera all'autunno.
Non hanno mai avuto una buona diffusione a livello industriale, ma sono
impiegate quasi esclusivamente a livello familiare per la loro lentezza
di riproduzione: si moltiplicano infatti per divisione del ceppo e molto
poco per stoloni;
- day neutral o fotoindifferenti: differenziano gemme a fiore con
qualsiasi condizione di luminosità, purché sia rispettato il
termoperiodo.
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| CACHO |
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Dal colore arancio intenso, se ben maturi i cachi sono
un frutto gustosissimo mentre quando sono ancora acerbi conservano un
sapore agre che punge la lingua. E' una pianta talmente resistente alle
avversità (climi diversi, terreni e parassiti) da non avere bisogno di
particolari trattamenti antiparassitari. I suoi frutti hanno una polpa
dolcissima, simile ad una morbida crema, tanto da meritare il nome
scientifico diospiros ossia "pane degli déi".
La pianta di Kaki (o cachi nel linguaggio comune) é originaria della
Cina, dove é considerata l'albero delle sette virtù. Oltre mille anni
fa, l'albero giunse in Giappone, dove cominciò ad essere diffusamente
coltivato. In Europa invece é arrivato alla fine del Settecento, ma solo
come pianta ornamentale.
L'interesse per questo albero da frutta risale circa al 1860, prima in
Francia e successivamente in Italia, anche grazie all'importazione dal
Giappone di alcune varietà pregiate.
Nel nostro Paese il primo albero di Kaki é stato impiantato nel giardino
di Boboli a Firenze, intorno al 1871.Il cachi contiene una buona
quantità di zuccheri, ideali per darti una carica di energia, e di
potassio. I cachi sono una eccellente fonte di beta-carotene e
criptoxantina (a cui si deve il caratteristico colore arancione), una
buona fonte di vitamina C e di potassio.
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