..:: PIANTE E FIORI > LISTA DELLE PIANTE MEDICINALI -L-

 

Lamio albo Lamium album, L.

DESCRIZIONE: Fusto eretto (20-40 cm.); foglie ovato cuoriformi, acuminate, seghettate; corolla bianca a tubo curvato ristretto alla base, con una tacca davanti e sopra la strozzatura; fauce poco dilatata, doppiamente carenata sul dorso.H: luoghi freschi e prati umidi, nelle siepi, ai margini delle strade. P: fiori e foglie. F: Labiate.I «Flores lamii» sono ancora in gran pregio presso i farmacisti. I germogli e i fusti giovani danno una buona insalata. L'infuso giova nelle malattie di petto e polmonari, nella dissenteria, nei flussi di sangue, nei disturbi di utero e nei fiori bianchi. Il thè serve pure contro le scrofole, nell'impurità di sangue; e il suo vapore serve contro il mal d'orecchie e mal di gola. Dose: 10 gr. in un litro d'acqua.

 

LamponeLamponeRubus idaeus, L.

NOMI DIALETTALI: Ampomolàr, Ampomàr, Ampomola.

DESCRIZIONE: Fusto eretto, ramoso (10-100 cm.) con piccoli aculei setacei diritti; foglie impari pennate con 3-5 foglioline ovali, acuminate, seghettate, bianco-tomentose di sotto, la terminale maggiore; fiori piccoli bianchi in racemi poveri; petali obovato-cuneati eretti; frutto odoroso, rosso, tomentoso. H: nelle radure, nei boschi freschi e sassosi, dalla zona collina a quella alpina. P: foglie e frutti. F: Rosacee.Il lampone ha proprietà rinfrescanti, antiscorbutiche, astringenti, nutritive. Si usa lo sciroppo con due parti dizucchero e una parte di sugo dei frutti cotti insieme fino a rendere la massa densa. Si dà agli ammalati quale rinfrescante contro la febbre, con acqua o limonata. I polloni giovani e le foglie cotte nell'acqua danno un thè eccellente contro la diarrea, la dissenteria, la colica e nelle mestruazioni irregolari. Questo the serve pure quale lavaggio contro le eruzioni cutanee, negli ascessi, negli occhi lagrimanti o purulenti, e quale gargarismo nel mal di bocca e di gola. Viene ancora adoperata nei dolori reumatici di testa. Le foglie fresche, applicate sul ventre, levano il calore di stomaco e di fegato.

 

 

LantanaViburnum Lantana, L.

NOMI DIALETTALI: Antana, Lautana, Antìsele, Molinare, Lentàm, Zimogna, Stropa.

DESCRIZIONE: Arbusto ramoso (1-2 m.); foglie ovali venose, seghettate, tomentose, intere, barbate nell'ascella delle nervature, coriacee; fiori bianchi in cime dense terminali con rami tomentosi; corolla con 5 lobi uguali; semi cornei ovali, molto compressi. H: nei boschi cedui, ariosi, soleggiati della zona collina-subalpina. P: le foglie e i frutti. F: Caprifogliacee.Con le foglie e con i frutti di questa pianta si prepara una decozione per gargarismi, nella cura dell'angina e come clistere nelle affezioni catarrali dell'intestino. Le foglie bollite nella lisciva servono a tingere in nero i capelli.

 

Lappio Ranunculus bulbosus, L.

DESCRIZIONE: Fusto eretto, bulboso alla base con fibbre radicali gracili (20-50 cm.); foglie ternate o biternate a segmenti trifidi inciso-dentati, il medio con lungopiccioletto; fiori gialli; calice reflesso; rostro largo arenato; carpello lenticolare liscio. H: prati umidi e luoghi erbosi. P: il bulbo. F: Ranunculacee.Le radici e i bulbi, contusi, si adoperano come cataplasmi revulsivi e vescicatori, nella cura delle ischialgie (sciatica). Prima di adoperarli è bene interpellare il medico, per conoscere la pressione del sangue ed evitare quindi dei gravi inconvenienti.

 

Larice Larix europaea, L.

NOMI DIALETTALI: Larés, Làrsi, Làras, Làrase, Lerge.

DESCRIZIONE: Albero (25-35 m.); fusto irregolarmente ramoso; foglie ravvicinate sopra un corto ramoscello in fascetto e caduche; pine piccole erette con squame spesse, smarginate in alto. H: comune dalla zona montana alla zona alpina. P: la resina. F: Conifere.La resina è raccolta specialmente nel Tirolo e una volta anche nel Trentino, conosciuta sotto il nome di Trementina di Venezia; sembra miele, d'un colore giallognolo trasparente, molto densa e attaccaticcia. Giova nelle malattie sessuali e urinarie, nelle malattie del basso ventre e nell'idropisia. Mescolandola con saponi e olii, se ne fanno cerotti; inalata, giova nelle malattie dell'apparato respiratorio. Per uso interno vengono adoperate le capsule in dose, dalle 10-12 gocce. La corteccia bollita nell'acqua giova nel mal di ventre e promuove l'orinazione; polverizzata si applica sulle ferite aperte e sui tumori, come pure sulle ulceri. Le foglie, tagliuzzate e applicate a modo d'empiastro, puliscono le piaghe purulenti; bollite nell'aceto, e risciacquando la bocca, giovano nel mal di denti.

 

Lavandola Lavandula spica, L.

NOMI DIALETTALI: Spigo, Spich.

DESCRIZIONE: Fusto eretto (30-60 cm.); foglie sessili, lineari, ristrette alla base; fiori in spiga gracile, spesso interrotta alla base; brattee membranose brune, ovatoromboidali; bratteole nulle. H: da noi coltivata negli orti; inselvatichita si trova solamente, e rara, alle falde del Calisio e nei dintorni di Riva. P: fiori e foglie. F: Labiate.La Lavandola ha proprietà toniche, stimolanti, antispasmodiche. Si usa l'infuso di 50 grammi, di sommità fiorite, in 1 litro di acqua e serve nell'atonia di ventricolo, nelle congestioni, nel capogiro, nella malinconia e nei patemi d'animo. Serve pure nella clorosi, nella dispepsia (cattiva digestione) e nelle affezioni scrofolose. La Lavandola, messa nel vino e bevuta a sorsi per alcuni giorni, giova assai nei disturbi di fegato e di milza, scaccia l'itterizia, l'idropisia, promuove l'orinazione, i mestrui e favorisce i parti difficili.

 

Lichene islandico Cetraria islandica, L.

DESCRIZIONE: Tallo frondoso, di consistenza cartilaginosa, color castagno da un lato e color oliva-chiaro dall'altro; il margine conformato a lacinie, terminate da unaserie di ciglia. H: comune specialmente nei boschi delle conifere, dai 1000 metri in su fino alla zona alpina. P: la pianta purgata dalla terra e dai corpi eterogenei. F: ParmeIl the si usa nella tisi, nella bronchite capillare, nella diarrea, nella dissenteria, dopo lo stato infiammatorio,nello scorbuto e nelle malattie di esaurimento. Si fa il decotto di 10 gr. in un litro di acqua. Dopo la prima si getta via l'acqua, a cagione dell'amarezza. Si cuoce di nuovo per mezz'ora, in un litro e mezzo di acqua, fino a ridurla a un litro. In tal modo si ha una preziosa bibita tonica, rinforzante, sciogliente il catarro.Viene pure usato nelle febbri intermittenti e dissenteria cronica. Dopo usato, non si deve gettare via, ma può essere mangiato come l'insalata, essendo molto nutriente e digestivo.

 

Licopodio Lycopodium clavatum, L.

DESCRIZIONE: Fusto lungamente strisciante (60-100 cm.) ; foglie sparse, lanceolate, acute, terminate da lungo pelo, minutamente denticolate: spighe ordinariamente 2 nell'estremità dei rami. H: nei boschi di conifere della zona subalpina e alpina. P: le spore. F: Licopodiacee.La droga e costituita dalle spore, cioè da una polvere leggera, mobile, granulosa, non aderente alle dita, di color giallo pallido. Posta nell'acqua, galleggia, ma con la bollitura affonda; gettata sulle fiamme brucia scoppiettando, senza odore e senza fumo. È usata, quale polvere aspersoria, nell'eritema (pelle arrossata) e nell'igiene dei bambini lattanti, asciugando la pelle. Presa nell'acqua in dose da 1-3 gr., giova nei calcoli della vescica, nei catarri della stessa, nel reumatismo, e nei crampi di stomaco. La stessa pianta bollita nel vino, avrebbe le stesse virtù; e in generale serve per tutte le malattie della pelle.

 

Linaiola Linaria vulgaris, Mill.

DESCRIZIONE: Fusto eretto semplice (30-60 cm.); foglie sparse, lineari, lanceolate; fiori grandi assai più lunghi del calice; corolla gialla con sperone a essa uguale o più lungo; cassula ovata. H: comune nei campi e nei vigneti. P: le sommità fiorite. F: Scrofulariacee.Questa pianticella con fiori bianco-gialli, simili a quelli della bocca di leone, ha proprietà calmanti e diuretiche; quindi giova in infuso contro la ritenzione d'orina. L'intiera pianta, pesata e applicata come empiastro sulle emorroidi, vale a calmare rapidamente il bruciore.Simili virtù ha pure la specie consimile, la Linaria Cymballaria, Mill.

 

Lino Linum usitatissimum, L.

H: coltivata. P: i semi. F: Linacee.I semi di lino hanno proprietà emollienti, rinfrescanti, lassative, risolventi e si usano per molte malattie. Si prepara la droga a freddo in questo modo: si mette un cucchiaio di semi di lino in un bicchier d'acqua alla sera e vi si lascia fino alla mattina. Durante questo tempo, esce il succo mucoso dai semi, da formare una poltiglia gelatinosa; si scalda l'acqua fino che diventa liquido; si filtra e si beve a digiuno. È ottimo rimedio contro le costipazioni e come emolliente e calmante, nelle infiammazioni delle vie urinarie. Si può fare anche il decotto, con una parte di semi e 25 di acqua.I cataplasmi di semi schiacciati (farina di lino) servono per risolvere gli stati infiammatori della mucosa bronchiale e intestinale, o per favorire la maturazione di raccolte di pus. Il decotto di semi, schiacciati attraverso un pannolino e bevuto a tazze, dà una cura nel reumatismo, nei catarri, nella tosse, nelle infiammazioni, nelle febbri e nel mal della pietra. Anche l'olio che si estrae dai semi si usa come impacco nei tumori, nei piedi aperti, e sul ventre nella colica. Dosi: 4 parti di olio di lino e 3 di olio di mandorle; oppure sulle ferite si possono usare 420 gr. di olio e 4-5 tuorli d'uovo; oppure ancora: olio di lino e acqua di calce in parti uguali, che è il miglior lenimento contro le scottature.

 

Luppolo Humulus Lupulus, L.

NOMI DIALETTALI: Fioranzés, Bruscanzoi, Ortìs Bruscàndoi, Ligabosch.

DESCRIZIONE: Fusto piuttosto sottile, volubile da sinistra a destra, ramoso; foglie opposte picciolate, palmate con 3-5 lobi; molto ruvide di sotto; fiori stamiferi in pannocchie opposte. H: frequente nelle valli e in mezzo alle siepi. P: i fiori. F: Orticacee.I fiori di luppolo hanno proprietà calmanti, narcotiche, digestive. Si fa l'infuso di 20 gr. in un litro d'acqua,e si usa nelle insonnie, nelle agitazioni nervose, nei crampi si usa nelle insonnie, nelle agitazioni nervose, nei crampi di stomaco e nelle difficili digestioni. L'estratto, preso a piccole dosi solo o con acqua tre volte al dì, giova nell'itterizia e nei dolori di gotta. Anche i polloni giovani servono quale gustosa insalata primaverile, contro i mali di fegato.

 

 

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