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Ebbio
Sambucus ebulus, L.
NOMI DIALETTALI: Sambuch salvadegh, Sambughi
mati, Eglo.
DESCRIZIONE: Fusto erbaceo, eretto (50-150 cm.);
foglie grandi pennatosette con 5-9 segmenti acuminati,
seghettati; stipole fogliacee, seghettate; fiori bianchi tutti
pedicellati; bacche globose, nere con succo color rosso
sangue. H: nei margini dei boschi, dei terreni incolti e
lungo le rive dei fossi. P: foglie, frutti e corteccia della
radice. R: foglie e frutti a maturità; la corteccia in autunno. F: Caprifogliacee.
Il Roob Ebuli si prepara come il Roob sambuci (vedi: Sambuco) ed è diuretico, urinifero, sudorifero; però da
prendersi in piccole dosi. La radice o la corteccia in infusione alla dose di 15-30 gr. in 1 litro d'acqua, è potente
rimedio contro l'idropisia e purificante dei reni.
Il «Sambucus racemosa», L. - SAMBUCO DI MONTE è a fusto legnoso (2-4 m.); foglie pennatosette con
3-7 segmenti lanceolati, seghettati; stipole nulle o piccolissime; fiori biancastri pedicellati; bacche globose rosse.
Esso serve come l' EBBIO, per di più dai semi delle bacche
si estrae un olio eccellente.

Edera
Hedera Helix, L.
NOMI DIALETTALI: Erla, Elina, Ellera, Rèlo.
DESCRIZIONE: Fusto legnoso, rampicante, ramoso;
foglie sparse, coriacee, persistenti, lucenti, cuoriformi, poligone con 3-5 lobi triangolari acuminati; fiori piccoli verdastri in ombrelle quasi globose con raggi numerosi; frutto: bacca globosa nera. H: comune nei luoghi freschi e
ombrosi. P: foglie e bacche. R: estate-autunno. F: Araliacee.
Le. foglie, cotte a lungo nell'acqua, danno un liquido
salutare per impacchi sui tumori, piaghe maligne, foruncoli, varici; fanno uscire il pus, pulendo così i tumori. Se
cotte nell'aceto, servono contro la rogna e la tigna, lavando le parti infette mattina e sera.
Le bacche sono purgante drastico e se ne usano da 8
a 10 nelle costipazioni. Schiacciate e poste nel vino scacciano i calcoli e la renella. Si prende di quando in quando
un bicchiere. Attenzione però, perché dette bacche sono
velenose. I semi, ridotti in polvere (100 gr. in un litro di
vino, messi in macera per 48 ore) sono un rimedio eccellente contro le affezioni nervose, nella emicrania, nelle
vertigini, nelle palpitazioni e nell'idropisia. Se ne prende
un bicchiere la mattina e uno la sera. Con l'infuso delle
foglie si lavano e si levano le macchie dai vestiti di lana e
di seta. Prima di lavarli si lasciano in composta qualche
ora.


Edera terrestre
Glechoma hederacea, L.
DESCRIZIONE: Fusti prostrati, radicanti (20-80 cm.);
foglie reniformi-rotonde, crenate, tutte picciolate; fiori in
fascetti ascellari di 2-3; calice tuboloso a denti ovali acuminato-setacei; corolla rosso azzurra, lunga il triplo del
calice con lobo medio piano a cuore rovesciato. H: comunissima ai margini dei campi, nelle siepi, nei luoghi erbosi
e località fresche. P: tutta la pianta. F: Labiate.
Il the e il succo (20-50 gr. in 1 litro d'acqua),
giovano nello sputo di sangue, in tutte le malattie di petto
con espettorazione mucosa, nella tisi incipiente, nel gozzo,
nel mal di gola, nella tosse secca, ribelle, nella polmonite,
nelle malattie urinarie. Questo the e anche gustosissimo, e
si presta meglio del thè cinese. L'erba si può usare anche
come insalata e nella minestra.
Come the pettorale si può unire benissimo con il
Millefoglio, Farfaro e Veronica officinale.

Enula
Inula Helenium, L.
DESCRIZIONE: Radice grossa, carnosa; fusto eretto,
grosso, striato (90-150 cm.); foglie ovato-lanceolate, acute, dentate, vellutato-lanose di sotto, le inferiori grandi
(30-50 cm.) picciolate, le superiori cuoriformi abbraccianti; capolini grandi gialli; linguette numerose, strettissime,
acheni tetragoni, glaberrimi. H: sporadica qua e là nei
luoghi umidi montani. P: le radici. F: Composte.
L'Enula ha proprietà antispasmodiche, disinfettanti,
purgative, moderatrice della secrezione bronchiale, come
pure eccitanti delle vie digestive e urinarie. In decozione:
15-30 gr. di radici in 1 litro d'acqua e la macerazione di
80 gr. per 8 giorni in 1 litro di vino. Questo specialmente
da usarsi nelle bronchiti cagionate da influenza.

Epatica
Anemone Hepatica, L.
NOMI DIALETTALI: Viole mate, Erba Trinità, Viole.
DESCRIZIONE: Rizoma breve, nerastro; foglie inferiori nerastre cuoriformi, trilobe a lobi ottusi; steli lunghi
quanto le foglie; uniflori; fiore violetto o biancastro, rare
volte rosa; involucro a foglioline intere ovali; carpelli
bislunghi tomentosi, terminanti in punta corta e glabra.
H: comune nei boschi fino alla zona subalpina. P: le
foglie. R: l'estate. F: Ranunculacee.
L'Anemone epatica è fra le prime pianticelle che ci
annunciano la primavera. Essa possiede qualità astringenti, e il the di foglie disseccate vale contro lo sputo di
sangue. Le foglie fresche pestate servono quale vescicatorio, applicate sui paterecci (panarizzi).

Epitimo
Cuscuta epithymum, Murr.
DESCRIZIONE: Fusto ramoso; fiori rossastri o bianchi, raccolti in glomeruli; lobi del calice piani o subcilindrici; corolla 4-5 partita con tubo uguale al lembo o più
lungo; squame ipostaminee occludenti il tubo, moltidentate; stili due distinti più lunghi dell'ovario; stimmi filiformi; cassula deiscente. H: comune fino alla zona alpina. P:
la pianta intera. F: Convolvulacee.
Questa pianta parassita, di molteplici varietà, che porta ingenti danni alle colture e che i nostri contadini chiamano «Erba dal foc», perché distrugge, è pur pianta medicinale. Essa è leggermente lassativa, colagoga, ma molto
più usata per le sue virtù carminative. Si prescrive il 2%,
dell'estratto, da berne 2-4 cucchiai prima dei pasti.

Erba cornacchia
Sysimbrium officinale, Scopoli
DESCRIZIONE: Fusto eretto, ramoso, divaricato
(20-30 cm.); foglie inferiori lirato-roncinate, le superiori
astate; fiori piccoli gialli in racemi terminali nudi; silique
lineari lesiniformi, appressate alla rachide, con tramezzi
sottili, trasparenti. H: nei luoghi incolti, lungo le strade di
campagna, intorno ai depositi di macerie. P: tutta la piante. R: in fioritura. F: Crocifere.
Tutta la pianta contiene una sostanza solforosa, la
quale, a contatto con la mucosa, provoca secrezione boccale e faringea, e per continuità anche laringea e bronchiale.
Quindi si usa nella raucedine, nella secchezza di gola, nei
dolori e infiammazioni delle vie respiratorie. Si fa il decotto di 16 gr. in una tazza d'acqua. È preferibile la pianta
fresca; se secca, deve essere all'asciutto e riparata dall'aria.

Erba s. Barbara
Barbarea vulgaris, R. Br.
DESCRIZIONE: Fusto eretto, angoloso, ramoso in alto; foglie lucenti, le basali lirate, con lobo terminale rotondo, cuoriforme; le superiori obovate, dentate a denti disuguali, ottusi; fiori gialli; peduncoli grossetti, arcuati, ascendenti; silique lunghe, lineari, le più giovani eretto-patenti.
H: nei luoghi umidi e lungo i fossi e corsi d'acqua. P:
tutta la pianta. F: Crocifere.
L'Herba sanctae Barbarae» si usa per le fistole e
tumori, applicando l'erba contusa.
Le foglie sono un ottimo alimento e si usano come le
spinacce o in insalata, essendo la pianta verde anche l'inverno, associata al Nasturzio.

Erba fragolina
Sanicula europaea, L.
DESCRIZIONE: Fusto eretto, striato semplice (20-40
cm.) con uno-due rami in alto; foglie quasi tutte basali,
lungamente picciolate, palmato-partite, con 3-5 lobi romboidali inciso dentati; ombrella terminale irregolare con
2-8 raggi disuguali; fiori quasi sessili poligami, rossicci;
frutto ovoideo irto da aculei uncinati. H: nei boschi umidi, ombrosi della zona montana e subalpina. P: foglie e
radici. F: Ombrellifere.
L'<<Herba Saniculae sanctae Diapensae» è inodora e
di sapore acre. Le foglie e le radici servono quale empiastro sulle ferite e ascessi. Il the unito con miele serve
come gargarismo contro il mal di gola e di bocca. Le foglie
polverizzate (una punta di coltello) sono stomachiche e
digestive. Il succo, preso sullo zucchero, stagna il sangue e
ferite interne.

Erba peperina
( Filipendola)
Spiraea Filipendola, L.
DESCRIZIONE: Radice con fibre ingrossate in tubercoli; fusto eretto semplice, poco foglioso (30-60 cm.); foglie
lanceolate allungate, pennatosette a segmenti numerosi
(15-20 coppie) pennatifido seghettati; fiori bianchi in cima terminale; petali obovati con lingua corta; stami più
corti dei petali. H: qua e là nei prati di montagna e nei
boschi chiari erbosi. P: foglie, fiori e tuberi. F: Rosacee.
Con le radici di questa pianta si preparano decozioni
astringenti e diuretiche; quindi si adoperano contro la
diarrea e dissenteria e nella ritenzione d'orina: dose:
30-60 grammi in 1 litro d'acqua.
Anche le foglie e i fiori hanno proprietà astringenti e
purgative.

Erba radioli
Asplenium adianthum nigrum, L
DESCRIZIONE: Foglie lucenti d'un verde scuro bitripennatosette; lobi dei segmenti dentati. H: sui muri vecchi delle strade e delle case diroccate. P: tutta la pianta.
R: in ogni tempo. F: Polipodiacee.
Tutta la pianta ha una leggera azione aperitiva, pettorale, emolliente, come il Capelvenere, benché inferiore a
questo.

Erba vescicaria
(Senna falsa)
Colutea arborescens L
DESCRIZIONE: Arbusto a foglie impari pennate, con
3-5 coppie di foglioline obovate, spesso smarginate; stipole piccole lanceolate; fiori 2-6 gialli in racemo ascellare
peduncolato; calice a tubo corto, coperto di peli neri applicati; legume pendente a guisa di vescica, con pareti traslucide venate. H: nei boschi cedui esposti al sole della zona
collina e montana. P: le foglie. F: Papilionacee.
Questa pianta ha un'azione lassativa, simile alla vera
Cassia proveniente dall'Africa. Si adoperano i semi, ma
più spesso le foglie. Infuso: 30 gr. in 1 litro d'acqua.

Erba vetriola
Parietaria officinalis, L
NOMI DIALETTALI: Vedriola, Erba cristallina.
DESCRIZIONE: Fusti erbacei eretti (20-40 cm.) per lo
più semplici; foglie ovato-lanceolate; fiori poligami in cima. H: nelle macerie e sui muri. P: la pianta. F: Urticacee.
Tutta la pianta contiene mucilaggine & molti nitrati,
ai quali è dovuta l'azione diuretica, emolliente, pettorale,
risolvente, conosciuta fin dall'antichità. Si fa l'infuso di 30
gr. in 1 litro di acqua. È sempre meglio adoperare la
pianta fresca. Si adopera nell'idropisia, nella nefrite, nei
calcoli, nella renella e in tutte le affezioni della vescica.
Pestata, si usa come cataplasma sui tumori e sulle ferite. E
pure usata ovunque per pulire i vetri.

Erba vetturina
Melilotus officinalis, Desr.
DESCRIZIONE: Fusto eretto, ramoso (30-100 cm.);
foglioline lunghe 1, 2'/2 cm.; obovate nelle foglie inferiori, bislunghe nelle superiori, seghettate; fiori odorosi in
racemi lunghi, calice intiero con 5 nervature e denti disuguali; frutto ovale reticolato, rugoso, ottuso. H: nei campi,
sui muri e nei luoghi incolti. P: le foglie e sommità
fiorite. R: da maggio a giugno. F: Leguminose.
Pianta simile all'erba medica (erba spagna) ma con
foglie più piccole e più ramificata, con fiori gialli a spica
(più raro bianchi) d'un aroma assai gradevole. Le foglie e
le sommità fiorite sono emollienti, carminative e -risolutive.
Si impiegano contro le infiammazioni, nelle malattie
degli occhi, e in cataplasmi nei tumori, tagli, ferite. A tal
uopo si prendono 200 gr. di olio di olivo, una manata di
Meliloto e si lascia in infusione a bagnomaria per 2 ore;
indi s'imbottiglia e si usa a tempo opportuno. Per dolori
della matrice si usano compresse.

Erica minore
Calluna vulgaris, L.
DESCRIZIONE: Fusto eretto molto ramoso; foglie opposte
in 4 serie, trigone, gibbose alla base; calice scariosopetaloideo. H: nei boschi cedui della zona montana. Fiori-,
sce in autunno, a differenza della Erica carnea, L., detta
dai nostri contadini — Brocon, Farlet — che fiorisce in
principio di primavera. P: tutta la pianta. F: Ericacee.
Le foglie e le sommità fiorite hanno proprietà astringenti, decongestionanti, toniche e diuretiche. Si prescrive
la decozione di 15 grammi di foglie e fiori in 100 gr. di
acqua. Si usa pure con buon effetto nelle cistiti.

Erioforo
Eriophorum latifolium
NOMI DIALETTALI: Piumini, Spazzeti de palù, Piumazzi bianchi.
DESCRIZIONE: Rizoma corto, obliquo; fusti quasi
trigoni (30-50 cm.), foglie lineari piane, trigone all'apice;
spighette nemorose, alla fine pendenti; peduncoli assai
scabri, quasi divisi; acheni bruni, obovato-bislunghi, arrotondati e senza punta all'apice. H: nelle torbiere, stagni,
prati paludosi delle valli. P: fiore. F: Ciperacee.
L'Erioforo è rimedio specifico e pronto contro la
diarrea, tanto degli uomini che delle bestie. Si fa l'infuso.
Eguale virtù hanno pure le foglie di rovo di monte, mangiate così quale companatico con il pane.

Eucalipto
Eucaljptus globulus, Labil.
Albero originario dell'Australia, ma ora acclimatato
e coltivato in molte regioni d'Italia. Foglie alterne coriacee, persistenti, piegate a falce, d'un bel verde scuro; fiori
tetrametri, solitari o raggruppati all'ascella delle foglie;
frutto a bacca. P: le foglie. R: in ogni stagione. F:
Mirtacee.
Le foglie sono toniche, astringenti, febbrifughe,
antispasmodiche e si usano quindi con efficacia nell'asma,
nelle bronchiti croniche, in tutte le forme catarrose e nelle
malattie del tubo digerente. Si fa l'infuso di 20-30 gr. in 1
litro di acqua. Nell'asma si fanno fomentazioni di un pizzico
di polvere su di una lamina di metallo arroventata.
Sono pure indicate contro il diabete (bollire 7 gr. in 150
di acqua).

Eufrasia
Euphrasia offtctnalis L.DESCRIZIONE: Fusto eretto (5-20 cm.); foglie sessili
ovate con denti ottusi nelle inferiori e acuti nelle superiori; calice glandoloso, villoso; fiori bianchi, striati violetto
con palato giallo. H: ama i pendii erbosi, i prati con
piante latifoglie, i prati magri di monte, fino alla zona
alpina. P: tutta la pianta. R: in fioritura e dopo. F: Scrofulariacee.
L'«Herba euphrasiae» si usa per il mal di occhi,
lavandoli con l'acqua bollita della pianta, o sovrapponendovi una pezza bagnata nella stessa acqua. L'acqua per gli
occhi si prepara con queste dosi: 60 gr. di acqua di eufrasia, 60 gr. di acqua di rose (petali bolliti), 4 gr. di aloè, e
un grammo e mezzo di sale 'di piombo; si mischia bene
agitando prima dell'uso. Se ne fanno cadere ogni sera
alcune gocce sugli occhi, mediante il contagocce, o con
una spugnina pulita. Nelle malattie di occhi, si può usare
anche internamente sia il the, come il sugo: migliora il
sangue, favorisce la digestione, rinforza lo stomaco e migliora i succhi gastrici. La polvere, immersa nel latte, brodo o acqua, è rimedio popolare contro l'itterizia e la debolezza di ventricolo.

Evonimo
Evonymus europaeus, L.
NOMI DIALETTALI: Barete da pret, Cor de frate, Ciopetine, Bassibèch, Bine de pan.
DESCRIZIONE: Frutice con rami giovani tetragoni, lisci; foglie opposte, bislunghe lanceolate, acuminate, seghettate; petali bislunghi biancastri; stami eguali al calice;
cassule 4 lobe e lobi ottusi. H: comune nelle siepi e nei
boschi, fino alla zona subalpina. P: la corteccia della radice e i semi. F: Celastracee.
I frutti di questa pianta sono fortemente emetici e
purgativi. Tre o quattro sono bastanti per ottenere un
effetto energico, quindi poco consigliabili, perché drastici
e velenosi. La decozione per uso esterno, tanto dei frutti,
come della corteccia della radice, serve come impacco e
insetticida, nella cura della scabbia e della rogna. Dal. suo
legno si ricava un carbone eccellente per la polvere da
schioppo. Anche la cenere proveniente dall'evonino serve a
pulire la testa dalla forfora e dai parassiti.

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