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..:: ALBERI DA FRUTTO
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ecco delle schede dedicate agli alberi da frutto

 

ALBICOCCO FAMIGLIA Rosaceae

FOGLIE

Decidue, semplici, alterne, cuoriformi, con margine seghettato e apice acuto

FIORI

Bianco-rosei ermafroditi con fioritura da marzo a maggio prima della fogliazione

FRUTTI

Drupe vellutate di colore giallo-arancio. Il frutto matura già ad aprile-maggio

PORTAMENTO

Albero con altezza sino a 5-7 m.

CORTECCIA

Corteccia rugosa di colore tra il verde e marrone chiaro.
FICO Il Fico (dal latino ficus) è una pianta del genere Ficus della famiglia delle Moracee e con lo stesso nome viene indicato il fico comune o domestico ovvero il falso frutto (siconio) che produce. Il fico comune, originario dell'Asia occidentale, è coltivato in tutti i Paesi del Mediterraneo e anche nelle regioni dell'America e dell'Oceania con clima analogo. È una pianta di media grandezza con potente apparato radicale, corteccia liscia e cenerina e foglie ampie a 5-7 lobi, glabre ma ruvide. Nell'infiorescenza (siconio) che produce, il ricettacolo si slarga e forma una cavità tappezzata all'interno da minuscoli fiori unisessuali, comunicante con l'esterno mediante una piccola apertura (ostiolo). Le infruttescenze (dette anch'esse siconi) hanno colore variabile dal giallo al verde al nero e maturano in tre distinti periodi, distinguendosi così altrettanti tipi: fichi fiori o primaticci o fioroni prodotti da gemme dell'anno precedente, che maturano in giugno-luglio; forniti o fichi propriamente detti prodotti da gemme dell'annata, che maturano da agosto a settembre; fichi tardivi o cratiri o cimaruolo, maturano in autunno. Di norma i siconi del fico contengono esclusivamente fiori femminili, per cui i frutti, costituiti da piccoli acheni, si formano solo per partenocarpia o in seguito a caprificazione (per derivazione dal fico selvatico). Fra i fichi coltivati se ne hanno di quelli che danno tutte e tre le generazioni di frutti (varietà trifere), ma nella maggior parte dei casi le cultivar sono unifere (con la sola fruttificazione estiva) o bifere (producono sia i fichi primaverili sia quelli estivi). Oltre che fresche, le infruttescenze si consumano essiccate (fichi secchi) e sotto tale aspetto costituiscono oggetto di un importante commercio. L'essiccamento può essere eseguito al sole, al forno o in appositi essiccatoi ad aria calda.
MELO È originario di una zona sud caucasica, il melo è oggi coltivato intensivamente in Cina, Stati Uniti, Russia, Europa (soprattutto in Italia e Francia).
In Italia la produzione è concentrata nel settentrione: l'80% del raccolto nazionale, infatti, proviene da tre regioni del Nord: Trentino-Alto Adige (46%), Emilia-Romagna (17%) e Veneto (14%). Altre aree di una certa importanza sono Piemonte, Lombardia e Campania.
Appartiene alla grande famiglia delle Rosaceae, sottofamiglia Pomoideae, genere Malus.
Il melo è una pianta di dimensioni medio-elevate che può raggiungere un'altezza anche di 8-10 metri.
Il melo presenta gemme a legno e miste portate da diversi rami fruttiferi, cioè da dardi, lamburde, brindilli e rami misti. Il frutto è un pomo o melonide (falso frutto); la corteccia è tipicamente liscia rispetto altre specie e la foglia si distingue per il margine seghettato. Esiste autoincompatibilità gametofitica nel gruppo della cultivar (cv), ma i gruppi pomologici sono tra loro intercompatibili, perciò sono necessarie più cv per un impianto.
Limiti pedoclimatici: è resistente al freddo (fino a -25°C, con qualche eccezione), per la sensibilità alle gelate tardive dipende dall’epoca di fioritura, e sopporta bene il calcare se il terreno è ben drenato, si adatta a vari terreni.
PERO Denominazione comune delle specie arboree appartenenti al genere Pyrus della famiglia delle Rosacee. Il pero comune è originario dell'Europa, mentre il Pyrus pyrifolia cresce spontaneo in Cina, Mongolia e Giappone. Entrambe le specie sono coltivate estensivamente nelle regioni temperate, dal clima fresco e umido di tutto il mondo, per ricavarne i frutti. Il pero coltivato raggiunge l'altezza di circa 9 metri e uno spessore di circa 30 centimetri di diametro nel tronco. La foglia è ovale e semplice e, a differenza della foglia del melo, liscia e lucente. I fiori sono bianchi e riuniti in un'infiorescenza terminale a corimbo, che porta da 7 a 15 fiori; hanno cinque petali, cinque sepali, molti stami e un unico pistillo. Il frutto, la pera, è un falso frutto detto pomo, più succoso della mela; la forma varia da quella tipica, piriforme, a quella compressa della mela. La buccia può variare di spessore e di colore, dal giallo al verde e dal rosso al marrone, a seconda delle varietà. Nelle pere acerbe la polpa, di sapore variabile nelle diverse varietà, contiene numerose celle sclerificate. Le pere vengono raccolte prima della maturazione e lasciate maturare nei frigoriferi in cui vengono conservate; possono essere consumate fresche, in scatola o essiccate. Contengono circa il 16% di zuccheri, trascurabili quantità di grassi e proteine, diverse vitamine del gruppo B e acido ascorbico, nonché basse concentrazioni di fosforo e iodio. Quasi tutte le varietà di pero possono essere coltivate nella qualità standard o nana. Le qualità nane si ottengono innestando un pero su un cosiddetto portainnesto, che può essere un franco, un cotogno o un biancospino. Le diverse varietà possono essere distinte sia in base alla destinazione del prodotto (da tavola, da cuocere o da marmellata), che per l'epoca di maturazione (estiva, autunnale, invernale). La varietà "Duchessa d'Angoulême" produce, ad esempio, una pera da dessert e viene in genere coltivata come qualità nana. Altre varietà sono le "William", il "Trionfo di Vienna" e la "Butirra Hardy", che maturano da luglio a settembre e sono poco conservabili. Tra le varietà autunnali sono da ricordare le "Kaiser" e le "Decane del Comizio". La "Decana d'Inverno" e la "Bergamotta d'Esperen" maturano, invece, in inverno e si conservano a lungo.

 

PESCO Denominazione comune di un albero da frutto a foglie decidue della famiglia delle Rosacee. Il pesco, che si ritiene sia originario della Cina, è coltivato nelle regioni temperate e subtropicali di tutto il mondo. Il frutto, la pesca, contiene un nocciolo ricoperto di polpa succosa, che quando giunge a maturazione ha un aroma gradevole. L'albero è moderatamente alto, dall'apparato radicale superficiale e dalla chioma più o meno ampia, a seconda della varietà. Le circa 300 varietà coltivate possono essere suddivise in base al tempo di maturazione, alla forma del frutto, alla colorazione della polpa e all'aderenza o meno della polpa al nocciolo. Si ricordano le varietà "Sunrise", a polpa gialla, e "Sant'Anna Balducci", a polpa bianca. La nettarina o pescanoce è una varietà di pesca di origine americana, oggi molto diffusa anche in Europa. Il pesco non è un albero longevo e in genere non supera i 30 anni di vita. Gli Stati Uniti e l'Italia sono i principali produttori mondiali di pesche, che vengono anche commercializzate sotto forma di frutta sciroppata o al naturale, nelle conserve.
SUSINO Denominazione comune di alcuni alberi da frutto appartenenti alla famiglia delle Rosacee, nella quale sono inclusi anche peschi, ciliegi, mandorli e albicocchi. Nelle regioni temperate sono coltivate circa 12 specie di susino per i frutti e i fiori ornamentali. Le specie arboree raramente superano i 10 metri di altezza. Le varietà di susino adatte a climi caldi e freschi sono più numerose di quelle di altre specie. In Italia il susino è coltivato in numerose varietà, quasi tutte derivate da due specie selvatiche: susino europeo (Prunus domestica) e susino giapponese (Prunus salicina). Il primo, coltivato sin dai tempi antichi, è probabilmente originario delle zone intorno al mar Caspio e i frutti delle varietà di questa specie hanno diversi colori, dal giallo al rosso al verde, anche se il colore più comune è viola scuro. Fra le varietà più diffuse di susino europeo si ricordano l'"Agostana di Cesena"e la "Regina Vittoria". Il susino giapponese, probabilmente originario della Cina, è caratterizzato da frutti più appuntiti, di colore giallo o rosso chiaro. I frutti di tutte le varietà, detti susine o prugne, vengono consumati freschi oppure fatti essiccare.
VITE Pianta appartenente alla famiglia delle Vitacee, dell'ordine delle Ramnali, caratterizzata dal tipico portamento rampicante. L'uva, il frutto della vite, viene consumata fin dall'antichità, come dimostra il ritrovamento di alcuni acini tra i reperti archeologici di insediamenti risalenti all'età del Bronzo, in Italia e in Svizzera, e in alcune tombe dell'antico Egitto. I botanici ritengono che la vite sia originaria della regione del mar Caspio e che la sua diffusione verso occidente, fino alle coste asiatiche del Mediterraneo, sia avvenuta a opera di uccelli migratori, del vento e dei corsi d'acqua. La coltivazione della vite, praticata in Palestina già in epoca precristiana, fu introdotta nelle regioni mediterranee dai fenici, e dall'antica Grecia si estese poi a tutto l'impero romano. Le viti hanno un fusto rampicante, che si attacca a muri e recinzioni mediante particolari organi di sostegno detti viticci, foglie palminervie alternate, disposte lungo il fusto in gruppi di tre unità e intervallate da coppie opposte di viticci, e grappoli di fiori verdognoli unisessuali, talvolta portati da piante separate. I frutti maturano su rami di almeno due anni, che vengono rimossi immediatamente dopo la vendemmia. Classificazione scientifica: Le varie specie di vite fanno parte della famiglia delle Vitacee; il nome scientifico della comune specie europea da cui sono derivate numerose varietà è Vitis vinifera.
MELOGRANO Un frutto antico e miracoloso da sempre simbolo di fertilita', simbolo suggerito dalla particolare conformazione di questo meraviglioso frutto, dove centinaia di semi racchiusi in dolci chicchi sono pronti a dare nuove vite. ricchissimo di vitamine, e' stato da millenni fonte di salvezza per i popoli degli aridi territori d'Asia: dall'Anatolia al deserto del Gobi. Il melograno oltre ad essere impiegato nella medicina naturale e' un ottimo colorante; con la sua buccia essiccata otteniamo un buon giallo tendente al verde. Gialli estratti dal melograno sono stati ritrovati in tombe egiziane risalenti al 1500 A.E.V..
MANDORLO Denominazione comune di un piccolo albero della famiglia delle Rosacee e del seme da esso prodotto. L'albero è caratterizzato dal frutto, una drupa vellutata contenente un nocciolo duro e bucherellato, dalle foglie giovani, che hanno i margini ripiegati lungo la nervatura centrale, e dai fiori, rosa chiaro, che sbocciano tra dicembre e marzo. Il mandorlo raggiunge un'altezza di circa 9 metri ed è nativo dell'Asia orientale, anche se ormai cresce selvatico in tutta l'Europa meridionale e viene coltivato in molte regioni italiane del centro-sud, caratterizzandone il paesaggio. Il legno è duro, di colore rossastro, e viene utilizzato per lavori di ebanisteria. I semi maturano a settembre e possono essere suddivisi in mandorle dolci e amare, nonché in mandorle fresche, secche e da pasticceria. Tra le varietà più note vi sono le "Santa Caterina", le "Avola scelta" e le "Pesca". Le varie specie di mandorli da fiore, a portamento arboreo o arbustivo, sono largamente coltivate per l'abbondante fioritura bianca o rosata.
PESCA NOCE L’albero non offre alcun carattere, che gli sia particolare; ma si distingue per la bellezza dei suoi fiori, che sono sempre magnopetali, e tinti di un color di rosa sfumato, che degrada nel bianco, e li rassomiglia un poco ai fiori del Mandorlo.
Il frutto matura sulla fine di Luglio, e per conseguenza è fra i precoci, e segue da presso le Maddalene di tutte le razze, la Pesca Ciliegia, e le Moscadelle.
È picciolo in paragone alle Pesche proprie, ma è grosso nella specie delle Pesche noci: la sua forma è regolare, e tondeggia con molta grazia, essendo appena solcato dalla solita suttura, che divide da un lato tutte le Pesche.
La polpa è bianca e duracina, e adere fortemente al nocciolo: essa è fina, delicata, gentile, e si scioglie in un sugo dolce e saporito, che non ha di acido, che quanto è bastante per dargli del rilievo.
La buccia è liscia, colorita di un bianco cerino lucente, il quale forma un contrasto grazioso colle macchie di corallino, che lo velano spesso dal lato del sole, e lo rende uno dei frutti di più bella apparenza: in alcune località il bianco è appena sfumato da qualche leggierissimo velo di rosso: qualche volta è intieramente bianco.
ARANCIO Pianta e specie di piante della famiglia delle rutacee, originaria della Cina e della Cocincina, coltivata nelle regioni temperate (in Italia soprattutto in Sicilia e in Calabria) per i frutti e anche come pianta ornamentale in vaso. E' un albero alto fino ad una decina di metri, con foglie ovali, frutti globosi, piccoli fiori bianchi, intensamente profumati (fiori d'arancio, simbolo di purezza e per questo portati sul capo dalle spose durante la cerimonia nuziale), da cui si estrae un'essenza usata in profumeria. Esistono due varieta':- l'arancio dolce, largamente coltivato per i frutti piu' dolci, adatti per essere consumati freschi - l'arancio amaro, dai frutti amarognoli utilizzati per preparare marmellate e canditi, e per estrarre essenze. Il colore della buccia dell'arancia matura e' intermedio tra il giallo/arancione e il rosso, con varie tonalita'.
 
FRAGOLA E' una pianta di origine europea che si trova spontanea nei nostri boschi. Le varietà coltivate sono degli ibridi la cui produzione è iniziata verso la fine del Settecento, e vengono classificate in cultivar a frutto piccolo e cultivar a frutto grande. La Fragola appartiene alla Famiglia delle Rosaceae, sottofamiglia Rosoideae, genere Fragaria. Molte sono le specie, tra cui: Fragaria chiloensis, di origine sudamericana, Fragaria virginiana, originaria del sud degli Stati Uniti e Fragaria ovalis, originaria delle Isole Kurili.
Tutte le specie di origine extraeuropea sono ottoploidi, mentre la Fragaria vesca è diploide. Le varietà coltivate sono quasi tutte incroci tra Fragaria chiloensis e Fragaria virginiana.
La fragola è una pianta perenne, acaule, il cui fusto è stato trasformato in un corto rizoma. Le foglie sono ternate, ovato-oblunghe, dentato-seghettate, lungamente picciolate. i fiori, bianchi, ermafroditi, sono riuniti in gruppi di 3-8 a costituire dei racemi e hanno lunghi piccioli. Il frutto è in realtà un falso frutto: è costituito dal ricettacolo fiorale che si accresce e si fa succulento e presenta sulla superficie dei piccoli acheni (veri frutti).
La riproduzione è utilizzata esclusivamente per miglioramento genetico mentre la moltiplicazione, essenzialmente di tipo agamico, può avvenire mediante un vivaio tradizionale in cui vengono coltivate piante madri per la produzione di stoloni oppure mediante la riproduzione meristematica delle piantine denominate "super-élite" e la loro moltiplicazione in ambiente controllato e successiva moltiplicazione su terreno.
Le varietà di fragola possono essere classificate in:
- unifere o brevidiurne o non rifiorenti: differenziano i fiori con un periodo di luce inferiore alle 12 ore e con un sufficiente termoperiodo. La differenziazione dei fiori avviene da settembre fino al verificarsi delle prime gelate e la maturazione dei frutti si ha in primavera nell'arco di circa 4 settimane. alcune varietà unifere possono diventare, occasionalmente, bifere, cioè rifiorenti;
- bifere o longidiurne o rifiorenti:differenziano i fiori con un periodo di luce superiore alle 14 ore e producono dalla primavera all'autunno. Non hanno mai avuto una buona diffusione a livello industriale, ma sono impiegate quasi esclusivamente a livello familiare per la loro lentezza di riproduzione: si moltiplicano infatti per divisione del ceppo e molto poco per stoloni;
- day neutral o fotoindifferenti: differenziano gemme a fiore con qualsiasi condizione di luminosità, purché sia rispettato il termoperiodo.

CACHO Dal colore arancio intenso, se ben maturi i cachi sono un frutto gustosissimo mentre quando sono ancora acerbi conservano un sapore agre che punge la lingua. E' una pianta talmente resistente alle avversità (climi diversi, terreni e parassiti) da non avere bisogno di particolari trattamenti antiparassitari. I suoi frutti hanno una polpa dolcissima, simile ad una morbida crema, tanto da meritare il nome scientifico diospiros ossia "pane degli déi".
La pianta di Kaki (o cachi nel linguaggio comune) é originaria della Cina, dove é considerata l'albero delle sette virtù. Oltre mille anni fa, l'albero giunse in Giappone, dove cominciò ad essere diffusamente coltivato. In Europa invece é arrivato alla fine del Settecento, ma solo come pianta ornamentale.
L'interesse per questo albero da frutta risale circa al 1860, prima in Francia e successivamente in Italia, anche grazie all'importazione dal Giappone di alcune varietà pregiate.
Nel nostro Paese il primo albero di Kaki é stato impiantato nel giardino di Boboli a Firenze, intorno al 1871.Il cachi contiene una buona quantità di zuccheri, ideali per darti una carica di energia, e di potassio. I cachi sono una eccellente fonte di beta-carotene e criptoxantina (a cui si deve il caratteristico colore arancione), una buona fonte di vitamina C e di potassio.

 

 

 

 

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