Piante e Fiori

Piante rampicanti

Come suggerisce il nome con il quale si è soliti indicarle, le piante rampicanti si caratterizzano per la loro naturale tendenza a crescere in verticale appoggiandosi ed arrampicandosi per l’appunto alle pareti vicine, siano esse muri, appositi sostegni, ringhiere, ecc.
Questa singolare peculiarità ha reso questo genere di piante particolarmente adatte per creare ambienti riservati e piccoli giardini soprattutto nelle terrazze.

Non solo, le piante rampicanti consentono di attenuare l’insolazione, coprire viste “non gradevoli”, attutire i rumori, proteggere altre piante dall’esposizione diretta al sole ed alle intemperie, coprire muri ed altre strutture a volte poco estetici.
La scelta del rampicante deve essere coerente con le caratteristiche della posizione e del luogo nel quale si intende collocarli. Svariate sono le tipologie e le varietà esistenti. Se vogliamo circondarci di fiori e profumi, possiamo scegliere tra rose sarmentose, indicate per tutte le regioni, le bignonie, le clematis, il glicine e il gelsomino, particolarmente adatti per climi temperati, ed infine la bouganvillea per le località mediterranee.
Nel caso in cui l’effetto che si vuole ottenere sia quello di un angolo verde, si ricorrerà invece all’edera, alla vite canadese, ecc. In ogni caso si consiglia di piantare il rampicante in vasi capienti, in considerazione non solo delle dimensioni attuali della pianta ma anche e soprattutto di quello che sarà il suo sviluppo e quindi delle dimensioni che essa raggiungerà nella fase della maturità. Il periodo migliore per il trapianto è febbraio-marzo.
Fin dall’inizio è bene “guidare” i rami della pianta assicurandoli a sostegni in modo tale da “dare forma” alla pianta ed ottenere così l’effetto desiderato. A tale proposito si ricorda che i rami non devono essere stretti eccessivamente ai sostegni e che la rafia artigianale è lo strumento più adatto per questo genere di operazione.

I tralci devono essere fissati mantenendo le giuste distanze tra gli stessi, tenendo presente dello sviluppo e dell’intensa attività vegetativa della pianta appena trapiantata. I sostegni maggiormente utilizzati sono: graticci di legno, fili di ferro, rete metalliche e strutture (gazebi, ringhiere, ecc.). Di tanto in tanto è bene correggere l’andamento dai rami, intervenendo con appositi tagli, al fine di rendere più ordinata e curata la composizione.
La potatura delle piante rampicanti è strettamente correlata alla fase di crescita delle stesse e al tipo di essenza in esame.
Le principali distinzioni sono: piante giovani che devono ancora crescere; piante che ormai hanno raggiunto le dimensioni desiderate; piante caducifolie e sempreverdi.

Le piante giovani cioè tutte quelle che devono crescere ancora per il raggiungere le dimensioni desiderate, non necessitano tagli radicali. Si andrà a tagliare principalmente i rami secchi o rovinati e si cercheranno di sfoltire quelli troppo folti, al fine di aumentare la crescita apicale e diminuire la possibilità di malattie.
Le piante che hanno già raggiunto la dimensione desiderata, andranno invece potate in base alla fioritura e alla vigoria delle stesse. Generalmente le piante rampicanti portano i fiori sui rami di uno o due anni, nel primo caso la fioritura avverrà nel periodo estivo, quindi sarà opportuno effettuare il taglio prima della ripresa vegetativa; al contrario, se il ramo che porterà il fiore è di due anni, sarà opportuno eseguire il taglio dopo la fioritura che generalmente avviene in primavera. Quando la pianta è ormai “alle strette” le potature dovranno essere più frequenti; in tal caso si consiglia limitare i rami principali, favorendo così la crescita delle ramificazioni laterali che porteranno il fiore.

E’ sempre opportuno “arieggiare” la pianta al suo interno tenendola pulita da eventuali rametti secchi.
La modalità di potatura deve variare anche in relazione al fatto che la pianta sia o non sia sempreverde.
Le piante caducifolie vanno tagliate quando hanno perso la totalità delle foglie e quindi nel periodo autunnale, mentre quelle sempreverdi in relazione alla fioritura (vedi sopra).
Nel caso di piante rampicanti variegate è opportuno eliminare immediatamente i rami che presentano foglie monocolore per evitare il propagarsi di quest’ultimo.

Gelsomino Jasminum Oleaceae

Il gelsomino appartiene alla famiglia delle Oleaceae, un genere di circa 300 specie di arbusti rampicanti, a foglie caduche e rustici. E’ una pianta originaria del Medio ed Estremo oriente nonché dell’America Meridionale.
La piantumazione deve essere effettuata alla fine della primavera; la pianta deve essere collocata in un luogo riparato, al fine di evitare che eventuali gelate tardive possano danneggiarne i germogli. La posizione ideale è a ridosso di muri esposti a nord oppure ad est.
E’ bene utilizzare un terreno fertile, ben drenato e ricco di sostanza organica.
Le annaffiature devono essere frequenti dal momento del trapianto ad attecchimento avvenuto, moderate in seguito. Il gelsomino può sopportare, infatti, anche periodi di aridità.
La fioritura può verificarsi in diversi periodi dell’anno a seconda della varietà. In generale i fiori sono riuniti in infiorescenze ascellari ed assumono una forma simile a quella di una pannocchia.

La moltiplicazione si ottiene prelevando talee di 8-10 cm da rami portanti o semimaturi. Le talee dovranno essere poste negli appositi cassoni da moltiplicazione riempiti con un miscuglio di sabbia e torba. Una volta attecchite, le piantine verranno trasferite in vasi del diametro di 8-10 cm.
La moltiplicazione si può ottenere anche prelevando i germogli nati alla base della pianta adulta.
Per quanto riguarda le malattie che più frequentemente possono colpire il gelsomino citiamo gli attacchi di afidi e di cocciniglie soprattutto per le piante collocate in posizioni riparate; inoltre, un’eccessiva umidità nel periodo della ripresa vegetativa può favorire la comparsa della muffa grigia.

J. nudiflorum: arbusto rampicante, rustico, a foglie caduche originario della Cina. Può raggiungere l’altezza di qualche metro (fino a 3 metri). I fiori sono gialli e compaiono da novembre ad aprile. Le foglie sono lisce e di colore verde scuro.

J. beesianum: arbusto rampicante a foglie decidue, alto anche 3 metri. I fiori sono di color rosso scuro e sbocciano durante il periodo estivo lasciando poi spazio a frutti molto decorativi. Le foglie sono lanceolate ed opposte.

J. grandiflorum: varietà proveniente dall’India. Si tratta di arbusti rampicanti e delicati, che si caratterizzano per i fiori profumatissimi, di color rosa appena sbocciati di colore bianco poi, che compaiono per tutta l’estate.

J. officinale: varietà di arbusti rampicanti, rustici a foglie caduche che può raggiungere anche 10-15 cm di altezza. La fioritura si ha da giugno ad ottobre; i fiori sono bianchi.

J azoricum: originario dell’America meridionale. Ritratta di arbusti sempreverdi, rustici e rampicanti, che si distinguono per la particolarità dei propri fiori, a forma di stella e di colore bianco, delicatamente profumati che compaiono durante l’estate.

J. stephanense: si tratta di una varietà orticola e più precisamente di un ibrido rampicante e semisempreverde nelle zone a clima mite. La fioritura avviene a giugno; i fiori sono di colore rosa chiaro. Le foglie sono di colore verde scuro nella pagina superiore, verde chiaro in quella inferiore.

Gelsomino Jasminum Oleaceae

Edera Araliaceae

L’Hedera, appartenete alla famiglia delle Araliaceae, costituisce un genere di circa 15 specie di piante rampicanti, sempreverdi, rustiche e molto diffuse.
Si tratta di una pianta ideale per creare recinzioni e siepi sempreverdi; è, infatti, in grado di coprire completamente e in breve tempo muri, graticci e reti. Le varietà dalle foglie variegate oltre a rivestire le superfici e a celare eventuali viste indesiderate donano piacevoli giochi di colore.
Da sottolineare è anche la grande capacità di adattamento che caratterizza tutte le specie di Hedera. In generale la pianta non richiede particolari attenzioni: cresce bene sia in posizioni soleggiate, anche se è meglio evitare l’esposizione diretta ai raggi solari, sia in ombra. E’ in grado di resistere anche in situazioni di scarsità d’annaffiamento; teme in misura limitata l’umidità. Predilige posizioni riparate ma riesce a sopravvivere anche in zone esposte al vento; in tal caso però le foglie possono restare danneggiate.
La piantumazione deve essere effettuata in autunno o all’inizio della primavera. L’Hedera non richiede un particolare terreno; questo deve essere soltanto ben drenato. In primavera o in estate si consiglia la somministrazione di concime liquido. Se coltivata in vaso, è bene fornire alla pianta dei sostegni ai quali la stessa possa appoggiarsi e procedere al rinvaso almeno una volta all’anno nello stesso periodo consigliato per la piantumazione.
Le piante più giovani presentano rami con foglie lobate e radici aeree, che si “agganciano” a tutte le superfici, quelle adulte rami, detti arborescenti, con foglie intere, dal contorno ondulato, privi di radici aeree, sui quali spuntano fiori e frutti. I rami arborescenti crescono sui rami rampicanti e si sviluppano in lunghezza.

La moltiplicazione avviene per talea. Se si desidera ottenere un’edera cespuglio, talee apicali, di circa 10-15 cm, dovranno essere prelevate dai rami adulti, quelli che abbiamo definito arborescenti. La piantina così ottenuta sarà in grado di produrre grandi quantità di fiori e frutti fin da giovane. Nel caso in cui si voglia invece ottenere un’edera rampicante, le talee lunghe 10-15 cm dovranno essere ricavate da rami giovani. In entrambe i casi, le talee dovranno essere collocate in appositi cassoni da moltiplicazione riempiti con un miscuglio di sabbia e torba. Una volta avvenuto il radicamento, le piantine saranno piantate in vasi singoli del diametro di circa 8 cm. Un’altra modalità di moltiplicazione dell’edera prevede che talee apicali di circa 15 cm ottenute da rami significati siano piantate direttamente all’aperto, in una posizione riparata e in un terreno arricchito con sabbia.
La potatura è da effettuare due volte l’anno: in marzo e durante l’estate, al fine di rafforzare la pianta e contenerne, nonché controllarne la crescita.

Hedera helix: è la varietà più diffusa in Italia e in Europa. Si tratta di una specie rustica rampicante, caratterizzata da foglie verde intenso screziate di macchie argentee lungo le nervature e frutti di colore nero, velenosi per gli uomini ma non per gli animali. Può raggiungere anche un’altezza di 15-30 metri.

Hedera colchica o amurensis: varietà rampicante che cresce molto velocemente. Le foglie sono cuoriformi, di colore verde scuro, larghe e lunghe anche 20cm. L’altezza si aggira generalmente intorno ai 10 metri.

Hedera azoica: varietà vigorosa, con foglie di colore verde chiaro che da giovani sono ricoperte, come i fusti, da un leggero strato di peluria marrone.

Hedera canariensis: originaria delle Isole Canarie e dell’Africa Settentrionale, cresce in maniera rigogliosa sia in ombra che al sole. Le foglie sono ovate e lobate, verdi d’estate, verdi-marroni d’inverno.

Edera Araliaceae

Parthenocissus

Il Parthenocissus fa parte della famiglia delle Vitaceae ed è un genere di una decina di specie di piante rampicanti a foglie caduche, per lo più originarie della Cina e della Regione dell’Himalaya.
Da notare sono le affinità del Parthenocissus con i generi dell’Ampelopsis e della Vitis.
Come tutti i rampicanti, anche il Parthenocissus è particolarmente adatto per pergolati, muri, graticci e altri simili sostegni. Quando cresce spontaneo si appoggia ai tronchi degli alberi più vicini.
La piantumazione è da effettuare tra novembre e marzo. Dal momento che le piantine giovani mal sopportano il trapianto a radici nude, si consiglia di utilizzare piante più mature, che già radicato in vaso; queste dovranno essere collocate al centro di una buca di circa 50 cm di diametro e di profondità, scavata nelle vicinanze nelle vicinanze del sostegno al quale si desidera farle arrampicare.
Il terriccio deve essere umido e costituito in buona parte da composta. La posizione migliore è quella al riparo dalle correnti fredde e dal gelo, anche se alcune specie si adattano a vivere bene anche in posizioni più esposte.
Le annaffiature devono essere piuttosto moderate; il Parthenocissus non ha infatti particolari esigenze idriche.
La fioritura avviene da maggio a luglio. I fiori sono generalmente piccoli e raggruppati in cime composte.
Le foglie sono trilobate o divise in foglioline ed in autunno assumono colorazioni molto vivaci e brillanti. Caratteristici sono anche i viticci.
La riproduzione può avvenire per talea o per semina. Nel primo caso si procede prelevando, nel periodo di agosto-settembre, talee di circa 10-15 cm da rami semimaturi oppure nel periodo si ottobre-novembre talee di circa 25-30 cm da rami maturi. Le talee verranno collocate in vasi singoli, riempiti con sabbia, che verranno riposti negli appositi cassoni da moltiplicazione. Una volta avvenuta la radicazione, sarà necessario rinviare le piantine in vasi di diametro maggiore, riempiti con terriccio. La moltiplicazione per semina deve essere effettuata tra ottobre e novembre; i semi verranno piantati in appositi vassoi, riempiti con composta per semi e verranno collocati nei cassoni per la riproduzione. Una volta spuntate le prime foglioline, le piantine saranno pronte per il rinvaso in contenitori di circa 7 cm di diametro.
La potatura va praticata. In estate, allo scopo di alleggerire e diradare i rami troppo folti.

Parthenocissus quinque folla: varietà rustica e rampicante, comunemente detta vite canadese. Originario dell’America del Nord il Parthenocissus quinque folla si caratterizza per le foglie dentate e raggruppate in ciocchette di 3-4 foglie per i piccolissimi fiori che sbocciano nella tarda primavera e che lasciano il posto a bacche color grigio-azzurro. Può raggiungere anche un’altezza di circa 20 metri.

Parthenocissus tricuspidata o vite americana: specie rampicante rustica, proveniente dal Giappone e dalla Cina. Le sue foglie sono trilobate, i suoi fiori sono di color giallo e sbocciano all’inizio dell’estate; i frutti, che sono piccoli e di colore blu, crescono abbondanti fino a settembre.

Parthenocissus himalayana: come suggerisce il nome, è questa una varietà semirustica e rampicante, originaria della regione dell’Himalaya. Predilige posizioni riparate ed è in grado di raggiungere anche 10 metri d’altezza; le foglie sono trifogliate, i fiori giallo-verdi, i frutti piccoli e blu.

Parthenocissus inserta: originario dell’America Settentrionale, può raggiungere un’altezza di 20 metri. Varietà rustica e strisciante, che cresce in modo molto veloce specialmente lungo i muri, grazie ai viticci di cui è dotata che le consentono di aderire e ” agganciarsi” ad ogni appiglio, anche il più impercettibile. I suoi fiori sono di color bianco e sono raggruppati in cime; le sue foglie assumono colori brillanti tra il rosso e l’arancio durante il periodo autunnale.

Parthenocissus thompsonii: rampicante dai fusti legnosi, dalle foglie caduche e dotato di viticci. Può raggiungere anche un’altezza di 10 cm. Le foglie assumono colorazioni particolari in ombra parziale. Produce bacche color nero.

Parthenocissus

La Bougainvillea Nyctaginaceae

La bougainvillea appartiene alla famiglia delle Nyctaginaceae ed è originaria delle zone tropicali e subtropicali dell’America Meridionale. Il suo nome è da far risalire a quello del navigatore francese Louis Antoine de Bougainville, che durante i suoi lunghi viaggi scoprì questa bellissima pianta e ne divenne grande appassionato.
Si tratta di un genere di 18 specie di arbusti e rampicanti.
Nelle zone a clima temperato caldo le bougainvillee possono essere coltivate all’aperto, in giardino mentre in quelle dove le temperature, soprattutto durante la stagione invernale, sono più rigide è necessario ripararle e, a seconda della situazione, ritirarle all’interno. Possono essere coltivate anche in vasi e vasche da serra.
La crescita e lo sviluppo delle specie rampicanti devono essere sostenuti facendo arrampicare la pianta su graticci, fili ed appositi sostegni.
La posizione ideale è pieno sole; le annaffiature devono essere più frequenti durante il periodo della fioritura e diminuite gradatamente al termine della stessa.
In estate è bene somministrare una volta alla settimana un fertilizzante liquido. Per le piante in vaso si consiglia di procedere al rinvaso ogni anno nei mesi di febbraio e marzo.
La bougainvillea si distingue per la particolarità delle sue infiorescenze; queste ultime si compongono di brattee (foglie mutate), di vari colori e tonalità che circondano il fiore vero e proprio di color giallo-bianco. Il periodo della fioritura va da giugno alla fine dell’autunno. La moltiplicazione avviene per talea; più precisamente, in estate si prelevano talee legnose della lunghezza di circa 7 cm, che dovranno essere piantate in una composta sabbiosa, in vasi di circa 6 cm di diametro. Per un periodo di 3 settimane, il periodo del radicamento, è bene collocarle in apposite cassette al fine di garantire alle piantine una temperatura di circa 20-25 °C. In alternativa talee di 15 cm possono essere prelevate da rami più maturi a gennaio. La procedura da seguire per ottenere il radicamento è la stessa vista sopra; la temperatura da mantenere è di circa 18 °C.
In febbraio è bene eseguire la potatura: intervenire, accorciandoli di circa un terzo, sui rami principali e sfoltire la pianta eliminando i rametti più deboli.

Bougainville Spectabilis
Si tratta di una specie originaria del Brasile che può raggiungere un’altezza di 7-8 metri e più, se piantata in terra piena, di 1.5-3 metri se piantata in vaso.
Il fusto è spinoso, le foglie ellittiche ed ovali di color verde scuro. Le infiorescenze sono caratterizzate da brattee lunghe fino a 4 cm, di colori che variano dal rosso al porpora, e compaiono durante l’estate. Tra le varietà più conosciute citiamo la Bougainvillea Spectabilis Lateritia e la Bougainvillea Spectabilis Thomasii.

Bougainville Glabra
Originaria del Brasile, la Bougainvillea Glabra è particolarmente adatta per essere coltivata in vaso, in quanto fiorisce anche quando è molto giovane. In tal caso l’altezza massima raggiungibile dalla pianta è di circa 1.5-2.5 metri.
Le foglie sono ovali, le infiorescenze a pannocchia e composte dalla tipiche brattee di varie tonalità, dal rosso al viola, si verificano da settembre per tutto l’autunno. La varietà Sanderiana è la più diffusa.

La Bougainvillea Nyctaginaceae

PASSIFLORA Passifloraceae

La Passiflora o “fiore della passione” è originaria delle Regioni Tropicali dell’America Meridionale. La famiglia di appartenenza è quella delle Passifloraceae. Sono circa 500 le specie che costituiscono questo genere; si tratta, in particolare, di piante rampicanti sempreverdi, che possono raggiungere anche l’altezza di 7 metri e che si prestano soprattutto per rivestire e coprire muri, reti, graticciati, ecc.
La Passiflora predilige climi temperati caldi, teme le gelate e, proprio per questo, deve essere collocata in giardino, in posizioni soleggiate, parzialmente ombreggiate e riparate dal freddo e dal gelo. Il terreno deve essere ben drenato.
Le annaffiature devono essere costanti, in modo tale da mantenere nel terreno una certa umidità; la frequenza delle annaffiature deve essere maggiore durante il periodo estivo, al fine compensare la maggiore traspirazione cui è soggetta la pianta per effetto delle temperature elevate.
La fioritura avviene durante il periodo estivo. I fiori si caratterizzano per la forma e la bellezza del tutto particolare che li contraddistingue: sono fiori “appiattiti”, che compaiono isolati, i cui ovari e stami sono circondati da una corona filamenti. I petali sono ovati e vellutati.

La riproduzione può essere effettuata prelevando talee di circa 8-10 cm dalle piante mature. Le talee dovranno essere piantate in una composta di sabbia e torba e collocate negli appositi cassoni da moltiplicazione. A radicazione avvenuta, le piantine verranno disposte in vasi del diametro di 8-10 cm.
La moltiplicazione può avvenire anche per seme. In questo caso è importante mantenere una temperatura di 18-20 °C. Una volta radicate, le piantine saranno rinvasate (vasi di circa 10 cm di diametro) così come è stato disposto per la moltiplicazione per talea. Alla fine dell’inverno (febbraio-marzo) è consigliabile la potatura della pianta; questa ripulirà la pianta da tutti i rami in eccesso, nonché dai rami periti a causa del gelo durante la stagione invernale.
La malattia che con maggiore facilità colpisce la Passiflora è il Virus del mosaico del cetriolo; si tratta di una malattia che si manifesta in inverno e primavera e che colpisce, deformandole e macchiandole, le foglie della pianta.
In Italia, la specie più diffusa è la Passiflora Cerulea, che si caratterizza per i propri fiori di colori che variano dal bianco al celeste e dal celeste al rosso porpora; questi fiori, che possono raggiungere anche un diametro di 7 cm, compaiono per tutta l’estate da luglio alla fine di settembre.

PASSIFLORA Passifloraceae

Glicine Wisteria Papilionaceae

La Wisteria, comunemente conosciuta col nome di glicine, è originaria dell’estremo Oriente e più esattamente della Cina e del Giappone ed appartiene alla famiglia delle Papilionaceae.
Si tratta di un genere di 10 specie di arbusti rampicanti e rustici.
Le caratteristiche distintive del glicine sono il tronco, che si snoda dalla base attorcigliandosi e modellandosi alle superfici e strutture poste in prossimità della pianta ed i fiori di colore azzurro-violetto, riuniti in grappoli penduli che raggiungono anche la lunghezza di 20 – 25 cm, dal profumo intenso e gradevole.
I periodi più favorevoli per piantare il glicine sono l’autunno e l’inverno, fino a marzo, cercando di evitare le gelate.
Il terreno più indicato è di tipo argilloso ma il glicine si adatta a vivere bene in qualunque tipo di terreno, l’importante è che questo sia ben drenato e ricco di sostanza organica. A tale riguardo è bene ricordare che la collocazione del glicine deve tenere conto anche del fatto che la tenacia ed il vigore del tronco con i quali si sviluppa possono provocare danni alle strutture e superfici poste nelle vicinanze della pianta.
Per questo motivo è meglio tenere lontano soprattutto i tronchi adulti da tegole e grondaie e le radici dalle superfici pavimentate.
Le annaffiature devono essere moderate, più frequenti nella fase di attecchimento della pianta.
La fioritura si verifica all’inizio dell’estate e ha una durata di circa un mese; i fiori sono più fitti nelle piante più giovani. L’eventuale mancanza di fioritura può essere dovuta ad un’eccessiva somministrazione di fertilizzante, una potatura scorretta ed infine alla mancanza di esposizione alla luce. La Wisteria, infatti, predilige posizioni soleggiate o di pieno sole e teme le gelate tardive, che possono danneggiare i germogli; ideali sono muri e strutture esposte ad est.

La moltiplicazione di queste piante avviene sia per talea che per innesto. Nel primo caso nel periodo che va dalla fine di luglio alla fine di agosto si prelevano dei rami delle anno e si mettono a radicare in un miscuglio di torba e sabbia ad una temperatura non inferiore a 16 ° C, per un migliore attecchimento e meglio nebulizzare del acqua sulle foglie, più volte al giorno.
Nella moltiplicazione ad innesto, nel mese di marzo occorre prelevare delle marze dalla pianta, ed innestarle sulla radice della Wisteria sinensis, successivamente interrare e mantenere ad una temperatura di 16 -18 °C.
La pianta del glicine può essere propagata anche per propagine o da seme.
La potatura e di fondamentale importanza per determinare il numero di fiori che sia avranno sulle nostre piante. Nel mese di luglio con una forbice ben affilata tagliare i rami dell’anno ad una lunghezza di 5 6 gemme, nel mese di gennaio, taglieremo gli stessi rami ad una altezza di 2 -3 gemme, questi ultimi porteranno la fioritura.

Questa pianta pur essendo molto resistente e soggetta ad attacchi di afidi e di ragnetto rosso, raramente possono essere colpiti anche da tripidi che danneggiano le foglie. Questa pianta è anche soggetta a clorosi, le quali provocano uno sbiancamento delle foglie.
Wisteria floribunda: Proveniente dal Giappone può raggiungere anchi i 10 metri d’altezza, presenta un fogliame di colore verde chiaro imparipennate formate da 13-15 foglioline. La fioritura molto profumata e di colore violetto azzurrato, a forma papilionacea, che possono raggiungere 25-30 cm di lunghezza. Le varietà di questa specie sono molteplici, quasi tutte fioriscono nel mese di maggio-giugno, e ve ne sono di molti colori bianco viola rosso.

Glicine Wisteria Papilionaceae

Bignonia Bignoniaceae

La Bignonia appartiene alla famiglia della Bignoniaceae e si tratta di un genere che comprende una sola specie rampicante delicata, sempreverde, particolarmente vigorosa, che cresce con notevole rapidità: la Bignonia Capredata.
Questa specie è originaria dell’America del Nord e più precisamente delle regioni centrali e meridionali degli Stati Uniti. In Italia cresce all’aperto nelle regioni più calde dell’Italia centrale e meridionale; in quelle settentrionali, invece, viene coltivata in serra oppure all’aperto nelle zone di lago, dove il clima è più mite per tutto l’anno.
E’ una pianta che può raggiungere anche i 10 metri d’altezza. Le foglie sono oblunghe e dentate e si sviluppano a due a due in maniera simmetrica rispetto al ramo, terminando poi in un viticcio ramificato, dotato di ventose che consentono alla pianta di “arrampicarsi”.
I fiori sono di colore rosso-arancio, sono raggruppati in cime peduncolate e sono muniti di una corolla tubulosa, lunga 4-5 cm, terminante con 5 lobi allargati.

La piantumazione deve essere effettuata in primavera, collocando la pianta in grandi vasi riempiti con un terreno fertile, ricco di sostanza organica su di una base a forte componente argillosa; si dovrà aver cura di posizionare i vasi in zone riparate dalle correnti e dal freddo.
Le annaffiature devono essere abbondanti durante il periodo primaverile-estivo, moderate durante l’inverno.

La moltiplicazione si effettua in primavera e si ottiene prelevando talee semilegnose dai germogli laterali della pianta; le talee dovranno essere piantate negli appositi cassoni da moltiplicazione, riempiti con sabbia. A radicazione avvenuta (dopo circa 2 mesi), le piantine dovranno essere trasferite in vasi di media grandezza, riempiti con composta compatta.
La potatura è da praticarsi in primavera, avendo cura di eliminare i rami secchi e di accorciare i rami di maggiori dimensioni.

Tra le specie più diffuse ricordiamo la Bignonia Venusta, che fiorisce alla fina dell’inverno e la Bignonia Campis, che sboccia tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno e che è capace di resistere anche al freddo.

Bignonia Bignoniaceae

Thumbergia Alata Acanthaceae

Originaria dell’Africa centro-meridionale ed appartenente alla famiglia delle Acanthaceae, la Thunbergia Alata è una pianta perenne e rampicante, generalmente coltivata come annuale.
Può raggiungere un’altezza di 3 metri; le foglie sono ovate.
La fioritura avviene tra giugno e settembre; i fiori sono molto ornamentali, a corolla tubulosa. Più precisamente, ogni fiore è costituito da una specie di “tubo” color porpora e da grandi lobi giallo-arancio, tondeggianti ed appiattiti; le infiorescenze, inoltre, hanno una grandezza di circa 5 cm di diametro, nascono all’ascella delle foglie e presentano un cento color marrone.
La posizione ideale nella quale collocare la Thunbergia Alata è in pieno sole o, comunque, in zone ben illuminate ma riparate; durante la stagione estiva è buona norma riporla in posizioni parzialmente ombreggiate.
Il periodo più adatto alla piantumazione è la primavera; il terreno deve essere ben drenato. Per tutta la fase della crescita, le annaffiature devono essere abbondanti.

La riproduzione viene effettuata per semina. A tale proposito, nel periodo di marzo-aprile, i semi devono essere collocati in terrine riempite con composta per semi, alla temperatura di circa 16-19 °C. Una volta avvenuta la radicazione, le piantine dovranno essere rinvasate in contenitori di circa 8 cm di diametro.

La potatura si effettua al fine di ricomporre la forma della pianta, per guidarne la crescita e far in modo che la pianta rinvigorisca e si rafforzi. Può esser utile favorire ed aiutare la crescita in verticale della pianta fornendo alla stessa degli specifici sostegni, come graticci e reticolati.
Thunbergia grandiflora: originaria dell’India, è dotata di fusti legnosi e di foglie ovate e dentate. I fiori sono grandi fino a 7 cm di diametro e sono azzurri.

Thunbergia natalensis: specie proveniente dell’Africa Meridionale, semi-arbusto, ma adatta a vivere anche come erbacea perenne. Le foglie sono appuntite e dentate. I fiori nascono all’ascella delle foglie durante la stagione estiva e sono di colore azzurro pallido.

Thunbergia mysorensis: specie indiana, costituita da rampicanti vigorosi, che raggiungono anche altezze superiori ai 5 metri. Le foglie sono di colore verde intenso, ovate e lunghe una decina di cm. I fiori crescono in maniera asimmetrica, sono lunghi circa 5 cm, di colore giallo e sono dotati di lobi, che crescono da brattee rosse. I periodi della fioritura sono la primavera e l’estate.

Thumbergia Alata Acanthaceae

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