Piante d'appartamento

Piante d’appartamento

ANTURIO (Anthurium Spp.)
LUCE: Medio – forte, mai sole diretto
TERRENO: Grossolano con molta torba. Il fondo del vaso va riempito per un terzo di materiale drenante
IRRIGAZIONI: Evitare i ristagni d’acqua. In inverno moderare l’apporto idrico
CURE COLTURALI: Irrorare quotidianamente la chioma. Concimare ogni 2 settimane durante l’estate. Rinvasare ogni 2-3 anni
CURIOSITA’: Se la pianta arrotola le foglie significa che l’umidità dell’aria è insufficiente e la posizione è troppo calda
AVVERSITA’: Afidi – Cocciniglie -Mosca bianca
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Bordi fogliari ingialliti: l’aria è troppo secca o la pianta è stata sottoposta a correnti d’aria. Assenza di fiori: la pianta non è concimata adeguatamente. Fiori accartocciati: l’ambiente è troppo secco. Nebulizzare le foglie, ma non i fiori.
Un sistema originale per coltivare l’Anturio viene dagli olandesi, che hanno sviluppato la coltivazione di questa pianta in un calice di vetro, abbinato alla Bromeliacea epifita Tillandsia Usneoides. Sul fondo del calice viene disposto uno strato di argilla espansa sul quale viene appoggiato l’Anturio completo del pane di terra, ma senza vaso. Attorno alla base della pianta viene, infine, collocata la vegetazione ricadente della Tillandsia, i cui fusti squamosi formano ciuffi grigiastri simili a muschio. La coltivazione dell’Anturio viene effettuata come in un vaso normale, con il vantaggio di semplificare le irrigazioni, da eseguire quando il pane di terra attraverso il vetro appare asciutto (più chiaro), aggiungendo acqua fino a bagnare completamente l’argilla.

ANTURIO

AZALEAEGARDENIA (Rhodondendron Spp.; Gardenia Jasminoides)
LUCE: Medio – forte, ma non sole diretto
TERRENO: Acido o torba pura
IRRIGAZIONI: Regolari, lasciando asciugare la superficie del substrato tra un innaffiatura e l’altra. Non utilizzare acque calcaree
CURE COLTURALI: Mantenere la pianta in un ambiente fresco (non oltre i 18°C). Concimare ogni 2 settimane da marzo a settem-bre. Irrorare la chioma prima che sboccino i fiori. In estate collocare le piante all’aperto in semi ombra. Rinvasare ogni 2-3 anni, un mese dopo la fioritura
CURIOSITA’: L’azalea è simbolo di un inspiegabile ed imprevista gioia, la gardenia di simpatia
AVVERSITA’: Cocciniglia – Ragnetto rosso – Malattie critto- gamiche
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Ingiallimento delle foglie: l’acqua di irrigazione è eccessivamente calcarea. Aggiungere un concime acidificante all’acqua di irrigazione. Caduta boccioli: il terriccio è troppo asciutto. La pianta è stata collo-cata in una zona di corrente di aria fredda. Avvizzimento foglie: il terriccio è troppo secco, immergere il vaso in acqua fino all’orlo e lasciare asciugare.
Azalee e Gardenie sono le piante da fiore più comunemente coltivate in appartamento per le loro ricche fioriture. Tuttavia, se tenute in un ambiente riscaldato, le due acidofile mostrano spesso segni di sofferenza a causa dell’ambiente caldo e secco. Per mantenere le piante in buone condizioni è pertanto opportuno collocarle all’esterno durante la buona stagione, evitando l’esposizione al sole diretto. Si può anche tentare la coltivazione all’aperto durante tutto larco dell’anno, scegliendo un luogo riparato dal vento e proteggendo la vegetazione durante l’inverno con un telo di plastica trasparente.

AZALEAEGARDENIA

CALANCOE (Kalanchoe Blossfeldiana)
LUCE: Intensa, anche diretta.
TERRENO: Sabbioso. Sul fondo del vaso porre uno strato di argilla espansa
IRRIGAZIONI: Moderate durante la fioritura, lasciando bagnare metà del substrato prima di irrigare nuovamente. In inverno ridurre ulteriormente le bagnature
CURE COLTURALI: Per garantire una fioritura prolungata eliminare i fiori non appena appassiscono. Concimare una volta al mese durante il periodo vegetativo; ogni due settimane durante la fioritura
AVVERSITA’ : Cocciniglie
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Foglie marce: Irrigazioni eccessive. Ridurre l’apporto di acqua in inverno. Chiazze gialle o brune sulle foglie: La pianta può aver ricevuto spruzzi d’acqua.
E particolarmente difficile fare rifiorire questa succulenta, che viene considerata una pianta annuale da scartare al termine della fioritura. E però possibile prolungare la fioritura per una durata di circa tre mesi, concimando le piante con regolarità ed eliminando i fiori non appena appassiscono. L’operazione va eseguita con un paio di forbici, tagliando l’infiorescenza alla base dello stelo.

CALANCOE

CAMEDOREA (Chamaedorea Elegans)
LUCE: Intensa, ma non diretta. Sopporta anche luoghi ombreggiati
TERRENO: Ricco di humus, leggero e drenato
IRRIGAZIONI: Abbondanti nel periodo vegetativo, moderate in inverno
CURE COLTURALI: Vaporizzare frequentemente il fogliame. Collocare il vaso in un sottovaso pieno di ghiaia o argilla espansa mantenuta umida. Concimare una volta al mese nel periodo vegetativo
CURIOSITA’: Appartiene alla famiglia delle palme
AVVERSITA’: Cocciniglie – Ragnetto rosso
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Apici fogliari scuri: l’aria è troppo secca. Nebulizzare quotidianamente la pianta. Ingiallimento fogliare:il terriccio è troppo asciutto. (Attenzione: se l’ingiallimento è a piccoli puntini si tratta di un attacco di ragnetto rosso) Imbrunimento dell’intera foglia: se limitato ad alcune foglie è un normale processo di invecchiamento. Eliminare la foglia tagliandola alla base.
Per quanto questa palma d’appartamento tolleri abbastanza bene anche gli ambienti caldi e asciutti, in tali condizioni manifesta spesso segnali di sofferenza, presentando disseccamento degli apici fogliari e attacchi di ragnetto rosso. Per prevenire questi fenomeni è opportuno vaporizzare il fogliame con acqua a temperatura ambiente quotidianamente durante l’estate e una volta o due alla settimana durante l’inverno (dipende dalla temperatura e dall’umidità della casa). In caso di attacchi di ragnetto rosso, che si manifestano con l’ingiallimento fogliare a piccoli puntini, trattare tempestivamente con un insetticida spray, irrorando bene la pagina inferiore delle foglie.

CAMEDOREA

CICLAMINO (Cyclamen Persicum)
LUCE: Intensa, anche lieve penombra
TERRENO: Ricco di humus e di sabbia
IRRIGAZIONI:Regolari, ma moderate immergendo il vaso in un recipiente pieno d’acqua per 10 minuti, oppure riempire il sottovaso. Evitare di spruzzare steli e fiori
CURE COLTURALI:In maggio col-locare la pianta all’esterno in un luogo ombroso, sospendendo le irrigazioni. Riporre la pianta in casa quando spuntano i primi boccioli. Concimare una volta ogni 15 giorni durante il periodo vegetativo e la fioritura
AVVERSITA’ :Afidi – Ragnetto rosso – Muffa grigia
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Ingiallimento fogliare: l’aria è troppo secca e calda. Oppure la pianta è sottoposta ad inso- l’azione diretta. Steli molli, fiori marcescenti: l’acqua non è somministrata correttamente. Innaffiare la pianta dal sottovaso e non dall’alto.
Il ruolo decorativo dei ciclamini in casa è di solito piuttosto breve: come prolungarlo? Quando le foglie incominciano a ingiallire, le irrigazioni andranno gradualmente ridotte fino a sospenderle completamente. Quindi il tubero andrà conservato nel vaso completamente asciutto, in un luogo fresco e ombreggiato. In agosto-settembre si toglierà dal vecchio substrato e si rinvaserà utilizzando un terriccio sabbioso, riprendendo le irrigazioni per immersione. Il vaso andrà quindi sistemato in un luogo sufficientemente fresco e luminosissimo, affinchè rifiorisca.

CICLAMINO

CISSO (Rhoicissus Rhomboidea, R. Antarctica)
LUCE: Intensa, non diretta, ma tollera anche ambienti poco illuminati
TERRENO: Qualsiasi substrato per piante verdi
IRRIGAZIONI: Mantenere costantemente umido il terreno; moderare le innaffiature in inverno, lasciando asciugare il terriccio tra un irrigazione e l’altra
CURE COLTURALI: Irrorare quotidianamente le foglie durante l’estate. Concimare ogni 2 settimane da aprile a settembre. Rinvasare ogni anno a primavera. In marzo accorciare i rami per favorire la ramificazione
AVVERSITA’: Afidi – Cocciniglie – Ragnetto rosso
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Apici accartocciati: l’ambiente è troppo secco. Nebulizzare le foglie. Foglie in parte brune: ristagno idrico. Appassimento e caduta foglie: la temperatura è troppo bassa o il terriccio troppo umido.
Per svilupparsi rigoglioso, il Cisso necessita di un ambiente piuttosto umido. Poiché difficilmente nelle abitazioni riscaldate esiste questa condizione, si deve intervenire artificialmente, nebulizzando la vegetazione con acqua a temperatura ambiente. La nebulizzazione del fogliame può essere eseguita quotidianamente in estate, durante qualsiasi ora del giorno, mentre in inverno gli interventi vanno diradati, intervenendo solamente al mattino.

CISSO

CROTON (Codiaeum Variegatum)
LUCE: Intensa
TERRENO: Ricco di sostanza organica, mescolato a 1/4 di sabbia
IRRIGAZIONI: Abbondanti in primavera-estate. Ridotte in inverno
CURE COLTURALI: Irrorare frequentemente le foglie durante l’estate. Concimare ogni 15 giorni a dosi moderate in primavera-estate. La pianta non ama temperature eccessivamente basse. Rinvasare in primavera se il vaso è inferiore ai 20 cm di diametro
CURIOSITA’: In seguito a sbalzi di temperatura la pianta perde rapidamente le foglie
AVVERSITA’: Cocciniglie – Ragnetto rosso
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Bruciature sulle foglie: la pianta è esposta alla luce diretta del sole. Spostare il vaso. Apici delle foglie bruni: le irrigazioni sono scarse. Margini fogliari bruni: se si verificano in inverno la temperatura è troppo bassa. Colore delle foglie sbiadito: la luce è insufficiente. Spostare la pianta in posizione più luminosa.
Particolarmente ricco di varietà caratterizzate da foglie di forma e colore diversi, il Croton è una delle piante da interno dotate di maggiore policromia. Appena sviluppate, le foglie sono verdi, ma presto assumono tinte rosse, arancio e viola, che formano macchie vivaci. Bisogna fare molta attenzione all’esposizione alla luce, che deve essere diretta per favorire la colorazione delle foglie. Se mantenuto in una posizione poco luminosa, il Croton perde, infatti, questa caratteristica, sviluppando un colore prevalentemente verde. Bisogna inoltre assolutamente evitare gli sbalzi di temperatura, in quanto provocano la rapida caduta delle foglie.

CROTON

DIEFFENBACHIA (Dieffenbachia Spp.)
LUCE: Media, filtrata
TERRENO: Ricco di sostanza organica
IRRIGAZIONI: Moderate, lasciando asciugare il terriccio tra un intervento e l’altro. Ulteriormente ridotte in inverno. Innaffiare possibilmente per immersione
CURE COLTURALI: Non bagnare mai il fusto. Concimare ogni 2 settimane in primavera-estate. Collocare il vaso in un sottovaso pieno di ghiaia o argilla espansa mantenuta umida
CURIOSITA’: La linfa contiene una sostanza tossica per l’uomo, che non deve assolutamente venire a contatto con la mucosa orale
AVVERSITA’: Afidi – Cocciniglie – Marciume del fusto (Botrytis) – Ragnetto rosso
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Margini fogliari bruni e scavati: l’ambiente o il terriccio sono troppo asciutti. Irrigare con maggiore frequenza. Perdita delle screziature: carenza di luce e di concime. Foglie sbiadite e bruciate:la pianta è esposta ai raggi diretti del sole. Filtrare la luce o spostare il vaso. Caduta foglie: l’aria è troppo asciutta o la temperatura troppo bassa.
Per la notevole bellezza del fogliame variegato e per la sua grande robustezza, la Dieffenbachia è una delle piante d’appartamento più diffuse. Coltivata in appartamento, questa pianta tende con il passare del tempo a perdere le foglie basali, sviluppando prevalentemente la parte aerea. Questo fenomeno è assai difficile da evitare, ma può essere mascherato facilmente riunendo più esemplari di Dieffenbachia in gruppo, oppure creando composizioni miste, abbinando a questa
pianta specie più basse come l’Asplenio, la Calancoe o la Begonia Rex.

DIEFFENBACHIA

DRACENA (Dracaena Spp.)
LUCE: Intensa, filtrata
TERRENO: Ricco di torba
IRRIGAZIONI: Abbondanti e regolari in primavera-estate. Moderate in inverno
CURE COLTURALI: Irrorare frequentemente la chioma. Concimare ogni 2 settimane da giugno a settembre. Collocare il vaso in un sottovaso pieno di ghiaia o argilla espansa bagnata
CURIOSITA’: Ha proprietA’ disinquinanti nei confronti di benzene, formaldeide e tricloroetilene
AVVERSITA’: Cocciniglie
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Apici fogliari bruni: le irrigazioni sono scarse o l’aria è troppo secca. Margini gialli poi bruni: l’aria è troppo asciutta o la pianta è col- locata in una corrente d’aria. Appassimento e caduta foglie: si ha un eccesso (più frequente) o carenza di acqua.
Si chiama Lucky Bamboo ed è oggi una delle piante più alla moda da regalare come portafortuna. Il nome deriva dalla singolare similitudine degli steli con le canne di bambù, ma in realtA’ si tratta della Dracenasanderiana, coltivabile come le altre specie del genere Dracena. La facile radicazione ed il rapido adattamento a tutte le condizioni ambientali, rendono il Lucky Bamboo coltivabile anche in acqua, dove rapidamente emette le radici. In questo caso è opportuno cambiare l’acqua ogni 10-15 giorni ed apportare gli elementi nutritivi con la somministrazione di un fertilizzante per idroponiche. Il Lucky Bamboo può essere coltivato anche in terra.

DRACENA

FALANGIO (Chlorophytum Comosus)
LUCE: Intensa, anche diretta
TERRENO: Terriccio, torba e sabbia in parti uguali
IRRIGAZIONI: Abbondanti in estate, scarse in inverno, lasciando asciugare il terriccio tra un innaffiatura e l’altra
CURE COLTURALI: Concimare una volta ogni 20 giorni durante tutto l’anno. Si può rinvasare in qualsiasi momento dell’anno
AVVERSITA’: Cocciniglie – Ragnetto rosso
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Foglie pallide e flosce: la temperatura è troppo alta o la luce scarsa. Apici secchi: l’ambiente è troppo asciutto. Nebulizzare le foglie. A volte il sintomo compare se il vaso è troppo piccolo e pertanto occorre rinvasare. Macchie marroni sulle foglie: temperature troppo basse o eccesso di acqua.
Il Falangio è sicuramente la pianta da appartamento più facile da moltiplicare. I lunghi steli pendenti sviluppati dalla pianta portano, infatti, al loro apice, dei piccoli ciuffi di foglie che possono diventare nuove piante. Il metodo è molto semplice: occorre procurarsi un vasetto pieno di terriccio e adagiare sopra ad esso, premendo leggermente, il ciuffo di foglie, senza staccarlo dalla pianta madre. Nel giro di breve il ciuffo avrA’ prodotto le radici e lo stelo potrA’ essere reciso, tagliandolo sia a livello della piantina, che della pianta madre. Il periodo migliore per eseguire questa operazione è la primavera-estate.

FALANGIO

FELCI (Asplenium Spp., Nephrolepis Exaltata, Pellaea Rotundifolia, Platycerium Biforcatum)
LUCE: Diffusa e indiretta
TERRENO: Ricco di sostanza organica. Mescolare un pugno di carbonella ogni 2 litri di terriccio
IRRIGAZIONI: Regolari, mantenendo costantemente umido, ma non saturo d’acqua, il substrato, anche in inverno
CURE COLTURALI: Spruzzare frequentemente le piante con acqua pulita. Concimare ogni 2 settimane in primavera-estate con dosi molto diluite. Collocare il vaso in un sottovaso pieno di ghiaia o argilla espansa mantenuta umida
CURIOSITA’: Le felci sono tra le più antiche piante cresciute sulla terra
AVVERSITA’: Afidi- Cocciniglie
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Margini fogliari bruni e fragili: il terriccio è troppo asciutto Foglie più giovani di colore giallo chiaro: l’aria è troppo secca Colore verde pallido: la pianta è carente di elementi nutritivi. Concimare. Imbrunimento e caduta foglie adulte: l’aria è troppo calda.
Originarie dell’ambiente umido del sottobosco, le Felci hanno spesso difficoltA’ di resistenza in appartamento, dove gli ambienti riscaldati sono piuttosto secchi. Per riuscire nella coltivazione delle Felci è tuttavia sufficiente seguire un semplicissimo accorgimento, che consente di realizzare un microclima umido intorno alla pianta. Il vaso della Felce va collocato in un porta vaso (vaso leggermente più grande completamente impermeabile) sul cui fondo va sistemato uno strato di pochi centimetri di argilla espansa, mantenuto costantemente umido. Quando si innaffia la pianta occorre controllare che l’acqua che si accumula nel porta vaso non sia eccessiva.

FELCI

FICUS (Ficus Benjamina, Ficus Elastica, Ficus Iyrata, Ficus Pumila)
LUCE: Intensa, filtrata
TERRENO: Qualsiasi substrato per piante verdi
IRRIGAZIONI: Moderate, lasciando asciugare la superficie del terriccio tra un intervento e l’altro. In inverno ridurre le irrigazioni
CURE COLTURALI: Non bagnare mai il fusto. Concimare ogni 2 settimane in primavera-estate. Pulire periodicamente le foglie nelle specie a lamina larga
AVVERSITA’: Cocciniglie – Ragnetto rosso
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Ingiallimento e caduta foglie: eccesso d’acqua o sbalzo di temperatura. Caduta foglie sane: la pianta è esposta in una corrente d’aria fredda o ha subito uno sbalzo di temperatura. (Molto frequente nel Ficus benjamina)
Il genere Ficus comprende diverse specie molto diverse luna dall’altra. Ecco le più comuni:
1 – Ficus Benjamina: E molto sensibile agli sbalzi di temperatura, agli eccessi di umiditA’ e alla scarsitA’ di luce. Se sottoposto a stress perde tutte le foglie, ma poi le produce nuovamente.
2 – Ficus Elastica: Ha grandi foglie ovali e lucide, che vanno mantenute pulite. La pulizia va eseguita in un luogo all’ombra.
3 – Ficus Iyrata: Ha foglie grandi con margine ondulato. Resiste molto bene anche in condizioni di scarsa luminositA’.
4 – Ficus Pumila: Ha piccole foglie, molto delicate. E una pianta ricadente rustica e poco impegnativa.

FICUS

FILODENDRO (Philodendron Spp.)
LUCE: Intensa, ma non diretta
TERRENO: Ricco di torba
IRRIGAZIONI: Abbondanti, almeno due volte alla settimana. Evitare che il terriccio si asciughi completamente anche durante l’inverno
CURE COLTURALI: Se l’ambiente è caldo secco, irrorare frequentemente la chioma ed il tutore muschiato. Concimare ogni 2 settimane da aprile a ottobre. Rinvasare ad anni alterni in primavera
CURIOSITA’: Sopporta bene il fumo e disinquina l’ambiente da formaldeide
AVVERSITA’: Cocciniglie
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Foglie ingiallite e appassite: lo stesso sintomo può significare eccesso o scarsitA’ d’acqua. Colore delle foglie sbiadito:eccesso di acqua. Lasciare asciugare completamente il terriccio, poi ridurre le irrigazioni.
Caratterizzato da un portamento rampicante o ricadente, il Filodendro è comunemente coltivato appoggiato ad un tutore coperto di muschio. Oltre a spruzzare regolarmente le foglie ed il tutore, evitando che le radici che si sviluppano attorno ad esso si secchino, la pianta va innaffiata regolarmente in modo tale che il terriccio rimanga leggermente umido. In commercio sono attualmente disponibili piante provviste di un particolare tutore chiuso da un tappo. Per innaffiare è sufficiente versare l’acqua all’interno del tutore stesso.

FILODENDRO

KENZIA (Howea Forsteriana)
LUCE: Media, anche lieve penombra
TERRENO: Ricco di sostanza organica, misto a sabbia
IRRIGAZIONI:Moderate e frequenti
CURE COLTURALI: Nebulizzare le foglie nel periodo estivo. Concimare ogni 2-3 settimane da aprile a settembre
CURIOSITA’: E una palma che in natura raggiunge i 20 metri di altezza
AVVERSITA’: Cocciniglie – Ragnetto rosso
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Foglie ingiallite: il terriccio è troppo asciutto. Aumentare le irrigazioni. Apici bruni: l’ambiente è troppo secco o le irrigazioni sono scarse.
La Kenzia è una delle palme più comunemente coltivate in casa per la sua robustezza e per le elevate dimensioni che può raggiungere (fino a 3 metri). Poiché il rinvaso degli esemplari più ingombranti è piuttosto difficile in casa, è possibile evitare questa operazione, sostituendo solamente una parte del terriccio. Lo strato da sostituire è di circa 3-5 cm a seconda del diametro del vaso. E importante fare molta attenzione a non danneggiare le radici durante l’asportazione del vecchio substrato.

KENZIA

ORCHIDEE (Phalaenopsis, Cymbidium, Paphiopedilum, Dendrobium)
LUCE: Intensa, ma filtrata. Possibilmente sul davanzale interno di una finestra oppure davanti ad essa.
TERRENO: Le orchidee si sviluppano su un materiale diverso dal tradizionale terriccio, in genere composto da corteccia di conifera sminuzzata, mescolata a pezzetti di polistirolo o argilla espansa.
IRRIGAZIONI: Irrigare senza eccedere. Le orchidee temono più gli eccessi d’acqua che la siccitA’.
CURE COLTURALI: Crescendo in un substrato inerte, le orchidee hanno una forte necessitA’ di concimazioni durante tutto il periodo vegetativo, avendo estrema cura di rispettare le dosi consigliate. Dopo il rinvaso attendere circa 20 giorni prima di riprendere la somministrazione di fertilizzante.
CURIOSITA’: L’essenza di vaniglia deriva dai baccelli di un orchidea, la Vanilla fragrans, coltivata appositamente nelle regioni asiatiche.
AVVERSITA’: Ruggine, cocciniglia, ragnetto rosso, marciumi radicali.
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Ingiallimento delle foglie: la pianta è irrigata eccessivamente o si ha un ristagno idrico. Caduta fiori: eccesso di acqua.
Le orchidee rappresentano la famiglia più numerosa del regno vegetale, con oltre 25 mila specie. Tra le specie più appariscenti e facili da coltivare è la Phalaenopsis, i cui fiori assomigliano a farfalle in volo e durano sulla pianta per diverse settimane. Le Phalaenopsis possono essere coltivate in qualunque zona della casa, purché ad una temperatura superiore ai 20°C e con un umiditA’ elevata. Per questo motivo ne è consigliabile la collocazione in una zona luminosa del bagno o della cucina. Nelle irrigazioni è importante bagnare molto bene il substrato, mettendo il vaso in un lavandino e lasciando successivamente sgrondare l’acqua in eccesso. Il sottovaso delle orchidee non deve mai contenere acqua. I fiori vanno lasciati sulla pianta senza tagliarli, anche una volta appassiti.

ORCHIDEE

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