|
SEZIONE 2
Progettare l’orto
Alcune scelte fondamentali
Le considerazioni sul clima hanno evidentemente un
valore primario per ogni coltivazione. Anche se oggi le
selezioni operate sulle diverse specie hanno consentito
notevoli migliora menti e alcuni adattamenti, esistono
condizioni climatiche che sono da considerarsi favorevole o
avverse rispetto alle diverse colture. Oltre ad alcune
considerazioni di carattere generale a tutti note (gli
agrumi richiedono un clima particolarmente secco e
soleggiato, mentre il melo si adatta molto bene a condizioni
climatiche (assai varie). vi suggeriamo di acquisire
informazioni preliminari circa le colture che vengono
praticate nella vostra zona. Infatti chi meglio di un
provetto orticoltore o addirittura di un contadino può darvi
utili consigli sulle caratteristiche del luogo? In ogni caso
nella parte dedicata alle schede colturali troverete tutti i
consigli necessari.
Scelta della disposizione
Il soleggiamento dell’orto è di fondamentale importanza e
vanno praticate scelte diverse in rapporto alle condizioni
climatiche locali. Non è evidentemente possibile contemplare
tutti i possibili casi e quindi ci si limiterà a fornire
indicazioni di massima.
In Val Padana su terreno pianeggiante è senz’altro da
scartare una collocazione dell’orto a nord dell’edificato,
di filari compatti di alberi o di altri elementi che lo
tengano ombreggiato per molte ore del giorno: in tale
situazione l’orientamento verso meridione permette un
soleggiamento costante e uniforme dì tutte le piante. Nelle
zone collinari o appenniniche l’orientamento è spesso
condizionato dalla pendenza del terreno: se questa è
notevole anche sulle ridotte dimensioni di un orto, è
consigliabile eseguire delle opere di terrazzamento mediante
la posa di grosse pietre e la ricolmatura con terra di
riporto. La posa può avvenire a secco componendo per bene le
forme delle singole pietre o con malta di cemento la dove la
loro forma sia troppo irregolare o arrotondata. Per
questioni di sicurezza il muro di contenimento non deve mai
superare l’altezza di 80-100 cm. Tali opere permettono di
ricavare piccole porzioni pianeggianti, adeguatamente
drenate e facilmente lavorabili.Nelle zone meridionali molto
calde l’orto può essere collocato anche verso est, in
maniera che sia più pro tetto nelle ore pomeridiane. In zone
particolarmente ventose le case, i muri di recinzione o i
filari di siepi possono svolgere un’importante funzione
protettiva dell’orto, comportandosi come barriere
frangivento. Questo vale a maggior ragione in prossimità
delle coste, dove il vento è frequente e trasporta l’aria
marina carica di salsedine. Come avrete notato, vi sono
quindi alcune attenzioni che comportano una conoscenza
abbastanza accurata del luogo per decidere la posizione
dell’orto. Per questa ragione è bene determinare la sua
collocazione solo dopo aver abitato per qualche tempo in un
certo luogo: una scelta infelice potrebbe essere causa di
frustrazioni e di cattivi investimenti di tempo e fatica.
Scelta delle dimensioni
Oltre che dalla disponibilità di terreno, le dimensioni
dell’orto dipendono dai raccolti che si vogliono ottenere e
dalla quantità di tempo che si può ragionevolmente dedicare
alla sua manutenzione. Attenzione quindi a non dimenticare
che per molte colture la cura deve essere costante, che ogni
stagione richiede delle lavorazioni e che ci si deve
preoccupare di trovare un sostituto quando, per le ragioni
più diverse, occorre allontanarsi per periodi prolungati.
Inoltre alcune operazioni, come la vangatura, possono
risultare faticose per persone anziane o comunque non
particolarmente prestanti. Occorre dunque scegliere con
prudenza le dimensioni dell’orto e le sue colture per
evitare di trasformare un piacere in un impegno troppo
gravoso.Il dimensionamento peraltro deve tenere in debito
conto le esigenze di raccolto: una famiglia numerosa che
voglia trarre dal proprio orto delle quantità significative
di prodotti avrà bisogno di una superficie orticola di
almeno 70-80 m In questo caso possono essere anche
facilmente supera te le fatiche di gestione dell’orto con
un’opportuna divisione dei compiti tra i membri della
famiglia, lasciando pur sempre il molo di ‘supervisore’ a
un’unica persona.
La necessità del dimensionamento è peraltro spesso
inesistente se lo spazio disponibile è ridotto e quindi
l’ampiezza dell’orto non potrà mai essere eccessiva o
implicare cure troppo impegnative.
Organizzazione generale dell’orto
.L’orto va organizzato nella maniera più
semplice, collocando le piante in file parallele e ordinate,
perché la cura e la manutenzione degli ortaggi siano il più
possibile semplificate. Per accedere a ogni parte dell’orto
senza calpestare il terreno di coltivazione, è necessario
realizzare tra le aiuole una rete di sentieri in terra
battuta; i sentieri costituiranno anche i confini delle
aiuole rettangolari del l’orto. Per facilitare la cura delle
piante orticole si deve anche dividere a metà la superficie
di ciascuna aiuola con un vialetto centrale.Nell’aiuola
perimetrale verranno posti preferibilmente le erbe
aromatiche, i semenzai e le aree di coltivazione delle
primizie, oltre alla vasca per la decantazione dell’acqua,
in una posizione soleggiata, possibilmente dotata di un
coperchio apribile: qui l’acqua destinata all’annaffiatura
sarà esposta ai raggi solari nelle stagioni in cui la sua
temperatura risulta inferiore a quella del terreno.Occorre
prevedere almeno una presa d’acqua, in una posizione mediana
e ben accessibile.
La forma dell’orto e il dimensionamento
delle sue parti
Prima di procedere all’allestimento
dell’orto, vi suggeriamo vivamente di disegnare la porzione
di terreno prescelta e di elencare i prodotti che si
desidera coltivare.In generale è consigliabile che l’orto
abbia forma compatta e regolare e che non subisca la
proiezione di ombre dì edifici o grandi alberi.L’orto va
progettato con attenzione affinché lo spazio disponibile
venga sfruttato al meglio.
Le forme irregolari possono creare qualche problema perché
l’aiuola di coltura, che rappresenta il modulo base
dell’orto, deve essere rettangolare ed è meglio evitare o
limitare a delle eccezioni triangoli e trapezi. Le aiuole
avranno il lato corto con larghezza compresa tra 80 e 120
cm, per consentire tutte le lavorazioni senza calpestare il
terreno colturale, mentre il lato lungo dell’aiuola ha
maggiori possibilità di variazione che sono condizionate
dalla specifica forma dell’orto e dalla proporzione tra le
varietà colturali. Quindi è preferibile che la forma
complessiva del l’orto sia quadrata o rettangolare. Se
l’appezzamento a disposizione ha forma irregolare, vi
suggeriamo di preparare un disegno del perimetro e,
applicando semplici nozioni di geometria, sarà sempre
possibile ottenere il miglior utilizzo degli spazi per la
coltivazione e per il passaggio.Per prima cosa ritagliate
delle porzioni rettangolari della massima dimensione
possibile: vi rimarranno dei settori marginali di forma
triangolare. In questi spazi di risulta converrà collo care
le colture che non richiedono lavorazioni particolari, come
carote, patate, erbe aromatiche e fiori.Nella porzione
rettangolare principale disporrete le aiuole colturali in
successione parallela; il loro lato corto, sommato alla
larghezza del sentiero, deve essere considerato un modulo
base: tale misura è compresa tra i 130 e i 150 cm. A questo
punto dividete la lunghezza del lato lungo della porzione
rettangolare principale e otterrete il numero ottimale delle
aiuole colturali.
Il semenzaio
Il semenzaio è un’altra componente fondamentale dell’orto,
indispensabile per tutte le colture che non vengono
collocate a dimora sin dalla semina, ma per le quali si
prevede il successivo trapianto nelle aiuole centrali. Il
semenzaio dunque può essere una porzione di terreno, un
cassone o delle cassette in cui avviene la semina delle
diverse varietà. Oggi si preferisce utilizzare come semenzai
cassette di ridotte proporzioni, che hanno il vantaggio di
poter essere spostate in relazione all’andamento del
clima e in seguito, al momenti del trapianto, di essere
trasportate vicino all’aiuola di destinazione.In commercio
vi sono cassette di materiale plastico dotate di cupole
trasparenti, apribili o rimovibili:nonostante il loro costo
non sia molto basso, rappresentano una soluzione molto
pratica perché sono igieniche, ben protette e i semi in
coltura possono essere efficacemente riparati dalle
intemperie.
La recinzione
In taluni casi può essere utile circondare l’orto con una
protezione: l’azione dei vento infatti può risultare nociva
per le colture.
Inoltre l’orto va protetto anche da altri ‘agenti’ che
possono arrecare spesso danni consistenti: ci riferiamo agli
animali domestici. L’azione del nostro amatissimo cucciolo
di cane può essere devastante in un orto, specialmente
quando si è appena semi nato o quando le piantine sono
ancora molto giovani Altrettanto dicasi per gli animali da
cortile: se possedete conigli, galline o oche è
indispensabile recintare il vostro orto. La recinzione può
essere realizzata con uno steccato di legno a trama
piuttosto fitta o con una rete metallica plastificata.
Poiché queste reti non sono piacevoli alla vista, sui lati
esterni potrete collocare una bella siepe di ligustro o di
alloro.

Capanni, ripostigli e cantine
È molto opportuno disporre di un luogo dove riporre tutti
gli utensili necessari all’orticoltura che, se si
considerano anche gli attrezzi di uso stagionale come
tutori, seminatoi, reti protettive e quant’altro, non sono
né pochi né poco ingombranti. In certi casi ci si deve
accontentare di un piccolo capanno, come nel caso degli orti
in periferia, o di un ripostiglio in un appartamento: in
entrambi i casi, peraltro, le superfici colturali non sono
mai estese e quindi può essere sufficiente una fila di
ripiani ben organizzata. Avendone la possibilità, l’ideale è
utilizzare un piccolo locale di una cantina o di un
seminterrato, a condizione che sia facilmente raggiungibile
dall’orto. La cantina, se è fresca e asciutta, può essere
usata anche per la conservazione di molti prodotti dell’orto
come, per fare solo un esempio, le patate e le cipolle. In
seguito, vi daremo specifici suggerimenti sulla
conservazione dei prodotti dell’orto.
 |
Cassette con cupola trasparente: un ottima
soluzione per il semenzaio.
|
Un orto esemplare
Si farà d’ora in avanti riferimento a un orto tipo di circa
90 m che è rappresentato schematicamente qua sotto. Si
presume che questo orto sia collocato all ‘interno di un
giardino e che il lato inferiore sia disposto verso la casa,
possibilmente in corrispondenza della cucina: su questo lato
verrà quindi collocato l’accesso. Intorno all ‘orto
recintato, alcuni alberi da frutto verranno collocati sui
lati verso nord in modo da non ombreggiare le coltivazioni
dell ‘orto. L’aiuola per è divisa in quattro aree: le sue
diverse parti sono indicate con lettere. Con A la zona a
destra, con B quella opposta all’ingresso, con C quella a
sinistra, e con D e D2 quella adiacente alla casa che è
divisa a metà dall ‘ingresso all ‘orto. Le aiuole colturali
interne,o campi, sono 8 e sono indicate da numeri
progressivi. Le aiuole sono lunghe 3,5 metri larghe 120 cm,
e sono separate da percorsi di 40 cm di ampiezza. Il
vialetto centrale è invece largo 60cm.

Suggerimenti preliminari sulla scelta
degli ortaggi
Rispetto all’orto esemplare appena descritto, vi daremo dei
suggerimenti di carattere generale sulle colture da
introdurre e sulle disposizioni migliori: il senso di tali
suggerimenti è quello di fornire, specialmente ai meno
esperti, una comprensione di carattere generale sul modo
migliore di organizzare e di gestire la superficie dell’orto
in rapporto a una varietà piuttosto ampia di colture
introdotte. È chiaro che, aumentando le proprie competenze
sulle tecniche colturali e sulle diverse specie, potrete in
seguito introdurre tutte le variazioni possibili
.Soprattutto se siete alle prime armi, è meglio scegliere
ortaggi a sviluppo rapido, come insalate, carote, rape e
ravanelli, secondo le vostre preferenze alimentari. Anche
barbabietole, cavoli, porri, sedani, piselli e fagiolini
sono facili da coltivare e danno grandi soddisfazioni.
Questi vegetali possono essere piantati insieme a pomodori,
melanzane, cetrioli.Riservate uno spazio ai vostri ortaggi
preferiti, come bietole e sedano da coste, anche se non sono
di rapido sviluppo.Nell’orto non devono mancare le piante
aromatiche di frequente uso in cucina come basilico,
prezzemolo, salvia, timo, rosmarino, erba cipollina ecc.
Inoltre, per difendere le piante orticole da ospiti
indesiderati, suggeriamo di collocare in alcuni punti
strategici alcune piante che esercitano una funzione
antiparassitaria come lo stesso prezzemolo, il cerfoglio,
l’artemisia e la camomilla.
Gli ortaggi per le aiuole centrali
Nell’aiuola n. I seminate piante a lento
sviluppo che produrranno ortaggi durante i mesi autunnali e
invernali. Al centro piantate una fila di cavoli broccoli
e tre file d’indivia .Nell’aiuola n. 2 seminate in maggio
tre file di fagiolini verdi . Dopo la raccolta dei
fagiolini, trapiantate tre file di finocchi.L’aiuola n, 3
sarà occupata per tutta la stagione primaverile da due file
di lattuga romana e da due file di lattuga
cappuccina.L’aiuola n. 4 sarà destinata a una coltura
stabile di carciofi: piantate in una fila centrale tre
piante di carciofi spinosi, invernali, e tre piante di
carciofi inermi, primaverili.Nell’aiuola n. 5 piantate due
file di pomodori da insalata, che si raccolgono fino alla
fine dell’autunno.Nell’aiuola n. 6, piantate una fila
centrale di cavoli precoci alla distanza di 40- 45 cm
l’uno dall’altro, avendo cura di lasciare liberi i bordi
dell’aiuola per la successiva semina di due file di carote .
Trapiantate poi due file di lattuga . Dopo la raccolta dei
cavoli e del]e lattughe, seminare tre file di fagioli , che
saranno pronti da raccogliere in settembre- ottobre. Dopo le
carote, a fine agosto, seminate gli spinaci , che
matureranno in autunno.Nell’aiuola n. 7, quando è finito il
pericolo delle gelate, seminate tre file di piselli nani ,
prevedendo una piantina ogni 40 cm, e una fila di porri
In giugno, terminata la semina dei piselli, trapiantate due
file di peperoni e dì porri che avrete in precedenza
seminato in semenzaio ; seminate anche una fila di fagiolini
mangiatutto .L’aiuola n, 8, che gode della migliore
esposizione al sole ed è vicina alla casa, è particolarmente
indicata per gli ortaggi precoci, ovvero per le primizie che
maturano prima dell’inverno. La forzatura di alcuni ortaggi
si ottiene coltivando le piante sotto tunnel di plastica
oppure in grandi cassoni di legno o di muratura, provvisti
di coperchio in vetro retinato, Nelle notti particolarmente
fredde è opportuno proteggere ulteriormente le col ture con
paglia o stuoie.In questa aiuola potete seminare cinque file
di carote precoci e di lattuga . Dopo la raccolta
delle colture precoci, seminate o trapiantate almeno due
piante di cetrioli , due piante di melone e due piante di
zucchini. Queste colture occupano molto spazio e perciò
vanno disposte su un’unica fila centrale, alla distanza di
50 cm una dal l’altra.
Gli ortaggi per l’aiuola perimetrale
Nella zona Dl dell’aiuola perimetra le piantate una fila di
cipolle , una fila di cipolline e una fila di aglio fino ad
at ai margini della zona C. In seguito, dopo aver liberato
il terreno da aglio e cipolle, piantate una fila di cavolini
di Bruxelles seminati in precedenza, verso aprile, nei
semenzai collocati nella zona A. I cavolini saranno maturi
da ottobre in avanti.Riservate l’angolo D/C alla semina del
basilico . In D2 seminate una pianta di salvia, una di
rosmarino e due piante di origano. Piantate anche una fila
di prezzemolo .Nell’angolo D2A seminate ravanelli . L’aiuola
perimetrale B ospiterà una fila di cetriolini e una
fila di sedani a partire dal mese di maggio.Su lato C,
dopo aver ben concimato il terreno, piantate su due file di
6 m dì lunghezza una quarantìna di piante di fragola
‘quattro stagioni’, alta distanza di circa 25-30 cm l’una
dal l’altra. Queste fragole occuperanno il terreno almeno
per tre anni e produrranno frutti gustosi in abbondanza per
tutta l’estate. Completare questa bordura piantando. in
maggio, anche una fila di ruchetta .
Riservate la bordura A, esposta a sudest, alle piante di
melanzana e al semenzaio.
Gli alberi da frutto per l’orto esemplare
In fatto di frutta, dopo aver considerato le caratteristiche
della zona, con viene senz’altro affidarsi ai gusti
personali .Una via del tutto indicativa, per le esigenze di
una famiglia tipo si suggerisce di abbondare senz’altro con
i meli, considerando la conservabilità dei frutti: 3 o 4
piante. Si potrebbero poi impiantare due o tre peri.
Sull’angolo nord vanno collocate le piante di maggior
sviluppo verticale, come il ciliegio, il nocciolo e il
susino. Po si possono prevedere un pesco, un albicocco e
infine un kaki. La siepe che nasconde la recinzione a rete
può essere realizzata con un alloro oppure, per alcuni
tratti, può essere costituita da arbusti fruttiferi come
lamponi, mirtilli o ribes che dovranno essere opportunamente
potati.
Rotazione delle colture nel terreno
Ogni singola varietà colturale tende a utilizzare in
maggior misura alcuni elementi minerali e meno altri: sul
lungo periodo continuare a coltivare il medesimo ortaggio
sulla stessa porzione di terreno può provocare degli
squilibri tra gli elementi presenti ché un singolo
elemento, poniamo i fosforo, è stato prelevato in misura,
maggiore del potassio. Alla lunga si produce nel terreno
colturale in generale impoverito per le coltivazioni delle
stagioni successive. Per questa ragione è buona norma
ruotare le coltivazioni rispetto alle diverse superfici
colturali disponibili, in modo che un anno si coltiveranno i
pomodori dove l’anno precedente sì erano coltivati gli
spinaci, gli zucchini dove erano stati collocati i fagioli e
così via.Questo accorgimento viene detto la ‘rotazione delle
colture ’ ed praticato da secoli in agricoltura. Esso
produce anche un ulteriore vantaggio: molte erbe infestanti
e la maggior parte dei parassiti sono specifici, cioè si
sviluppano prevalentemente in prossimità di alcune varietà
orticole e con minor tenacia vicino ad altre, Con
l’avvicendamento stagionale delle colture quindi si
contribuisce in maniera significativa a contenere la
propagazione delle erbacce e si riducono i rischi delle
infestazioni.

 |
Una aiuola coltivata a
sedano, a circa un mese dalla semina avvenuta in
piena terra: è probabile che tra breve si renda
necessario un diradamento che permetta il
miglior sviluppo a ogni pianticella.
|
Una Pianta di melanzane
violette ancora lontane dalla maturazione.Questa
pianta predilige climi caldi e terreni ben
concimati.
|
 |
 |
Piante di piselli coltivate
con sostegni in contro spalliera: se
correttamente orientato, questo sistema permette
notevoli risparmi di spazio e un ‘ottima
esposizione al sole.
|
Un finocchio pronto per la
raccolta che avviene per completa estirpazione
delta pianta; per la conservazione più
prolungata è consigliabile lasciare i gambi
piuttosto lunghi.
|
 |
 |
Una pianticella di cavolini
di Bruxelles; sul fusto sono evidenti le tracce
dei cavolini prelevati in precedenza : come per
molte piante dell’orto, la raccolta è scalare.
|
Il fagiolo presenta buona
adattabilità in fatto di terreni, pur
prediligendo quelli di medio impasto, sciolti e
contenenti sostanza organica ben decomposta.
|
 |
 |
Tre splendidi esemplari di
pomodori San Marza,w allo stadio ottimale di
crescita: sono i pomodori ideali per le migliori
conserve di pelati.
|
La valerianella è una specie
assai poco esigente, rustica, resistente al
freddo e coltivabile anche in zone
ombrose dell’orto: è in grado di fornire
prodotto anche quando le altre insalate vengono
a mancare.
|
 |
Stratagemmi per risparmiare spazio
Nella nostra epoca lo spazio è
diventato sempre più prezioso, sia esso la superficie di un
giardino oppure, a maggior ragione, un terrazzo o un balcone
di un appartamento in città. Sfruttando in maniera ingegnosa
alcune conoscenze della tradizione contadina o assecondando
la natura rampicante di alcune specie si possono ottenere
significativi risparmi di spazio e coltivare ortaggi in
posizioni inaspettate.
La consociazione
Per far produrre l’orto al massimo esiste un metodo molto
semplice che consiste nel coltivare due o più ortaggi sullo
stesso appezzamento. Questa tecnica è detta ‘consociazione
delle colture’ , e si realizza quando diverse specie
coltivate crescono sullo stesso terreno, in modo da
usufruire, durante tutta la loro vita o parte di essa, delle
stesse lavorazioni e delle medesime cure e concimazioni.
Attraverso la consociazione si posso no raggiungere
importanti obiettivi come guadagnare tempo e ottenere una
maggiore produzione, rispetto a quella che si conseguirebbe
con la coltura separata delle piante. Infatti, consociando
temporaneamente specie a vegetazione rapida con altre a
sviluppo iniziale lento, è possibile raccogliere ortaggi
dalle prime durante il periodo di improduttivita delle
seconde. Le specie da consocia re devono essere compatibili
fra loro dal punto di vista biologico e coltura- le; quindi,
il loro sviluppo deve esse re complementare, e non si deve
creare competizione nella ricezione della luce del sole o
nello sviluppo delle radici. È chiaro perciò che non tutti
gli ortaggi si adattano a forme di coltura consociata.Le
colture intercalari sfruttano lo spazio lasciato libero tra
le piante della coltura principale: queste perciò devono
essere seminate più distanti l’una dall’altra rispetto a
quanto avviene nelle colture omogenee.
Le consociazioni classiche
Le consociazioni più frequenti riguardano gli ortaggi
primaverili: un classico esempio è rappresentato da carote
precoci, ravanelli e lattuga.Si seminano dapprima i
ravanelli con la tecnica a spaglio e si interrano i semi
passando sul terreno il dorso di un rastrello. Si tracciano
in seguito i solchi per la semina delle carote,
distanziandoli di 25 cm l’uno dall’altro e, dopo aver
seminato, si ricopre il terreno. Infine, si trapianta
qualche pianta di lattuga tra le file delle caro te. I primi
a essere pronti saranno i ravanelli (in tre o quattro
settimane) poi sarà la volta delle lattughe (in un mese e
mezzo o due) e infine potranno essere raccolte le prime
carote.
Colture intercalari di lungo sviluppo
Oltre all’associazione temporanea tra piante annuali, è
possibile consociare anche le specie perenni. Queste
occupano il terreno per molti anni, come nel caso degli
asparagi. Nei primi due anni gli esemplari di questa specie,
una volta piantati interrando una pic ola porzione del fusto
(piedi o zampe), si sviluppano poco numerosi e lasciano a
disposizione molto spazio, che è possibile sfruttare nel
periodo che va dalla primavera all’autunno.
Durante il primo anno è possibile piantare
negli interfilari due file di patate semi precoci (per
esempio, la ‘tonda di Berlino’), mentre in giugno si possono
mettere a dimora, tra le file di patate, un po’ di cavolini
di Bruxelles. Le prime potranno essere raccolte in agosto, i
cavolini durante tutto l’inverno. Nel frattempo lo sviluppo
dei piedi di asparago proseguirà normalmente. Durante il
secondo anno è opportuno limitare l’associazione a lattughe
o a fagioli nani, da raccogliere verdi o da sgranare, perché
queste specie non ostacolano l’espandersi delle radici degli
asparagi. Il terzo anno, quando lo sviluppo degli asparagi
sarà completo, non si praticherà alcuna coltura intercalare.
Altro caso di ortaggi a lungo sviluppo è quello di cardi e
carciofi. I carciofi si possono associare durante il primo
anno con lattughe o carote che verranno raccolte entro
agosto, poi ché da settembre in poi le piante di carciofo
raggiungeranno il massimo della loro crescita occupando
tutta la superficie disponibile.Per quanto riguarda i cardi,
il loro sviluppo tardivo permette di utilizza re fino a
settembre lo spazio disponi bile tra le piantine, seminando
piselli nani, fagioli o lattughe.
Ortaggi fatti per andare d’accordo
Lo spazio che resta tra i cavoli invernali, piantati in
luglio alla distanza di 60-70cm gli uni dagli altri, e i
cavo! fiori (spaziati da 70 a 80 cm in tutte le direzioni)
può accogliere esemplari di scarola odi indivia che,
sviluppandosi più velocemente dei cavoli, ne prenderanno il
posto dopo che questi saranno stati raccolti.I pomodori si
consociano bene con lattughe e cipolle. I pomodori si tra-
piantano dalla seconda metà di marzo (gelate permettendo),
su solchi a 80 cm l’uno dall’altro; sulle coste dei solchi
si trapiantano lattughe e cipolle. La raccolta dei pomodori
si pro- trarrà fino a ottobre. Nelle regioni a clima mite
sarà possibile seminare la scarola al posto dei pomodori,
per raccoglierla a fine anno.

Per una buona riuscita delle consociazioni
Affinché la consociazione delle specie orticole abbia pieno
successo, è necessario rispettare le esigenze di luce,
nutrimento e lavorazione del terreno. E possibile consociare
le diverse specie, sia in coltura protetta (cassoni o tunnel
di plastica), sia in piena terra; comunque, ribadiamo che è
sempre necessario aumentare le normali distanze di
piantagione della coltura principale, in modo che la
velocità di crescita della seconda specie non rallenti lo
sviluppo della prima.E anche fondamentale non associare
colture che si ostacolino a vicenda, come lattughe, o
cicorie in genere, piantate tra file di carote; porri o
cavoli sistemati tra gli spinaci; oppure esemplari da radice
(rape o carote) tra filari di piselli o fagioli.La
consociazione ‘e nociva a queste specie: le lattughe e le
altre insalate non prenderebbero luce a sufficienza; negli
altri casi, essendo impossibile zappettare tra le piante, le
erbe infestanti prenderebbero il sopravvento.
Dopo il primo raccolto sarà opportuno sarchiare il terreno
attorno alle piante rimanenti, concimare con un
fertilizzante organico nella dose di 500 g/m e bagnare il
terreno. Altri due esempi: se consideriamo come coltura
principale il pomodoro, potremo, oltre all’esempio già
indicato, consociarvi sedano, patata, finocchio, cavolfiore,
cavolo verza, indivia, ravanello e fagiolo nano; prendendo,
invece, il caso della lattuga come col tura principale,
potremo trapiantarla in marzo e poi, in maggio, mettere a
dimora le melanzane, per seminare in seguito le rape precoci
tra l’una e l’altra coltura nel mese di settembre.
Un orto in verticale
Molte piante erbacee o arbustive si arrampicano sui tronchi
degli alberi per mezzo di organi prensili, come radichette
aeree, cirri, e ventose; altre hanno rami sottili e
flessibili che si dispongono a raggiera sul terreno o sui
muri. Le prime sono rampicanti, come piselli e fagioli,
mentre le seconde sono dette sarmentose, come la vite. Lo
scopo è sempre il medesimo: riuscire a esporre al sole e
all’aria la massima superficie fogliare. Caratteristica
comune è la possibilità di coltivarle ‘verticalmente’,
offrendo loro appositi sostegni, allo scopo di diminuire
l’occupazione del suolo e aumentarne la superficie
produttiva. Inoltre i frutti saranno più facili da
raccogliere e lontani dal l’umidità del terreno.Sono quindi
piante che possono esse re coltivate anche quando la
superficie disponibile è poca o addirittura esigua, come nel
caso di una terrazza o di un balcone.Le piante più comuni da
coltivare con tale sistema sono i piselli, i fagioli, i
meloni, le fragole e i pomo dori. Per tutti esiste anche la
varietà coltivata senza sostegni o perché nana o perché
lasciata sviluppare stri sciante sul terreno: in genere tale
varietà è anche più fruttifera.L’orticoltura
industrializzata sta abbandonando le coltivazioni verticali
all’aperto, che sono particolarmente costose per
l’allestimento dei supporti e per la manutenzione, ma
nell’orto familiare o nelle serre questa tecnica colturale è
giustificata: consente in fatti un grande risparmio di
spazio, agevola la raccolta degli ortaggi e le lavorazioni
sulle piante. Nelle colture verticali è importante la scelta
del sostegno, che varia a seconda delle caratteristiche
della pianta e degli organi prensili di cui essa dispone.
Fagioli rampicanti
I fagioli rampicanti debbono essere appoggiati a pali di
sostegno non ramificati, lunghi 2-3 m, che generalmente sono
di canna comune ma anche di legno di castagno,
nocciolo, acacia o eventualmente di plastica. Si possono
utilizzare sostegni di legno larghi circa 3 cm, a sezione
tonda o quadrata. Quando le pian te di fagiolo sono alte
15-20 cm, si rincalzano e si infiggono i sostegni nel
terreno, inclinandoli fino a che incontrino quelli della
fila vicina; quindi si abbinano a due a due e si pone
all’incrocio una pertica orizzontale che viene fissata con
robusti legacci a circa 20cm dalla sommità dei supporti. In
questo modo viene conferita all’insieme la necessaria
stabilità.
Piselli rampicanti
I supporti più indicati per i piselli rampicanti sono i
legni di castagno o nocciolo di circa 1,50 m di altezza e
forniti di numerosi rametti secondari, ma liberati alla base
per circa 30 cm da ogni diramazione. Quando le piantine di
pisello, precedentemente disposte su file distanti circa 60
cm l’una dall’altra, avranno raggiunto l’altezza di 15-20 cm
circa, si rincalzano e si installano i sostegni all’interno
dell’interfila, inclinandoli verso quelli della fila vicina,
Le biforcazione dei rami dovrebbero incastrarsi l’una con
l’altra.
Fagioli in file abbinate
Uno dei sistemi migliori per sostenere i rami dei fagioli
rampicanti semi nati in file abbinate è il seguente: a metà
tra una fila e l’altra, sui lati corti dell’aiuola, si
devono piantare due robusti paletti, rinforzati verso
l’interno da un puntello. Si deve poi tendere un filo di
ferro, munito di tensore. tra le due estremità superiori dei
paletti, a circa 80 cm di altezza dal suolo. A questo punto
si dispone una serie di cordicelle inclinate, annodandole in
alto al filo di ferro orizzontale e fissandole in basso con
dei picchetti, dopo averle ben tese, accanto a ogni
piantina. E anche possibile utilizzare come paletti di
sostegno dei tondini di ferro con un diametro di 8 mm.
Questo tipo di tutore è riutilizzabile per parecchi anni ed
è possibile disinfettarlo alla fiamma prima di ogni nuovo
uso.
Fagiolini a spalliera
Per sfruttare al massimo lo spazio esistente, si possono
coltivare i fagiolini verdi a ridosso di un muro. Per
facilitare la presa dei viticci, è opportuno murare quattro
staffe a L, due in alto e due in basso, che sorreggono due
travette di legno robusto tra i quali si tendono delle
cordicelle o dei fili di ferro plastificato.
Sostegni di rete in contro spalliera
Un altro ottimo sistema per sostenere le piante
verticalmente ‘e quello di utilizzare una spalliera di rete
a maglie larghe. Questo metodo prevede l’installazione di un
paletto robusto a ogni estremità dell’aiuola, per dare
maggiore resistenza all’insieme, e di altri paletti più
leggeri ogni tre metri di filare. I paletti devono essere
piantati profondamente e ben allineati; tra essi si tendono
tre fili di ferro orizzontali, e su questa armatura si fissa
una rete a maglie larghe in plastica o in metallo
plastificato.

Meloni, cetrioli e cetriolini
Meloni, cetrioli e cetriolini possono essere coltivati in
verticale in modo che occupino meno spazio e crescano più
sani. Il sistema della rete a maglie larghe si adatta a
queste colture, caratterizzate da steli molto lunghi (fino a
2 m), vigorosi e muniti di organi prensili. Quando la
coltura è fatta in pieno campo il sostegno deve essere
piuttosto robusto, poiché il vento potrebbe provocarne la
caduta: i paletti verranno infissi al suolo per 20-30 cm,
irrobustiti da altri paletti obliqui e collegati tra loro
con fili di ferro. Per le colture in serra, invece,
basteranno sistemi di tutoraggiomento resistenti: per
esempio, si possono collegare delle cordicelle o dei fili di
ferro a una barra orizzontale, posta sopra le file e appesa
al soffitto della serra.
Fragole a colonna
Le fragole, sia nella varietà rifiorente che in quella
non rifiorente, possono essere coltivate in contenitori a
forma di colonna. Queste colonne, o torri, possono avere una
sezione quadrata, rotonda o poligonale e devono avere un
diametro di 50 cm e un’altezza da 1,20 a 1,50 m; le colonne
possono essere di legno, di cemento, di plastica o di ogni
altro materiale sufficientemente rigido. Sulla parte esterna
della struttura a colonna si aprono alcune piccole tasche
sporgenti verso l’esterno e disposte su file sfasate, Il
drenaggio si ottiene mettendo al centro della colonna un
tubo di plastica verticale, perforato o fessurato, di 15 cm
di diametro, che si riempie con torba, ghiaia o pezzetti di
argilla espansa. Per colmare lo spazio restante tra k pareti
esterne e il tubo drenante centrale si adopera un terriccio
poroso, ricco di humus e facilmente penetrabile dalle
radici. Le piantine di fragola si trapiantano nelle piccole
tasche. Le fragole così coltivate si devono annaffiare
regolarmente per mantenere umido il terriccio all’interno
della torre.
Fragole rampicanti
I fusti sarmentosi delle varietà rampi canti devono essere
sostenuti da reti a maglie larghe o da graticci verticali
oppure fatti crescere su tutori singoli di canna di bambù o
di legno. Per le fragole in piena terra si possono
utilizzare le stesse strutture che si adoperano per le
colture in vaso o in cassette e vasche.
Pomodori
I lunghi rami dei pomodori, che durante tutto il periodo
della fruttificazione sopportano un grosso peso, dovrebbero
essere sostenuti con tutori adatti, che sarà bene installare
prima di effettuare la messa a dimora delle piantine per non
danneggiarne le radici. E necessario prevedere
l’installazione di un tutore per ogni pianta. I materiali
adatti sono il bambù, la canna comune, i tondini di ferro, o
supporti di materiale plastico o di legno. In ogni caso i
sostegni devono essere alti I 50 m e vanno interrati per
almeno 20-30 cm, se il terreno è normale, e 30-40 cm se è
sabbioso, La serie dei tutori verrà tenuta allineata da un
filo di ferro che andrà fissato all’estremità della fila a
due paletti robusti alle estremità del l’aiuola: questi
paletti saranno rinforzati da tiranti ancorati a terra. E
opportuno che il filo di ferro sia a circa 80-100 cm dal
suolo e che sia munito di tensore perché resti ben teso. I
tutori si fissano al filo di ferro mediante semplici
legature.In autunno, terminato il raccolto, i tutori possono
essere estratti dal terreno, puliti e quindi utilizzati di
nuovo per altre colture orticole.

Le legature
Fagioli e piselli rampicanti sono naturalmente forniti di
organi prensili (viticci), atti ad aderire alla struttura
che li sostiene, ma cetrioli e cetriolini nei primi periodi
del loro sviluppo devono essere aiutati a fissarsi ai
sostegni, poiché i loro viticci si svilupperanno solo in un
secondo momento. Alcuni ortaggi, come il pomodoro, sono
sprovvisti di organi prensili e quindi dovranno essere
fissati ai tutori con legature successive a mano a mano che
crescono. Per legare i fusti erbacei si utilizza
preferibilmente rafia naturale, che è biodegradabile, oppure
rafia sintetica o pezzetti di plastica appositamente
Sagomati
L’orto in appartamento
Per coltivare alcune piante utili non occorre sempre e
comunque possedere un terreno ma, con un po’ d’ingegno,
parecchie varietà di ortaggi e di erbe crescono benissimo
anche in vasi o vasche.Questo metodo di coltivazione,
naturalmente, non ‘e la maniera migliore per realizzare un
orto: però, se non avete altre possibilità, ne vale se la
pena e vi permetterà di avere una piccola ma significativa
produzione casalinga dal gusto fresco e profumato. Meglio
disporre di una terrazza, piuttosto che di un balcone, ma
può bastare anche il davanzale di una finestra.Per questo
genere di coltivazione non bisogna mai dimenticare la
sicurezza:come già detto, ricordare sempre di non esporre se
stessi e gli altri al pericolo di cadute dei vasi dai
davanzali o di cedimenti delle strutture edilizie per
carichi eccessivi.
Quali contenitori?
Su una superficie abbastanza ampia come una terrazza o una
loggia, si possono impiegare. diversi contenitori e non solo
i vasi per le piante orna mentali che, in genere,
risulteranno troppo piccoli: infatti potete utilizza Te
anche catini, latte, barili o altri
oggetti insoliti come una vecchia mangiatoia o vasche da
bagno in disuso. Per ottenere un buon drenaggio, sarà
necessario praticare sul fondo di questi contenitori un
numero opportuno di fori, Su una terrazza potranno poi
essere realizzate delle vasche in muratura appositamente per
la coltivazione.
Quali ortaggi?
Quasi tutte le specie di ortaggi posso no essere coltivate
in contenitori quelle che danno un’abbondante produzione in
uno spazio ridotto saranno naturalmente le più idonee.
Sarebbe ancora più conveniente scegliere le varietà nane e,
possibilmente, quelle a sviluppo rapido.
Potrete senz’altro ospitare una buona selezione dì ortaggi
come carote, ravanelli e barbabietole rosse, due o tre
pomodori (preferibili quelli a ‘ciliegia’), qualche pianta
di lattuga a crescita bassa e le vostre erbe aromatiche
preferire.
Ortaggi ornamentali
Molti ortaggi hanno anche un aspetto decisamente gradevole,
con foglie e chiome colorate assai decorative: per esempio,
la bietola color rubino, la barbabietola rossa, il cavolo
rosso e alcune varietà di lattuga; e alcuni ortaggi
producono anche fiori e frutti appariscenti, come i
pomodori, i peperoni dolci, le melanzane, i fagioli
rampicanti e le zucchine.Queste colture bene in vista
possono pertanto essere collocate su un balcone o una
terrazza. Non dimenticate, inoltre, che molte erbe
aromatiche usate in cucina hanno un fogliame molto profumato
e gettano fiori dai colori vivaci, Un bel contenitore di
ortaggi e di
erbe aromatiche opportunamente scelti può essere decorativo
quanto una composizione di piante ornamentali, senza contare
che sono anche utili in cucina.
 |
Per legare i fusti
erbacei ai tutori si utilizza preferibilmente
rafia, ma anche dei pezzetti di plastica con
lamina di ferro
|
Gli ortaggi sul davanzale
In questo caso lo spazio sarà davvero minimo e la terra poco
profonda: ciò nonostante è possibile coltivare qual che
specie di insalata e i ravanelli, che sono ideali da
piantare in piccoli vasi, perché sono abbastanza piccoli e
si sviluppano molti) in fretta.La lattuga red salad bow è
particolarmente indicata: le sue foglie possono essere colte
una alla volta quando ne avete bisogno e sono, oltretutto,
di un bel colore rosso bronzo. La lattuga cresce molto
velocemente e ha bisogno di pochissimo spazio.
Molte delle erbe aromatiche più conosciute, come l’erba
cipollina, , possono essere coltivate con successo sui
davanzali
Gli alberi da frutto
Le favorevoli condizioni di clima e di
terreno esistenti nel nostro paese hanno consentito, sin dai
tempi antichi, un notevole sviluppo della frutticoltura e le
eccellenti caratteristiche qualitative di molta della frutta
italiana fanno sì che essa sia apprezzata in tutto il mondo.
La coltivazione delle piante da frutto risale a epoche
preistoriche, ma si può dire che è l’inizio di questo secolo
quello che segna l’evolversi della moderna frutticoltura, il
cui ritmo di sviluppo ha assunto in questi ultimi tempi un
livello imponente. Dai frutteti di tipo familiare, orientati
al consumo domestico e in cui si coltivano molte specie e
numerose varietà, si è passati ai frutteti industriali,
specializzati, in cui l’aspetto della redditività economica
è prevalente.In questi casi l’estensione del frutteto è per
lo più notevole e i metodi colturali utilizzano le
tecnologie più recenti. Fra gli elementi che hanno
determinato la rapida evoluzione della frutticoltura,
possiamo citare la sempre continua ricerca di nuove varietà
colturali più resistenti alle avversità e di maggiore
produttività, l’impiego di porta innesti ottenuti per
selezione biologica che conferisce particolari
caratteristiche e uniformità ai frutteti, le migliori
conoscenze circa i fenomeni di auto sterilità e
intersterilità che hanno consentito di definire quali siano
le varietà colturali impollinatrici più adatte, nell ‘ambito
delle varie specie. Inoltre, l’adozione di nuove tecniche di
potatura e di coltivazione delle piante, nonché l’impiego di
prodotti chimici nuovi che permettono una migliore
radicazione delle talee, di evitare la cascola (ovvero la
caduta prematura) .una buona colorazione dei frutti,
l’impiego di adatti fertilizzanti anticrittogamici e
insetticidi sono tutti elementi che hanno favorito
l’espansione di questa importantissima branca
dell’agricoltura. Esamineremo ora alcuni dei principali
aspetti delle tecniche di coltivazione degli alberi da
frutto, fornendo per ciascuno di essi quei riferimenti di
carattere pratico che possono essere di maggiore interesse.
L'impianto dei frutteti
È opportuno che l’impianto dei frutteti sia effettuato in
autunno o in primavera, prima dell’inizio dell’attività
vegetativa delle piante. La messa a dimora va fatta in
terreno ben lavorato, che abbia avuto un dissodamento
accurato e una buona concimazione. Le distanze d’impianto
sono variabili con le varie specie da frutto e soprattutto
con i singoli porta innesti che vengono impiegati. Nella
tabella della pagina seguente indicheremo alcune fra le
distanze di impianto più correntemente adottate per le varie
specie da frutto.
Dopo l’impianto, se la coltura non è consociata ad altre
specie erbacee, sì effettueranno delle lavorazioni
periodiche del terreno per rompere la crosta superficiale e
aerare gli strati sottostanti, ma soprattutto per impedire
lo sviluppo di erbe infestanti che entrerebbero in
concorrenza nutrizionale e idrica con le specie da frutto.
Ciò è tanto più importante in quelle zone dove la piovosità
sia piuttosto scarsa o mal distribuita.
La potatura
La potatura consiste nell’asportazione di alcune parti della
pianta con lo scopo di regolarne l’attività vegetati va e
produttiva e di dare alla stessa la forma desiderata.Si
tratta di operazione molto importante e di non facile
esecuzione: per essere realizzata in modo razionale cd
efficace comporta conoscenze di carattere generale unite a
una buona preparazione pratica. In particolare occorre porre
grande attenzione nel taglio che deve essere sempre preciso
e secco, effettuato con strumenti puliti e possibilmente
disinfettati, per evitare di trasportare infezioni da una
pianta a un’altra. Nel caso delle pota ture su piante
legnose, è buona norma medicare la parte tagliata con
speciali mastici antisettici.Poi, l’inesperienza del
frutticoltore può condurre a errori ricorrenti come lo
squilibrio della forma complessiva dell’albero che può
portare alla sovrapproduzione di una branca con rischi di
rottura per l’eccessivo peso della vegetazione e dei frutti.
Per tutte questa ragioni ci sembra opportuno illustrare
brevemente i principi fisiologici generali sui quali si
fonda l’arte’ della potatura, prima di esporne le tecniche
specifiche.

Principi fisiologici degli alberi da frutto
In genere, il vigore vegetativo è più accentuato nelle parti
più alte della pianta. Inoltre, osservando i rami col locati
nelle diverse posizioni, si noterà che quelli verticali
presentano i germogli più vigorosi, mentre quelli posti su
rami inclinati lo sono meno e così via tanto più il ramo si
avvicina alla posizione orizzontale. i rami a sviluppo
verticale, quindi, hanno maggior vigore, mentre la posizione
inclinata od orizzontale è più favorevole per la
fruttificazione.Se due rami di identiche dimensioni
l’uno viene lasciato intatto e l’altro accorciato si osserva
che, su quest’ultimo, Io sviluppo dei germogli è maggiore.
Di solito un ramo potato corto tende a dare delle produzioni
legnose, mentre quando viene lasciato intatto i germogli si
sviluppano meno e tendono più facilmente a por tare frutto.
In genere anche lo sviluppo delle diverse parti della pianta
avviene con analoghe modalità: se vengono eliminate alcune
branche, quelle rimanenti hanno uno sviluppo maggiore; la
stessa cosa succede con i frutti: se si assiste a una
fruttificazione quantitativamente eccessiva, è opportuno
asportare una parte dei frutti (l’operazione viene chiamata
‘diradamento’) per permettere a quelli che rimango- nodi
svilupparsi meglio.In ogni caso è necessario che esista un
equilibrio fra sviluppo della chioma del sistema
radicale perché occorre che nella pianta vi sia un giusto
rapporto fra le sostanze glucidiche e quelle azotate per
poter avere una buona fruttificazione.
E opportuno ricordare che consistenti potature sulle giovani
piante hanno come conseguenza un ritardo della
fruttificazione.
Tipi di potatura
I tipi di potatura sono differenti in rapporto all’età della
pianta e alle modalità con le quali sì desidera con- dune la
sua coltivazione, Innanzitutto si distinguono la ‘potatura
di formazione’, che è quella effettuata sulle giovani piante
ai fini di dare la forma prescelta, la ‘potatura di
allevamento’, con cui si mira a regolare la crescita della
pianta in rapporto alla fruttificazione, e infine la
‘potatura di produzione’ che ha la funzione di mantenere il
giusto equilibrio tra sviluppo vegetativo della pianta e sua
produttività.
Nella moderna frutticoltura, tra le forme più frequentemente
adotta te per la potatura di allevamento occorre descrivere
il ‘vaso’ e la palmetta’.
 |
Il
disegno illustra il modo corretto per procedere
alla potatura.
|
Potatura per allevamento a ‘vaso’
Si tratta di un’antica forma di alleva mento che è assai
diffusa per la facilità con cui si adatta a molte specie
arboree da frutto e comporta che il fusto ramifichi solo
alla sua estremità. Non ha nulla a che fare con il comune
vaso inteso come contenitore, se non per la forma che assume
la chioma dopo la potatura, che ricorda appunto una coppa.A
seconda dell’altezza dalla quale si dipartono le branche
principali che costituiscono l’impalcatura del ‘vaso’, esso
si distingue in basso, medio e alto (quando l’inserimento si
trova fino a 50 cm dal suolo, o è compreso fra i 50 e i 100
cm, oppure è superiore al metro). In genere si tende a
preferire il vaso con impalca tura bassa; vengono adottati
anche quelli medi e alti quando gli alberi da frutto sono
consociati con colture erbacee, e questo allo scopo di per
mettere un’adeguata insolazione di queste ultime.Per la
formazione del vaso al primo anno si ricorre al taglio del
fusto ancora privo delle branche (il fusto in tale fase è
detto ‘astone’) all’altezza ove si desidera che in seguito
si formi l’impalcatura dei germogli che si svilupperanno
successivamente. Il numero, la lunghezza e la posizione
delle ramificazioni è variabile a seconda della specie,
della varietà colturale e delle condizioni ambienta li in
cui si opera. Si possono ulteriormente distinguere diversi
tipi di vaso: quello ‘classico’ o ‘aperto’, che è dotato di
3-4 branche con relative sottobranche ed è libero nella
parte interna della chioma, e il ‘vaso piramidale’, che è
dotato di un prolungamento del tronco da cui deriva la forma
caratteristica.
Potatura per allevamento a palmetta
Negli ultimi anni si è andata sempre più diffondendo una
forma di alleva mento detta a ‘palmetta libera a branche
oblique.
Questo tipo di allevamento presenta molteplici vantaggi
perché è di semplice realizzazione, consente un rapi do
sviluppo e una pronta messa a frutto delle piante e
soprattutto rende estremamente più semplici le operazioni
che vengono normalmente svolte nel frutteto: dalla
lavorazione del terreno alla potatura, ai trattamenti
antiparassitari, fino alla raccolta, con sentendo di
giungere a un elevato grado di meccanizzazione di tutte
queste operazioni colturali.Per la formazione della
palmetta, si procede nel seguente modo: dopo aver spuntato a
un’altezza di 60-100 cm dal suolo un bastone d’innesto di un
anno, precedentemente messo a dimora, si scelgono tra tutti
i germogli i tre meglio costituiti; verso la metà o la fine
di luglio, si orientano diversamente scegliendo quello più
in alto come prolungamento del trono, mentre gli altri due
costituiranno le future branche della prima impalcatura;
questi vengono semplicemente orientati lateralmente, secondo
l’andamento del filare.I germogli che servono alla
formazione delle branche non vengono accorciati. Con la
successiva potatura invernale si taglia solo il prolunga
mento del tronco in modo da regola-re la distanza della
seconda impalca tara. Tale distanza è variabile con la
specie, con la varietà colturale, con il porta innesto e con
le condizioni ambientali. Di solito nei meli su porta
innesto debole è di circa 60-80 cm, su franco da 80 a 120
cm. Per il pero potrà essere invece di 50-60 cm se innestato
su cotogno, su franco la distanza andrà aumentata intorno al
metro.
Li potatura di produzione
Tende ad assicurare alla pianta un buon equilibrio fra
sviluppo vegetati vo e produttività per cui gli interventi
di potatura varieranno per consistenza in rapporto alla
specie e alla varietà, ma anche all’andamento dello sviluppo
vegetativo delle singolari piante.
In questo senso si possono indicare alcuni valori medi della
lunghezza dei rami di un anno che possono essere considerati
normali per diverse varietà.
• per il melo, fino a un’età di circa 12 anni la lunghezza è
di 30-60 cm, se è più vecchio la lunghezza diminuisce
intorno ai 20-35 cm;
• per 11 pero, fino ai 12 anni la lunghezza si aggira sui
30-70 cm, sui 20-40 se più vecchio;
• per il pesco, fino a 6 anni si hanno germogli di 40 fino a
100 cm; oltre questa età 30-90 cm;
• per l’albicocco, fino a 8 anni 30-80 cm; se è più vecchio
la lunghezza diminuisce a 25-65 cm;
• per il ciliegio, fino a 12 anni 30-60 cm, poi 20-35 cm;
• per il susino fino a 12 anni 30-70 cm, in seguito 15-35
cm.
Se la lunghezza risulta superiore ai valori indicativamente
riportati bisogna evitare gli accorciamenti e ridurre al
minimo la potatura; se invece la lunghezza dei rami di un
anno è inferiore, è necessario intervenire con tagli più
energici e più forti accorciamenti.
Se il vigore dell’albero fosse molto notevole, per cui si
hanno dei rami lunghissimi, occorre intervenire curvando
opportunamente i rami.
La concimazione degli alberi da frutto
Mentre per le principali colture erbacee è ormai possibile
effettuare le concimazioni seguendo direttive precise grazie
alle indicazioni fornite da risultati sperimentali ottenuti
in ambienti diversi, per le specie arboree da frutto il
problema è molto più complesso per ragioni connesse con la
longevità delle piante e con il susseguirsi dei cicli di
fruttificazione e di sviluppo. Inoltre gli effetti delle
concimazioni non si manifestano sempre prontamente per cui i
frutticoltori stessi, non riscontrando, in certi casi,
evidenti risultati positivi dalle somministrazioni di
fertilizzanti, possono talvolta essere indotti a
considerarli di non grande importanza.Gli scopi fondamentali
delle concimazioni sono l’abbondante e costante
produttività, il miglioramento qualitativo dei frutti e la
massima durata della vita degli alberi.
Bisogna tener conto che gli effetti delle somministrazioni
fertilizzanti non si esauriscono nel giro di uno o due anni,
come avviene per i prodotti orticoli, ma possono avere
conseguenze più o meno importanti sulle piante per periodi
di tempo anche rilevanti.
Di solito si distingue una concimazione all’impianto (o pre
impianto), effettuata prima dell’impianto del frutteto, e
una concimazione di produzione, che consiste negli apporti
di fertilizzantj effettuati nel corso della vita delle
piante da frutto.
Concimazione all’impianto
Questa concimazione preliminare ha un’ importanza basilare
perché mette a disposizione delle giovani piante gli
elementi nutritivi indispensabili per un buon sviluppo
iniziale e inoltre realizza una riserva di alimenti a lungo
termine per le future necessità. Non bisogna infatti
dimenticare che le piante da frutto hanno una vita che dura
molti anni: spesso più di 15, molte volte anche 20 o 30.
Nelle specie arboree da frutto la maggior quantità di radici
si trova di solito compresa in uno strato che va dai 20 agli
80cm di profondità.
Occorre spargere abbondante conci me sulla superficie e
quindi eseguire una buona vangatura prima dell’impianto per
portare proprio in questo strato i macroelementi essenziali
e, in particolare, il fosforo e il potassio che, come
abbiamo visto, sono poco dilavabili e quindi permangono per
lungo tempo nel terreno collaterale di qui la necessità di
immetterli prima dell’impianto.Normalmente le quantità di
concime in quintali per ettaro, ovvero 100kg per ogni
10.000 m di area: poiché l’entità delle superfici di una
coltivazione domestica è sicuramente più modesta, abbiamo
ritenuto utile indicare i pesi in grammi e le superfici in
metri quadrati. Ogni coltivatore dilettante dovrà conoscere
la superficie approssimativa della propria coltura.In
terreni di media fertilità, in aggiunta a una buona
letamazione, pari a 5 kg/m bisognerebbe somministrare, in
via del tutto indicativa, 80 g di solfato ammonico, 100 g di
perfosfato minerale e 80 g di solfato o cloruro potassico
per ogni metro quadro di frutteto. Ovviamente, per stabilire
le dosi di fertilizzanti, è necessario tener conto di
diversi elementi quali la varietà adottata, le condizioni
climatiche,la densità di impianto, le possibilità di
irrigazione e in particolare le caratteristiche del terreno
in cui si deve effettuare la concimazione. Su questa base i
quantitativi sopra indicati potranno essere variati in
aumento o in diminuzione a seconda dei dati disponibili caso
per caso. Per la concimazione pre impianto dei frutteti è
particolarmente utile un’analisi completa dei costituenti
chimici del terreno per ottenere indicazioni valide nel
lungo periodo.
Quando e come concimare gli alberi da frutto
Il periodo più favorevole per procedere alle
somministrazioni di fertilizzanti minerali è alla fine
dell’inverno o all’inizio della primavera. E molto
importante effettuare piuttosto precocemente, in genere
entro il mese di mano, le somministrazioni di conci me
azotato per attenuare quegli effetti negativi che si
potrebbero avere da distribuzioni più ritardate sulla
lignificazione dei rami e sulla colorazione della frutta.Per
quanto si riferisce alle modalità di applicazione dei
fertilizzanti, si può affermare che la concimazione del
terreno continua a essere il sistema fondamentale, malgrado
le interessanti possibilità offerte dall’assorbimento di
elementi nutritivi attraverso le parti epigee delle piante
da frutto e in particolare per via foglia re. Tale tipo di
somministrazione, particolarmente interessante per il melo,
può essere consigliabile nel caso sia necessario mettere
rapida mente a disposizione della pianta alcuni elementi
nutritivi.
Questo sistema si presta bene per eliminare carenze di
microelementi. Un trattamento fertilizzante per via fogliare
può inoltre favorire la ripresa dello sviluppo in piante che
abbia no sofferto danni da gelo, Durante primavere
particolarmente fredde, quando l’assorbimento radicale è
rallentato, una somministrazione azotata per via fogliare
può favorire notevolmente il successivo sviluppo dei
germogli e dei frutti.Sul melo, per esempio, delle
irrorazioni precoci di urea in soluzione acquosa allo 0,6%
hanno dato buoni risultati vanno ripetute 3-4 volte a
distanza di circa una settimana. Il pero e gli altri
fruttiferi invece si prestano meno a questi trattamenti poi
ché non mostrano di giovarsi altrettanto ditali
somministrazioni. In linea di massima, per ottenere i
migliori risultati con le applicazioni epigee, è bene
ricordare che esse sono soprattutto efficaci nei periodi di
più intensa attività vegetativa e che l’assorbimento per via
fogliare risulta favo rito da una buona temperatura e da un
elevato tenore in umidità dell’aria,

FINE SEZIONE 2
|