Orto

La cura dell’orto

Progettare l’orto

Alcune scelte fondamentali

Le considerazioni sul clima hanno evidentemente un valore primario per ogni coltivazione. Anche se oggi le selezioni operate sulle diverse specie hanno consentito notevoli migliora menti e alcuni adattamenti, esistono condizioni climatiche che sono da considerarsi favorevole o avverse rispetto alle diverse colture. Oltre ad alcune considerazioni di carattere generale a tutti note (gli agrumi richiedono un clima particolarmente secco e soleggiato, mentre il melo si adatta molto bene a condizioni climatiche (assai varie). vi suggeriamo di acquisire informazioni preliminari circa le colture che vengono praticate nella vostra zona. Infatti chi meglio di un provetto orticoltore o addirittura di un contadino può darvi utili consigli sulle caratteristiche del luogo? In ogni caso nella parte dedicata alle schede colturali troverete tutti i consigli necessari.

Scelta della disposizione

Il soleggiamento dell’orto è di fondamentale importanza e vanno praticate scelte diverse in rapporto alle condizioni climatiche locali. Non è evidentemente possibile contemplare tutti i possibili casi e quindi ci si limiterà a fornire indicazioni di massima.
In Val Padana su terreno pianeggiante è senz’altro da scartare una collocazione dell’orto a nord dell’edificato, di filari compatti di alberi o di altri elementi che lo tengano ombreggiato per molte ore del giorno: in tale situazione l’orientamento verso meridione permette un soleggiamento costante e uniforme dì tutte le piante. Nelle zone collinari o appenniniche l’orientamento è spesso condizionato dalla pendenza del terreno: se questa è notevole anche sulle ridotte dimensioni di un orto, è consigliabile eseguire delle opere di terrazzamento mediante la posa di grosse pietre e la ricolmatura con terra di riporto. La posa può avvenire a secco componendo per bene le forme delle singole pietre o con malta di cemento la dove la loro forma sia troppo irregolare o arrotondata. Per questioni di sicurezza il muro di contenimento non deve mai superare l’altezza di 80-100 cm. Tali opere permettono di ricavare piccole porzioni pianeggianti, adeguatamente drenate e facilmente lavorabili.Nelle zone meridionali molto calde l’orto può essere collocato anche verso est, in maniera che sia più pro tetto nelle ore pomeridiane. In zone particolarmente ventose le case, i muri di recinzione o i filari di siepi possono svolgere un’importante funzione protettiva dell’orto, comportandosi come barriere frangivento. Questo vale a maggior ragione in prossimità delle coste, dove il vento è frequente e trasporta l’aria marina carica di salsedine. Come avrete notato, vi sono quindi alcune attenzioni che comportano una conoscenza abbastanza accurata del luogo per decidere la posizione dell’orto. Per questa ragione è bene determinare la sua collocazione solo dopo aver abitato per qualche tempo in un certo luogo: una scelta infelice potrebbe essere causa di frustrazioni e di cattivi investimenti di tempo e fatica.

Scelta delle dimensioni

Oltre che dalla disponibilità di terreno, le dimensioni dell’orto dipendono dai raccolti che si vogliono ottenere e dalla quantità di tempo che si può ragionevolmente dedicare alla sua manutenzione. Attenzione quindi a non dimenticare che per molte colture la cura deve essere costante, che ogni stagione richiede delle lavorazioni e che ci si deve preoccupare di trovare un sostituto quando, per le ragioni più diverse, occorre allontanarsi per periodi prolungati. Inoltre alcune operazioni, come la vangatura, possono risultare faticose per persone anziane o comunque non particolarmente prestanti. Occorre dunque scegliere con prudenza le dimensioni dell’orto e le sue colture per evitare di trasformare un piacere in un impegno troppo gravoso.Il dimensionamento peraltro deve tenere in debito conto le esigenze di raccolto: una famiglia numerosa che voglia trarre dal proprio orto delle quantità significative di prodotti avrà bisogno di una superficie orticola di almeno 70-80 m In questo caso possono essere anche facilmente supera te le fatiche di gestione dell’orto con un’opportuna divisione dei compiti tra i membri della famiglia, lasciando pur sempre il molo di ‘supervisore’ a un’unica persona.
La necessità del dimensionamento è peraltro spesso inesistente se lo spazio disponibile è ridotto e quindi l’ampiezza dell’orto non potrà mai essere eccessiva o implicare cure troppo impegnative.

Organizzazione generale dell’orto

L’orto va organizzato nella maniera più semplice, collocando le piante in file parallele e ordinate, perché la cura e la manutenzione degli ortaggi siano il più possibile semplificate. Per accedere a ogni parte dell’orto senza calpestare il terreno di coltivazione, è necessario realizzare tra le aiuole una rete di sentieri in terra battuta; i sentieri costituiranno anche i confini delle aiuole rettangolari del l’orto. Per facilitare la cura delle piante orticole si deve anche dividere a metà la superficie di ciascuna aiuola con un vialetto centrale.Nell’aiuola perimetrale verranno posti preferibilmente le erbe aromatiche, i semenzai e le aree di coltivazione delle primizie, oltre alla vasca per la decantazione dell’acqua, in una posizione soleggiata, possibilmente dotata di un coperchio apribile: qui l’acqua destinata all’annaffiatura sarà esposta ai raggi solari nelle stagioni in cui la sua temperatura risulta inferiore a quella del terreno.Occorre prevedere almeno una presa d’acqua, in una posizione mediana e ben accessibile.

La forma dell’orto e il dimensionamento delle sue parti

Prima di procedere all’allestimento dell’orto, vi suggeriamo vivamente di disegnare la porzione di terreno prescelta e di elencare i prodotti che si desidera coltivare.In generale è consigliabile che l’orto abbia forma compatta e regolare e che non subisca la proiezione di ombre dì edifici o grandi alberi.L’orto va progettato con attenzione affinché lo spazio disponibile venga sfruttato al meglio.
Le forme irregolari possono creare qualche problema perché l’aiuola di coltura, che rappresenta il modulo base dell’orto, deve essere rettangolare ed è meglio evitare o limitare a delle eccezioni triangoli e trapezi. Le aiuole avranno il lato corto con larghezza compresa tra 80 e 120 cm, per consentire tutte le lavorazioni senza calpestare il terreno colturale, mentre il lato lungo dell’aiuola ha maggiori possibilità di variazione che sono condizionate dalla specifica forma dell’orto e dalla proporzione tra le varietà colturali. Quindi è preferibile che la forma complessiva del l’orto sia quadrata o rettangolare. Se l’appezzamento a disposizione ha forma irregolare, vi suggeriamo di preparare un disegno del perimetro e, applicando semplici nozioni di geometria, sarà sempre possibile ottenere il miglior utilizzo degli spazi per la coltivazione e per il passaggio.Per prima cosa ritagliate delle porzioni rettangolari della massima dimensione possibile: vi rimarranno dei settori marginali di forma triangolare. In questi spazi di risulta converrà collo care le colture che non richiedono lavorazioni particolari, come carote, patate, erbe aromatiche e fiori.Nella porzione rettangolare principale disporrete le aiuole colturali in successione parallela; il loro lato corto, sommato alla larghezza del sentiero, deve essere considerato un modulo base: tale misura è compresa tra i 130 e i 150 cm. A questo punto dividete la lunghezza del lato lungo della porzione rettangolare principale e otterrete il numero ottimale delle aiuole colturali.

Il semenzaio

Il semenzaio è un’altra componente fondamentale dell’orto, indispensabile per tutte le colture che non vengono collocate a dimora sin dalla semina, ma per le quali si prevede il successivo trapianto nelle aiuole centrali. Il semenzaio dunque può essere una porzione di terreno, un cassone o delle cassette in cui avviene la semina delle diverse varietà. Oggi si preferisce utilizzare come semenzai cassette di ridotte proporzioni, che hanno il vantaggio di poter essere spostate in relazione all’andamento del clima e in seguito, al momenti del trapianto, di essere trasportate vicino all’aiuola di destinazione.In commercio vi sono cassette di materiale plastico dotate di cupole trasparenti, apribili o rimovibili:nonostante il loro costo non sia molto basso, rappresentano una soluzione molto pratica perché sono igieniche, ben protette e i semi in coltura possono essere efficacemente riparati dalle intemperie.

La recinzione

In taluni casi può essere utile circondare l’orto con una protezione: l’azione dei vento infatti può risultare nociva per le colture.
Inoltre l’orto va protetto anche da altri ‘agenti’ che possono arrecare spesso danni consistenti: ci riferiamo agli animali domestici. L’azione del nostro amatissimo cucciolo di cane può essere devastante in un orto, specialmente quando si è appena semi nato o quando le piantine sono ancora molto giovani Altrettanto dicasi per gli animali da cortile: se possedete conigli, galline o oche è indispensabile recintare il vostro orto. La recinzione può essere realizzata con uno steccato di legno a trama piuttosto fitta o con una rete metallica plastificata. Poiché queste reti non sono piacevoli alla vista, sui lati esterni potrete collocare una bella siepe di ligustro o di alloro.

Gli orti

Capanni, ripostigli e cantine

E’ molto opportuno disporre di un luogo dove riporre tutti gli utensili necessari all’orticoltura che, se si considerano anche gli attrezzi di uso stagionale come tutori, seminatoi, reti protettive e quant’altro, non sono né pochi né poco ingombranti. In certi casi ci si deve accontentare di un piccolo capanno, come nel caso degli orti in periferia, o di un ripostiglio in un appartamento: in entrambi i casi, peraltro, le superfici colturali non sono mai estese e quindi può essere sufficiente una fila di ripiani ben organizzata. Avendone la possibilità, l’ideale è utilizzare un piccolo locale di una cantina o di un seminterrato, a condizione che sia facilmente raggiungibile dall’orto. La cantina, se è fresca e asciutta, può essere usata anche per la conservazione di molti prodotti dell’orto come, per fare solo un esempio, le patate e le cipolle. In seguito, vi daremo specifici suggerimenti sulla conservazione dei prodotti dell’orto.

Cassette con cupola trasparente: un ottima soluzione per il semenzaio.

Un orto esemplare

Si farà d’ora in avanti riferimento a un orto tipo di circa 90 m che è rappresentato schematicamente qua sotto. Si presume che questo orto sia collocato all ‘interno di un giardino e che il lato inferiore sia disposto verso la casa, possibilmente in corrispondenza della cucina: su questo lato verrà quindi collocato l’accesso. Intorno all ‘orto recintato, alcuni alberi da frutto verranno collocati sui lati verso nord in modo da non ombreggiare le coltivazioni dell ‘orto. L’aiuola per è divisa in quattro aree: le sue diverse parti sono indicate con lettere. Con A la zona a destra, con B quella opposta all’ingresso, con C quella a sinistra, e con D e D2 quella adiacente alla casa che è divisa a metà dall ‘ingresso all ‘orto. Le aiuole colturali interne,o campi, sono 8 e sono indicate da numeri progressivi. Le aiuole sono lunghe 3,5 metri larghe 120 cm, e sono separate da percorsi di 40 cm di ampiezza. Il vialetto centrale è invece largo 60cm.

Suggerimenti preliminari sulla scelta degli ortaggi

Rispetto all’orto esemplare appena descritto, vi daremo dei suggerimenti di carattere generale sulle colture da introdurre e sulle disposizioni migliori: il senso di tali suggerimenti è quello di fornire, specialmente ai meno esperti, una comprensione di carattere generale sul modo migliore di organizzare e di gestire la superficie dell’orto in rapporto a una varietà piuttosto ampia di colture introdotte. È chiaro che, aumentando le proprie competenze sulle tecniche colturali e sulle diverse specie, potrete in seguito introdurre tutte le variazioni possibili .Soprattutto se siete alle prime armi, è meglio scegliere ortaggi a sviluppo rapido, come insalate, carote, rape e ravanelli, secondo le vostre preferenze alimentari. Anche barbabietole, cavoli, porri, sedani, piselli e fagiolini sono facili da coltivare e danno grandi soddisfazioni. Questi vegetali possono essere piantati insieme a pomodori, melanzane, cetrioli.Riservate uno spazio ai vostri ortaggi preferiti, come bietole e sedano da coste, anche se non sono di rapido sviluppo.Nell’orto non devono mancare le piante aromatiche di frequente uso in cucina come basilico, prezzemolo, salvia, timo, rosmarino, erba cipollina ecc. Inoltre, per difendere le piante orticole da ospiti indesiderati, suggeriamo di collocare in alcuni punti strategici alcune piante che esercitano una funzione antiparassitaria come lo stesso prezzemolo, il cerfoglio, l’artemisia e la camomilla.

Gli ortaggi per le aiuole centrali

Nell’aiuola n. I seminate piante a lento sviluppo che produrranno ortaggi durante i mesi autunnali e invernali. Al centro piantate una fila di cavoli broccoli e tre file d’indivia .Nell’aiuola n. 2 seminate in maggio tre file di fagiolini verdi . Dopo la raccolta dei fagiolini, trapiantate tre file di finocchi.L’aiuola n, 3 sarà occupata per tutta la stagione primaverile da due file di lattuga romana e da due file di lattuga cappuccina.L’aiuola n. 4 sarà destinata a una coltura stabile di carciofi: piantate in una fila centrale tre piante di carciofi spinosi, invernali, e tre piante di carciofi inermi, primaverili.Nell’aiuola n. 5 piantate due file di pomodori da insalata, che si raccolgono fino alla fine dell’autunno.Nell’aiuola n. 6, piantate una fila centrale di cavoli precoci alla distanza di 40- 45 cm l’uno dall’altro, avendo cura di lasciare liberi i bordi dell’aiuola per la successiva semina di due file di carote . Trapiantate poi due file di lattuga . Dopo la raccolta dei cavoli e del]e lattughe, seminare tre file di fagioli , che saranno pronti da raccogliere in settembre- ottobre. Dopo le carote, a fine agosto, seminate gli spinaci , che matureranno in autunno.Nell’aiuola n. 7, quando è finito il pericolo delle gelate, seminate tre file di piselli nani , prevedendo una piantina ogni 40 cm, e una fila di porri In giugno, terminata la semina dei piselli, trapiantate due file di peperoni e dì porri che avrete in precedenza seminato in semenzaio ; seminate anche una fila di fagiolini mangiatutto .L’aiuola n, 8, che gode della migliore esposizione al sole ed è vicina alla casa, è particolarmente indicata per gli ortaggi precoci, ovvero per le primizie che maturano prima dell’inverno. La forzatura di alcuni ortaggi si ottiene coltivando le piante sotto tunnel di plastica oppure in grandi cassoni di legno o di muratura, provvisti di coperchio in vetro retinato, Nelle notti particolarmente fredde è opportuno proteggere ulteriormente le col ture con paglia o stuoie.In questa aiuola potete seminare cinque file di carote precoci e di lattuga . Dopo la raccolta delle colture precoci, seminate o trapiantate almeno due piante di cetrioli , due piante di melone e due piante di zucchini. Queste colture occupano molto spazio e perciò vanno disposte su un’unica fila centrale, alla distanza di 50 cm una dal l’altra.

Gli ortaggi per l’aiuola perimetrale

Nella zona Dl dell’aiuola perimetra le piantate una fila di cipolle , una fila di cipolline e una fila di aglio fino ad at ai margini della zona C. In seguito, dopo aver liberato il terreno da aglio e cipolle, piantate una fila di cavolini di Bruxelles seminati in precedenza, verso aprile, nei semenzai collocati nella zona A. I cavolini saranno maturi da ottobre in avanti.Riservate l’angolo D/C alla semina del basilico. In D2 seminate una pianta di salvia, una di rosmarino e due piante di origano. Piantate anche una fila di prezzemolo Nell’angolo D2A seminate ravanelli . L’aiuola perimetrale B ospiterà una fila di cetriolini e una fila di sedani a partire dal mese di maggio.Su lato C, dopo aver ben concimato il terreno, piantate su due file di 6 m dì lunghezza una quarantìna di piante di fragola ‘quattro stagioni’, alta distanza di circa 25-30 cm l’una dal l’altra. Queste fragole occuperanno il terreno almeno per tre anni e produrranno frutti gustosi in abbondanza per tutta l’estate. Completare questa bordura piantando. in maggio, anche una fila di ruchetta .
Riservate la bordura A, esposta a sudest, alle piante di melanzana e al semenzaio.

Gli alberi da frutto per l’orto esemplare

In fatto di frutta, dopo aver considerato le caratteristiche della zona, con viene senz’altro affidarsi ai gusti personali .Una via del tutto indicativa, per le esigenze di una famiglia tipo si suggerisce di abbondare senz’altro con i meli, considerando la conservabilità dei frutti: 3 o 4 piante. Si potrebbero poi impiantare due o tre peri. Sull’angolo nord vanno collocate le piante di maggior sviluppo verticale, come il ciliegio, il nocciolo e il susino. Po si possono prevedere un pesco, un albicocco e infine un kaki. La siepe che nasconde la recinzione a rete può essere realizzata con un alloro oppure, per alcuni tratti, può essere costituita da arbusti fruttiferi come lamponi, mirtilli o ribes che dovranno essere opportunamente potati.

Rotazione delle colture nel terreno

Ogni singola varietà colturale tende a utilizzare in maggior misura alcuni elementi minerali e meno altri: sul lungo periodo continuare a coltivare il medesimo ortaggio sulla stessa porzione di terreno può provocare degli squilibri tra gli elementi presenti ché un singolo elemento, poniamo i fosforo, è stato prelevato in misura, maggiore del potassio. Alla lunga si produce nel terreno colturale in generale impoverito per le coltivazioni delle stagioni successive. Per questa ragione è buona norma ruotare le coltivazioni rispetto alle diverse superfici colturali disponibili, in modo che un anno si coltiveranno i pomodori dove l’anno precedente sì erano coltivati gli spinaci, gli zucchini dove erano stati collocati i fagioli e così via.Questo accorgimento viene detto la ‘rotazione delle colture ’ ed praticato da secoli in agricoltura. Esso produce anche un ulteriore vantaggio: molte erbe infestanti e la maggior parte dei parassiti sono specifici, cioè si sviluppano prevalentemente in prossimità di alcune varietà orticole e con minor tenacia vicino ad altre, Con l’avvicendamento stagionale delle colture quindi si contribuisce in maniera significativa a contenere la propagazione delle erbacce e si riducono i rischi delle infestazioni.

Stratagemmi per risparmiare spazio

Nella nostra epoca lo spazio è diventato sempre più prezioso, sia esso la superficie di un giardino oppure, a maggior ragione, un terrazzo o un balcone di un appartamento in città. Sfruttando in maniera ingegnosa alcune conoscenze della tradizione contadina o assecondando la natura rampicante di alcune specie si possono ottenere significativi risparmi di spazio e coltivare ortaggi in posizioni inaspettate.

La consociazione

Per far produrre l’orto al massimo esiste un metodo molto semplice che consiste nel coltivare due o più ortaggi sullo stesso appezzamento. Questa tecnica è detta ‘consociazione delle colture’ , e si realizza quando diverse specie coltivate crescono sullo stesso terreno, in modo da usufruire, durante tutta la loro vita o parte di essa, delle stesse lavorazioni e delle medesime cure e concimazioni.
Attraverso la consociazione si posso no raggiungere importanti obiettivi come guadagnare tempo e ottenere una maggiore produzione, rispetto a quella che si conseguirebbe con la coltura separata delle piante. Infatti, consociando temporaneamente specie a vegetazione rapida con altre a sviluppo iniziale lento, è possibile raccogliere ortaggi dalle prime durante il periodo di improduttivita delle seconde. Le specie da consocia re devono essere compatibili fra loro dal punto di vista biologico e coltura- le; quindi, il loro sviluppo deve esse re complementare, e non si deve creare competizione nella ricezione della luce del sole o nello sviluppo delle radici. È chiaro perciò che non tutti gli ortaggi si adattano a forme di coltura consociata.Le colture intercalari sfruttano lo spazio lasciato libero tra le piante della coltura principale: queste perciò devono essere seminate più distanti l’una dall’altra rispetto a quanto avviene nelle colture omogenee.

Le consociazioni classiche

Le consociazioni più frequenti riguardano gli ortaggi primaverili: un classico esempio è rappresentato da carote precoci, ravanelli e lattuga.Si seminano dapprima i ravanelli con la tecnica a spaglio e si interrano i semi passando sul terreno il dorso di un rastrello. Si tracciano in seguito i solchi per la semina delle carote, distanziandoli di 25 cm l’uno dall’altro e, dopo aver seminato, si ricopre il terreno. Infine, si trapianta qualche pianta di lattuga tra le file delle caro te. I primi a essere pronti saranno i ravanelli (in tre o quattro settimane) poi sarà la volta delle lattughe (in un mese e mezzo o due) e infine potranno essere raccolte le prime carote.

Colture intercalari di lungo sviluppo

Oltre all’associazione temporanea tra piante annuali, è possibile consociare anche le specie perenni. Queste occupano il terreno per molti anni, come nel caso degli asparagi. Nei primi due anni gli esemplari di questa specie, una volta piantati interrando una pic ola porzione del fusto (piedi o zampe), si sviluppano poco numerosi e lasciano a disposizione molto spazio, che è possibile sfruttare nel periodo che va dalla primavera all’autunno.
Durante il primo anno è possibile piantare negli interfilari due file di patate semi precoci (per esempio, la ‘tonda di Berlino’), mentre in giugno si possono mettere a dimora, tra le file di patate, un po’ di cavolini di Bruxelles. Le prime potranno essere raccolte in agosto, i cavolini durante tutto l’inverno. Nel frattempo lo sviluppo dei piedi di asparago proseguirà normalmente. Durante il secondo anno è opportuno limitare l’associazione a lattughe o a fagioli nani, da raccogliere verdi o da sgranare, perché queste specie non ostacolano l’espandersi delle radici degli asparagi. Il terzo anno, quando lo sviluppo degli asparagi sarà completo, non si praticherà alcuna coltura intercalare. Altro caso di ortaggi a lungo sviluppo è quello di cardi e carciofi. I carciofi si possono associare durante il primo anno con lattughe o carote che verranno raccolte entro agosto, poi ché da settembre in poi le piante di carciofo raggiungeranno il massimo della loro crescita occupando tutta la superficie disponibile.Per quanto riguarda i cardi, il loro sviluppo tardivo permette di utilizza re fino a settembre lo spazio disponi bile tra le piantine, seminando piselli nani, fagioli o lattughe.

Ortaggi fatti per andare d’accordo

Lo spazio che resta tra i cavoli invernali, piantati in luglio alla distanza di 60-70cm gli uni dagli altri, e i cavo! fiori (spaziati da 70 a 80 cm in tutte le direzioni) può accogliere esemplari di scarola odi indivia che, sviluppandosi più velocemente dei cavoli, ne prenderanno il posto dopo che questi saranno stati raccolti.I pomodori si consociano bene con lattughe e cipolle. I pomodori si tra- piantano dalla seconda metà di marzo (gelate permettendo), su solchi a 80 cm l’uno dall’altro; sulle coste dei solchi si trapiantano lattughe e cipolle. La raccolta dei pomodori si pro- trarrà fino a ottobre. Nelle regioni a clima mite sarà possibile seminare la scarola al posto dei pomodori, per raccoglierla a fine anno.

Per una buona riuscita delle consociazioni

Affinché la consociazione delle specie orticole abbia pieno successo, è necessario rispettare le esigenze di luce, nutrimento e lavorazione del terreno. E possibile consociare le diverse specie, sia in coltura protetta (cassoni o tunnel di plastica), sia in piena terra; comunque, ribadiamo che è sempre necessario aumentare le normali distanze di piantagione della coltura principale, in modo che la velocità di crescita della seconda specie non rallenti lo sviluppo della prima.E anche fondamentale non associare colture che si ostacolino a vicenda, come lattughe, o cicorie in genere, piantate tra file di carote; porri o cavoli sistemati tra gli spinaci; oppure esemplari da radice (rape o carote) tra filari di piselli o fagioli.La consociazione ‘e nociva a queste specie: le lattughe e le altre insalate non prenderebbero luce a sufficienza; negli altri casi, essendo impossibile zappettare tra le piante, le erbe infestanti prenderebbero il sopravvento.
Dopo il primo raccolto sarà opportuno sarchiare il terreno attorno alle piante rimanenti, concimare con un fertilizzante organico nella dose di 500 g/m e bagnare il terreno. Altri due esempi: se consideriamo come coltura principale il pomodoro, potremo, oltre all’esempio già indicato, consociarvi sedano, patata, finocchio, cavolfiore, cavolo verza, indivia, ravanello e fagiolo nano; prendendo, invece, il caso della lattuga come col tura principale, potremo trapiantarla in marzo e poi, in maggio, mettere a dimora le melanzane, per seminare in seguito le rape precoci tra l’una e l’altra coltura nel mese di settembre.

Un orto in verticale

Molte piante erbacee o arbustive si arrampicano sui tronchi degli alberi per mezzo di organi prensili, come radichette aeree, cirri, e ventose; altre hanno rami sottili e flessibili che si dispongono a raggiera sul terreno o sui muri. Le prime sono rampicanti, come piselli e fagioli, mentre le seconde sono dette sarmentose, come la vite. Lo scopo è sempre il medesimo: riuscire a esporre al sole e all’aria la massima superficie fogliare. Caratteristica comune è la possibilità di coltivarle ‘verticalmente’, offrendo loro appositi sostegni, allo scopo di diminuire l’occupazione del suolo e aumentarne la superficie produttiva. Inoltre i frutti saranno più facili da raccogliere e lontani dal l’umidità del terreno.Sono quindi piante che possono esse re coltivate anche quando la superficie disponibile è poca o addirittura esigua, come nel caso di una terrazza o di un balcone.Le piante più comuni da coltivare con tale sistema sono i piselli, i fagioli, i meloni, le fragole e i pomo dori. Per tutti esiste anche la varietà coltivata senza sostegni o perché nana o perché lasciata sviluppare stri sciante sul terreno: in genere tale varietà è anche più fruttifera.L’orticoltura industrializzata sta abbandonando le coltivazioni verticali all’aperto, che sono particolarmente costose per l’allestimento dei supporti e per la manutenzione, ma nell’orto familiare o nelle serre questa tecnica colturale è giustificata: consente in fatti un grande risparmio di spazio, agevola la raccolta degli ortaggi e le lavorazioni sulle piante. Nelle colture verticali è importante la scelta del sostegno, che varia a seconda delle caratteristiche della pianta e degli organi prensili di cui essa dispone.

Fagioli rampicanti

I fagioli rampicanti debbono essere appoggiati a pali di sostegno non ramificati, lunghi 2-3 m, che generalmente sono di canna comune ma anche di legno di castagno, nocciolo, acacia o eventualmente di plastica. Si possono utilizzare sostegni di legno larghi circa 3 cm, a sezione tonda o quadrata. Quando le pian te di fagiolo sono alte 15-20 cm, si rincalzano e si infiggono i sostegni nel terreno, inclinandoli fino a che incontrino quelli della fila vicina; quindi si abbinano a due a due e si pone all’incrocio una pertica orizzontale che viene fissata con robusti legacci a circa 20cm dalla sommità dei supporti. In questo modo viene conferita all’insieme la necessaria stabilità.

Piselli rampicanti

I supporti più indicati per i piselli rampicanti sono i legni di castagno o nocciolo di circa 1,50 m di altezza e forniti di numerosi rametti secondari, ma liberati alla base per circa 30 cm da ogni diramazione. Quando le piantine di pisello, precedentemente disposte su file distanti circa 60 cm l’una dall’altra, avranno raggiunto l’altezza di 15-20 cm circa, si rincalzano e si installano i sostegni all’interno dell’interfila, inclinandoli verso quelli della fila vicina, Le biforcazione dei rami dovrebbero incastrarsi l’una con l’altra.

Fagioli in file abbinate

Uno dei sistemi migliori per sostenere i rami dei fagioli rampicanti semi nati in file abbinate è il seguente: a metà tra una fila e l’altra, sui lati corti dell’aiuola, si devono piantare due robusti paletti, rinforzati verso l’interno da un puntello. Si deve poi tendere un filo di ferro, munito di tensore. tra le due estremità superiori dei paletti, a circa 80 cm di altezza dal suolo. A questo punto si dispone una serie di cordicelle inclinate, annodandole in alto al filo di ferro orizzontale e fissandole in basso con dei picchetti, dopo averle ben tese, accanto a ogni piantina. E anche possibile utilizzare come paletti di sostegno dei tondini di ferro con un diametro di 8 mm. Questo tipo di tutore è riutilizzabile per parecchi anni ed è possibile disinfettarlo alla fiamma prima di ogni nuovo uso.

Fagiolini a spalliera

Per sfruttare al massimo lo spazio esistente, si possono coltivare i fagiolini verdi a ridosso di un muro. Per facilitare la presa dei viticci, è opportuno murare quattro staffe a L, due in alto e due in basso, che sorreggono due travette di legno robusto tra i quali si tendono delle cordicelle o dei fili di ferro plastificato.

Sostegni di rete in contro spalliera

Un altro ottimo sistema per sostenere le piante verticalmente ‘e quello di utilizzare una spalliera di rete a maglie larghe. Questo metodo prevede l’installazione di un paletto robusto a ogni estremità dell’aiuola, per dare maggiore resistenza all’insieme, e di altri paletti più leggeri ogni tre metri di filare. I paletti devono essere piantati profondamente e ben allineati; tra essi si tendono tre fili di ferro orizzontali, e su questa armatura si fissa una rete a maglie larghe in plastica o in metallo plastificato.

Sostegni di rete in contro spalliera

Meloni, cetrioli e cetriolini

Meloni, cetrioli e cetriolini possono essere coltivati in verticale in modo che occupino meno spazio e crescano più sani. Il sistema della rete a maglie larghe si adatta a queste colture, caratterizzate da steli molto lunghi (fino a 2 m), vigorosi e muniti di organi prensili. Quando la coltura è fatta in pieno campo il sostegno deve essere piuttosto robusto, poiché il vento potrebbe provocarne la caduta: i paletti verranno infissi al suolo per 20-30 cm, irrobustiti da altri paletti obliqui e collegati tra loro con fili di ferro. Per le colture in serra, invece, basteranno sistemi di tutoraggiomento resistenti: per esempio, si possono collegare delle cordicelle o dei fili di ferro a una barra orizzontale, posta sopra le file e appesa al soffitto della serra.

Fragole a colonna

Le fragole, sia nella varietà rifiorente che in quella non rifiorente, possono essere coltivate in contenitori a forma di colonna. Queste colonne, o torri, possono avere una sezione quadrata, rotonda o poligonale e devono avere un diametro di 50 cm e un’altezza da 1,20 a 1,50 m; le colonne possono essere di legno, di cemento, di plastica o di ogni altro materiale sufficientemente rigido. Sulla parte esterna della struttura a colonna si aprono alcune piccole tasche sporgenti verso l’esterno e disposte su file sfasate, Il drenaggio si ottiene mettendo al centro della colonna un tubo di plastica verticale, perforato o fessurato, di 15 cm di diametro, che si riempie con torba, ghiaia o pezzetti di argilla espansa. Per colmare lo spazio restante tra k pareti esterne e il tubo drenante centrale si adopera un terriccio poroso, ricco di humus e facilmente penetrabile dalle radici. Le piantine di fragola si trapiantano nelle piccole tasche. Le fragole così coltivate si devono annaffiare regolarmente per mantenere umido il terriccio all’interno della torre.

Fragole rampicanti

I fusti sarmentosi delle varietà rampi canti devono essere sostenuti da reti a maglie larghe o da graticci verticali oppure fatti crescere su tutori singoli di canna di bambù o di legno. Per le fragole in piena terra si possono utilizzare le stesse strutture che si adoperano per le colture in vaso o in cassette e vasche.

Pomodori

I lunghi rami dei pomodori, che durante tutto il periodo della fruttificazione sopportano un grosso peso, dovrebbero essere sostenuti con tutori adatti, che sarà bene installare prima di effettuare la messa a dimora delle piantine per non danneggiarne le radici. E necessario prevedere l’installazione di un tutore per ogni pianta. I materiali adatti sono il bambù, la canna comune, i tondini di ferro, o supporti di materiale plastico o di legno. In ogni caso i sostegni devono essere alti I 50 m e vanno interrati per almeno 20-30 cm, se il terreno è normale, e 30-40 cm se è sabbioso, La serie dei tutori verrà tenuta allineata da un filo di ferro che andrà fissato all’estremità della fila a due paletti robusti alle estremità del l’aiuola: questi paletti saranno rinforzati da tiranti ancorati a terra. E opportuno che il filo di ferro sia a circa 80-100 cm dal suolo e che sia munito di tensore perché resti ben teso. I tutori si fissano al filo di ferro mediante semplici legature. In autunno, terminato il raccolto, i tutori possono essere estratti dal terreno, puliti e quindi utilizzati di nuovo per altre colture orticole.

Pomodori

Le legature

Fagioli e piselli rampicanti sono naturalmente forniti di organi prensili (viticci), atti ad aderire alla struttura che li sostiene, ma cetrioli e cetriolini nei primi periodi del loro sviluppo devono essere aiutati a fissarsi ai sostegni, poiché i loro viticci si svilupperanno solo in un secondo momento. Alcuni ortaggi, come il pomodoro, sono sprovvisti di organi prensili e quindi dovranno essere fissati ai tutori con legature successive a mano a mano che crescono. Per legare i fusti erbacei si utilizza preferibilmente rafia naturale, che è biodegradabile, oppure rafia sintetica o pezzetti di plastica appositamente Sagomati

L’orto in appartamento

Per coltivare alcune piante utili non occorre sempre e comunque possedere un terreno ma, con un po’ d’ingegno, parecchie varietà di ortaggi e di erbe crescono benissimo anche in vasi o vasche.Questo metodo di coltivazione, naturalmente, non ‘e la maniera migliore per realizzare un orto: però, se non avete altre possibilità, ne vale se la pena e vi permetterà di avere una piccola ma significativa produzione casalinga dal gusto fresco e profumato. Meglio disporre di una terrazza, piuttosto che di un balcone, ma può bastare anche il davanzale di una finestra.Per questo genere di coltivazione non bisogna mai dimenticare la sicurezza:come già detto, ricordare sempre di non esporre se stessi e gli altri al pericolo di cadute dei vasi dai davanzali o di cedimenti delle strutture edilizie per carichi eccessivi.

Quali contenitori?

Su una superficie abbastanza ampia come una terrazza o una loggia, si possono impiegare. diversi contenitori e non solo i vasi per le piante orna mentali che, in genere, risulteranno troppo piccoli: infatti potete utilizza Te anche catini, latte, barili o altri
oggetti insoliti come una vecchia mangiatoia o vasche da bagno in disuso. Per ottenere un buon drenaggio, sarà necessario praticare sul fondo di questi contenitori un numero opportuno di fori, Su una terrazza potranno poi essere realizzate delle vasche in muratura appositamente per la coltivazione.

Quali ortaggi?

Quasi tutte le specie di ortaggi posso no essere coltivate in contenitori quelle che danno un’abbondante produzione in uno spazio ridotto saranno naturalmente le più idonee. Sarebbe ancora più conveniente scegliere le varietà nane e, possibilmente, quelle a sviluppo rapido.
Potrete senz’altro ospitare una buona selezione dì ortaggi come carote, ravanelli e barbabietole rosse, due o tre pomodori (preferibili quelli a ‘ciliegia’), qualche pianta di lattuga a crescita bassa e le vostre erbe aromatiche preferire.

Ortaggi ornamentali

Molti ortaggi hanno anche un aspetto decisamente gradevole, con foglie e chiome colorate assai decorative: per esempio, la bietola color rubino, la barbabietola rossa, il cavolo rosso e alcune varietà di lattuga; e alcuni ortaggi producono anche fiori e frutti appariscenti, come i pomodori, i peperoni dolci, le melanzane, i fagioli rampicanti e le zucchine.Queste colture bene in vista possono pertanto essere collocate su un balcone o una terrazza. Non dimenticate, inoltre, che molte erbe aromatiche usate in cucina hanno un fogliame molto profumato e gettano fiori dai colori vivaci, Un bel contenitore di ortaggi e di
erbe aromatiche opportunamente scelti può essere decorativo quanto una composizione di piante ornamentali, senza contare che sono anche utili in cucina.

Per legare i fusti erbacei ai tutori si utilizza preferibilmente rafia, ma anche dei pezzetti di plastica con lamina di ferro

Gli ortaggi sul davanzale

In questo caso lo spazio sarà davvero minimo e la terra poco profonda: ciò nonostante è possibile coltivare qual che specie di insalata e i ravanelli, che sono ideali da piantare in piccoli vasi, perché sono abbastanza piccoli e si sviluppano molti) in fretta.La lattuga red salad bow è particolarmente indicata: le sue foglie possono essere colte una alla volta quando ne avete bisogno e sono, oltretutto, di un bel colore rosso bronzo. La lattuga cresce molto velocemente e ha bisogno di pochissimo spazio.
Molte delle erbe aromatiche più conosciute, come l’erba cipollina, , possono essere coltivate con successo sui davanzali

Gli alberi da frutto

Le favorevoli condizioni di clima e di terreno esistenti nel nostro paese hanno consentito, sin dai tempi antichi, un notevole sviluppo della frutticoltura e le eccellenti caratteristiche qualitative di molta della frutta italiana fanno sì che essa sia apprezzata in tutto il mondo. La coltivazione delle piante da frutto risale a epoche preistoriche, ma si può dire che è l’inizio di questo secolo quello che segna l’evolversi della moderna frutticoltura, il cui ritmo di sviluppo ha assunto in questi ultimi tempi un livello imponente. Dai frutteti di tipo familiare, orientati al consumo domestico e in cui si coltivano molte specie e numerose varietà, si è passati ai frutteti industriali, specializzati, in cui l’aspetto della redditività economica è prevalente.In questi casi l’estensione del frutteto è per lo più notevole e i metodi colturali utilizzano le tecnologie più recenti. Fra gli elementi che hanno determinato la rapida evoluzione della frutticoltura, possiamo citare la sempre continua ricerca di nuove varietà colturali più resistenti alle avversità e di maggiore produttività, l’impiego di porta innesti ottenuti per selezione biologica che conferisce particolari caratteristiche e uniformità ai frutteti, le migliori conoscenze circa i fenomeni di auto sterilità e intersterilità che hanno consentito di definire quali siano le varietà colturali impollinatrici più adatte, nell ‘ambito delle varie specie. Inoltre, l’adozione di nuove tecniche di potatura e di coltivazione delle piante, nonché l’impiego di prodotti chimici nuovi che permettono una migliore radicazione delle talee, di evitare la cascola (ovvero la caduta prematura) .una buona colorazione dei frutti, l’impiego di adatti fertilizzanti anticrittogamici e insetticidi sono tutti elementi che hanno favorito l’espansione di questa importantissima branca dell’agricoltura. Esamineremo ora alcuni dei principali aspetti delle tecniche di coltivazione degli alberi da frutto, fornendo per ciascuno di essi quei riferimenti di carattere pratico che possono essere di maggiore interesse.

L’impianto dei frutteti

E’ opportuno che l’impianto dei frutteti sia effettuato in autunno o in primavera, prima dell’inizio dell’attività vegetativa delle piante. La messa a dimora va fatta in terreno ben lavorato, che abbia avuto un dissodamento accurato e una buona concimazione. Le distanze d’impianto sono variabili con le varie specie da frutto e soprattutto con i singoli porta innesti che vengono impiegati. Nella tabella della pagina seguente indicheremo alcune fra le distanze di impianto più correntemente adottate per le varie specie da frutto.
Dopo l’impianto, se la coltura non è consociata ad altre specie erbacee, sì effettueranno delle lavorazioni periodiche del terreno per rompere la crosta superficiale e aerare gli strati sottostanti, ma soprattutto per impedire lo sviluppo di erbe infestanti che entrerebbero in concorrenza nutrizionale e idrica con le specie da frutto. Ciò è tanto più importante in quelle zone dove la piovosità sia piuttosto scarsa o mal distribuita.

La potatura

La potatura consiste nell’asportazione di alcune parti della pianta con lo scopo di regolarne l’attività vegetati va e produttiva e di dare alla stessa la forma desiderata.Si tratta di operazione molto importante e di non facile esecuzione: per essere realizzata in modo razionale cd efficace comporta conoscenze di carattere generale unite a una buona preparazione pratica. In particolare occorre porre grande attenzione nel taglio che deve essere sempre preciso e secco, effettuato con strumenti puliti e possibilmente disinfettati, per evitare di trasportare infezioni da una pianta a un’altra. Nel caso delle pota ture su piante legnose, è buona norma medicare la parte tagliata con speciali mastici antisettici.Poi, l’inesperienza del frutticoltore può condurre a errori ricorrenti come lo squilibrio della forma complessiva dell’albero che può portare alla sovrapproduzione di una branca con rischi di rottura per l’eccessivo peso della vegetazione e dei frutti. Per tutte questa ragioni ci sembra opportuno illustrare brevemente i principi fisiologici generali sui quali si fonda l’arte’ della potatura, prima di esporne le tecniche specifiche.

La potatura

Principi fisiologici degli alberi da frutto

In genere, il vigore vegetativo è più accentuato nelle parti più alte della pianta. Inoltre, osservando i rami col locati nelle diverse posizioni, si noterà che quelli verticali presentano i germogli più vigorosi, mentre quelli posti su rami inclinati lo sono meno e così via tanto più il ramo si avvicina alla posizione orizzontale. i rami a sviluppo verticale, quindi, hanno maggior vigore, mentre la posizione inclinata od orizzontale è più favorevole per la fruttificazione.Se due rami di identiche dimensioni l’uno viene lasciato intatto e l’altro accorciato si osserva che, su quest’ultimo, Io sviluppo dei germogli è maggiore. Di solito un ramo potato corto tende a dare delle produzioni legnose, mentre quando viene lasciato intatto i germogli si sviluppano meno e tendono più facilmente a por tare frutto.
In genere anche lo sviluppo delle diverse parti della pianta avviene con analoghe modalità: se vengono eliminate alcune branche, quelle rimanenti hanno uno sviluppo maggiore; la stessa cosa succede con i frutti: se si assiste a una fruttificazione quantitativamente eccessiva, è opportuno asportare una parte dei frutti (l’operazione viene chiamata ‘diradamento’) per permettere a quelli che rimango- nodi svilupparsi meglio.In ogni caso è necessario che esista un equilibrio fra sviluppo della chioma del sistema radicale perché occorre che nella pianta vi sia un giusto rapporto fra le sostanze glucidiche e quelle azotate per poter avere una buona fruttificazione.
E opportuno ricordare che consistenti potature sulle giovani piante hanno come conseguenza un ritardo della fruttificazione.

Tipi di potatura

I tipi di potatura sono differenti in rapporto all’età della pianta e alle modalità con le quali sì desidera con- dune la sua coltivazione, Innanzitutto si distinguono la ‘potatura di formazione’, che è quella effettuata sulle giovani piante ai fini di dare la forma prescelta, la ‘potatura di allevamento’, con cui si mira a regolare la crescita della pianta in rapporto alla fruttificazione, e infine la ‘potatura di produzione’ che ha la funzione di mantenere il giusto equilibrio tra sviluppo vegetativo della pianta e sua produttività.
Nella moderna frutticoltura, tra le forme più frequentemente adotta te per la potatura di allevamento occorre descrivere il ‘vaso’ e la palmetta’.

Il disegno illustra il modo corretto per procedere alla potatura.

Potatura per allevamento a ‘vaso’

Si tratta di un’antica forma di alleva mento che è assai diffusa per la facilità con cui si adatta a molte specie arboree da frutto e comporta che il fusto ramifichi solo alla sua estremità. Non ha nulla a che fare con il comune vaso inteso come contenitore, se non per la forma che assume la chioma dopo la potatura, che ricorda appunto una coppa.A seconda dell’altezza dalla quale si dipartono le branche principali che costituiscono l’impalcatura del ‘vaso’, esso si distingue in basso, medio e alto (quando l’inserimento si trova fino a 50 cm dal suolo, o è compreso fra i 50 e i 100 cm, oppure è superiore al metro). In genere si tende a preferire il vaso con impalca tura bassa; vengono adottati anche quelli medi e alti quando gli alberi da frutto sono consociati con colture erbacee, e questo allo scopo di per mettere un’adeguata insolazione di queste ultime.Per la formazione del vaso al primo anno si ricorre al taglio del fusto ancora privo delle branche (il fusto in tale fase è detto ‘astone’) all’altezza ove si desidera che in seguito si formi l’impalcatura dei germogli che si svilupperanno successivamente. Il numero, la lunghezza e la posizione delle ramificazioni è variabile a seconda della specie, della varietà colturale e delle condizioni ambienta li in cui si opera. Si possono ulteriormente distinguere diversi tipi di vaso: quello ‘classico’ o ‘aperto’, che è dotato di 3-4 branche con relative sottobranche ed è libero nella parte interna della chioma, e il ‘vaso piramidale’, che è dotato di un prolungamento del tronco da cui deriva la forma caratteristica.

Potatura per allevamento a palmetta

Negli ultimi anni si è andata sempre più diffondendo una forma di alleva mento detta a ‘palmetta libera a branche oblique.
Questo tipo di allevamento presenta molteplici vantaggi perché è di semplice realizzazione, consente un rapi do sviluppo e una pronta messa a frutto delle piante e soprattutto rende estremamente più semplici le operazioni che vengono normalmente svolte nel frutteto: dalla lavorazione del terreno alla potatura, ai trattamenti antiparassitari, fino alla raccolta, con sentendo di giungere a un elevato grado di meccanizzazione di tutte queste operazioni colturali.Per la formazione della palmetta, si procede nel seguente modo: dopo aver spuntato a un’altezza di 60-100 cm dal suolo un bastone d’innesto di un anno, precedentemente messo a dimora, si scelgono tra tutti i germogli i tre meglio costituiti; verso la metà o la fine di luglio, si orientano diversamente scegliendo quello più in alto come prolungamento del trono, mentre gli altri due costituiranno le future branche della prima impalcatura; questi vengono semplicemente orientati lateralmente, secondo l’andamento del filare.I germogli che servono alla formazione delle branche non vengono accorciati. Con la successiva potatura invernale si taglia solo il prolunga mento del tronco in modo da regola-re la distanza della seconda impalca tara. Tale distanza è variabile con la specie, con la varietà colturale, con il porta innesto e con le condizioni ambientali. Di solito nei meli su porta innesto debole è di circa 60-80 cm, su franco da 80 a 120 cm. Per il pero potrà essere invece di 50-60 cm se innestato su cotogno, su franco la distanza andrà aumentata intorno al metro.

Li potatura di produzione

Tende ad assicurare alla pianta un buon equilibrio fra sviluppo vegetati vo e produttività per cui gli interventi di potatura varieranno per consistenza in rapporto alla specie e alla varietà, ma anche all’andamento dello sviluppo vegetativo delle singolari piante.
In questo senso si possono indicare alcuni valori medi della lunghezza dei rami di un anno che possono essere considerati normali per diverse varietà.

• per il melo, fino a un’età di circa 12 anni la lunghezza è di 30-60 cm, se è più vecchio la lunghezza diminuisce intorno ai 20-35 cm;

• per 11 pero, fino ai 12 anni la lunghezza si aggira sui 30-70 cm, sui 20-40 se più vecchio;

• per il pesco, fino a 6 anni si hanno germogli di 40 fino a 100 cm; oltre questa età 30-90 cm;

• per l’albicocco, fino a 8 anni 30-80 cm; se è più vecchio la lunghezza diminuisce a 25-65 cm;

• per il ciliegio, fino a 12 anni 30-60 cm, poi 20-35 cm;

• per il susino fino a 12 anni 30-70 cm, in seguito 15-35 cm.

Se la lunghezza risulta superiore ai valori indicativamente riportati bisogna evitare gli accorciamenti e ridurre al minimo la potatura; se invece la lunghezza dei rami di un anno è inferiore, è necessario intervenire con tagli più energici e più forti accorciamenti.
Se il vigore dell’albero fosse molto notevole, per cui si hanno dei rami lunghissimi, occorre intervenire curvando opportunamente i rami.

La concimazione degli alberi da frutto

Mentre per le principali colture erbacee è ormai possibile effettuare le concimazioni seguendo direttive precise grazie alle indicazioni fornite da risultati sperimentali ottenuti in ambienti diversi, per le specie arboree da frutto il problema è molto più complesso per ragioni connesse con la longevità delle piante e con il susseguirsi dei cicli di fruttificazione e di sviluppo. Inoltre gli effetti delle concimazioni non si manifestano sempre prontamente per cui i frutticoltori stessi, non riscontrando, in certi casi, evidenti risultati positivi dalle somministrazioni di fertilizzanti, possono talvolta essere indotti a considerarli di non grande importanza.Gli scopi fondamentali delle concimazioni sono l’abbondante e costante produttività, il miglioramento qualitativo dei frutti e la massima durata della vita degli alberi.
Bisogna tener conto che gli effetti delle somministrazioni fertilizzanti non si esauriscono nel giro di uno o due anni, come avviene per i prodotti orticoli, ma possono avere conseguenze più o meno importanti sulle piante per periodi di tempo anche rilevanti.
Di solito si distingue una concimazione all’impianto (o pre impianto), effettuata prima dell’impianto del frutteto, e una concimazione di produzione, che consiste negli apporti di fertilizzantj effettuati nel corso della vita delle piante da frutto.

Concimazione all’impianto

Questa concimazione preliminare ha un’ importanza basilare perché mette a disposizione delle giovani piante gli elementi nutritivi indispensabili per un buon sviluppo iniziale e inoltre realizza una riserva di alimenti a lungo termine per le future necessità. Non bisogna infatti dimenticare che le piante da frutto hanno una vita che dura molti anni: spesso più di 15, molte volte anche 20 o 30.
Nelle specie arboree da frutto la maggior quantità di radici si trova di solito compresa in uno strato che va dai 20 agli 80cm di profondità.
Occorre spargere abbondante conci me sulla superficie e quindi eseguire una buona vangatura prima dell’impianto per portare proprio in questo strato i macroelementi essenziali e, in particolare, il fosforo e il potassio che, come abbiamo visto, sono poco dilavabili e quindi permangono per lungo tempo nel terreno collaterale di qui la necessità di immetterli prima dell’impianto.Normalmente le quantità di concime in quintali per ettaro, ovvero 100kg per ogni 10.000 m di area: poiché l’entità delle superfici di una coltivazione domestica è sicuramente più modesta, abbiamo ritenuto utile indicare i pesi in grammi e le superfici in metri quadrati. Ogni coltivatore dilettante dovrà conoscere la superficie approssimativa della propria coltura.In terreni di media fertilità, in aggiunta a una buona letamazione, pari a 5 kg/m bisognerebbe somministrare, in via del tutto indicativa, 80 g di solfato ammonico, 100 g di perfosfato minerale e 80 g di solfato o cloruro potassico per ogni metro quadro di frutteto. Ovviamente, per stabilire le dosi di fertilizzanti, è necessario tener conto di diversi elementi quali la varietà adottata, le condizioni climatiche,la densità di impianto, le possibilità di irrigazione e in particolare le caratteristiche del terreno in cui si deve effettuare la concimazione. Su questa base i quantitativi sopra indicati potranno essere variati in aumento o in diminuzione a seconda dei dati disponibili caso per caso. Per la concimazione pre impianto dei frutteti è particolarmente utile un’analisi completa dei costituenti chimici del terreno per ottenere indicazioni valide nel lungo periodo.

Quando e come concimare gli alberi da frutto

Il periodo più favorevole per procedere alle somministrazioni di fertilizzanti minerali è alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera. E molto importante effettuare piuttosto precocemente, in genere entro il mese di mano, le somministrazioni di conci me azotato per attenuare quegli effetti negativi che si potrebbero avere da distribuzioni più ritardate sulla lignificazione dei rami e sulla colorazione della frutta.Per quanto si riferisce alle modalità di applicazione dei fertilizzanti, si può affermare che la concimazione del terreno continua a essere il sistema fondamentale, malgrado le interessanti possibilità offerte dall’assorbimento di elementi nutritivi attraverso le parti epigee delle piante da frutto e in particolare per via foglia re. Tale tipo di somministrazione, particolarmente interessante per il melo, può essere consigliabile nel caso sia necessario mettere rapida mente a disposizione della pianta alcuni elementi nutritivi.
Questo sistema si presta bene per eliminare carenze di microelementi. Un trattamento fertilizzante per via fogliare può inoltre favorire la ripresa dello sviluppo in piante che abbia no sofferto danni da gelo, Durante primavere particolarmente fredde, quando l’assorbimento radicale è rallentato, una somministrazione azotata per via fogliare può favorire notevolmente il successivo sviluppo dei germogli e dei frutti.Sul melo, per esempio, delle irrorazioni precoci di urea in soluzione acquosa allo 0,6% hanno dato buoni risultati vanno ripetute 3-4 volte a distanza di circa una settimana. Il pero e gli altri fruttiferi invece si prestano meno a questi trattamenti poi ché non mostrano di giovarsi altrettanto ditali somministrazioni. In linea di massima, per ottenere i migliori risultati con le applicazioni epigee, è bene ricordare che esse sono soprattutto efficaci nei periodi di più intensa attività vegetativa e che l’assorbimento per via fogliare risulta favo rito da una buona temperatura e da un elevato tenore in umidità dell’aria.

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