Il prato

Il prato: la tosatura

Tra le operazioni di manutenzione del tappeto erboso la falciatura dell’erba o, come comunemente si dice, la tosatura rappresenta quella più importante. Da essa dipendono bellezza, salute e longevità del prato.
Scopi della tosatura sono il mantenere corta l’erba (spuntando e rimuovendo le estremità delle foglie mano a mano che crescono), poi regolare la crescita delle radici, e favorire l’accestimento delle piantine che, nell’impossibilità di allungarsi, sono costrette a uno sviluppo principalmente orizzontale, formando così un manto erboso denso, resistente al calpestio.

La tosatura

Operazione “importante” la tosatura, anche per la periodicità e l’impegno richiesti. D’altra parte, un prato mal rasato o rasato a intervalli troppo lunghi si dirada più facilmente, mostrandosi poco compatto, non omogeneo per aspetto e colore, oltre a divenire terreno di coltura per svariate erbe infestanti.

Frequenza e altezza del taglio. La frequenza delle falciature dipende dal ritmo di crescita dell’erba, a sua volta influenzato dalle condizioni ambientali, dalla concimazione, dall’irrigazione, dalle essenze che costituiscono il prato, oltre che dalle condizioni di salute generali del tappeto erboso. In teoria l’erba dovrebbe essere tagliata con una certa frequenza per mantenerla sempre più o meno all’altezza desiderata. Altezza che dipende ancora una volta dalle essenze scelte, dall’uso al quale il prato è destinato, dalla stagione, dai gusti del proprietario.

La tosatura

In conclusione, la soluzione migliore è quella di tagliare poco e spesso, cercando ad ogni taglio di rimuovere la minore quantità di foglie possibile. Assolutamente sbagliato è lasciare crescere troppo l’erba per poi tagliarla “tutta” in un colpo solo, con la scusa, magari, che si risparmia tempo: anziché tagliarla si finirà con lo strapparla. Meglio, allora, tagliare poco in più volte, fino a raggiungere l’altezza desiderata, e intervenire in seguito appena è necessario.
In generale il prato di casa potrà essere mantenuto a una altezza compresa tra i 2 e i 4 centimetri, il che significa tosarlo diverse volte in un anno. Nei periodi più caldi si aumenterà l’altezza del taglio (anche di 1-2 centimetri), soprattutto se ci si trova nella condizione di non poter irrigare adeguatamente: il manto erboso, più folto, proteggerà il terreno, riducendo le perdite di acqua per evaporazione, oltre a frenare la germinazione dei semi delle infestanti.

La tosatura

Rimuovere o non rimuovere l’erba sfalciata? Se i residui lasciati dalla falciatrice sono corti e sottili, facilmente degradabili; se sono distribuiti sulla superficie del prato in modo irregolare, a strisce o a mucchietti; se il clima è caldo e asciutto; se, infine, il terreno è soltanto leggermente acido o, meglio ancora, neutro (con un pH compreso tra 6 e 7), spia di attive trasformazioni chimico-fisiche, l’erba sfalciata potrà essere lasciata tranquillamente sul prato.
Tale “pacciamatura verde” diminuirà le perdite d’acqua per evaporazione, ostacolerà la crescita del muschio e, decomponendosi, restituirà al terreno parte delle sostanze nutritive a suo tempo sottratte, rendendo più verde e rigogliosa l’erba del prato. Se però, anche soltanto una di queste condizioni dovesse differire, converrà raccogliere l’erba sfalciata, ricorrendo direttamente a un tosaerba con cestello incorporato oppure a un rastrello a scopa.
Nel dubbio, comunque, è sempre meglio preferire la raccolta dell’erba: sono più gravi e duraturi i danni derivanti da una pacciamatura mal condotta che i vantaggi che se ne traggono. Soprattutto se il clima è freddo e umido e il terreno acido non esitate un attimo, raccogliete senza indugi. Tanto più che i residui derivanti dalla tosatura del prato, in particolare quando sono grossolani, possono favorire lo sviluppo di diverse malattie.
L’erba sfalciata, tanta o poca che sia, non andrà perduta: come qualunque altro residuo vegetale, potrà essere immessa nel cassone per il compostaggio. Se è poca la si aggiungerà direttamente al cumulo, alternando sottili strati di erba con altri, più spessi, di detriti differenti, altrimenti, prima di farne composta, bisognerà essiccarla distribuendola sul terreno e muovendola spesso con una forca.
L’erba contiene infatti una percentuale d’acqua molto elevata; ammucchiata ancora fresca si decompone in una massa appiccicosa, verde-nera. Per sveltire i processi di decomposizione, capaci di trasformare i residui vegetali in una buona composta, è consigliabile l’uso di un acceleratore di decomposizione o, come è anche definito, di un bio-attivatore.

Tosaerba. Accantonati falce, falcetto e tosaerba a barra falciante (quest’ultima adatta ai prati rustici dove la qualità del taglio riveste scarsa importanza), i due tipi di tosaerba maggiormente utilizzati sono quello “a lame elicoidali” (chiamato anche “a rullo”, “a cilindro”, o “a fusi”) e quello “rotativo” (detto anche “a disco”, “a lame” o “a lama rotante”). Di entrambi esistono modelli diversi, versioni a mano o a motore.
Il primo tipo presenta un certo numero di lame elicoidali disposte a cilindro attorno a un rullo centrale. Mano a mano che le lame girano l’erba è intrappolata tra la lama rotante e quella fissa e tagliata come con le forbici. L’accuratezza del taglio dipende dal numero delle lame (variabile da 3 a 12) e dalla velocità di rotazione del rullo. I risultati ottenuti con un tosaerba elicoidale, utilizzato soprattutto per la manutenzione di impianti sportivi e campi da golf, sono in genere ottimi, in particolare se il taglio è eseguito di frequente e le essenze che formano il tappeto erboso crescono lentamente.
La maggior parte dei proprietari di piccoli giardini, e quindi di piccoli tappeti erbosi, preferisce però i tosaerba rotativi, concepiti e realizzati proprio per soddisfare le esigenze del giardiniere dilettante. Sono quel che ci vuole, infatti, per tagliare l’erba troppo cresciuta o molto infestata dalle erbacce. Questo tipo di attrezzo è composto da un motore, elettrico o a scoppio, che fa girare ad alta velocità una lama o una batteria di lame inserite sotto un carter di protezione.
L’altezza del taglio può essere regolata mentre la larghezza, come del resto per i tosaerba a lame elicoidali, è fissa, diversa secondo i modelli. A questo punto è necessario aprire una breve parentesi per ricordare che al momento dell’acquisto di un tosaerba la larghezza del taglio è uno dei fattori da non trascurare. Più il taglio è largo, meno tempo ci vuole per tosare una certa superficie ma d’altra parte più il prato ha forma irregolare o frazionata più è conveniente una larghezza di taglio “modesta”, che aumenti la maneggevolezza dell’attrezzo.
Più d’uno i tipi di tosaerba rotativi in commercio: “a cuscino d’aria”, “con cestello raccoglierba”, “con meccanismo sminuzzatore”. I tosaerba a cuscino d’aria per la grande maneggevolezza sono ideali per tosare prati in pendio, per l’estrema leggerezza facili da utilizzare. Diversi gli svantaggi, tra cui soprattutto la difficoltà di trasporto da fermi (privi come sono di ruote) e l’assenza di cestello raccoglierba.

I più usati. Quelli dotati di cestello raccoglierba sono i più usati, perché permettono di tagliare e contemporaneamente di raccogliere l’erba sfalciata. Nel cestello vengono inoltre aspirati materiali di scarto come foglie, rami secchi, detriti vegetali di diversa natura. Nei modelli di tosaerba rotativi più semplici (indipendentemente dal tipo) l’energia è concentrata esclusivamente sulla lama (o sulle lame), mentre quelli più sofisticati hanno anche le ruote motrici.
I tosaerba sminuzzatori, infine, sono provvisti, invece, di un particolare apparato di taglio che oltre a tosare l’erba la sminuzza finemente, lasciandola sul terreno.
A questo punto due raccomandazioni, riguardo la necessità di utilizzare con molta prudenza qualunque tipo di tosaerba e di eseguire una accurata manutenzione dell’attrezzo dopo ciascun utilizzo, nonché prima dell’inverno. I tosaerba, come tutti gli attrezzi “che tagliano”, sono potenzialmente molto pericolosi; quelli rotativi, in particolare, “afferrano” qualunque oggetto si trovi sul prato (frammenti metallici, pezzi di vetro) e lo scagliano lontano, con forza, quasi fosse un proiettile.
Cercate quindi, nei limiti del possibile, di raccogliere questi materiali prima di procedere alla tosatura; di spegnere sempre il motore prima di toccare le lame e di non lasciare l’attrezzo incustodito a motore acceso.
Perché il taglio sia netto, senza lacerazioni, egualmente importante è regolare e affilare le lame dei tosaerba rotativi o la controlama di quelli elicoidali con una certa periodicità. Eliminare con una spazzola dura o un forte getto d’acqua la terra e l’erba incrostate sulle parti meccaniche e lubrificare periodicamente gli ingranaggi (secondo le istruzioni della ditta costruttrice).

Suggerimenti per una corretta tosatura. Per prima cosa è necessario stabilire la direzione di marcia così da evitare inutili sovrapposizioni o inversioni di percorso: se non altro si risparmierà tempo.
Utilizzando le tosatrici di cui si è finora parlato, si esegue in genere una tosatura a strisce parallele, con percorso di andata e ritorno: l’uniformità del taglio dipende dal grado di livellamento del terreno ottenuto al momento della preparazione del letto di semina. È sempre bene eseguire la tosatura perpendicolarmente alla precedente: le erbe sfuggite al primo passaggio per essere cresciute nella medesima direzione di marcia del tosaerba, potranno così essere tagliate.
Utile a questo proposito può risultare, prima del taglio, rastrellare il prato in senso contrario a quello della macchina, cercando di sollevare l’erba. Stoloni e erbe infestanti, eventualmente presenti, verranno anch’essi sollevati e preparati al taglio. I tosaerba manuali dovranno essere mossi soltanto in avanti: movimenti ripetuti avanti e indietro danno un taglio irregolare.
Infine, è sempre meglio tosare quando l’erba è asciutta, evitando così di intasare il tosaerba e il cestello. Ideali sono le prime ore del pomeriggio quando la rugiada si sarà ormai completamente asciugata.

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