Il prato

Il prato: la lotta alle infestanti

Anche il prato, come qualunque altra coltura, deve essere diserbato, privato cioè delle erbe capaci di competere – per lo spazio, la luce, l’acqua e gli elementi nutritivi – con quelle che costituiscono il tappeto erboso. Che cos’è, infatti, un’erba infestante se non un’erba che cresce dove non la vorremmo?
È molto raro (forse addirittura impossibile) che un prato costituito da determinate essenze continui anno dopo anno ad essere formato soltanto dalle specie di partenza, tali e tanti sono i mezzi di diffusione a disposizione delle infestanti.
D’altra parte è anche vero che in un prato dove l’erba è sana e rigogliosa le erbacce non costituiscono un problema, che, quindi, la cattiva manutenzione del tappeto erboso e l’incuria nell’effettuare le più importanti operazioni colturali sono spesso i veri mezzi di propagazione delle malerbe. Se il terreno sarà stato preparato a regola d’arte, e ripulito di qualunque residuo vegetale, come semi, stoloni e rizomi; la semina fatta utilizzando sementi di buona qualità; la falciatura eseguita con un tosaerba provvisto di cestello raccoglierba; la conciliazione e l’irrigazione compiute al momento opportuno, distribuendo le esatte quantità e di concimi e di acqua, il prato, folto e in buone condizioni di salute, renderà difficile l’insediamento delle infestanti.
Senza contare che un prato privo di malerbe è praticabile durante tutto l’anno oltre ad essere più ornamentale perché uniforme per aspetto e colore.

Le principali specie infestanti.

Le infestanti

E’ impossibile descrivere le infestanti che vivono in un qualsiasi tappeto erboso, sarebbe un lungo elenco, probabilmente noioso: basterà dire che in genere le si suddivide in due gruppi, infestanti a foglia stretta e infestanti a foglia larga.
In un prato costituito da graminacee (quindi da piante con foglie strette e allungate) a spiccare per l’aspetto disordinato sono le malerbe a foglia larga (piantaggini, denti di leone, trifogli, eccetera), piante difficili da eliminare perché provviste di efficaci sistemi di disseminazione e di un apparato radicale fittonante, estremamente competitivo nella ricerca dell’acqua e degli elementi nutritivi.
Le infestanti a foglia stretta, invece, simili alle graminacee del tappeto erboso, rappresentano il male minore perché più fini e, in genere, di breve durata. Fanno eccezione le “crabgrasses” degli inglesi, le malerbe che costituiscono il cosiddetto “pabio”, Setaria, Digitaria e Echinochloa. Tre graminacee annuali a sviluppo estivo, tenaci quanto quelle a foglia larga, se non di più.
Tre le piantaggini che infestano i prati, Plantago lanceolata, major e media. Tutte hanno foglie disposte a rosetta (talvolta molto appiattita sul terreno), strette e lunghe in Plantago lanceolata; larghe e tondeggianti, segnate da nervature molto evidenti nella pagina inferiore, in Plantago major; intermedie tra le due in Plantago media. Caratteristiche le infiorescenze allungate che, se raggiungono la fioritura, producono dai 1.500 ai 21.000 semi per pianta.
Diffuse ovunque, prediligono i terreni pesanti, ricchi di elementi nutritivi. Disposte a rosetta sono anche le foglie di Taraxacum officinale, il notissimo soffione, una delle più temibili infestanti prative. Il taglio della pianta nulla può contro la persistenza della specie che riesce a rivegetare anche da piccole porzioni di fittone e che, una volta fiorita, produce qualcosa come 5.000 semi circa. Anch’essa vive ovunque, prediligendo ancora una volta i terreni limosi, profondi, ricchi di nutrimento.

Le infestanti

Notissimo anche Trifolium repens, il trifoglietto a fiori bianchi che, utilizzato un tempo come essenza da prato, si è dimostrato inferiore alle aspettative ma straordinariamente competitivo, soprattutto nei riguardi delle graminacee da tappeto erboso, in particolare quando sono seminate in terreni poveri di nutrimento.
Tenacissime le infestanti del genere Setaria, in vegetazione per l’intera estate e l’autunno. I culmi, eretti o ascendenti, portano foglie lunghe e strette e infiorescenze a pannocchia capaci di formare, se giungono a fioritura, 5.000 semi per pianta. Sei le specie spontanee nel nostro paese, di cui Setaria glauca è la più nota.
Simili alle precedenti le digitarie, soprattutto dannosa Digitaria sanguinalis. Ai primi freddi le piante acquistano tonalità bruna più o meno scura e scompaiono rapidamente, lasciando sul terreno chiazze vuote, ormai impossibili da riempire. La si riconosce facilmente per le infiorescenze disposte come le dita di una mano.
Frequente nei prati eccessivamente irrigati è infine Echinochloa crus-galli, il giavone delle risaie, che, come la specie precedente, scompare ai primi freddi. t pianta robusta con fusti più o meno eretti, violacei qua e là, dalle infiorescenze a pannocchia.

Epoca di intervento. Lasciate agli specialisti pratiche sofisticate come la sterilizzazione del terreno o il diserbo in preemergenza, l’epoca ideale per la lotta alle infestanti coincide col periodo di maggiore sviluppo vegetativo, tra maggio e settembre, quando le precipitazioni sono ridotte ma non assenti e la temperatura notturna superiore ai 10°, prima comunque che le malerbe maturino i semi. E questo sia che si preferisca intervenire meccanicamente sia che si propenda invece per la lotta chimica.

Sistemi di lotta. Quello meccanico è il più antico e sicuro per ripulire il prato dalle infestanti, anche se oggi è praticabile soltanto su piccole superfici, o su tappeti erbosi scarsamente infestati.
Efficace se si tratta di eliminare specie annue o bienni, lo è meno nel caso si debbano estirpare malerbe perenni che richiedono, oltre all’accurata pulizia della zona infestata dagli organi epigei, anche l’eliminazione di gran parte dell’apparato radicale. Può risultare una pratica conveniente in primavera durante il periodo di intenso sviluppo vegetativo quando l’erba del prato ricrescerà velocemente riempiendo le chiazze nude, ma non lo è più quando si è avanti nell’anno e la crescita dell’erba è più lenta, i semi delle infestanti sono più numerosi ed è assai maggiore il pericolo che le malerbe ricolonizzino le aree precedentemente diserbate.
Decidendo di operare manualmente, comunque, sarà meglio farlo dopo una pioggia o un’abbondante innaffiatura in modo che il terreno, cedevole, faciliti l’estrazione dell’apparato radicale. Ci si potrà servire, ad esempio, di un estirpatore: infilato nel terreno a contatto con il fittone della pianta e tirato lateralmente provoca il distacco delle radichette dalla radice principale; basterà a questo punto afferrare la pianta al colletto e tirare verso l’alto per estrarla completamente.
Se nel tappeto erboso sono presenti molte infestanti, però, l’unica soluzione è far ricorso agli erbicidi visto che il diserbo manuale non è più conveniente. Per il controllo delle infestanti a foglia larga si utilizzano i diserbanti derivati dagli acidi fenossicarbossilici o dell’acido benzoico che mostrano efficacia massima contro le specie per cui li si utilizza, rispettando le essenze che costituiscono il tappeto erboso.
In generale questi prodotti si trovano come concentrati liquidi, da diluire nell’acqua prima dell’uso e distribuire con macchine irroratrici. Pratici all’impiego sono i diserbanti in combinazione con fertilizzanti granulari che si possono distribuire comodamente con uno spandiconcime.
È bene ricordare che si tratta di antiparassitari (presidi sanitari ad uso agricolo) per cui vanno impiegati osservando le indicazioni riportate in etichetta.

Lotta contro il muschio. Altro ospite indesiderato dei tappeti erbosi è il muschio, sintomo, non diversamente dalle malerbe, di uno stato di sofferenza e debolezza del prato, da ricercare, nella maggior parte dei casi, in errate tecniche di manutenzione. Comunque sia, la sua presenza causa seri danni al tappeto erboso impedendo la penetrazione in profondità dell’aria, dell’acqua e degli elementi nutritivi.
Per nostra fortuna, delle centinaia di specie di muschi che vivono nei climi temperati, relativamente poche sono infestanti: si tratta di pianticelle con fusticini eretti o striscianti che formano un fitto intrico sul terreno e affidano la propria diffusione alle spore, prodotte in numero enorme e capaci di grande resistenza.
Il primo passo per eliminare il muschio in modo definitivo da un tappeto erboso è scoprire le ragioni della sua presenza e cercare di porvi rimedio. Diversamente il controllo sarà soltanto temporaneo. Le cause possono essere le più diverse: potrebbe trattarsi di scarsa fertilità del terreno; di debolezza del tappeto erboso in seguito, ad esempio, all’attacco di parassiti o malattie; di insufficiente aerazione; di cattivo drenaggio; di un eccesso d’ombra; di rasature troppo basse, e non, sempre e soltanto, come in generale si crede, di una eccessiva acidità del terreno. Il risultato è comunque un tappeto erboso debole e rado, ambiente ideale per la germinazione delle spore.

Le infestanti

Un’attenta osservazione del prato e il riesame delle operazioni di manutenzione permetteranno di risalire alla o alle cause dell’infestazione. Si concimerà allora se il nutrimento è stato sporadico; si aererà se il drenaggio è scadente o il terreno, in seguito all’uso, molto compatto; si irrigherà se il tappeto erboso è soggetto ad aridità; si regolerà il tosaerba ad una altezza di taglio superiore se si è sempre tosato “troppo”, non dimenticando di tenere sotto costante controllo infestanti, funghi e insetti. Sempre utile poi, nei terreni molto acidi, un leggero apporto di calce triturata: riduce lievemente l’acidità e frena lo sviluppo del muschio presente.
Così come buona pratica è utilizzare un tosaerba provvisto di cestello raccoglierba e, rastrellando, dirigersi verso il centro delle chiazze di muschio anziché verso la loro periferia per evitare di diffondere le spore. Scoperta e rimossa la ragione della presenza del muschio, si potrà pensare al controllo chimico: il mezzo di lotta classico è una soluzione diluita di solfato di ferro e/o una di solfato di rame. Qualche giorno dopo il trattamento, il muschio assume un colore scuro, è il segno che è morto: a questo punto è facile eliminarlo utilizzando un rastrello.

Comments are closed.

Copyright 2004-2015, Partita IVA 13283130154

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi