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Ricette con le erbe
Spontanee
BRUSCHETTA MEDITERRANEA
Tostare leggermente le fette di pane in forno. Sfregare ogni fetta
con aglio orsino(Allium ursinum), distribuire in superficie il
pomodoro, la mozzarella, un filetto di acciuga, un pizzico di
origano selvatico, qualche cappero e versare a filo poco olio
extra-vergine d’oliva. Passare al forno a 220 °C e servire appena il
formaggio sarà fuso.
TORTINO AL RADICCHIO E AGLIO ORSINO
Ingredienti per 6 persone:
350 g di pasta sfoglia
200 g di radicchio rosso
100 g di pancetta
4 uova
250 g di pannada cucina
50 g di burro
2-3 foglie di aglio orsino
Procedimento:
foderare una tortiera leggermente imburrata con la pasta sfoglia;
bucare quest’ultima qua e là con un coltello; disporre una noce di
burro e versarvi sopra un composto di radicchio brasato, pancetta,
uova, panna da cucina, sale , pepe e le foglie tagliuzzate di aglio
selvatico. Infornare a 200 °C per 30 minuti circa.
ASPARAGI SELVATICI AL FORNO
Ingredienti per 4 persone:
500 g di turioni di asparagi selvatici
400 g di latte intero
20 g di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio di farina
sale, pepe q.b.
Procedimento:
pulire bene gli asparagi che vanno lavati, asciugati e passati in
farina.Si dispongono quindi in una pirofila leggermente unta di
olio, si coprono con il latte e si aggiunge un po’ di sale. Cuocere
a 180 °C per circa 30 minuti. Finché il latte sarà stato
completamente "assorbito".
INSALATA DI ERBETTE PRIMAVERILI
Ingredienti per 4 persone:
200 g di rosette basali di tarassaco
200 g di gallinelle
80 g di lardo
olio extra-vergine d’oliva q.b.
aceto q.b.
sale e pepe q.b.
Procedimento:
nella preparazione di insalata, il lardo battuto e tagliato, viene
fatto rosolare in poco olio, finché diventa croccante. Si "spegne"
con aceto e quindi si aggiunge alle foglie di tarassaco e gallinelle
che sono state precedentemente pulite,lavate e asciugate.
FRITTATA DI BUON ENRICO
Ingredienti per 4 persone:
400 g di foglie fresche di buon Enrico
50 g di grana
4 uova fresche
sale, pepe q.b.
Procedimento:
lavare e pulire le foglie fresche di buon Enrico che vanno cucinate
lentamente in una pentola con poca acqua. Sbattere le uova in una
terrina con il sale, pepe ed il formaggio grattugiato. Versare il
composto in una tortiera e mettere in forno preriscaldato a 180 °C.
Dopo circa 20-30 minuti di cottura il piatto è pronto per essere
servito.
RISOTTO AI "BRUSCANDOI"
Ingredienti
per 4 persone:
350 g di vialone nano
30 ml di olio d’oliva extravergine
1 cipolla
100 g di germogli di luppolo (detti anche "bruscandoi")
50 g di burro
50 g di formaggio grana
vino prosecco q.b.
sale q.b.
Procedimento:
rosolare una cipolla tritata finemente in una casseruola contenente
30 ml di olio, unire le punte dei germogli di luppolo e lasciare che
insaporiscano. Aggiungere il riso e tostare per qualche minuto.
Versare un bicchiere di vino prosecco e lasciare evaporare.
Procedere nella normale cottura del riso per circa 20 minuti a fuoco
basso aggiungendo un pò alla volta del brodo bollente. A fine
cottura mantecare con un il burro ed il formaggio grana grattugiato.
RISOTTO CON GLI STRIGOLI
Procedere come indicato per il RISOTTO AI "BRUSCANDOI" solo che si
devono sostituire le giovani foglie degli strigoli (Silene vulgaris)
al posto dei germogli di
luppolo.

RISOTTO ALLE ERBE SELVATICHE
Ingredienti
per 4 persone:
350 g di vialone nano
30 ml di olio d’oliva extravergine
1 cipolla
50 g di burro
50 g di formaggio grana
prezzemolo q.b.
origano selvatico q.b.
barba di capra (germogli) q.b.
ortica (giovani foglie) q.b.
timo (sommità fiorite) q.b.
vino prosecco q.b.
Procedimento:
rosolare una cipolla tritata finemente in una casseruola contenente
30 ml di olio. Aggiungere il riso e tostare per qualche minuto.
Versare un bicchiere di vino prosecco e lasciar evaporare. Procedere
nella normale cottura del riso per circa 20 minuti a fuoco basso
aggiungendo un pò alla volta del brodo bollente. Verso fine cottura
aggiungere le erbe aromatiche fresche ben tritate ed il burro.
Mescolare bene e servire con parmigiano grattugiato.
PASTA E RUCOL A SELVATICA
Ingredientiper 4 persone:
300 g di pasta
100 g di foglie di rucola selvatica
40 g di burro
1 foglia di aglio selvatico
grana q.b.
sale q.b.
Procedimento:
Cucinare la pasta in acqua salata. Alcuni minuti prima che sia cotta
unire la rucola ben tritata; nel frattempo rosolare la foglia
tritata d’aglio selvatico nel burro. Scolare la pasta e condire a
piacimento con burro e formaggio grana.
ROSOLACCIO E RICOTTA AL TEGAME
Ingredienti
per 4 persone:
300 g di rosette basali del rosolaccio
100 g di ricotta affumicata
1 cipolla
1 foglia di aglio selvatico
burro q.b.
sale e pepe q.b.
Procedimento:
dopo aver lavato e pulito le foglie basali del rosolaccio, si fanno
rosolare un una padella assieme a burro, cipolla tagliata fine e
aglio selvatico triturato. A
metà cottura aggiungere la ricotta tagliata a fettine sottili,
salare e pepare a piacimento. Il piatto si presta ad essere
consumato assieme a fettine di polenta abbrustolita.
ZUPPA DI PIANTAGGINE
Ingredienti per 4 persone:
2 patate
10 foglie fresche e tenere di piantaggine
1 litro di brodo vegetale
20 g di grana
sale q.b.
Procedimento:
lavare bene le foglie di piantaggine che vanno tagliate a
striscioline sottili. Lavare e sbucciare le patate che vanno
tagliate a fiammifero. Mettere in una casseruola patate e
piantaggine, coprire con il brodo e far bollire per una decina di
minuti. Servire spolverando con poco formaggio grattuggiato.
ZUPPA DI ORTICHE
Ingredienti per 4 persone:
300 g di foglie di ortica giovane
1 cipolla
1 patata
2 cucchiai di olio di oliva extra-vergine
brodo q.b.
sale q.b.
Procedimento:
soffriggere in una casseruola la cipolla tritata. Aggiungere la
patata grattuggiata e le foglie fresche di ortica. Diluire con brodo
e salate. Cuocere a pentola coperta e se necessario allungare con
acqua bollente. Servire con crostini rosolati o con fettine di pane
secco raffermo.
Schede delle Erbe
Spontanee
ACETOSA
Rumex acetosa L.
Famiglia:Poligonaceae

Nomi popolari:acetina, agradulci, erba agretta, erba brusca, pan e
vin, pancucch, salamoja, tumbrun, zivorra di pra.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne comune nei prati e
pascoli del territorio di pianura e della pedemontana. Ha un fusto
eretto di colore rossastro, eretto, striato e rossastro, o che può
raggiungere l’altezza di un metro. Le fogli basali sono picciolate e
di forma astata, quelle superiori sono inserite direttamente sul
fusto come una guaina. I fiori (maggio-settembre) rossastri sono
riuniti in pannocchia.
Parti usate: foglie e fusti giovani.
Tempo di raccolta: primavera-estate.
Utilizzazione: le foglie fresche vengono consumate crude in piccole
quantità con altre erbe (strigoli, gallinelle). Entrano anche nella
preparazione di minestre.
Proprietà: diuretiche, leggermente antisettiche e antiscorbutiche.
Curiosità: il giovane fusto dell’acetosa era tradizionalmente
masticato dai ragazzi per stimolare la secrezione salivare.
Avvertenze: l'acido ossalico e gli ossalati contenuti nella pianta
possono arrecare danni gravi in caso di forti ingestioni. La pianta
deve essere utilizzata con cautela.
ACETOSELLA
Oxalis acetosella L.
Famiglia:Oxalidaceae

Nomi popolari:agretta, cafélacc, pan cuch, papaciuch, trifoggiu agru,zanzarella.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne comune nelle zoneumide
e nel sottobosco. Può essere alta da 5 a 15 cm. Dal rizoma emerge un
lungo picciolo nel quale si inseriscono le tre foglioline a forma di
cuore. I fiori sono formati da cinque petali dal colore bianco
rosato con striature più o meno intense.
Parti usate: foglie.
Tempo di raccolta: primavera-estate.
Utilizzazione: le foglie verdi, ben fresche, vengono impiegate
assieme al prezzemolo e salvia per condire le patate lessate o altre
insalate.
Proprietà: diuretiche e astringenti. Controindicata per quanti
soffrono di disturbi e malattie renali, litiasi e gotta.
Curiosità: il nome di Acetosella lo si deve al suo sapore acidulo.
Avvertenze : l'acido ossalico e gli ossalati contenuti nella pianta
possono arrecare danni gravi in caso di forti ingestioni. Dosi
elevate sono quindi velenose.
AGLIO
ORSINO
Allium ursinum L.
Famiglia Liliaceae

Nomi popolari: ai de can, agghiu servaggiu, ai selvadech, cipudda de
serpi, strozzagalline.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne comune nei boschi e
nei prati umidi di tutta Italia. Si riconosce per le foglie ovali,
carnose, appuntite, di colore verde lucente. I fiori (maggio-giugno)
sono bianchi riuniti in ombrelle. Tutta la pianta emana un forte
odore di aglio.
Parti usate: foglie giovani.
Tempo di raccolta: maggio-giugno.
Utilizzazione: le foglie verdi, ben fresche vengono impiegate
assieme al prezzemolo e salvia per condire le patate lessate.
Proprietà: gode di proprietà simile a quelle dell’aglio comune (Allium
sativumL.). Agisce come antisettico, ipotensivo, coleretico,
vermifugo, espettorante)
Curiosità: l’odore di aglio è dovuto al principio attivo allicina.
Si pensa che il prezzemolo annulli parzialmente l’odore di aglio
nell’alito di chi mangia questa erba.
ASPARAGO PUNGENTE
Asparagus acutifolius L.
Famiglia: Liliaceae

Nomi popolari: corruda, sparide, sparesine, spareghi salvadeghi,
sparagin, spazzole, spirgene.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne che vive in ambienti
aridi e soleggiati della regione mediterranea. Presenta un aspetto
cespuglioso con foglie aghiformi, acute e pungenti, riunite in
fascetti di 5-10 (fillocladodi). I fusti sono eretti, cespugliosi,
molto ramosi. I giovani germogli, detti turioni, carnosi e sottili
spuntano ogni anno nei primi giorni di primavera.
Parti usate: turioni (giovani germogli).
Tempo di raccolta: primavera.
Utilizzazione: i turioni vengono consumati allo stesso modo degli
asparagi coltivati. Si mangiano lessati e conditi ed entrano nella
composizione dei risotti.
Proprietà: diuretiche e lassative per l’alto contenuto di fibra
vegetale.
Curiosità: gli asparagi spontanei sono ottimi nei risotti ed hanno
un sapore più pronunciato di quelli coltivati. Nei boschi collinari
e nelle
siepi si può trovare l’asparago selvatico ( Asparagus tenuifolius
Lam.) che trova la stessa utilizzazione alimentare.
BARBA DI BECCO
Tragopogon pratensis L.
Famiglia: Compositae

Nomi popolari: aio de prà, barbaboch, barba di prete, ciocabech,
erba del sol, erba da lat, grespondoi, latti d’occeddu, persemolone,
sassefrica, scanabech, scorzabianca, spargi de prà.
Habitat e descrizione: pianta erbacea biennale che cresce nei prati
e nei pascoli fino a 2000 m. Il fusto è semplice, liscio, poco
ramificato e alto da 20 a 70 cm. Le foglie sono alterne e
lanceolate. I fiori (maggio-giugno) sono riuniti in un capolino di
colore giallo dorato. I frutti, sono acheni grigiastri muniti di
becco e pappo di peli con barbe laterali.
Parti usate: giovani germogli, foglie e radici.
Tempo di raccolta: primavera.
Utilizzazione: giovani germogli, foglie e radici si consumano cotti
come gli spinaci. Le foglie si possono consumare anche crude in
insalate. Entrano nella preparazione di minestre e frittate.
Proprietà: diuretiche e stomachiche.
Curiosità: la pianta è ricca del polisaccaride inulina , utile per i
diabetici in quanto può sostituire altri zuccheri dannosi.
BARBA DI CAPRA
Aruncus dioicus (Walter) Fernald
Famiglia: Rosaceae

Nomi popolari: barba di Giove, erba canona, nogarole, sparesi di
bosco, sparesine de montagna, rosa di san Zuàn.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne che cresce lungo le
siepi, nei boschi, nei luoghi umidi calcarei. Il fusto è eretto,
semplice, alto 30-70 cm. Le foglie basali sono grandi, bipennate,
lungamente picciolate, con foglioline secondarie ovali, seghettate;
le superiori molto più piccole delle radicali. I fiori
(maggio-agosto) sono piccoli, ermafroditi, bianchi, raccolti in
racemo terminale compatto.
Parti usate: giovani germogli.
Tempo di raccolta: primavera.
Utilizzazione: i giovani germogli vengono consumati lessati e
conditi come gli asparagi.
Proprietà: toniche, astringenti, espettoranti, febbrifughe.
Curiosità: la pianta in fase avanzata di sviluppo (periodo estivo)
produce glucosidi cianogenetici che la rendono inadatta per
l’alimentazione.
BISTORTA
Polygonum bistorta L.
Famiglia :Polygonaceae

Nomi popolari: amarella, biaveta, lazzuola, lengua de bò, lenguete,
serpentina.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne che cresce nei
prati-pascoli con terreni umidi e freschi della zona montana.
Presenta un rizoma strisciante, legnoso,
contorto, mentre i fusti semplici da cui si dipartono le foglie
possono essere alti fino a 50 cm. Le foglie sono oblunghe, quasi
cuoriformi o troncate alla base, le radicali picciolate e le cauline
sessili. I fiori (maggio-agosto) sono di color rosa, raccolti in
spighe solitarie terminali di tipo ovoidale o cilindrico.
Parti usate: foglie.
Tempo di raccolta: primavera.
Utilizzazione: le giovani foglie vengono impiegate per aromatizzare
minestroni e insalate miste.
Proprietà: antianemiche, astringenti, rimineralizzanti,
ipoglicemizzanti.
Curiosità: la denominazione bistorta (due volte storta) è allusiva
alla forma ritorta ebitorzoluta del rizoma.
BUON ENRICO
Chenopodium bonus-henricus L.
Famiglia :Chenopodiaceae

Nomi popolari: colubrina, erba sana, spinacio selvatico, tutta
buona, spagnoete, skraut.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne che cresce nei prati e
pascoli montani, specialmente presso le malghe. I fusti possono
raggiungere i 25-30 cm di altezza e quelli fioriferi sono ricoperti
da un farina giallastra. Le foglie sono verdi e farinose a forma
triangolare allungata. I fiori piccoli e verdastri sono disposti in
glomeruli.
Parti usate: foglie giovani.
Tempo di raccolta: primavera-estate.
Utilizzazione: le foglie o le sommità prima della fioritura colte
quando sono tenere vengono consumate cotte come gli spinaci.
Proprietà: emollienti, lassative, leggermente antianemiche.
Curiosità: trova il medesimo impiego un’altra erba spontanea dello
stesso genere, il farinaccio selvatico ( Chenopodium album L.).
Entrambe le specie sono state soppiantate dalla coltivazione dello
spinacio.
CARLINA
Carlina acaulis L.
Famiglia: Compositae

Nome popolare: carlina bianca, cardo santo, articiochi de monte,
spin de prà, pan de l’alpin, tiroliro, buralze.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne comune nei pascoli
della zona montana. Il caule è breve o nullo con foglie che formano
sul terreno una grande rosetta. Le foglie sono grandi, rigide,
pennato-partite a margine inciso-dentato. I fiori (luglio-agosto)
tutti ermafroditi sono racchiusi in un grande capolino
porporino-biancastro circondato da brattee raggiate e fogliacee.
Parti usate : ricettacolo fiorale.
Tempo di raccolta: estate.
Utilizzazione: i ricettacoli dei capolini si possono consumare in
insalata assieme ad altre specie. Vengono anche cotti come i
carciofi e sono considerati molto prelibati.
Proprietà: diuretiche, diaforetiche, carminative, indicate nei casi
di inappetenza.
Curiosità: Le brattee che circondano come un'aureola il grande
capolino fiorale posseggonola proprietà di rinchiudersi nel caso in
cui il tempo stia mutando verso il brutto. In passato veniva
utilizzato dai malgari come rudimentale igrometro
CICORIA
Cichorium intybus L.
Famiglia: Asteraceae

Nomi popolari: cicoria, radicchio, radicio mato, radecio de campo,
lidricc, radricc.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne comune nei prati, sui
cigli dei campi, lungo le strade, negli incolti. Il fusto un po’
ruvido, cavo, flessuoso, ramificato, può essere alto 40 -120 cm. Le
foglie basali, sviluppate a rosetta, spuntano in autunno e durano
per tutto l’inverno-primavera. Si seccano con la fioritura. Quelle
del fusto sono più piccole e sessili. I fiori, raggruppati in
capolini, sono azzurrini di tipo ligulato e si schiudono al mattino.
Parti usate: foglie basali.
Tempo di raccolta: primavera.
Utilizzazione: le rosette basali raccolte ancora tenere possono
essere consumate crude ma spesso vengono lessate e consumate insieme
al tarassaco o agli strigoli.
Proprietà : diuretiche, disintossicanti del fegato, stimolanti
dell’appetito.
Curiosità: con la radice torrefatta e ridotta in polvere si prepara
tradizionalmente un surrogato del caffè detto appunto "cicoria".
Dalla pianta selvatica sono derivate numerose varietà da taglio o da
cespo dei radicchi coltivati. A titolo di esempio ricordiamo le
varietà di radicchio rosso di Verona, variegato di Castelfranco,
rosso di Treviso, ecc.
CRESCIONE
Nasturtium officinalis R.Br.
Famiglia: Cruciferae

Nomi popolari: ascione, cresciun, cresòn, erba da scorbuto, lavaroni,
nastriuzzu, nastuzz, pastacchiari, scresur.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne che cresce nelle acque
limpide leggermente correnti. Il fusto è sdraiato, radicante nei
nodi inferiori, ramoso, carnoso, lungo 10-70 cm. Le foglie sono
pennatosette formate da foglioline intere od ovali. I fiori
(aprile-luglio) sono piccoli a quattro petali bianchi crociformi e
raccolti in grappoli ascellari.
Parti usate: la parte aerea della pianta.
Tempo di raccolta: primavera-estate.
Utilizzazione: i getti fogliari vengono consumati crudi in insalate
da soli o in abbinamento con altre verdure (per esempio con le
Gallinelle).
Proprietà: antiscorbutiche, bechiche, espettoranti, diuretiche,
vitaminizzanti.
Curiosità: il succo fresco di crescione viene consumato per le sue
proprietà benefiche insieme al succo di carota e sedano. Nella
tradizione popolare si utilizza il succo di crescione in frizioni
contro la caduta dei capelli.
CUMINO DEI PRATI
Carum carvi L.
Famiglia :Umbelliferae

Nomi popolari : anice dei Vosgi, carvi, cimino, cumin, kummel,
fenocc selvadegh, garvese, pestenaria, sciarel.
Habitat e descrizione : pianta erbacea biennale comune nei luoghi
erbosi e nei prati di montagna. Il fusto eretto, ramificato alla
base può essere alto fino a 80 cm. Le foglie sono pennatosette
composte e i fiori (maggio-giugno) sono piccoli a cinque petali di
colore bianco, raccolti in ombrelle ineguali di 7-15 peduncoli. I
frutti hanno forma ovale allungata dal caratteristico sapore
aromatico.
Parti usate : i frutti (detti impropriamente semi).
Tempo di raccolta : estate.
Utilizzazione: i frutti (o semi) vengono impiegati in alcune zone
montane per aromatizzare alcuni piatti di carne, minestroni e per
preparare pani speciali al cumino. Importante l’impiego per la
preparazione del liquore kümmel o della grappa alcumo.
Proprietà : aromatizzanti, aperitive, digestive, antisettiche,
carminative.
Curiosità: Importante l’impiego dei frutti (semi) per la
preparazione del liquore kümmel o della grappa al cumo.
FINOCCHIO SELVATICO
Foeniculum vulgare L.
Famiglia: Umbelliferae

Nomi popolari: anito, erba buona, fenoggiu, fenoiu, fenocio, finoc,
finocchiello, finocchio dolce, madaro, scartoccini.
Habitat e descrizione: il finocchio selvatico ama le colline esposte
al sole, i luoghi asciutti delle regioni costiere e sub-montane
dell'Italia Centro-Meridionale. Ha fusto eretto,ramificato. Le molte
volte suddivise in lacinie filiformi sono attaccate al fusto
mediante una guaina. I fiori sono di color giallo riuniti in vistose
ombrelle apicali. La fioritura avviene in estate. I frutti (detti
semi) sono oblunghi, grigi o giallini, dall’odore assai gradevole.
La pianta può superare il metro e mezzo d'altezza.
Parti usate:
foglie. radici, semi (frutti) e guaine carnose.
Tempo di raccolta: primavera-estate.
Utilizzazione: I semi e i giovani ramoscelli vengono utilizzati per
aromatizzare vari tipi di piatti della tradizione mediterranea. I
semi, in particolare, si usano per dolci e liquori.
Proprietà: aperitive, digestive, diuretiche, galattogoghe e
lassative per l’alto contenuto di fibra vegetale. il finocchio
contiene un'essenza, l'anetolo, che si concentra in particolar modo
nei semi e favorisce la digestione. L'infuso stimola la secrezione
lattea nelle puerpere e riduce la sensazione di nausea.
Curiosità: oltre ad aromatizzare carni e pietanze con il finocchio
si confeziona un eccellente liquore carminativo e diuretico. I semi
(frutti) di finocchio pestati ed uniti ad argilla verde ventilata
servono per preparare un dentifricio che rinfresca l'alito e
rinforza le gengive.
FRAGOLA
Fragaria vesca L.
Famiglia: Rosaceae

Nomi popolari: fraula, fragoea, fregul, frola, fiàr, magiostra,
maiole, briachelle.
Habitat e descrizione: cresce tra le radure di montagna, nelle
schiarite dei boschi e in luoghi erbosi coltivati. Pianticella
dotata di rizoma dal quale si dipartono stoloni superficiali pelosi
dotati solo per il primo anno di foglie. Queste sono picciolate,
composte da tre foglioline ovate con margine seghettato e peli
lucenti. I fiori, di colore bianco, appaiono il secondo anno. La
fioritura avviene in primavera-estate. Il falso-frutto, detto
comunemente fragola, è un ricettacolo polposo, ovoidale, di color
rosso vivo. La pianta è alta circa 20 centimetri.
Parti usate: falsi frutti.
Tempo di raccolta: primavera/estate.
Utilizzazione: i falsi frutti vengono consumati freschi o si
utilizzano per preparare marmellate.
Proprietà: antireumatiche, diuretiche, emostatiche, depurative del
sangue.
Curiosità: nella tradizione popolare la fragola era fatta oggetto di
virtù magiche. Ad es empio, per evitare il morso dei serpenti, si
dovevano raccogliere le foglie il 24 giugno (magico giorno di San
Giovanni Battista), farle essiccare al sole e confezionare con esse
una cintura. Nessuna serpe avrebbe osato avvicinare uomo o donna
così conciati.
GALLINELLE
Valerianella locusta (L) Lat. Betcke.
Famiglia :Valerianaceae

Nomi popolari: gallinella comune, gallina grassa, galeti, galinele,
gainèi, ardielut, matavilz, molesine.
Habitat e descrizione: pianta erbacea annua che cresce nei campi
coltivati, specialmente lungo i vigneti nelle colline. Il fusto,
peloso sugli angoli, è alto fino a 30 cm. Le foglie basali a
rosetta, sono spatolate, cigliate, tenere, grassette; quelle del
fusto sono più strette e piccole. I fiori sono piccoli, imbutiformi,
con corolla azzurrognola e disposti in corimbi densi.
Parti usate: foglie.
Tempo di raccolta: primavera.
Utilizzazione: le rosette basali vengono consumate crude e cotte in
insalata sia da sole che abbinate con altre specie di erbe
commestibili.
Proprietà: diuretiche.
Curiosità: la specie oltre a crescere spontanea negli orti viene
largamente coltivata e si può trovare facilmente al mercato anche
d’inverno.
LUPPOLO
Humulus lupulus L.
Famiglia: Cannabaceae

Nomi popolari: bruscandoi, levertin, lopal, lopola, lupola,
orticaccio, rivertizio, vertis, vorticella.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne che cresce nelle
siepi,ai margini dei boschi e nei luoghi incolti. I fusto lungo
diversi metri è sdraiato, volubile, cavo, ricoperto di peli rigidi.
Le foglie sono picciolate, palmato-lobate quelle inferiori e
cuoriformi quelle superiori. Il luppolo è una pianta dioica, cioè a
fiori maschili e femminili posti su piante diverse. I fiori maschili
sono numerosi, verdastri, riuniti in pannocchia ramificata. I fiori
femminili sono riuniti in coni ovoidali raggruppati a formare le
infiorescenze all’estremità dei rami.
Parti usate: giovani germogli e infiorescenze femminili.
Tempo di raccolta: primavera (germogli) e agosto-settembre
(infiorescenze femminili).
Utilizzazione: i germogli primaverili si consumano lessati e conditi
come gli asparagi. Sono Impiegati anche per preparare risotti,
minestre, frittate. Le infiorescenze femminili sono utilizzate per
aromatizzare la birra preparata in modo casalingo.
Proprietà: aromatiche, amaro-toniche, diuretiche, lassative,
sedative.
Curiosità: la tradizione di preparare la birra in casa,
aromatizzandola con questa specie, è stata importata dai flussi
migratori delle popolazioni del Veneto e del Trentino con la vicina
Austria.
MENTA
Mentha sp.p.
Famiglia: Labiatae

Nomi popolari: nella tradizione popolare difficilmente si
distinguono le varie specie di menta. Spesso ci si riferisce alla
menta piperita, ma si uso lo stesso termine anche per altre specie
di mente: la menta, erba diolona, menta d’oro, menta selvarega,
menta napoletana, mentass, piperina, viperina.
Habitat e descrizione : tra le specie spontanee ricordiamo la menta
d’acqua ( Mentha aquatica L.) che si trova nei luoghi umidi, dai
fiori rosei, raccolti in capolini quasi globosi; la menta silvestre
( Mentha longifolia Huds.) che presenta foglie pelose, lanceolate
acute e fiori rosei riuniti in spicastri. La più nota Menta piperita
è un ibrido tra M. aquatica x M. viridis e non si trova allo stato
spontaneo
Parti usate: foglie e sommità fiorite.
Tempo di raccolta: estate.
Utilizzazione: si utilizzano le sommità per aromatizzare risotti e
fritta te. Viene consumata con i contorni (per esempio zucchine alla
menta) e serve per preparare
tisane dissetanti.
Proprietà: antisettiche, antifermentative, digestive, eupeptiche,
antispasmodiche.
Curiosità: il termine menta deriva dal latino mens, perché gli
antichi ritenevano che avesse proprietà fortificanti per
l’intelligenza.
ORIGANO
Origanum vulgare L.
Famiglia Labiatae

Nomi popolari: acciughero, arburà, arrecheta, cornabusa, erba
acciuga, majaron selvadi, menta bastarda, pimpinella, regamo.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne comune nei luoghi
sassosi e soleggiati. Il fusto è rossastro, ramificato nella parte
superiore, alto fino a 80 cm. Le foglie sono opposte, picciolate, di
tipo ovale o elittico. I fiori (luglio-agosto) sono piccoli, di
color rosa o rosso, riuniti in pannocchie terminali.
Parti usate: foglie.
Tempo di raccolta: primavera-estate.
Utilizzazione: le foglie vengono impiegate per aromatizzare minestre
e minestroni.
Proprietà: carminative, diaforetiche, antispasmodiche, espettoranti,
stomachiche.
Curiosità: l’origano selvatico delle regioni meridionali è
particolarmente aromatico e adatto per pizze e numerose pientanze
dell’ area mediterranea.
ORTICA
Urtica
dioica L.
Famiglia: Urticaceae

Nomi popolari: lurdica, ortiga, ortica maschio, orticone, ozziau,
pistidduri, uldiga, urtia, urtiga, urtil.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne comune negli
incolti,nei campi, fra le macerie, lungo le siepi e qua e là nei
boschi. Il fusto è eretto, semplice, alto fino a 150 cm e a sezione
quadrata. Le foglie sono picciolate, opposte ovali, con i margini
dentati e con la nervatura marcata. Fusto e foglie portano i peli
urticanti
che si spezzano al minimo urto emettendo il liquido urticante.
Parti usate: foglie e giovani sommità.
Tempo di raccolta: primavera.
Utilizzazione: si impiegano per preparare la zuppa, minestre di
verdure e i risotti. Si servono anche lessate quali condimento delle
lumache al forno.
Proprietà: diuretiche, digestive, epato-protettrici,
antiinfiammatorie, antidiarroiche,ipoglicemizzanti, antianemiche. Il
loro impiego è particolarmente indicato per le persone anemiche,
convalescenti e anziane.
Curiosità : le ortiche vengono tradizionalmente impiegate contro al
caduta dei capelli.
PUNGITOPO
Ruscus aculeatus L.
Famiglia: Liliaceae

Nomi popolari: brusco, bruscanzi, brusasorzi, rustegòt, rust, ruscli,
russul, spargs di ruscli, rusculins.
Habitat e descrizione: pianta suffruticosa perenne, sempreverde,
comune nelle siepi e nei boschi dell’area collinare. I fusti son o
alti fino a 80 cm. I rami sono trasformati in cladodi, verdi,
sessili, lanceolati, impropriamente chiamati foglie, Le foglie vere
sono piccole squame membranacee inserite al centro del cladodo. I
fiori (febbraio-aprile) verdastri, sono inseriti al centro del
cladodo con un breve peduncolo.Il frutto è una bacca sferica rossa.
Parti usate: giovani germogli primaverili.
Tempo di raccolta: aprile-maggio.
Utilizzazione: sono molto ricercati per il loro sapore amarognolo ma
delizioso. Vengono cotti e consumati come gli asparagi, oppure in
risotti.
Proprietà: diuretiche, aperitive, antiinfiammatorie, protettrici
vasali, sudorifere.
Curiosità: nella medicina popolare l’acqua di cottura viene bevuta
al mattino a digiuno perché considerata depurativa e ricostituente
per l’organismo.
ROSOLACCIO
Papaver rhoeas L.
Famiglia: Papaveraceae

Nomi popolari: bamboccia, basa done, bianc e rus, bubboline,
paparine, papavar, papaver selvarego, popolana, rosolina, rusalena,
rusatta, signorine.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne infestante dei campi
di grano e degli incolti. Le foglie basali formano una rosetta e
presentano un margine dentato. Il fusto ramoso e peloso può essere
alto fino a 60 cm. I fiori (maggio-luglio ) sono solitari ed hanno
quattro petali di colore rosso porporino.
Parti usate: rosette di foglie basali.
Tempo di raccolta: primavera.
Utilizzazione: si consumano crude in insalata o cotte come gli
spinaci.
Proprietà: bechiche, decongestionanti, espettoranti, leggermente
soporifere, calmanti.
Curiosità: l’infuso dei petali è indicato in erboristeria per curare
l’insonnia nei bambini.
RUCHETTA SELVATICA
Diplotaxis tenuifolia DC.
Famiglia: Cruciferae

Nomi popolari: aruca, erba ruga, gruritta, rucoea mata.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne che si trova nei
terreni incolti e presso le zone ghiaiose. Il fusto sublegnoso alla
base, può raggiungere l’altezza di 100 cm. Le foglie sono
pennatopartite con segmenti laterali stretti, lunghi e con lobo
laterale di poco più largo. I fiori (maggio-settembre) sono gialli
portati da pedicelli più lunghi della corolla, raccolti in racemo
terminale.
Parti usate: foglie giovani basali.
Tempo di raccolta: primavera.
Utilizzazione: si consumano crude cotte nei minestroni e lessate e
condite come gli spinaci. Quando sono molto tenere si impiegano
anche in insalate miste.
Proprietà: antiscorbutiche, astringenti, espettoranti.
Curiosità: negli orti delle case viene comunemente coltivata la
rucola (Eruca sativa Miller) che a volte si può trovare subspontanea
nel territorio.
STRIGOLI
Silene vulgaris (Moench) Garke L.
Famiglia: Caryophyllaceae

Nomi popolari: bubbolini, carletti, erba del cucco, schioppetti,
sciopét, tajadee dea madona, tussèl, garofoet, sgrizoi.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne comune nei campi, nei
prati, lungo i margini delle strade. Si presenta alta fino a 80 cm.
Dall a radice si sviluppano in primavera, diversi ciuffi di foglie
erette ed appaiate, sessili, lanceolate ad apice acuto. I fiori
(aprile-agosto) hanno un calice a forma di veschichetta ovale ed una
corolla di 5 petali bianchi dai qua li sporgono gli stami.
Parti usate:
foglie giovani.
Tempo di raccolta: primavera.
Utilizzazione: le foglie raccolte prima che siano visibili i bocci
fiorali si consumano crude o cotte come gli spinaci, mescolate anche
con altre specie di erbe commestibili.
Proprietà: diuretiche.
Curiosità: il nome popolare veneto "sciopét" si deve al fatto che i
calici fiorali rigonfi venivano tradizionalmente fatti "scoppiare"
sul dorso della mano dei bambini.
TARASSACO
Taraxacum officinale Weber
Famiglia:Compositae

Nomi popolari: dente di leone, stella gialla, girasole dei prati,
lampionetti, pisciacane, piscia(in)letto, pisacani, pisciatello,
castracane, bruciaocchi, ingrassaporci, radicio de camp, radicée,
frati, botoni.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne comune nei luoghi
erbosi e nei campi ben concimati con letame. Dalla radice laticifera
carnosa, si sviluppa una rosetta di foglie. Le foglie sono di forma
lanceolata, pennato-partita, con l’apice spesso triangolare. I fiori
(febbraio-ott bre) sono riuniti in capolini o portati singolarmente
all’apice dei fusti. Sono tutti ligulati ed h anno un colore
giallo-dorato.
Parti usate: foglie.
Tempo di raccolta: primavera.
Utilizzazione: le rosette di foglie basali si consumano cotte da
sole o, più frequentemente, mescolate con altre specie di erbe
commestibili in insalate.
Proprietà: diuretiche, digestive, amaro-toniche, eupeptiche,
coleretiche, colagoghe.
Curiosità: in erboristeria le radici si impiegano in tisane
depurative per la cura del fegato.
TIMO
Thymus pulegioides L.
Famiglia: Labiatae

Nomi popolari: erba pevèra, erba salterella, erbuccia, ferugola,
peèrel, peperino, pepolina, riganeddu, satur, solaredda, timo
salvadego, tuma, tumaru, tummineddu, tumbù.
Habitat e descrizione: pianta erbacea perenne comune nei prati aridi
e soleggiati della zona montana. Il fusto è sdraiato, talora un po’
lignificato alla base. Le foglie sono ovali, più spesso ellittiche,
con margini piani. I fiori (maggio-settembre) sono disposti in
verticillastri accostati che formano quasi dei capolini ovoidali
all’apice dei rami. La corolla è tubulare, rosata, divisa alla fauce
in due labbra. I frutti sono formati da quattro acheni.
Parti usate: foglie e sommità fiorite.
Tempo di raccolta: primavera-estate, durante la fioritura.
Utilizzazione: si utilizzano per aromatizzare alcuni piatti a base
di carne ed in alcuni casi anche minestre e minestroni di verdura.
Proprietà: aromatizzanti, antisettiche, digestive, diuretiche,
carminative, espettoranti.
Curiosità: il timo fa parte del "mazzetto di odori" da sempre usato
nella migliore cucina internazionale. Per le sue ottime proprietà
balsamiche e stimolanti viene utilizzato nella cosmesi popolare per
bagni, suffumigi, impacchi e maschere tonificanti e purificanti.
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