|
Erbe Spontanee e
Alimentazione
Le erbe spontanee utilizzate in alimentazione sono
un patrimonio ereditato dalle generazioni che ci hanno preceduto, da
cui traspare una cultura contadina povera materialmente, ma ricca di
quel contatto con il mondo naturale ormai sconosciuto ai più.
Ogni erba commestibile viene illustrata con una “scheda descrittiva”
in cui accanto al nome comune e scientifico viene indicato quello
popolare, spesso ricco di termini diversi, dato che variano da
regione a regione e da località a località. L’illustrazione della
pianta viene completata con la segnalazione dell’habitat e la
descrizione botanica. Molto importante è l’indicazione delle parti
usate, il tempo di raccolta e la relativa utilizzazione alimentare.
I germogli primaverili, le rosette basali, ecc. che si raccolgono
quando ancora la specie non è completamente sviluppata creano non
pochi problemi di identificazione ai non esperti, dato che spesso si
possono confondere con altre entità botaniche. E’ utile quindi
osservare l’erba nel suo ciclo vitale e saperla riconoscere anche
quando non è ancora fiorita. In questo modo si evita il rischio di
confondere alcune erbe spontanee commestibili con altre velenose.
L’indicazione delle proprietà viene compresa meglio con l’aiuto del
glossario dei termini farmaco-botanici riportato in appendice. A
rafforzare l’importanza gastronomica delle erbe spontanee si
ripropongono alcune ricette culinarie tradizionali e di facile
realizzazione. Per chi intende, nelle sue passeggiate
naturalistiche, ricercare queste erbe spontanee commestibili deve
stare attento di:
1) essere sicuro della individuazione della specie
raccolta;
2) evitare la raccolta vicino a coltivazioni trattate con
prodotti chimici tossici (es.: vigneti o frutteti trattati con
pesticidi) o lungo le strade ad alto traffico (per le presenza di
piombo tetraetile nei gas di scarico degli autoveicoli);
3) raccogliere con attenzione, evitando il saccheggio o la
distruzione delle specie.
Andar per erbe diventa così una passione salutare, e non da poco.
La passeggiata, la distensione, l’aria pura e l’evasione, sono
fattori importanti per il nostro benessere; senza contare poi la
soddisfazione di aver scoperto o riscoperto l’erbetta buona che
completa ed arricchisce la tradizione del piatto tipico con le erbe.
Dieta mediterranea ed erbe spontanee
Il termine dieta mediterranea è stato proposto per
la prima volta negli anni ‘60 da Ancel Keys (nutrizionista
americano) come dieta equilibrata e sana per la nostra società
moderna.Mangiare secondo la dieta mediterranea non significa solo
mangiare i prodotti tipici del bacino mediterraneo, ma anche
consumare un pasto povero dal punto di vista calorico e ricco di
alimenti di origine vegetale e riscoprire il sapore delle erbe
aromatiche.
Questo tipo di alimentazione privilegia il pane (meglio se
integrale), la pasta (meglio se integrale), il riso, le verdure di
stagione, i legumi, la frutta di stagione, l’olio di oliva, il pesce
azzurro e con moderazione le uova e le carni alternative (carni di
animali diversi dai bovini).
Oggi esistono valide prove scientifiche che una alimentazione
come quella tradizionale mediterranea riduca notevolmente i rischi
di insorgenza delle cosiddette malattie “da civilizzazione” o “del
benessere” come aterosclerosi, ipertensione, obesità, diabete ed
alcune forme di cancro.
La dieta mediterranea rivaluta soprattutto le più sane abitudini
alimentari della nostra tradizione; abitudini che peraltro sono
state oggi da noi abbandonate, perché considerate espressione di
“vita povera”, sulla via del consumismo importato dalle società
industriali. Come conseguenza, oltre a spendere di più mangiamo male
(cioè in modo poco equilibrato) e troppo (consumiamo molto di più
del nostro reale fabbisogno calorico).
Occorre quindi ritrovare la strada per nutrirci in maniera
“adeguata”; riportare in tavola ogni giorno i “nostri” cibi,
variandoli ed alternandoli opportunamente anche secondo i propri
gusti e la propria disponibilità economica, con un consumo
equilibrato ossia attento alle nostre attività lavorative, sportive,
al sesso, alla corporatura e all’età.
Gli alimenti dell’area mediterranea, riscoperti nei piatti tipici
delle varie regioni italiane, sono adatti anche per formare
facilmente “piatti unici”, capaci di fornire da soli l’apporto
nutritivo degli usuali “primo” e “secondo”, sostituendoli
efficacemente ed economicamente con un’unica portata. Esempi noti
sono: la pasta con fagioli (o ceci, o lenticchie), lo spezzatino con
patate, le paste asciutte con condimenti di formaggi o carni, i
minestroni con formaggio grattugiato, la pizza, ecc..
Le erbette spontanee svolgono un ruolo fondamentale nella
valorizzazione della dieta mediterranea perché:
1. sono spontanee e quindi reperibili facilmente nel
territorio dell’area mediterranea, pertanto fortemente tipiche;
2. si consumano stagionalmente e quindi consentono di
recuperare piatti tradizionali che si possono consumare solo in
determinati periodi dell’anno;
3. contengono alcuni principi attivi che aiutano
generalmente l’organismo nei processi depurativi e disintossicanti,
ben si prestano nelle “diete rigenerative” di primavera;
4. consentono, dal punto di vista gastronomico, la
riproposta di una alimentazione sana e genuina che soddisfa
equilibratamente i bisogni nutrizionali dell’individuo.
La scienza che studio l’uso della erbe spontanee in alimentazione
si chiama fitoalimurgia.
La piramide alimentare
Uno strumento semplice ed efficace che ci permette di capire come
deve essere ripartita giornalmente la nostra alimentazione in modo
equilibrato è la Piramide alimentare o "Food Guide Pyramid ",
diffusa negli Stati Uniti a partire dal 1992 dalla Human Nutrition
Information Service dell’ USDA (United States Departement of
Agricolture). La Piramide visualizza i concetti fondamentali per una
sana alimentazione che si basa su tre messaggi di base:
- varietà nel cibo;
- moderazione;
- presenza ogni giorno di alimenti dei vari gruppi.
La Piramide alimentare si propone come schema visivo per educare le
persone ad alimentarsi correttamente ed in modo equilibrato:
• Il vertice è costituito da puntini e triangoli che
rappresentano rispettivamente grassi e zuccheri semplici. La sezione
richiama all’uso moderato di tali sostanze anche
perché sono presenti negli altri gruppi. Per esempio, i grassi si
trovano nel latte e derivati, nella carne, nelle uova e nei pesci,
mentre gli zuccheri semplici si trovano soprattutto nella frutta.
Per tale motivo puntini e triangoli sono diffusi anche negli altri
segmenti della Piramide.
• La fascia sotto il vertice riporta separatamente le sezioni:
a)Gruppo: Latte, Yogurt e Formaggio,si raccomanda di preferire latte
e yogurt "parzialmente scremato o scremato" e formaggi a basso
contenuto di grassi;
b)Gruppo: Carne, Pollame, Pesce, Legumi secchi, Uova e Frutta secca
,si raccomanda di preferire carne magra, pollame senza pelle, pesce,
legumi secchi e piselli. Non eccedere nel consumo di uova e moderare
il consumo di frutta secca.
• Nella fascia inferiore alla precedente si trovano i settori:
a)Gruppo: Verdura, si raccomanda di consumare verdura di diverso
tipo da consumare anche a fine pasto e diverse volte nel corso della
giornata, rispettare la stagionalità;
b)Gruppo: Frutta ,consumare frutta fresca secondo la stagionalità
anche diverse volte al giorno, non eccedere nell’uso di frutta
conservata.
• Alla base della Piramide si trova:
Gruppo: Pane, Cereali, Riso e Pasta, si raccomanda di scegliere
diverse unità di alimenti amidacei anche integrali per assicurare il
fabbisogno di fibra alimentare, non
eccedere nell’uso di condimenti grassi. Per soddisfare le unità
indicate in questa sezione occorre consumare giornalmente 50-60 g di
pane a pasto, 80 g di pasta a pranzo e un minestrone con pasta a
cena (intercambiabili con fette biscottate, riso ed altri cereali).
Dieta mediterranea ed erbe spontanee
Il termine dieta mediterranea è stato proposto per la prima volta
negli anni ‘60 da Ancel Keys (nutrizionista americano) come dieta
equilibrata e sana per la nostra società moderna Mangiare secondo la
dieta mediterranea non significa solo mangiare i prodotti tipici del
bacino mediterraneo, ma anche consumare un pasto povero dal punto di
vista calorico e ricco di alimenti di origine vegetale e riscoprire
il sapore delle erbe aromatiche.
Questo tipo di alimentazione privilegia il pane (meglio se
integrale), la pasta (meglio se integrale), il riso, le verdure di
stagione, i legumi, la frutta di stagione, l’olio di oliva, il pesce
azzurro e con moderazione le uova e le carni alternative (carni di
animali diversi dai bovini). Oggi esistono valide prove scientifiche
che una alimentazione come quella tradizionale mediterranea riduca
notevolmente i rischi di insorgenza delle cosiddette malattie "da
civilizzazione"o "del benessere"
come aterosclerosi, ipertensione, obesità, diabete ed alcune forme
di cancro.
La dieta mediterranea rivaluta soprattutto le più sane abitudini
alimentari della nostra tradizione; abitudini che peraltro sono
state oggi da noi abbandonate, perché considerate espressione di
"vita povera", sulla via del consumismo importato dalle società
industriali. Come conseguenza, oltre a spendere di più mangiamo male
(cioè in modo poco equilibrato) e troppo (consumiamo molto di più
del nostro reale fabbisogno calorico). Occorre quindi ritrovare la
strada per nutrirci in maniera "adeguata"; riportare in tavola ogni
giorno i "nostri" cibi, variandoli ed alternandoli opportunamente
anche secondo i propri gusti e la propria disponibilità economica,
con un consumo equilibrato ossia attento alle nostre attività
lavorative, sportive, al sesso, alla corporatura e all’età. Gli
alimenti dell’area mediterranea, riscoperti nei piatti tipici delle
varie regioni italiane, sono adatti anche per formare facilmente
"piatti unici", capaci di fornire da soli l’apporto nutritivo
degli usuali "primo" e "secondo", sostituendoli efficacemente ed
economicamente con un’unica portata. Esempi noti sono: la pasta con
fagioli (o ceci, o lenticchie), lo spezzatino con patate, le paste
asciutte con condimenti di formaggi o carni, i minestroni con
formaggio grattugiato, la pizza, ecc.. Le erbette spontanee svolgono
un ruolo fondamentale nella valorizzazione della dieta mediterranea
perché:
1.sono spontanee e quindi reperibili facilmente nel territorio
dell’area mediterranea, pertanto fortemente tipiche;
2.si consumano stagionalmente e quindi consentono di recuperare
piatti tradizionali che si possono consumare solo in determinati
periodi dell’anno;
3.contengono alcuni principi attivi che aiutano generalmente
l’organismo nei processi depurativi e disintossicanti, ben si
prestano nelle "diete rigenerative" di primavera;
4.consentono, dal punto di vista gastronomico, la riproposta di una
alimentazione sana e genuina che soddisfa equilibratamente i bisogni
nutrizionali dell’individuo. La scienza che studio l’uso della erbe
spontanee in alimentazione si chiama fitoalimurgia
|