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Vanzone con San Carlo

 

Vanzone con San Carlo è un comune di 512 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola. Il comune non possiede uno stemma o un gonfalone.

Il comune è situato sul lato sinistro dell’ Anza, un torrente che scorre rispetto al comune in un profondo canalone. Il doppio toponimo rileva che storicamente non si trattava di un unica unità amministrativa : Vanzone e San Carlo d’Ossola, la cui unificazione risale al 1865. Il capoluogo ha sede a Vanzone, anticamente detto Avanzone o Vantionum, la cui etimologia risale ad una leggenda secondo cui il comune venne sempre risparmiato, avanzato, superato, dalle epidemie che storicamente si succedevano. L’ultima in ordine di tempo è la Spagnola del 1920, che fece diverse vittime ad Antrona Schieranco e a Calasca-Castiglione comuni precedenti Vanzone, e a Ceppo Morelli, comune successivo. Vanzone anche in questa occasione denunciò nessun decesso. Più a valle di trova San Carlo, un tempo chiamato Ciola o Civola.

Questi luoghi iniziarono ad ospitare insediamenti umani già in epoca romana. Lo testimoniano numerosi reperti databili attorno al I Secolo D.C., rinvenuti in seguito a scavi archeologici di fine Ottocento.

Durante il Medioevo, le vicende che hanno caratterizzato Vanzone e San Carlo sono del tutto simili a quelle degli altri centri dell’intero territorio dell’Ossola : in un primo tempo feudo posto sotto la signoria vescovile, passato poi al comune di Novara, e successivamente, nel 1381 possesso visconteo.

Fino al 1433 il comune dipese, in ambito religioso, dalla chiesa di Bannio-Anzino, finché non ottenne il diritto di costituirsi parrocchia autonoma. L’ Oratorio dell’Annunziata svolse funzioni parrocchiali fino alla metà del XVII secolo ; all’interno di questa chiesa è conservata una serie di affreschi molto interessanti risalenti al XV secolo.

Tra il 1642 e il 1649 venne edificata l’ordierna Parrocchia di Santa Caterina, ricordata per il grande portale ligneo scolpito, mentre l’altare maggiore è opera dei fratelli Pozzi.

Alla Parrocchiale di San Carlo si accede da una scalinata imponente : nella chiesa va segnalato l’ottimo barocco espresso dagli intagli lignei dell’altare maggiore.

Nel territorio è presente una miniera d’oro, esaurita nei primi anni del novecento, nota come la Miniera dei Cani, dal nome del celebre condottiero Facino Cane. Nella galleria è presente una sorgente di acqua minerale, ricca soprattutto di ferro, che risulta avere anche proprietà curative. Nel paese è in corso uno studio per la costruzione di un centro termale.

 

 

 

 

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