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Premeno 
Premeno è un comune di 771 abitanti della provincia del Verbano
Cusio Ossola.
Il paese vero e proprio è situato ad una quota compresa tra 780 e
i 900 M.S.L.M. Premeno dista dal capoluogo (Verbania 200 M.S.L.M)
circa 10 Km. La strada che dalla città (Verbania) porta al paese era
un tempo la sede dei Binari della ferrovia che collegava Intra con
Premeno e le carrozze che salivano utilizzavano una stradina che è
oggi usata solo da alcuni conoscitori della zona, in alcuni tratti
essa non è più nemmeno transitabile con un mezzo a motore.
Premeno è diviso in diverse frazioni: Pollino, Pian di Sole ed
Esio. Di seguito Dividerò in paragrafi tutto ciò che riguarda questo
luogo.
Premeno. L’origine di questo nome ha diverse ipotesi, una, la più
accreditata dice: “Premeno deriva da Pratus Ameni, ovvero, Prato
rigoglioso”. In effetti è questa la sensazione che può dare questo
luogo agli occhi del visitatore che per la prima volta giunge nella
piana, rialzata rispetto al Lago Maggiore, dove oggi sorge la città
di Premeno. Questa conca naturale diviene piatta al centro e ciò ha
fatto si che l’uomo vi ci potesse costruire le sue prime abitazioni
e di conseguenza insediarvicisi. I Monti che incorniciano questo
grande prato sono: Il San Salvatore, Il pizzo d’omo ed il Sasso
Corbé (La cui cima segna il punto più alto del comune, ben 1100
M.S.L.M).
Ma quando l’uomo è giunto in questo luogo? Per anni ho cercato
scavando, tra un gioco e l’altro, con i miei amici fantomatiche
tracce di una civiltà antica che avesse lasciato un segno tangibile
della sua presenza; ma frequentando solo le elementari o al più le
medie e non possedendo quindi nessuno strumento scientifico non
riuscii mai a trovare nulla. Gli archeologi, però, molto più esperti
di una combriccola di bambini, ci dicono che l’uomo a Premeno ci è
arrivato nell’età del Ferro, vedendo in questo luogo naturale un
ottima fonte di Cibo (Sia agricolo che animale). In Epoca
succcessiva però questo luogo così nascosto e così ben fornito di
ogni risorsa naturale (dato anche il clima non eccessivamente
rigido), così vicino eppure così protetto dal lago e dall’eventuale
attacco di nemici, venne sfruttato come rifugio da alcuni contandini
e pastori. Premeno, come borgo antico, non offre una vista diretta
sul lago, che viene nascosto dal Monte Cimolo (Noto per il suo
aspetto come, la sentinella del Lago Maggiore) e il San Salvatore,
essendo quest’ultimo a solo 800 metri dal centro abitato una
stradina accompagna il villeggiante ansioso di trovare pace mirando
il lago sulla sua cima (880 M.S.L.M).
Siamo attorno al 1500 quando i premenesi decisero di “nominare”
un santo patrono della comunità che si era formata, scelsero allora
Santa Margherita d’Antiochia, ed edificarono in questi stessi anni
la prima chiesa. Questa chiesa era però troppo piccola per il numero
di abitanti che ormai avevano superato le 150 unità e così si decise
di ampliarla nel 1732, ma solo nel 1788 e più precisamente il 21
agosto fu eseguita la cerimonia che andava ad inaugurare il maestoso
campanile che rintocca le ore anche oggi in quel di Premeno.
Il 16 agosto 1623 venne eretta una cappella votiva alla Madonna
delle grazie sulla strada per il tornicco, all’interno è stato
acceso un lumino che non si è ancora spento.
Nel 1872 vi ci soggiornò Giuseppe Garibaldi e figli per alcuni
giorni. Premeno divenne noto agli inizi del ‘900 come il “Paradiso
dei Bambini” e lo era veramente. Numerosissime colonie sorsero tra
quei monti, numerose ville aprirono i loro cancelli in estate per
ospitare quella massa di bambini che accompagnati dai genitori
venivano a passare le vacanze in quei luoghi. Gli industriali e la
borghesia abbandonava così la Brianza e veniva sul lago maggiore. Le
ville premenesi più celebri che testimoniano il passaggio in questo
nuovo periodo sono: “Villa Bernocchi” “Villa Bonomi” “Villa Giulia”
“Villa Mangiagalli”; quest’ultima residenza del famoso dottor Luigi
Mangiagalli fondatore dell’omonimo ospedale a Milano. Sul finire
dell’800 venne aperta la ferrovia Intra - Premeno. Nel 1903 venne
inaugurato il primo campo da tennis in terra battuta d’Europa, un
primato non indifferente. Venne inaugurato anche, sempre nel periodo
Della “bell’epoque Giolittiana”, anche un campo da Golf, in località
Pian di sole (Poco sopra Premeno). Una canzone di quegli anni dice:
“Giorgio, Giorgio vieni sul lago Maggiore, e vieni a mangiare
Risotto, Risotto, Risotto”. Il fascismo passò anche per questi
luoghi, lasciando le proprie traccie sui palazzi. A quel tempo si
era soliti scrivere le roboanti frasi di Mussolini sui muri delle
case o sui lunghi viali, Premeno racchiude nel suo centro storico il
passaggio in questa fase storica anche nelle grosse “I” che
testimonianavano la presenza di idranti, all’occorrenza da usarsi
dopo bombardamenti. Fu proprio in quel periodo che Premeno crebbe a
tal punto che una sola chiesa non sarebbe più bastata, fu così che
venne edificata, proprio negli anni corrispondenti al secondo
conflitto mondiale la grande chiesa di Santa Margherita, patrona di
Premeno, che avrebbe potuto contenere 500 persone circa, contro le
150 della vecchia chiesa, ora sconsacrata e usata come
cinematografo.
Il paese conta 750 abitanti circa, come ci mostrano le tabelle
demografiche, ma durante l’estate tra luglio ed agosto questo numero
sale a circa 2000 anime grazie ai villeggianti che da ogni angolo
d’Italia e d’Europa vengono a gustarsi un po’ di pace e quiete in
questa zona. Il Paese è attraversato dalla strada provinciale Intra
- Pianacavallo, una strada lunga 25 chilometri che parte dal ponte
sul S.Giovanni a Intra (220 M.S.L.M) e termina in località Colle
(1250 M.S.L.M) il comune è compreso tra il 10° ed il 13° chilometro.
Parte di questa strada è ricavata dalla vecchia sede ferroviaria e
parte dalle vecchie mulattiere montane. Appena entrati in paese, la
vecchia struttura della stazione, ora Bar-Ristorante, accoglie il
visitatore, su di essa una targa in marmo dell’800 testimonia
l’altezza del luogo (786 M.s.l.m). Questa costruzione fa come da
guardiana alla piazza della Premeno “nuova”, piazza sulla quale sono
presenti:
- Una fermata dell’autobus locale, che collega Intra con
Piancavallo;
- Il distributore di Benzina;
- Una lapide in memoria dei caduti premenesi;
- Un parcheggio con 30 posti auto, ricavato dalla demolizione,
avvenuta nel 1992, dei vecchi capannoni per la rimessa dei treni;
(Capannoni che hanno visto anche spettacoli televisivi e teatrali,
con la presenza di Mike Bongiorno nell’estate del 1990);
- Un vecchio vagone della ferrovia, ristrutturato ed ora sede
della ProLoco Premeno;
- Una scritta nell’erba in una zona rialzata visibile da tutta la
piazza che dice :”Benvenuti a Premeno”; - Un cartello luminoso che
indica ora,giorno,mese ed anno ed notizie di attualità del comune o
della Proloco.Posato prime delle feste anno 2006.
- La struttura dell’Hotel Moderno;
La strada provinciale, che attraversa la piazza, passata la
lapide dei caduti premenesi va verso l’alto, fiancheggiando così
l’hotel moderno, mentre una seconda strada che parte dalla piazza
prosegue oltre il parcheggio. Questa seconda strada di minore
importanza collega la provinciale con pollino.
La storia di pollino ha inizio nel 1842, quando Tamborini Teresa
e Perelli Cippo stanziarono 4000 lire milanesi per la costruzione di
una cappella sotto la parocchia premense, la chiesa fu eretta in
memoria di San Rocco e sopra l’altare un bellissimo quadro raffigura
il santo, nel 1888 acquistò il titolo di Oratorio.
Pollino Dista circa 1,5 Km da Premeno ed è situato ad una quota
leggermente inferiore (650 - 700 M.S.L.M). La strada che porta a
questa frazione dal capoluogo parte dal famoso HOTEL PREMENO;
passando poi accanto alla villa degli Alberti (Nobile famiglia di
origini premenesi), per giungere dopo qualche curva nel luogo in cui
nel 1992, durante una notte di tempesta, un ragazzo di vent’anni
perse la vita a bordo della sua macchina, precipitando in un
torrente dopo un volo di 20 metri (La catenina che portava al collo
fu trovata appesa ad un ramo ad un grande distanza, così cita una
leggenda nata tra i Premenesi). Segue poi a 500 metri il cimitero di
Premeno, dove trovano riposo, oltre agli stessi abitanti, molti
parroci tra cui Don Carlo (Noto per la sua bontà e la sua missione
di carità nel paese durante gli anni 60′ e 70′). Seguedo poi i
tornanti, dopo aver passato il cartello di ingresso nella località,
si giunge al Bar centrale di questa località, luogo di ritrovo e di
festa in alcune giornate estive.Molto sentito è l’arrivo di Babbo
Natale per la consegna dei doni a tutti i bambini, questa’anno
(2006) circa 150 regali. Il paese si estende lungo la strada
principale numerose ville o a case rurali, la maggiorparte
ristrutturate, sfilano accanto ad essa. Se seguiamo questa strada
giungiamo ad una nuova salita che ci porta ad un belvedere dal quale
si può scorgere un paesaggio del lago che ha dello spettacolare. Dai
monti svizzeri di Locarno, il castello di Cannero Riviera, passando
per Luino, Porto Valtravaglia, Laveno e sotto l’osservatore Ghiffa,
non si può non restare incantati dallo spettacolo del lago che si
estende quasi a strapiombo 400 metri più in basso. Continuando per
la stradina di prima, che ormai si è notevolmente ristretta
lasciando spazio solo ai “camminatori” si sale ancora di una
cinquantina di metri, che portano il turista alla base di una grossa
antenna alta circa 80 metri (misura ad occhio, non ho nessun dato
riguardo a ciò) e che fa da trasmettitore e ripetitore per Radio,
Televisioni, Telefonini prendendo il segnale che giunge da Laveno
(VA) e Verbania e amplificandolo in tutta la zona, fino al Monte
Zeda nel cuore della Val Grande. Un sentiero sostituisce qui la
strada asfaltata, un sentiero che porta al “Lago delle streghe”,
racchiuso nel bosco montano, luogo molto misterioso e affascinante,
soprattutto nelle giornate uggiose e temporalesche; da li un
sentiero prosegue scendendo verso il santuario di Ghiffa e
conseguentemente verso il Lago.
Il centro storico viene attraversato dalla strada provinciale che
collega Intra con “Colle” Località in comune di Oggebbio; seguendo
questa strada partendo proprio da Premeno e proseguendo per circa 2
Km si arriva ad una quota di 1000 M.S.L.M in una frazione chiamata
Pian di Sole. C’è anche un’altro modo per arrivare a questo luogo,
seguendo la strada del tornicco e passando dal belvedere Luigi
Cadorna (strada che tratterò in un capitolo a parte). Da entrambe le
strade però si arriva nel medesimo punto, ovvero la piazza centrale.
Una piazza la cui cornice è composta da una bacheca, un bar, un casa
e due strade: una che scende e una che sale. La strada che sale
porta all’Eliporto (più che altro una base di cemento dove ogni
tanto si vede arrivare un elicottero), poi ad un ristorante dove si
mangia molto bene ma soprattutto al “Villaggio Europa”. Il Villaggio
Europa è una località in Pian di Sole, alle pendici del Sasso Corbè
la sua caratteristica è che è costituita da una serie di eleganti
villini che hanno come indirizzo strade dedicate a paesi dell’europa
(Via Lussemburgo, Via Francia, Via Bruxelles). Tra i vari servizi
che si trovano a pian di sole vi sono: il golf a 9 buche, come
citato sopra i vari ristorantie e una piccola stazione sciistica. Il
tornico è un luogo panoramico dove si trova anche una fonte di acqua
naturale non potabilizzata dal comune.
Esio è la frazione di Premeno che più si distacca dal centro
storico, Esio nasce come comunità indipendente intorno al XVII
secolo. Non è possibile raggioungere Esio rimanendo in comune di
premeno, bisogna infatti scendere sotto premeno a Pian Nava,
frazione di Bee e da qui seguire una strada poco più larga di 5
metri che dopo un paio di chilometri apre la vista del turista
all’intera cittadina abbarbicata sulla montagna. Esio conta circa
150-200 abitanti e nel corso della sua storia non ha mai sentito
l’influenza del turismo, che si concentrava a Premeno e Pian di
sole, rimanendo così come Pollino nella sua struttura originale,
composta da case in pietra e viottoli stretti, Esio è su una quota
rispetto al livello del mare di 700 metri, rimane quindi 100 metri
più sotto di premeno; questa località è ammirabile in tutta la sua
bellezza dal belvedere Cadorna, sulla strada del tornicco, 150 metri
più in alto il visitatore può avere la sensazione di trovarsi, da
questo luogo a strapiombo sulle case della piccola frazione.
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