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Macugnaga

Macugnaga (in piemontese Macugnaga, in dialetto tedesco walser
Z’Makana) è un comune di 653 abitanti della provincia del Verbano
Cusio Ossola.
Quasi al limite estremo della Valle Anzasca, derivazione laterale
della Val d’Ossola, giace Macugnaga ai piedi del Monte Rosa, con le
frazioni di Staffa, Pecetto, Borca, Pestarena. Anche se il toponimo
tende a identificare la sola frazione di Staffa, suo capoluogo, in
realtà andrebbe correttamente riferito all’intero comune. Il comune
si estende dai 946 ai 4.635 metri (Monte Rosa) sul livello del mare.
E’ collegato alla statale per Domodossola da una strada a fondo
cieco ricca di tornanti e forti pendenze lunga circa 30 Km.
I primi insediamenti di coloni è avvenuto nel XIII secolo. Si
trattava di un popolo proveniente dall’ elvetica valle di Saas : i
Walser. Stabilitisi nella parte alta della Valle Anzasca, come pure
negli altri centri ossolani di Formazza e Ornavasso. Una volta
valicato il passo del Monte Moro queste popolazioni avrebbero
trovato nell’ampia conca glaciale un luogo idoneo per per sviluppare
la pastorizia e l’agricoltura, caratterizzando con elementi
specifici della loro cultura l’architettura e il dialetto dell’alta
Valle Anzasca.
Ancora oggi sono visibili le tipiche abitazioni Walser, molte
finemente restaurate, con basamenti in pietra, strutture e interni
interamente in legno, i caratteristici balconi ed il tetto a due
falde ricoperto di lastre di ardesia, dette anche piode, o più
raramente legno o paglia.
Il primo nucleo abitato che si incontra dalla statale è
Pestarena, situato su verdeggianti declivi ben individuati dal
toponimo Matu (prato), con cui i Walser definivano la località.
Il secondo centro macugnaghese è Borca, in lingua walser Borfucu,
un tempo sede dell’amministrazione comunale. Nella parte più antica
del paese si trova L’oratorio della Madonna della Neve. Costruito
nel 1653 conserva all’interno una serie di notevoli affreschi
devozionali
La frazione di Pecetto ha una chiara vocazione turistica, ultima
tra le frazioni che formano il comune di Macugnaga : detta Ze Tanu
in lingua walser, il paese di divide in realtà in due località
distinte : Pecetto sotto e Pecetto sopra, all’interno del quale
sorge la Baita Pala dichiarata monumento nazionale quale antico e
significativo esempio di tipica forma architettonica Walser.
Staffa è l’attuale capoluogo comunale situato al centro della grande
valle glaciale di Macugnaga. Qui i walser con l’aiuto di altre
popolazioni, hanno sviluppato l’industria turistica , tipica di
questi luoghi, pur senza cancellare i tratti caratteristici della
loro cultura, visibili chiaramente nel Dorf, piccolo nucleo storico
di Staffa. Qui sorge la Chiesa Vecchia con il cimitero e l’antico
Tiglio all’ombra del quale per secoli si sono tenute le riunioni
della comunità del paese. Il Tiglio di Macugnaga ha settecento anni
di vita, è l’albero più antico e caratteristico del luogo, con una
circonferenza di addirittura sette metri.
Sempre nel centro della frazione si trova la Parrocchiale di
Santa Maria Assunta. Costruita gli inizi del XVIII secolo, è
affiancata da un alto campanile eretto solo nel 1936. L’edificio è a
pianta rettangolare con una sola e sfarzosa navata e rivolge la sua
facciata verso il fondovalle.
Qui una lapide ricorda l’ascensione alla cima Dufour del Monte
Rosa compiuta nel 1889 dal sacerdote Achille Ratti, poi divenuto
papa con il nome di Pio XI
A partire dalla metà del XIX secolo iniziò lo sfruttamento dei
giacimenti auriferi della valle. Dal 1710 in poi venivano avviati
lavori di scavo per oltre 50 km di gallerie minerarie, finalizzate
all’estrazione della pirite aurifera , che per un secolo
contrassegnò la vita della piccola frazione di Pestarena. La miniera
rimase in attività fino al 1961, chiudendo a causa di insostenibili
e aumentati costi di gestione e occupava circa 300 persone, per i
quali l’azienda estrattrice provvide a costruire un vero e proprio
piccolo villaggio.
Attualmente rimangono decine di chilometri di gallerie scavate
nella roccia, una parte delle quali visitabili dai turisti (miniera
d’oro della Guia). Nei decenni seguenti il dopoguerra, Macugnaga ha
avuto un progressivo sviluppo turistico, seguito da una lieve
flessione.
I ghiacciai del monte Rosa fanno di Macugnaga una rinomata meta di
turismo invernale. Il centro dispone di 40 Km di piste di discesa e
moderni impianti di risalita, accoglienti strutture alberghiere e di
ristorazione e negozi di articoli dell’artigianato locale.
Dall’abitato è possibile raggiungere tramite seggiovia il ghiacciaio
del Belvedere e tramite funivia il passo del Monte Moro.
La località è anche frequentata nel periodo estivo, poiché offre
un meraviglioso ambiente naturale alpino, con una verde vallata
incastonata tra le ripide pareti della valle e numerose sorgenti
d’acqua, ruscelli e cascate.È ideale per le passeggiate e per il
trekking in montagna, con diversi rifugi presenti.
A Macugnaga è ancora vivo lo spirito della comunità Walser, con
la sua accoglienza, i suoi costumi, i suoi piatti tipici ed il museo
casa-Walser. Il museo della montagna raccoglie documenti sulle
vicende legate alle scalate del Rosa.
Presso il comune è possibile anche visitare il Museo della
Miniera Aurifera della Guia.
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