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Domodossola

Domodossola Città del Piemonte, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola,
situata sulla destra del fiume Toce. Oscela Lepontiorum, capitale
dei leponzi, fu provincia romana verso il 12 a.C., e venne occupata
dai longobardi nell’Alto Medioevo. Il nome Domus Oxulae ricorda la
costruzione della prima pieve (domus) dell’Ossola, subregione
formata dalla vasta valle del Toce (Val d’Ossola) e da tutte le
valli confluenti. Passata sotto i vescovi di Novara, la città subì
le dominazioni dei Visconti e degli svizzeri del Vallese; nel 1748
fu annessa dai Savoia. Posta all’incrocio di importanti vie di
comunicazione, conobbe una rapida espansione con l’apertura del
traforo ferroviario del Sempione, nel 1906 (la strada era stata
costruita in epoca napoleonica).
L’urbanistica cittadina è caratterizzata da una commistione di
edifici antichi e di edilizia tradizionale alpina, i cui principali
esempi sorgono sulla porticata piazza del Mercato. Monumenti di
particolare interesse sono la collegiata dei Santi Gervasio e
Protasio, ricostruita nell’ XI secolo e rimaneggiata nel 1793; il
Palazzo Silva (1519-1640), ora sede di un museo; il Palazzo detto di
San Francesco, che ospita il Museo di storia naturale; il Sacro
Monte (o monte Calvario), a 3 km, con una Via Crucis del XVII-XVIII
secolo, e, poco distante, la chiesa romanica di San Quirico.
L’attività economica è particolarmente sviluppata nei settori del
commercio e dei servizi legati ai trasporti internazionali.
Domodossola è sede di industrie chimiche e metallurgiche.
Domodossola è un comune di 18.387 abitanti della
provincia del Verbano Cusio Ossola.
La città, gemellata con Briga e Busto Arsizio, si trova alla
confluenza delle sette vallate ossolane (Valle Anzasca, Valle
Antrona, Val Bognanco, Val Divedro, Valle Antigorio, Val Formazza e
Val Vigezzo).
Domodossola ha un’economia prevalentemente basata sul terziario e
sull’industria lapidea sia estrattiva che di lavorazione oltre ad
una sviluppata industria meccanica. Le sue vallate sono ricche di
dighe e centrali idroelettriche.
E’ sede di sezione distaccata del Tribunale di Verbania e di
alcuni uffici di rango provinciale (uffici provinciali dei settori
III e IV, la Motorizzazione Civile e la sede del Pubblico Registro
Automobilistico della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola), oltreché
di Ufficio Locale delle Entrate.
Il centro storico è ricco di siti di interesse artistico, quali
la colleggiata dei SS Gervasio e Protasio, il seicentesco Palazzo
Silva e la pittoresca Piazza del Mercato, tipico esempio di
urbanistica ed architettura ossolana.
Tutta la città gode di uno splendido panorama sulle Alpi
Lepontine da cui è completamente attorniata.
L’esistenza della cittadina è documentata già nel periodo romano;
infatti Oscela Lepontiorum, questo il primo nome di Domodossola, era
un centro di discreta importanza della Gallia Cisalpina. In seguito
alla costruzione, nel medioevo, del Duomo, la cittadina assunse il
nome di Domus Oscelae, poiché possedeva l’unico edificio sacro del
circondario ossolano.
Domodossola fu, per un breve periodo, capitale della Repubblica
Partigiana dell’Ossola, proclamatasi indipendente dopo essere
riuscita a cacciare i tedeschi nel corso della resistenza.
Domodossola è tra le Città decorate al Valor Militare per la
Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d’Oro
al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua
attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
Negli anni ‘50 e ‘60 del Novecento, la città fu segnata da un
importante flusso migratorio. I migranti, provenienti in massima
parte dala regione Calabria, si stanziarono in un quartiere,
denominato con il toponimo di Abissinia. Il quartiere poi, grazia
all’arrivo dei frati Cappuccini, in particolar modo grazie a Padre
Michelangelo Falcioni, il padre spirituale del rione, in uqartere si
trasformò in “Cappuccina”. Per maggiori informazioni su questa
sotira di migrazione Cfr Antonio Ciurleo, Luca Ciurleo, “Da
Abissinia a Cappuccina”, Parrocchia di Sant’Antonio 1956-2006, 2006.
Il centro è inoltre un importante snodo ferroviario servito dalla
linea internazionale del Sempione, che collega l’Italia alla
Svizzera ed a Parigi attraverso un tunnel lungo quasi 20 km.
Viene anche attraversata dalla Statale 33 del Sempione che
consente, attraversando il passo del Sempione, il collegamento
stradale con il canton Vallese svizzero a Briga-Glis.
La città è collegata anche con Locarno grazie ad una linea
ferroviaria a scartamento ridotto di circa 52 km conosciuta come la
Vigezzina.
Domodossola Locarno - il trenino
Nell’ambito dei progetti dell’Unione Europea atti al
miglioramento della rete infrastrutturale, Domodossola avrà un ruolo
notevole nella linea che metterà in collegamento i porti di
Rotterdam e Genova.
All’ingegnere ossolano Giorgio Spezia è dedicato il Liceo Statale
di Domodossola, con corsi di Liceo Classico, Liceo Linguistico e
Liceo Scientifico-PNI. L’istituto ha un’annessa sezione di liceo
classico.
Scuole private, prestigiose soprattutto in passato e ancora adesso
attive, sono: il Collegio Rosmini Maschile (liceo e scuola
alberghiera) e il Collegio Rosmini Femminile (scuole materne,
elementari, medie e licei), dedicate ad Antonio Rosmini.
Nell’alfabeto fonetico in uso in Italia viene utilizzato il D come
Domodossola.
Il 23 settembre 1910 fu teatro dell’atterraggio disastroso di Jorge
“Geo” Chávez Dartnell, primo trasvolatore delle Alpi, che pagò con
la vita la sua impresa.
Persona legate alla città
Massimiliano Blardone, sciatore
Gianfranco Contini, filologo
Alberto Fortis, cantautore
Maurizio Oioli, skeletonista
Antonio Rosmini, filosofo e teologo
The Boys, complesso musicale nato a Domodossola nel 1963, formato da
Gianni e Piero Boldini, Gigi Saccani, Gabriele Menna, Enrico
Tanzarella, Giovanni Vanetti e Bani Miserocchi. Il complesso di
distinse allora per il “sound” elettrico e all’avanguardia animando
le molte serate domesi. Scioltosi il complesso, alcuni componenti si
riunirono per poi formare “I Domodossola”.
I Domodossola, complesso musicale piu volte partecipante al festival
di sanremo a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70.
Dal 1923 è attiva la Sezione di Domodossola degli Alpini. Due sono
le Medaglie d’Oro: Silvestro Curotti (Artigliere Alpino Partigiano
Caduto durante la guerra di Liberazione a Oira di Nonio sul lago
d’Orta il 3 giugno 1944) ed Attilio Bagnolini (Caduto a Passo Mecan
(Mai Ceu) il 31 marzo 1936 nel corso della guerra d’Etiopia).
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