|
Cannobio

Il comune si trova sulla riva nord-occidentale del Lago
Maggiore e allo sbocco della Valle Cannobina; l’estensione del
comune è molto elevata, circa 51 kmq (dal km 29,200 della SS 34, al
km 39,339) dovuta al numero di frazioni sparpagliate nella zona. Si
trova su una direttrice di collegamento internazionale, Strada
Statale 34 del Lago Maggiore che da Gravellona Toce (VB) arriva fino
al Confine di Stato di Piaggio Valmara, sempre nel comune di
Cannobio, che immette in Svizzera. Da Cannobio parte poi la Strada
Provinciale 75 di Valle Cannobina ex Strada Statale 631 della Valle
Cannobina che porta nella valle omonima dalla quale si può
raggiungere, tramite la Strada Statale 337 della Val Vigezzo, la
splendida “valle dei pittori”, il Santuario di Re e Domodossola. È
inoltre collegato con il resto del Lago Maggiore, tramite aliscafo e
battelli che che vengono spesso utilizzati per crociere estive verso
la Svizzera (Locarno, Ascona) o verso il basso lago (Isole Borromee,
Santa Caterina del Sasso (VA)). Il centro principale del comune che
si trova appena entrati, Cannobio, è diviso dalla frazione di
Traffiume dal torrente Cannobino, che nasce nell’alta Valle
Cannobina e sfocia nel lago; le frazioni di Carmine Superiore e di
Carmine Inferiore sono circa 2 km prima dell’abitato principale di
Cannobio, provenendo da Verbania; Socraggio e Pianoni (praticamente
un ex alpeggio con ora molte case di vacanza) sono invece nella
Valle Cannobina, ben distanti dal centro; Sant’Agata, Cinzago,
Ronco, Socragno e Campeglio si trovano invece verso la Svizzera e ci
si arriva tramite una strada comunale; a Marchille invece ci si
arriva tramite un sentiero a piedi; San Bartolomeo Valmara si trova
appena sopra la SS 34, al km 38,200, e ci si arriva tramite una
strada comunale; infine Piaggio Valmara si trova praticamente al
Confine di Stato con la Svizzera. L’economia del paese si basa
soprattutto sul turismo estivo proveniente dalla Germania, dalla
Svizzera, dai Paesi Bassi e dalla Francia e sul frontalierato con la
Svizzera.
Storia
La via principale A. GiovanolaIl paese ha origine antiche, forse
preromane; lo dimostrano alcune sepolture a incinerazione, tornate
alla luce tra il XVI e il XVII secolo nei pressi dell’attuale via
Campo Rezio. Dopo l’annessione all’Impero Romano del nord Italia e
delle vallate alpine (I sec a.C.), Cannobio fu certamente un centro
commerciale e strategico e sede di una flotta lacustre. L’origine
romana del borgo la si può trovare grazie all’identificazione, oggi
piuttosto difficile, del cardo e del decumano, tipico
dell’accampamento romano, tra le vie Antonio Giovanola e Campo Rezio,
dove sorgeva la residenza del comandante della guarnigione. Non si
hanno notizie precise sul cambiamento del paese durante il crollo
dell’impero, ma si pensa che la zona non venne toccata dalle grosse
invasioni barbariche provenienti da nord, al contrario di altre zone
italiane.
Fatti certi sull’esistenza del borgo li troviamo
nel X secolo: nel 929 si sa che di per certo che fu sede di una
curtis regia. L’eta medievale fu senza dubbio molto prospera, specie
dal punto di vista manifatturiero e commerciale e nel 1207 Cannobio
ebbe il titolo di “Borgo”. Il periodo tardo-medievale fu legato alla
storico legame con la città di Milano, alla quale faceva parte anche
nell’ambito diocesano; infatti, Cannobio e alcuni comuni limitrofi
avevano e hanno tutt’ora il Rito Ambrosiano per le funzioni
ecclesiastiche (come Milano), al contrario di altri centri del lago.
Nel 1817 passò poi alla Diocesi di Novara.
Per tutto il periodo che và dalle Guerre
d’Indipendenza Italiane (1818-1860), Cannobio fece parte del
Piemonte sabaudo e fu importante centro di confine (la sponda
orientale del Lago era austriaca); i Cannobiesi ricordano con
orgoglio la celebre difesa contro un attacco austriaco via lago la
notte del 27-28 maggio 1859, che venne respinto. La fine del XIX
secolo è caratterizzata dall’introduzione di numerose industrie,
ormai scomparse, che hanno caratterizzato la storia del paese:
setificio, concerie, cartiera, ecc. Durante le due guerre mondiali,
Cannobio inviò molti dei suoi uomini come soldati al fronte, e molti
di essi non tornarono più. Di recente è stato realizzato un Parco
della Memoria (in una posizione poco frequentata) con lapidi e
monumenti che ricordano i caduti cannobiesi delle due guerre,
spostando il monumento storico ai caduti, in orgine posto al centro
del lungolago.
Il dopoguerra è stato caratterizzato da una forte
immigrazione di persone che provenivano dal sud Italia, dalla
Sardegna e dal Veneto dovuto alla vicinanza del borgo con la
Svizzera che garantiva posti di lavoro per tutti; già allora
infatti, le industrie locali erano in crisi e finirono per essere
chiuse nel giro di un trentennio (l’ultima nel 1989).
Ufficialmente dal 1992, ma praticamente dal 1994,
Cannobio fa parte della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola,
scorporata dalla Provincia di Novara.
Dal 2006, Cannobio è diventato ufficialmente
“Città“, grazie alla sua vocazione turistico-economica.

|