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Belgirate

L'eccezionale posizione panoramica di Belgirate
(circa 500 abitanti), posta all'estremità del promontorio,
costituito dal versante orientale della Motta Rossa, che separa il
bacino inferiore del Lago Maggiore dal Golfo Borromeo, giustifica la
spiegazione popolare che si è data del suo nome come derivante dalle
belle girate determinate dalla curva del lago. Incerto è invece se
in realtà esso derivi da Bulgari associati adi Longobardi o da una
denominazione amministrativa (terrae burgariae, cioè confinarie
nell'organizzazione militare bizantina), o da altri etimi forse
celtici.
Del suo passato pià lontano restano le notizie di qualche
ritrovamento di epoca romana, alcune cappelle e un triscele incisi
nei massi circostanti l'oratorio romanico di S. Paolo, posto ai
confini con Calogna e con Magognino.
Attorno alla chiesetta romanica di Santa Maria e al suo campanile,
tuttora svettante sullo sfondo del lago, si raccolse per secoli la
vita dei contadini e dei pescatori che formavano la piccola
comunità, dipendente in origine economicamente ed ecclesiasticamente
dal manso e dalla pieve di Baveno, prima di diventare, probabilmente
alla fine del Trecento, parrocchia autonoma con le sue dipendenze di
S.Cristina e di Calogna. Il legame profondo con la giurisdizione del
Vergante fu la premessa della incorporazione nel feudo dei Borromeo.
Di qualche prosperità il paese, ricco di vigne, di olivi, e di
boschi, dovette godere verso la fine del Cinquecento, anche per la
presenza di alcune famiglie legate a personaggi importanti dell'
amministrazione spagnola. Ad esse va fatto risalire l'impulso ai
ripetuti ampliamenti della chiesa parrocchiale e alla sua
decorazione pittorica, di cui sono documentate le date del 1586 e
del 1600.
Allo stesso ambiente di contadini - commercianti va attribuito
l'avvio della costruzione dell'Oratorio di S.Carlo, uno dei primi a
lui dedicati a brevissima distanza dalla sua canonizzazione; la
forma primitiva fu ultimata verso la fine del secolo. A quel tempo
(1683) risale la grande tela raffigurante il paese posta nella
cappella di S.Giuseppe come ex-voto per la cessazione della peste
nel 1631, che pure falcidiò la popolazione. Successivo ad essa è
l'ampliamento verso la piazza che costituì la premessa del
trasferimento del titolo parrocchiale, avvenuto nel 1795, in seguito
al quale S.Maria divenne "del suffragio" o più semplicemente "la
chiesa vecchia".
Il succedersi di carestie nel corso del Settecento dovette
costringere molti uomini ad abbandonare l'agricoltura e cercare
occupazione nel commercio sul lago e oltre, alimentando una diaspora
che in diverse ondate si è perpetuata fino ai nostri giorni, specie
nella seconda metà dell'Ottocento e agli inizi del Novecento con la
consistente emigrazione dapprima stagionale e poi definitiva di
molti ombrellai, caratteristica comune a tutti i paesi del Vergante.
Nel corso dell'Ottocento Belgirate fu frequentata da personaggi
illustri, patrioti, poeti e statisti, e ricordata in molti passaggi
di opere letterarie, a cominciare dalla Certosa di Parma di Stendhal
fino a Borsieri, Fogazzaro e a Gozzano.
Costoro diedero impulso alla costruzione di nuove ville investendo
consistenti capitali nella trasformazione dei terreni agricoli più
vicini al lago, dove per secoli si stendevano i vigneti fino a
lambire le acque, in giardini affascinanti per la presenza di
essenze esotiche. Questi lavori e la manutenzione dei parchi che si
affiancavano alle signorili abitazioni dei borghesi locali come i
Bono e i Conelli, furono occasione di lavoro per molti Belgiratesi
impiegati come giardinieri, contadini, inservienti, sarti, barcaioli
al servizio delle facoltose famiglie piemontesi e lombarde che vi
abitavano. Vale la pena di ricordare il patriota e scrittore Pietro
Borsieri, Niccolò Tommaseo, Ruggero Bonghi, testimone degli incontri
di Manzoni e Rosmini, i fratelli Fontana, i fratelli Cairoli,
belgiratesi da parte di madre, e successivamente gli ospiti della
villa dell'editore Treves, tra i quali si ricordano Graf, Verga, De
Amicis, Giacosa Boito, D'Annunzio, lo scultore Bistolfi di cui resta
un famoso bassorilievo nella tomba De Minerbi.
Agli inizi del Novecento risale la decorazione pittorica della
chiesa parrocchiale ad opera di Lugi Morgari, che la rese rinomata
tra le chiese del lago per l'unitarietà della concezione, suggerita
dall'arciprete Gozzini e la delicatezza dell'esecuzione.
Oggi Belgirate è ricercato centro di villeggiatura e di soggiorno.
Vi spicca l'attività congressistica che si svolge in tutte le
stagioni dell'anno presso la Villa Carlotta, albergo qualificato e
prestigioso. Ospita competizioni veliche di grande attrazione e un
importante premio di poesia dedicato a Guido Gozzano.

COMUNE :
http://www.comune.belgirate.vb.it
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