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Baveno

 

Baveno (in piemontese Baven) è un comune di 4.874 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola, situato sulla sponda occidentale del Lago Maggiore.

Oltre che essere un rinomato centro turistico, Baveno è famosa per le cave del granito rosa impiegato per le colonne del Duomo di Milano e della Galleria Vittorio Emanuele II

Baveno fa parte della Comunità Montana Cusio Mottarone.

Dal 2007 è stato creato anche il CCR (ovvero il Consiglio Comunale dei Ragazzi). .Alcuni rappresentanti dei giovani bavenesi hanno ora l'opportunità di "fare sentire la propria voce" in comune, cercando di presentare all'amministrazione comunale validi consigli a proposito della vita dei giovani del paese. Il consiglio comunale dei ragazzi ora in carica sta creando un video, "Alla Ricerca Della Barriera Abbattuta", che tratta delle barriere anchitettoniche e della difficoltà della vita delle persone disabili del paese.

Dal 2001 a Baveno si tiene, durante il periodo natalizio, la manifestazione "un Salto nel Passato". Nelle vie più caratteristiche della cittadina vengono allestite delle postazioni rappresentanti gli antichi mestieri, con figuranti vestiti a tema. Dal 2004 sono state coniati, appositamente per la manifestazione, i "franc", le monete del "salto nel passato", sulle quali è impresso il ritratto di uno dei figuranti. I visitatori possono cambiare i propri Euro in franc, necessari per gustare le specialità proposte alle diverse postazioni.
Si possono trovare il fabbro, il farmacista, gli scalpellini, le indovine, ma anche i pastori, i cuochi e le prostitute, i gendarmi o semplicemente le dame che passeggiano per il paese. Molto caratterisctica è anche l'assidua partecipazione dei bambini nelle manifestazioni: ormai da cinque anni le scuole elementari istituiscono la scuola romana, il timbrificio, la pigiature dell'uva, cantando canzoni catteristiche e indossando i costumi dell'epoca. Chi è vestito coi costumi tradizionali può consumare i pasti (polenta e frittelle) gratuitamente. Alla fine della serata si tiene una votazione da parte dei visitatori, con la vittoria dell'esposizione considareta più caratteristica. Nella sua ultima edizione, tenutasi il 16 dicembre 2007, la manifestazione ha registrato partecipazione di circa 450 figuranti e la presenza (stimata) di circa 20.000 visitatori, confermandosi sempre di più come uno degli appuntamenti più attesi e apprezzati della zona. L'edizione 2008 si terrà il giorno 21 dicembre.

La struttura del campanile è probabilmente datata ad un periodo compreso tra il 1050 e il 1075, quindi anteriore alle forme attuali della facciata della chiesa.
E' a sei piani su pianta quadrata; presentava in origine aperture di ampiezza crescente dal basso verso l'alto, ora tamponate, ad eccezione delle due piccole monofore del terzo piano con archetto e ghiera in laterizio. E' coronato dalla cella campanaria che taglia la preesistente cornice ad archetti pensili, ora solo in parte visibile.

IL BATTISTERO

Al Battistero di accede tramite un porticato a quattro archi a tutto sesto su colonne di granito. Il livello del pavimento è inferiore rispetto a quello del sagrato, da ciò la necessità dei tre gradini.
Ha la pianta all'esterno quadrata e all'interno ottagonale, per via della presenza di nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari ricavate nello spessore della muratura. E' sormontato da un tiburio ottagonale che mostra all'esterno una volta a spicchi, su arco ribassato e che poggia su mensole decorate a motivi vegetali stilizzati.
Sandro Mazza, autore di un approfondito studio sulle murature del Battistero, ha proposto una datazione al V sec.d.C. per analogia con piante di edifici datati a quel secolo (ad esempio il Battistero di Riva San Vitale): a corroborare questa ipotesi, sostenuta anche da altri studiosi, sono richiamate la posizione del Battistero e il ritrovamento di monete di Arcadio e laterizi romani.
Il Kingstey Porter invece ritiene che il Battistero sia stato costruito tra il 1150 e il 1175, parallelamente all'edificazione della chiesa considerando la somiglianza delle mensole di sostegno della volta del Battistero con quelle del portale della Chiesa. Una datazione al XII sec. è proposta anche da Ugo Monneret de Villard.
E' difficile tuttavia, senza un'analisi approfondita delle strutture murarie (attualmente impossibile per il rivestimento d'intonaco esterno) o senza uno scavo all'interno e intorno al Battistero, proporre una datazione solo sulle analogie planimetriche o stilistiche vista la possibilità di imitazione degli schemi più antichi.
Gli affreschi dell'interno sono del VXI secolo, e raffigurano sugli spicchi della cupola i Quattro Evangelisti (Marco col Leone, Marco con l'Angelo, Luca con il Toro e Giovanni con l'Aquila) con Padri della Chiesa (Ambrogio, Agostino, Gregorio Magno e Gerolamo).
Sulle pareti del tiburio episodi della Passione di Cristo; accanto alle finestre le Virtù Cardinali. Il ciclo sulle pareti delle nicchie raffigura la vita di San Giovanni Battista; gli episodi cominciano alla sinistra dell'Altare: Annunciazione della Nascita del Santo, Visita di Maria ad Elisabetta, Nascita del Santo, Preghiera del Battista nel deserto, Giovanni imprigionato da Erode, il Banchetto di Erode, la Decapitazione del Santo. Tutti gli episodi sono ben ambientati in ricche quinte architettoniche, e i personaggi raffigurati sono sia in abiti romani sia in abbigliamento cinquecentesco.
Il portico anteriore è datato 1628.
La forma del battistero è determinata dalle funzioni battesimali che si svolgono al suo interno e viene poi progressivamente modificata col cambiare delle tradizioni.
La forma ottagonale della pianta del Battistero ha un preciso significato simbolico: pone l'evento Battesimo nell'ottavo giorno, giorno della Resurrezione del "Nuovo Adamo" e riconosce nell'ottavo giorno il compimento della Creazione.

VILLA BRANCA

La villa si trova sul lungolago di Baveno davanti al porticciolo: venne costruita tra il 1871 e il 1872 da Sir Henfrey che la volle in questo stile a emulazione del gotico inglese e fu chiamata Villa Clara. Alla morte di Sir Henfrey avvenuta intorno al 1890 la villa rimase chiusa fino al 1898 quando venne acquistata da Maria Scala Branca.
Diversi i contributi di Baveno e dei suoi cittadini alla costruzione dell'edificio: i graniti furono forniti dalla Ditta Elia, pittori e disegnatori furono Guzzi e Parea, mentre gli stuccatori, Lucca, Ferragutti e Lanfranconi, furono chiamati da Milano.
La chiesa, di forma ottagonale, fu costruita qualche anno dopo.
La prima struttura appartenente alla villa è un corpo di fabbrica parallelepipedo, nel quale si aprono cinque finestroni e su cui si affaccia una terrazza con balaustra sormontata da statue classicheggianti.
La villa vera e propria si trova ad altezza maggiore, immersa nel verde e si staglia con la sua grande mole, movimentata da un piano a finestroni e da due ordini di finestre di dimensioni diverse. I tetti hanno a loro volta altezze e dimensioni irregolari e contribuiscono all'effetto di vivacità della struttura. L'edificio è sormontato, sul tetto più alto, da una terrazza, ai cui lati sorgono due torrette con tetto piramidale. L'insieme è coronato da pinnacoli e dalle finiture bianche dei particolari architettonici, in contrasto con il rosso della cortina muraria in mattoni.
L'interno della villa presenta un grande atrio a metà del quale ha inizio una scalinata a doppia rampa che conduce al primo piano dove si trovano diversi appartamenti.
Al secondo piano vi sono le stanze per gli ospiti e le camere di servizio, mentre le cucine e le dispense si trovano nel sotterraneo.
Nella proprietà è visibile anche un finto castello diroccato, edificato nel 1882-1883 allo scopo di mascherare la vista del nuovo Albergo Lido Palace (che ospitò tra gli altri lo statista Churchill e il compositore Wagner) sorto nella Villa Durazzo confinante con il giardino di Villa Branca.

VILLA FEDORA

La villa costruita alla metà del secolo scorso, si trova appena oltre il Torrente Selvaspessa immersa nella ricca vegetazione del Parco Comunale e affacciata sul lago.
La struttura ha in facciata due ali laterali aggettanti che, proseguendo sul retro, formano un piccolo cortile. Il corpo centrale è a tre piani con due logge in stile dorico, sormontate da metope a grottesche su fondo azzurro.
Questo fabbricato a forma di H si collega ad un'altra struttura tramite una sorta di barchessa. Tutto l'insieme è stato ristrutturato in tempi recenti dalla Camera di Commercio che ne è la proprietaria.
E' qui che tra il 1904 e il 1924 soggiornò il noto compositore Umberto Giordano, maestro del nostro Verismo e autore, fra le altre opere, della Fedora (1898) e della Siberia (1903).

IL FILE PDF PER SCOPRIRE BAVENO

 

SITO DEL COMUNE : http://www.comune.baveno.vb.it

 

 

 

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