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Bannio Anzino

Narra una leggenda che Bannio doveva sorgere in
località Gabi di Pontegrande, ma gli abitanti di allora, mentre
procedevano ai lavori, si accorsero che un uccellino tutti i giorni
cinguettava insistentemente intorno a loro, poi raccoglieva una
ramoscello per trasportarlo in uan folta boscaglia nel mezzo di un
incantevole pianoro.
I Montanari, colpiti da questo fatto, decisero di seguire il
volatile e di costruire la chiesa dove esso depose il mucchio di
fuscelli.
Bannio, capoluogo millenario della Valle Anzasca, era già abitata
all'epoca dei Romani, come lo testimonia la necropoli risalente al
100 A.C. e 100 D.C. scoperta negli anni 1953 e 1956, nei pressi
delle Scuole Elementari, dallo studioso banniese Michele BIONDA.
Purtroppo, incendi dolosi hanno distrutto l'archivio parrocchiale
nel 1716 e quello comunale nel 1814. In quest'ultimo erano
deposotati i documenti di tutta la Valle Anzasca, appartenevano al
Comitato dell'Ossola e verso il 1070 pervennero, per eredità, ai
Conti di Biandrate e a questa nobile famiglia rimasero sino al 1291.
immagine ingrandita Cenni Storici - Vista della chiesa e della
piazza (apre in nuova finestra) Passarono poi in possesso del Comune
di Novara, entrarono a far parte dei domini dei Visconti nel 1332 e
fecero poi parte del Ducato di Milano, anche durante la dominazione
spagnola, sino al 1743.
Il Comune della Valle Anzasca, verso la fine del XIV secolo, era
diviso in sei degagne: Drocala (ora Castiglione), Calasca, Civola o
Ciola (ora San Carlo), Bannio, Vanzone e Macugnaga. Bannio era il
capoluogo.
Ogni degagna aveva un Console e si amministrava con il concorso dei
capi famiglia.
Gli affari collettivi erano trattati dal Consiglio Generale, formato
dai Consoli, che si riunivano priama Bannio e poi in Pontegrande.
Il Sindaco generale, nominato dal Consiglio, rappresentava la Valle
presseo il Vicario di Vognogna, che amministrava anche la giustizia.
Il 13 settembre 1743, per il trattato di Worms, la Valle Anzasca
passa al Re di Sardegna Carlo Emanuele III.
Carlo Emanuele IV l'8 dicembre 1798 dovette cederla alla Repubblica
Francese. Il 20 maggio 1814 ritorna al Re di Sardegna Vittorio
Emanuele I.
immagine ingrandita Litografia di inzio '900 raffigurante la milizia
schierata sulla piazza del Santuario (apre in nuova finestra) Nel
1818 la Valle Anzasca fu staccata da Vognogna ed eretta in
Mandamento, con sede a Bannio, in frazione Pontegrande.
Nel 1924 il Mandamento di Bannio venne soppresso ed aggregato a
quello di Domodossola. Nel 1928, a seguito della revisione delle
circoscrizioni comunali, Bannio divenne capoluogo del nuovo "COMUNE
DI BANNIO ANZINO".
A Bannio esistevano due confraternite, ognuna con una proprio
Chiesa. Una era quella dei disciplinati di S. Marta istituita nel
1553, l'altra quella dell'Annunciazione, detta del Gonfalone
risalente al 1565. Per dissidi sorti fra loro, esse vennero
soppresse e ne fu instituita una sola nel 1759 con il nome di
confraternita del Santissimo Sacramento, tuttora esistente.
I suoi componenti, ancora oggi, sono presenti alle processioni
religiose ed ai riti funebri, portano una tunica con cappuccio
bianco ed una mantellina rossa.

SITO DEL COMUNE :
http://www.comune.bannioanzino.vb.it |