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CURIOSITA'
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| L'albero "bottiglia"
dell'Australia
Il baobab è comune nell'arida
Australia settentrionale,
specialmente sul Kimberley Plateau e
nel Territorio del Nord. Noto anche
come albero "bottiglia", la pianta
indigena accumula acqua nel suo
tronco bulboso. Durante i periodi di
siccità, i contadini australiani
tagliano i tronchi delle piante di
baobab come nutrimento per il
bestiame, impedendo che gli animali
muoiano di sete.
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Cerchi nel Grano I
cerchi nel grano (in inglese crop
circles) sono aree di campi di
cereali o coltivazioni simili, in
cui le piante sono state appiattite
sistematicamente per formare varie
figure geometriche. Il fenomeno è
entrato nell'immaginario pubblico
nella sua forma attuale a seguito di
notevoli apparizioni di queste
figure in Inghilterra alla fine
degli anni 1970. Le persone che
studiano il fenomeno dei cerchi nel
grano si fanno talvolta chiamare
umoristicamente "cerealogisti", dal
nome della pseudoscienza che studia
i cerchi nel grano, la cereologia. I
cerealogisti chiamano questi disegni
agriglifi.
In un fenomeno non correlato sono
familiari i cerchi formati dallo
spargimento del micelio dei funghi,
anche se su una scala molto più
piccola. Cerchi piu' vecchi e grandi
non sono talora riconosciuti come
tali quando si siano divisi in archi
o pezzi separati. In Scandinavia e
in Gran Bretagna, il fenomeno dei
funghi o dei gasteromiceti che
formano cerchi in un pezzo di prato,
veniva indicato nel folklore come
älvringar, cerchi dei folletti o
cerchi degli elfi, e veniva
attribuito dalla popolazione a forze
mistiche. Questo fenomeno è comune e
conosciuto come crescita naturale
delle colonie di funghi. |
| Il Doppio Fungo Come
Ben si sà anche la natura e
stravagante.Come in molti ortaggi o
frutti,può capitare che crescano due
"gemelli". Questo splendido fungo è
la prova. |
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Una fuga colorata
Alcune cavallette (del genere
Oedipoda) hanno sviluppato delle ali
posteriori vivacemente colorate.
Quando sono inseguite o disturbate
spiccano il volo mostrando i loro
colori e seguendo una rotta a
zig-zag. Dopo un breve volo
l'insetto nasconde le ali e si
lascia cadere a terra lasciando
stupito il predatore che continuerà
la vana ricerca di un animaletto
colorato, scomparso misterioramente
nel nulla. Il genere Oedipoda
appartiene alla famiglia degli
Acrididi (Acrididae) alla quale
appartengono le cavallette più
familiari, quelle che vivono nei
prati e che riempiono le nostre
campagne dei loro canti.
Le ali degli Ortotteri (che
comprende grilli, cavallette,
locuste) non sono particolarmente
adatte al volo. Il nome stesso "orthoptera"
deriva dal greco orthos che
significa dritto, rigido: attributi
questi che si riferiscono alle ali
anteriori, le quali non favoriscono
un volo particolarmente agile. In
alcuni casi un paio di ali o
entrambi possono essere ridotte o
assenti. In compenso gli ortotteri
possiedono le zampe posteriori molto
sviluppate e adatte al salto.
Proprio per questa loro
caratteristica molti entomologi
tendono a sopprimere il nome
Orthoptera e sostituirlo con il
termine Saltatoria.
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| Colori velenosi Come
accade in vari animali velenosi, i
colori vivaci sfoggiati dalla loro
epidermide rappresentano spesso una
avvertimento per i predatori, che
impareranno facilmente ad evitarli.
E' il caso anche del bruco della
farfalla notturna Hyles euphorbiae,
uno dei più colorati bruchi della
fauna europea, con il suo
rivestimento vistosamente
macchiettato. Le sostanze che lo
rendono velenoso derivano
dall'euforbia, la pianta di cui si
ciba.
Bruco di Hyles euphorbiae
Hyles euphorbiae
nello stadio di farfalla
Hyles euphorbiae appartiene alla
famiglia delle sfingidi (Sphingidae),
facilmente riconoscibili perché si
tratta di grandi insetti dal volo
rapido dotati di una lunga
spiritromba che utilizzano per
succhiare il nettare dei fiori
librandosi davanti ad essi. Il loro
comportamento in volo assomiglia a
quello dei colibrì.
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Il coleottero bombardiere
Il coleottero bombardiere, Brachinus
crepitans, deve il nome al suo
particolare comportamento di difesa:
quando viene disturbato, emette
dall'estremità posteriore, un
liquido volatile dall'odore
pungente, in una nuvoletta di fumo
accompagnata da un piccolo scoppio.
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| Cerura vinula
Uno degli insetti più curiosi è
l'Arpia (Cerura vinula). Il bruco di
questa specie di farfalle notturne
della famiglia dei Notodontidi, è
una larva verde con una specie di
"sella" marrone rossastra e si
confonde molto bene tra le foglie di
salice, di cui si nutre. L'ultimo
paio di pseudozampe è modificato in
organi di difesa con la forma di
grosse corna carnose. Quando
l'animale viene disturbato, dalle
corna esce un filamento roteante,
simile ad una frusta. Per
scoraggiare ulteriormente gran parte
dei loro nemici, questi bruchi
emettono anche una sostanza
irritante da una ghiandola posta sul
torace.
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Le pozioni di
Asterix
E’ passato molto tempo infatti da quando i soldati romani
mangiavano grosse quantità di Aglio
prima dei combattimenti credendolo
capace di trasmettere vigore; oppure
si pensava che lo Scolopendro - una
felce con fronde lanceolate che
cresce in luoghi umidi e
ombreggiati, usata dagli alchimisti
come "filtro d'amore" - rendesse le
persone invisibili; o si piantava
l’Agrifoglio vicino alle case
coloniche per allontanare i fulmini. |
| La strega
curiosa
Fino a non molti anni fa
era facile trovare appesa sulle
porte delle case di campagna una
Carlina acaulis per allontanare gli
spiriti malvagi. Questa sorta di
grossa margherita senza stelo che
cresce nei prati di media e alta
quota, non aveva però alcun potere
magico ma sfruttava la natura della
strega che, pur brutta, era comunque
femmina e dunque curiosa: trovandola
sulla porta della casa in cui voleva
apportare malefizi, ella non
resisteva infatti alla tentazione di
contarne i tantissimi pilucchi della
corolla; e mentre soddisfaceva la
sua curiosità, l’alba giungeva
privandola dei suoi poteri.
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Il Vischio Il Vischio,
pianta che non ha radici ma sugge la
linfa direttamente dal tronco del
suo ospite (acero o melo selvatico)
è usato per abbassare la pressione
sanguigna; i Druidi invece, antichi
stregoni celtici, lo somministravano
agli epilettici. |
| La toilette di
Cleopatra
Anche la vanità aveva un
suo posto nella farmacopea della
foresta. La Saponaria è una bella
pianta con fiori a cinque petali,
rosa o bianchi, e le foglie opposte
molto lanceolate: foglie e radici se
schiacciate nell’acqua danno una
schiuma saponosa che toglie le
macchie d’unto dai tessuti;
mescolata ad un infuso di rosmarino
diventa uno shampoo profumato che
non brucia gli occhi. I Romani la
usavano nei bagni e nelle terme per
curare la pelle. Dall’Atropa
belladonna, pianta dalle grandi
foglie ovali, che cresce rigogliosa
anche nelle falde del monte Còmero,
le signore del cinquecento
ricavavano l’atropina, sostanza che
spruzzata sugli occhi causava una
vistosa dilatazione delle pupille
che le rendeva miopi ma bellissime;
contro gli occhi arrossati o stanchi
usavano invece un distillato
ottenuto dal Fiordaliso. |
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