ORCHIDEE (Phalaenopsis, Cymbidium, Paphiopedilum, Dendrobium)

LUCE: Intensa, ma filtrata. Possibilmente sul davanzale interno di una
finestra oppure davanti ad essa.
TERRENO: Le orchidee si sviluppano su un materiale diverso dal
tradizionale terriccio, in genere composto da corteccia di conifera sminuzzata,
mescolata a pezzetti di polistirolo o argilla espansa.
IRRIGAZIONI: Irrigare senza eccedere. Le orchidee temono più gli
eccessi d'acqua che la siccità.
CURE COLTURALI: Crescendo in un substrato inerte, le orchidee hanno
una forte necessità di concimazioni durante tutto il periodo vegetativo, avendo
estrema cura di rispettare le dosi consigliate. Dopo il rinvaso attendere circa
20 giorni prima di riprendere la somministrazione di fertilizzante.
CURIOSITÀ: L'essenza di vaniglia deriva dai baccelli di un orchidea,
la Vanilla fragrans, coltivata appositamente nelle regioni asiatiche.
AVVERSITÀ: Ruggine, cocciniglia, ragnetto rosso, marciumi radicali.
ERRORI DI COLTIVAZIONE
Ingiallimento delle foglie: la pianta è irrigata eccessivamente o si ha un
ristagno idrico. Caduta fiori: eccesso di acqua.

Le orchidee rappresentano la famiglia più numerosa del regno vegetale, con
oltre 25 mila specie. Tra le specie più appariscenti e facili da coltivare è la
Phalaenopsis, i cui fiori assomigliano a farfalle in volo e durano sulla pianta
per diverse settimane. Le Phalaenopsis possono essere coltivate in qualunque
zona della casa, purché ad una temperatura superiore ai 20°C e con un umidità
elevata. Per questo motivo ne è consigliabile la collocazione in una zona
luminosa del bagno o della cucina. Nelle irrigazioni è importante bagnare molto
bene il substrato, mettendo il vaso in un lavandino e lasciando successivamente
sgrondare l'acqua in eccesso. Il sottovaso delle orchidee non deve mai contenere
acqua. I fiori vanno lasciati sulla pianta senza tagliarli, anche una volta
appassiti.