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..:: AMICI ANIMALI

 

 

 

Alcune curiosità sui nostri amici animali che vivono nei nostri magnifici luoghi,in italia e nel Mondo!

Tuttavia,rendiamoci anche conto,che grazie a uomini senza scrupoli,molte di queste specie sono in via d'estinzione!!

Lemming siberiano
Il Lemmus sibiricus, robusto roditore della Siberia di colore bruno-nero, ha orecchie corte e zampe ricoperte di pelo per difendersi dal freddo. Nei lunghi inverni il lemming sopravvive scavando lunghe gallerie sotto la neve, dove trova erba e altri alimenti.
Lemure dalla coda ad anelli
Questo primate dalla faccia di volpe vive in gruppi di dieci, venti o più individui. Contrariamente ad altri lemuri che vivono per lo più sulle piante, il lemure dalla coda ad anelli, Lemur catta, trascorre gran parte del suo tempo a terra. Vive nelle zone boscose e nelle foreste del Madagascar sudoccidentale, dove si nutre abbondantemente, soprattutto di fichi selvatici e di altri tipi di frutta.
Lepre americana
Lepus americanus La lepre americana ha lunghe zampe posteriori simili a racchette, che in inverno sviluppano irti peli per potersi muovere meglio sulla neve. La morbida pelliccia è bianca in inverno e bruna in estate. Come tutte le lepri, ha la punta delle orecchie nere. Nei suoi spostamenti attraverso il Canada, l'Alaska e gli Stati Uniti d'America nordoccidentali, questa specie subisce grandi fluttuazioni di numero ogni 10 anni circa. Nelle punte massime del ciclo è possibile trovare fino a 12.000 esemplari ogni 2,6 km².
Lepre californiana o jack rabbit
Le orecchie lunghe 20 cm del Lepus californicus permettono di percepire movimenti minimi, ma fungono anche da grandi dispositivi di raffreddamento, tramite la cessione di calore nell'ambiente circostante. La lepre californiana non tollera le alte temperature del deserto e trascorre le giornate riposandosi all'ombra. Sebbene possa raggiungere, anche se per brevi tratti, una velocità di 72 km/h, si stanca subito a causa dell'arsura, divenendo facilmente catturabile dai predatori cui non è riuscita a far perdere le proprie tracce.
Lince pardina
I lunghi ciuffi di peli sulle orecchie della lince potrebbero servire da antenne o da strumenti per la segnalazione della propria presenza. La lince pardina, Lynx pardinus, diffusa in Spagna e Portogallo potrebbe essere una specie particolare oppure solo una varietà di taglia più piccola e dal pelo maggiormente maculato rispetto alle linci dell'Eurasia. Questa lince, in via d'estinzione come tutte le linci che si trovano nell'emisfero boreale, viene cacciata con modi e scopi diversi: con le trappole, per la bellezza della sua pelliccia, o con il veleno o le pallottole, per difendere gli agnelli. La presenza di aziende agricole e piantagioni ha contribuito all'estinzione di questo animale, allontanandolo dal suo habitat.
Lontra gigante del Brasile
Pteronura brasiliensis Questa enorme lontra, che può pesare fino a 34 kg e raggiungere 1,5 m di lunghezza, è particolarmente adatta per la vita nell'acqua. La sua pelliccia, rivestita di grasso, è impermeabile e trattiene il calore corporeo. Quando cercano pesce, il loro cibo preferito, le lontre si spostano talvolta in gruppi di cinque/otto esemplari. Sebbene un tempo vivesse soprattutto nei ruscelli e nei fiumi dell'America Meridionale, la lontra gigante è stata cacciata fino quasi all'estinzione per la sua preziosa pelliccia.
Lontra marina
Le Pribilof Islands, situate tra la Bristol Bay in Alaska e il Mare di Bering ospitano durante l'estate la lontra marina, Callorhinus ursinus. Questo esemplare e i suoi compagni appartengono al branco più grande del mondo, che si ritrova attorno alle Pribilof Islands per nutrirsi nel circostante mare pescoso. I piccoli del branco vengono alla luce su queste isole e si uniscono agli adulti nella lunga traversata verso la loro meta invernale al largo della costa della California meridionale.
Lorichetto arcobaleno
Come indica il nome, il piumaggio di questo pappagallo, presente dall'Indonesia alla Nuova Caledonia e all'Australia, ha tutti i colori dell'arcobaleno. Il lorichetto arcobaleno,Trichoglossus haematodus, si sposta rapidamente in stormi per gustare il nettare dei boccioli di eucalipto. A differenza del colibrì, che estrae il nettare succhiandolo, il lorichetto arcobaleno schiaccia i boccioli con il becco e usa la lingua per raccoglierlo.
Lucertola col collare
Così chiamata a causa delle due strisce nere che le circondano il collo, la lucertola col collare, Crotaphytus collaris, che si è ben adattata a vivere nei deserti degli Stati Uniti d'America Sudoccidentali, per evitare che il calore della sabbia e delle rocce le procuri vesciche, corre con il corpo e le zampe anteriori sollevati dal terreno. Poiché non è in grado di essere pienamente attiva fino a quando la sua temperatura corporea non raggiunge i 23°C, la mattina si espone al sole sulle rocce per riscaldarsi. Può comunque sopportare temperature fino a 45°C, letali per la maggior parte degli altri rettili.
   
   
Macaco giapponese
Questo peloso primate, Macaca fuscata, vive nelle foreste del Giappone, in colonie di 200 esemplari circa, che in alcuni casi possono però sfiorare i 600 individui. Il maschio più forte presidia il centro del territorio controllato dal branco mentre gli altri maschi vengono spinti alla periferia, dove scoppiano spesso lotte con i branchi vicini. I maschi hanno un ruolo importante anche nell'allevamento della prole, fatto inconsueto tra le scimmie.
Macaone del deserto
Questa farfalla, comune nella regione sudoccidentale degli Stati Uniti d'America, si nutre di piante che la rendono sgradevole a uccelli e rettili. È comunque ricercata dai collezionisti per la sua magnifica colorazione nera, con venature blu e gialle e una macchia rossa sulle ali. Il macaone del deserto, Papilio polyxenes, è detto anche farfalla dalla coda forcuta, per l'appendice simile a una lunga coda che si diparte dalle sue ali posteriori.
Macropo dal naso rosso
Per un macropo dal naso rosso, Macropus rufogriseus, tre individui sono già una folla. A differenza infatti della maggior parte dei macropi e dei canguri, che si aggregano in gruppi ben strutturati, il macropo dal naso rosso è più solitario. Questa madre e il suo piccolo si uniscono ad altri della loro specie solo quando escono dalla foresta, solitamente di notte, per pascolare nelle radure. Le varie specie di macropi sono diffuse nell'Australia orientale e in Tasmania. Importati in Nuova Zelanda, i macropi dal naso rosso hanno trovato un habitat congeniale, privo di predatori naturali quali per esempio il cervo rosso o la volpe rossa, moltiplicandosi e divenendo un vero problema per i raccolti, cui arrecano gravi danni.
Mallee Fowl
Invece di utilizzare il calore del proprio corpo per incubare le uova, il Mallee Fowl, Leipoda ocellata, volatile simile al tacchino, che vive in Indonesia e in Australia, scava una piccola fossa riempiendola di compost (humus). Il maschio quindi controlla assiduamente che la temperatura sprigionata dalla materia organica in questa specie di forno rimanga costante intorno ai 33°C, aggiungendo o togliendo humus. Altri volatili simili a questi utilizzano invece come fonte di calore i getti dei vapori vulcanici.
Mara o cavia della Patagonia
Con le sue zampe lunghe e sottili, il mara, Dolichotis patagonum, assomiglia più a una lepre che a un porcellino d'India. È un buon corridore e saltatore, in grado di sopravvivere tra le erbe e gli arbusti della Patagonia, la regione semidesertica dell'Argentina, in cui vive in branchi fino a quaranta esemplari. Le coppie di mara sono monogame e possono generare fino a tre o quattro figliate all'anno. Il mara è in diminuzione rispetto alle lepri europee, introdotte dai coloni.

Markhor
Il markhor, Capra falconeri, riconoscibile dalle corna a spirale e dall'irsuta criniera sul petto, è una capra selvatica che abita le ripide pendici rocciose dell'Himalaya occidentale. Il markhor, ha un forte senso dell'equilibrio e riesce persino ad arrampicarsi sui rami degli alberi; purtroppo rischia l'estinzione, perché è oggetto di un'intensa caccia.
Marmotta Bobak
La marmotta Bobak, come la maggior parte delle marmotte, è una grande scavatrice: le spalle muscolose e la struttura tarchiata le permettono di scavare anche attraverso l'argilla più dura. Questa marmotta, che vive nell'Himalaya, trascorre la maggior parte del tempo nei cunicoli, in famiglie di una ventina di esemplari. Prima di ritirarsi per l'ibernazione invernale, per difendersi dal freddo, chiude il tunnel di entrata della tana con uno strato di terra spesso fino a 6 m. Durante il letargo invernale più profondo, la marmotta riduce il numero degli atti respiratori fino a 12-20 al minuto ed è completamente inerme.
 

Martora comune
La martora comune, Martes martes, della famiglia dello zibellino, dell'ermellino e del visone, vive nelle foreste, dall'Europa occidentale fino alla Siberia, trascorrendo la gran parte del suo tempo fra gli alberi, dove si muove con agilità. La sua dieta è costituita da piccoli vertebrati, come topi e scoiattoli, che uccide con un morso sul retro del collo; si nutre anche di bacche, frutti di bosco e miele.
Megattera
La Megaptera novaeangliae, un cetaceo dalle caratteristiche pinne bianche e carnose, vive lungo le coste oceaniche di tutto il mondo. Alla nascita, una megattera pesa 1,3 tonnellate circa; un esemplare adulto può raggiungere quasi i 16 m di lunghezza e un peso di 46 tonnellate circa. Utilizzando la pressione esercitata dalle bollicine soffiate attraverso le narici, le megattere sono solite sospingere verso la superficie dell'acqua enormi branchi di pesci per poi sollevarsi e inghiottirli. Questi cetacei e altre specie di balene hanno corso il pericolo di estinguersi per l'intensa caccia della quale erano vittime a causa dell'olio e della prelibata carne che da esse si ricavano. Nel 1966 la maggior parte dei Paesi del mondo ne decise la protezione, finché nel 1986, grazie a una serie di accordi internazionali, si giunse alla sospensione della caccia alla balena, anche se alcuni continuano a praticarla con il pretesto di "scopi scientifici".
 Mestolone rosato
Questo uccello dalle lunghe zampe e dal piumaggio rosato è dotato di un becco a forma di cucchiaio, particolarmente adatto alla pesca nelle acque basse delle zone umide e delle paludi, che utilizza per raccogliere insetti, larve e vermi. Animale diffuso in tutta l'America Meridionale fino alle regioni sudorientali degli Stati Uniti d'America, il mestolone, Platalea ajaja, sta scomparendo a causa della distruzione del suo habitat naturale.
Migliarino variopinto
Spesso definito sgargiante, il migliarino, Passerina ciris, trascorre le estati nei boschetti lungo i fiumi delle regioni sudorientali degli Stati Uniti d'America e sverna nell'America Centrale. Il maschio sfoggia un arcobaleno di colori, mentre la femmina è giallo-verde iridescente. Il piumaggio variopinto e il dolce canto gorgheggiante lo rendono un comune uccello da gabbia.
Moloc o diavolo pungente
Ricoperta dalla testa alla coda da aculei simili a spine, questa lucertola lunga 20 cm e presente in Australia ricorda un dinosauro in miniatura. Contrariamente al suo aspetto spaventoso, è un animale indolente e innocuo. Il diavolo pungente, Moloch horridus, si nutre quasi esclusivamente di formiche nere e ne può mangiare 1800 a pasto. A contatto con l'acqua, la sua pelle assorbe il liquido e una rete di solchi che si forma fra le sue scaglie convoglia l'acqua in direzione della bocca.
Morfo delle nevi
Le grandi ali blu di questa farfalla, Morpho rhetenor, della famiglia dei morpho (tipica delle zone tropicali) sono utilizzate per fare gioielli e ornamenti. Il morfo delle nevi vive nelle volte formate dalla foresta pluviale dell'America Centrale e dell'America Meridionale, ma è anche allevato in aziende agricole a scopo commerciale. Le ali di questa farfalla sono molto apprezzate poiché i pigmenti colorati non sono soggetti a svanire col tempo, ma fanno parte della struttura alare, come cristalli.
Mostro di Gila
Il mostro di Gila, Heloderma suspectum, una lucertola velenosa, è molto temuto nel Sud-Ovest degli Stati Uniti d'America, sebbene il suo morso sia di rado fatale. Questa lucertola, dalla grossa testa e le gambe corte, è lunga 60 cm e si sposta con molta lentezza. Si nutre di uova ma anche di topi appena nati e uccelli, avvertendo l'odore che lasciano su sabbia e roccia tramite la lingua. Poiché accumula grasso nella sua spessa coda, può sopravvivere per mesi, a volte anni, senza mangiare.
Mulgara
Il mulgara, Dasycercus cristicauda, abitante dei sabbiosi deserti dell'Australia Centrale, è noto anche come "topo marsupiale dalla coda crestata". Per abitudini e aspetto, il mulgara ricorda il suricata grigio, uno degli erpestini dell'arida Africa meridionale, soggetto favorito dei documentari naturalistici. Entrambe le specie si nutrono di insetti, scorpioni e piccoli vertebrati, vivono in tane, siedono sulle cosce e amano crogiolarsi al sole. A differenza del suricata, estremamente socievole, il mulgara è un solitario: ogni tana, infatti, ospita un solo animale, fatta eccezione per le femmine con la prole.
Nandù
Questo uccello simile a uno struzzo non è in grado di volare, ma le sue grandi ali lo aiutano a sopravvivere nelle praterie dell'America Meridionale; infatti il nandù, Rhea americana, è un veloce corridore e utilizza le ali per scegliere la direzione voluta e virare rapidamente a elevate velocità. E erbivoro, supera 1,5 m di altezza e raggiunge il peso di 25 kg.
Narvalo
I biologi marini non concordano pienamente sulla funzione della zanna, simile ad un corno, del maschio del narvalo, Monodon monoceros. Alcuni avanzano l'ipotesi che si tratti di un organo per rompere il ghiaccio, smuovere il fondo marino alla ricerca di una preda o per dissipare il calore corporeo in eccesso, ma la maggior parte ritiene che la sua funzione sia legata all'accoppiamento e alla lotta contro i maschi rivali. Nel corso delle migrazioni, i narvali possono raggrupparsi in banchi di centinaia o persino migliaia nel loro habitat artico.
Nasica
Appartenente al gruppo di scimmie chiamate entelli, la nasica, Nasalis larvatus, deve il suo nome al grosso naso pendulo del maschio, che, secondo una delle tante ipotesi, servirebbe da camera di risonanza vocale, amplificandone i richiami. Abile nuotatrice, la nasica vive nelle foreste di mangrovia della costiera del Borneo, dove si nutre di foglie e frutti.
Nibbio delle Everglades
Questo falco, Rostrhamus sociabilis, che misura 40 cm circa, si nutre principalmente di lumache. Quando la lumaca esce per nutrirsi di piante, l'uccello la trafigge con il suo becco uncinato. Nidifica nei cespugli tra Florida e Argentina, ma nelle paludi Everglades ne sono rimasti solo una dozzina di esemplari a causa dell'estensiva bonifica. Nell'America Meridionale nidifica in colonie da 20 fino a 100 esemplari, caratteristica insolita per i falchi.
Numbat o formichiere a strisce
Quando i colonizzatori di lingua inglese in Australia incontrarono una piccola e graziosa creatura che raccoglieva le termiti con la lunghissima lingua appiccicosa, la chiamarono subito anteater, "formichiere". Attualmente si preferisce riscoprire i nomi aborigeni degli animali originari della zona, così oggi questo formichiere a strisce, Myrmecobius fasciatus, così chiamato per le sue strisce bianche e nere su sfondo rosso volpino, viene chiamato anche numbat. In passato il suo territorio giungeva a est fino al Nuovo Galles del Sud, mentre oggi lo spazio vitale di questo animale in via d'estinzione si è ristretto ai terreni boscosi vicino a Perth, nella zona sudoccidentale, ricca di wandoo e di jarrah, due specie di eucalipto che ospitano le termiti, le prede preferite dei formichieri.
Oca canadese delle Aleutine
Come altre specie di oche, anche l'oca canadese delle Aleutine, Branta canadensis leucopareia, è monogama: si accoppia una sola volta nella vita e rifà il nido negli stessi luoghi anno dopo anno, al ritorno dalle migrazioni invernali verso sud. L'oca delle Aleutine è una sottospecie dell'oca canadese comune e nidifica nei prati e nelle paludi dell'interno nelle isole Aleutine in Alaska. Il predatore per lei più temibile è la volpe, giunta in queste isole tra il 1830 e il 1840. Nel 1975 rimanevano solo 760 esemplari di questa specie, ma nel 1991, grazie ai continui sforzi per allontanare le volpi dalle isole, la popolazione era cresciuta fino a oltre 6000 esemplari.

Okapi
Questo maschio di okapi, un parente della giraffa, non ha difficoltà a trovarsi un riparo nella vasta foresta pluviale della Repubblica Democratica del Congo. Gli okapi sono tra i numerosi animali che hanno il loro rifugio nella foresta, come i gorilla, le scimmie e una notevole varietà di volatili. La foresta pluviale è attraversata da una fitta rete di fiumi che sfociano nell'Atlantico.
Opossum del Nord
Molti ritengono erroneamente che tutti i marsupiali vivano in Australia e nelle isole vicine. In realtà 70 specie circa, un quarto del totale, sono originarie delle Americhe. Di queste, la maggior parte abitano le foreste e le praterie dell'America Centrale e dell'America Meridionale, ma lo spazio vitale dell'opossum del Nord, Didelphis virginiana, si estende dal Costa Rica fino alle zone meridionali del Canada. Può vivere, oltre che nei boschi, nei campi e nelle fattorie, anche nelle città. Questo onnivoro è fornito di ben 50 denti che gli consentono di masticare il cibo.

   
 
   
Orangotango
L'orangotango marrone rossiccio, Pongo pygmaeus, si trova solamente nelle foreste pluviali completamente isolate del Borneo e della regione settentrionale di Sumatra. Spostandosi con eleganza tra gli alberi, questi primati arboricoli trascorrono la maggior parte del tempo nelle zone paludose dei bassopiani, dove si cibano di frutta, foglie, fiori, fusti e insetti. La caccia e il commercio sono state storicamente le maggiori minacce per gli orangotanghi, ma ora il principale pericolo di estinzione è la scomparsa del loro habitat nella foresta pluviale tropicale.
Ornitorinco
Questo strano mammifero è dotato di un particolare becco corneo, simile a quello di un'anatra e particolarmente sensibile al tatto. Esso permette all'ornitorinco, Ornithorhynchus anatinus, di individuare prede quali insetti, gamberetti d'acqua dolce e vermi nei fondali di fango e ghiaia di corsi d'acqua e laghi dell'Australia orientale e della Tasmania. Degni di nota sono anche gli aculei velenosi di cui sono provviste le caviglie del maschio, usati per respingere i rivali durante il periodo della riproduzione. L'accoppiamento stesso termina nel modo più felice, ma anche più insolito per un mammifero: la deposizione di una coppia di uova.
Orso bruno
Nonostante una notevole frammentazione in varie sottospecie, l'orso bruno, Ursus arctos, è tuttora il membro più diffuso della sua famiglia. È presente in regioni sparse dalla Spagna al Giappone e nel nord delle Montagne Rocciose degli Stati Uniti d'America, con una diffusione maggiore in Russia, Alaska e Canada. L'ampia gamma della specie comprende molte varianti, dall'enorme orso bruno che abita le fasce costiere dell'Alaska e della Kamcatka fino ai più piccoli dell'Europa meridionale, dove gli esemplari maggiori e più pericolosi furono eliminati molto tempo fa. L'orso bruno ha pelliccia di colore variabile dal marrone chiaro al grigio-nero; nelle zone interne dell'America settentrionale, a causa del mantello coperto di ghiaccio, viene chiamato grizzly.
Orso dagli occhiali
Questo orso sudamericano può vivere in una grande varietà di habitat, dai bassi deserti vicino alla costa del Pacifico alla foresta andina e alla fredda e brumosa steppa alpina nota con il nome di páramo. Come la maggior parte dei plantigradi, l'orso dagli occhiali, Tremarctos ornatus, è onnivoro. E inevitabile che la sua fame di frutta, ortaggi e carne sia poco gradita a contadini e allevatori. Dopo il tapiro, l'orso dagli occhiali è il più grande mammifero terrestre dell'America Meridionale. Per preservare una specie di tali dimensioni e mobilità non basta creare piccole riserve isolate in un mare di insediamenti umani, ma occorre una vera e propria rete di zone protette che permetta all'orso di sopravvivere.
Orso tibetano
L'Ursus thibetanus, essendo un orso di taglia ridotta rispetto a quelli polari o ai grizzly, ha nemici naturali quali tigri, lupi e orsi bruni. L'orso tibetano, che trascorre la maggior parte del tempo sugli alberi, dove si ciba di formiche, semi e frutta, vive nelle foreste che si estendono dal Pakistan alla Corea, come pure nelle isole del Giappone e di Taiwan; in seguito alla deforestazione, il numero degli esemplari è in diminuzione.
Otarda
Questo enorme uccello, del peso di 15 kg e con un'apertura alare di 2,4 m, ostenta un particolare rituale di corteggiamento. Il maschio dell'Otis tarda rotea le penne posteriori, mostrando così le parti bianche nascoste, e gonfia d'aria le sacche poste nella gola. Adatta alla vita nelle pianure aperte di Africa, India e Australia, l'otarda depone le uova nelle depressioni del terreno.
Panda gigante
Il panda gigante, Ailuropoda melanoleuca, è conosciuto ovunque nel mondo, eppure conta pochi esemplari. Solo mille circa di questi orsi cinesi, che mangiano bambù, vagano per le boscose montagne all'estremità orientale dell'Altopiano del Tibet, dove hanno molto risentito dell'abbattimento degli alberi e della caccia di frodo. Le specie con pochi esemplari sparsi sono particolarmente vulnerabili all'estinzione e ad altri eventi naturali. Malattie o la periodica scarsità di un particolare tipo di bambù possono essere sufficienti a minacciare la sopravvivenza dell'amato panda. Recenti misure prese per fermare l'abbattimento delle restanti foreste e per mettere in contatto gli esemplari tramite la formazione di "corridoi" che riproducono le condizioni ambientali del loro habitat, fanno sperare che il panda gigante possa sopravvivere.
Pangolino tricuspide
Con il dorso ricoperto di scaglie scure, il pangolino tricuspide, Manis tricuspis, animale notturno dell'Africa Occidentale e Centrale, assomiglia più a una pigna allungata piuttosto che a un mammifero. Quando si sente minacciato, si appallottola, lasciando visibile soltanto uno scudo di scaglie inattaccabile. Il pangolino vive in cima agli alberi della foresta pluviale, non è provvisto di denti e utilizza il muso allungato e la lingua, vischiosa e molto lunga (fino a 18 cm), per catturare formiche e termiti.
Pappagallo Saint Vincent
Goffo sulla terra e nell'aria, questo pappagallo parlante di colore blu e dal becco giallo e arancio è un buon arrampicatore, abilità estremamente importante per sopravvivere nelle foreste. Questa specie di pappagallo, Amazona guildingi, che raggiunge i 40 cm di lunghezza, prende nome dal luogo in cui vive, l'isola di Saint Vincent, dove tuttavia i biologi temono si estinguerà presto.
Pecora crinita
Questo eccellente animale saltatore vive sui monti desertici dell'Africa Settentrionale, ad altitudini prossime ai 3700 m. Caratterizzato da una frangia di pelo sul torace e sulle zampe anteriori, lo si può incontrare di mattina e di sera, da solo o in piccoli branchi. Questa specie, Ammotragus lervia, è in via d'estinzione nella maggior parte delle regioni d'origine, mentre è stata introdotta negli Stati Uniti Sudoccidentali, dove ora vive in libertà.

Pecora delle Montagne Rocciose
Violenti scontri testa contro testa decidono quale maschio di pecora delle Montagne Rocciose, Ovis canadensis, potrà accoppiarsi. Le femmine preferiscono i maschi dalle corna più grandi, che indicano maturità e capacità di procacciare cibo. Per proteggersi il maschio ha sviluppato un doppio strato osseo nella scatola cranica, ma le collisioni lo lasciano comunque momentaneamente stordito. Quasi 30.000 di questi ovini, dagli arti corti ma dalla presa sicura sul terreno, vivono nelle Montagne Rocciose e nelle Monti Bighorn. Le precarie e ripide scarpate degli argini fluviali di natura rocciosa offrono protezione dai lupi predatori.
Perioftalmo
Questo insolito tipo di pesce può abbandonare l'acqua e perfino arrampicarsi sugli alberi. Il perioftalmo, Periophthalmus chrysospilos, è diffuso presso le distese fangose delle paludi di mangrovie dell'Indonesia. Utilizza la sua capacità di respirare fuori dall'acqua per andare alla ricerca di cibo tra il terreno fangoso lasciato scoperto dalla bassa marea. Questo pesce dagli occhi sporgenti utilizza le pinne per elevarsi in posizione eretta. I perioftalmi si scambiano frequentemente dei segnali per evitare dispute relative al territorio.
Pernice bianca dalla coda bianca
Quando è minacciata, la madre della pernice bianca, Lagopus leucurus, finge di essere ferita, attirando verso di sé il predatore e dando in tal modo l'opportunità alla prole di mettersi in salvo, prima di fuggire lei stessa. Parente dell'urogallo, la pernice bianca dalla coda bianca vive preferibilmente oltre i 600 m, nelle zone rocciose delle Montagne Rocciose del Canada e degli Stati Uniti d'America. Per aiutarne la mimetizzazione, il piumaggio di questo volatile muta colore a seconda delle stagioni: bianco in inverno, diventa screziato di marrone e giallo in estate.
Pesce pagliaccio
Questo pesce di colore giallo e bianco, diffuso nel Mar dei Coralli e in altre acque tropicali nella regione occidentale dell'Oceano Pacifico, si rifugia tra i tentacoli velenosi di un anemone di mare. Le squame del pesce pagliaccio, Amphiprion percula, producono una bava che contiene una sostanza chimica in grado di inibire le cellule urticanti dell'anemone. Questo pesce, comunque, si avvicina sempre con circospezione a un anemone, sfiorandone leggermente alcuni tentacoli prima di avventurarvisi: se infatti dovesse cercare rifugio in un anemone di specie sconosciuta, finirebbe per essere colpito, avvelenato e divorato come ogni altro pesce.
Picchio di Gila
Questo picchio del deserto, Melanerpes uropygialis, presente nella zona sudoccidentale degli Stati Uniti d'America e del Messico Occidentale, prepara il proprio nido scavando con il becco in grandi cactus. Dal momento che l'apertura ricavata nel cactus impiega molto tempo ad asciugarsi, il picchio utilizza lo stesso buco per anni e difende gelosamente il proprio territorio. Il picchio di Gila possiede un elegante piumaggio a strisce bianche e nere e il maschio è riconoscibile da uno splendido cappuccio rosso.
Picchio dorato delle Ande
Questo picchio, Colaptes rupicola, di colore marrone chiaro, che ama cercare il cibo rovistando nel terreno, vive nei dirupi montani delle Ande fino ai 4700 m. Sia i maschi sia le femmine si occupano di scavare nuovi buchi per i nidi, anche se poi non nidificano ogni anno. Questo uccello ha striature bianche e nere che lo rendono simile a uno svasso e arriva fino a 33 cm di lunghezza.
Picchio fringillide
Questo straordinario fringuello presenta la particolarità, estremamente rara tra gli uccelli, di servirsi di uno strumento per procurarsi il cibo. Dopo aver praticato un foro in un albero servendosi del becco, l'uccello vi inserisce un ramoscello o la spina di un cactus per estrarne gli insetti. Di colore grigio-marrone e poco appariscente, il picchio fringillide, Camarhynchus pallidus, appartiene a una delle quattordici specie di fringuelli strettamente imparentati con quelli delle Galápagos studiati da Charles Darwin per mettere a punto la sua teoria dell'evoluzione delle specie viventi.
Picchio muratore
Durante la stagione della nascita dei piccoli, il picchio muratore, Sitta europaea, grande come un passero, utilizza l'argilla per restringere il più possibile l'apertura del nido, in modo da scoraggiare i predatori. Comune in Europa e in Asia, nasconde le noci nelle cavità degli alberi che spesso scava con il suo becco. E goloso in particolare di nocciole. L'agile picchio può saltare di lato e all'indietro e può scendere dagli alberi a testa in giù.
Picchio vanga del Madagascar
Il picchio vanga del Madagascar, Hypositta corallirostris, appartenente alla famiglia di uccelli chiamati averle, vive esclusivamente nelle foreste pluviali orientali dell'isola del Madagascar. Come il picchio comune, usa il piccolo becco per cercare insetti nei tronchi e nei rami degli alberi, ma quando è in cerca di cibo, si arrampica verso l'alto, anziché scendere in basso. Dopo essere giunto sull'isola, il picchio vanga si differenziò in dodici specie, ciascuna delle quali prese possesso di una delle nicchie ecologiche disponibili, in base alla quale adattò le proprie dimensioni, il colore e la forma del becco.

Pinguino imperatore
Quest'uccello dell'Antartide, incapace di volare, si tuffa fino a una profondità di 200 m alla ricerca di calamari e pesci. Il pinguino imperatore, Aptenodytes forsteri, (alto circa 1,2 m e del peso di circa 45 kg) rappresenta la varietà più grande; non fa il nido e non difende il proprio territorio. Il maschio porta l'unico uovo della propria compagna sulle zampe, protetto da una piega della pelle, mentre la femmina si allontana per due mesi e ritorna quando il piccolo è nato.
Pipistrello dalle lunghe orecchie
Questo piccolo pipistrello, Plecotus auritus, si trova in tutta l'Eurasia, ma anche in una vasta area che va dall'Irlanda, a ovest, fino a Ostrov Sahalin e al Giappone, a est. Ha l'abitudine di volteggiare nelle zone ricche di vegetazione cercando di catturare gli insetti dalle foglie e dai rami. I più piccoli presi in volo sono mangiati immediatamente mentre quelli di maggiori dimensioni vengono riposti in una sacca di pelle che si trova tra le zampe del pipistrello per divorarli in un momento successivo.
Piranha
Questo vorace predatore vive in grossi branchi nei fiumi dell'America meridionale e centrale. Lunghi fino a 30 cm, i piranha, Serrasalmus nattereri, si cibano di pesci più piccoli, ma attaccano qualsiasi cosa cada in acqua. Grazie a denti molto affilati e robusti, sono in grado di addentare e staccare senza sforzi la carne dalla preda. Un branco di piranha può divorare un animale di 45 kg in meno di un minuto.
Pirocefalo
Questo abitante della foresta cattura gli insetti in volo grazie alle setole poste intorno al becco, che formano una specie di rete. E solito nidificare su nidi abbandonati, costruendo il nuovo riparo un po' come avviene per la costruzione dei nuovi piani di un edificio. Il maschio si distingue per il brillante colore scarlatto del corpo e del petto. Il pirocefalo, Pyrocephalus rubinus, è diffuso nelle zone sudoccidentali degli Stati Uniti d'America fino all'Argentina, comprese le Galápagos.

Procione lavatore
Il procione lavatore, Procyon lotor, abita foreste, boscaglie, campi e zone umide in tutta l'America settentrionale, dal Canada meridionale a Panamá. Ha la taglia di un grosso gatto, con pelliccia grigio-fulva, lunga coda ad anelli grigi e neri e mascherina nera intorno agli occhi. Non si allontana mai molto dai corsi d'acqua, in cui cerca con i suoi arti anteriori, abili e sensibili, gamberi d'acqua dolce, rane e vegetali. Questa abitudine di scandagliare le acque basse alla ricerca di cibo dà origine al mito secondo cui laverebbe ciò che mangia. L'intelligente procione lavatore è facilmente addomesticabile e viene cacciato per la carne e la pelliccia.
Pudu andino
Piccolo e tranquillo, questo tozzo cervo della regione settentrionale delle Ande si muove furtivamente attraverso l'umido sottobosco della foresta, nutrendosi di felci e foglie di teneri arbusti. Ingerendo cibo ricco d'acqua, il pudu, Pudu mephistophiles, può resistere a lungo senza bere. I branchi lasciano a volte i loro escrementi in grandi mucchi comuni, probabilmente per marcare il territorio. La distruzione del suo habitat, la competizione con i cervi introdotti dall'Europa e gli attacchi sempre più frequenti da parte dei cani, stanno aumentando il rischio di estinzione del pudu andino.
Quetzal
Bello e sempre più raro, il quetzal, Pharomachrus mocino, è l'uccello nazionale del Guatemala (che dà anche il nome all'unità monetaria). Il quetzal ama nutrirsi di frutta e bacche e abita nelle foreste pluviali, dal Messico meridionale a Panamá. Le lunghe piume della coda (60 cm) costringono il maschio a prendere lo slancio per il volo saltando all'indietro dai rami degli alberi per non danneggiarsi il piumaggio.

Raganella
Questo piccolo anfibio degli Stati Uniti d'America orientali, una delle cinquecento specie degli ilidi (anuri), ha dita provviste di ventose che le permettono di aderire alle foglie e saltare di ramo in ramo. La raganella Hyla cinerea è in grado di cogliere le minime variazioni di pressione atmosferica e di mettersi al riparo ore prima dell'arrivo del freddo. Vive in prossimità dell'acqua, dove depone le uova.
Raganella trasparente
La parte inferiore di questa rana è traslucida e permette di vedere gli organi interni dell'animale, compreso il piccolo cuore che pulsa. La raganella trasparente, Centrolenella vireovittata, vive tra il fogliame degli alberi dell'America Meridionale e Centrale e misura solo poco più di 3 cm. Depone le uova all'interno di una massa gelatinosa sulle foglie degli alberi che si trovano nelle vicinanze di impetuosi corsi d'acqua. I girini, dopo lo schiudersi delle uova, trovano rifugio sul fondo ghiaioso dei torrenti.
Rana di Darwin
Scoperta da Charles Darwin durante il suo famoso viaggio nell'America Meridionale, questa rana, Rhinoderma darwini, che vive nel Cile, adotta una strana strategia riproduttiva. La femmina depone solo da venti a quaranta uova ben custodite da più maschi, uno dei quali, quando i girini iniziano a muoversi all'interno delle uova, ne inghiotte alcune nei suoi sacchi vocali, che fa scendere tra le zampe. I girini in seguito si sviluppano all'interno del maschio e nascono già adulti uscendo dalla bocca del padre adottivo.

Rinoceronte indiano
Per evitare il caldo e le punture delle mosche, il Rhinoceros unicornis, un mammifero dotato di corazza, passa diverse ore della sua giornata a sguazzare nelle pozze di fango delle pianure alluvionali del Gange e di altri fiumi dell'India nordorientale. Unicorno e con spalle e arti superiori ricoperti di protuberanze simili a verruche, questo solitario animale dall'aspetto primitivo si ciba di erba e piante acquatiche. In tutto il mondo si contano attualmente poco più di 1.400 esemplari di rinoceronte indiano.
Rinoceronte nero
Diceros bicornis Gli esemplari più grandi di rinoceronte nero arrivano a pesare poco più di una tonnellata per 3 m di altezza; il corno maggiore è lungo fino a 80 cm. I corni di questi animali sono utilizzati nello Yemen per foggiare le impugnature degli stiletti e in Asia orientale come medicinali e afrodisiaci. Un singolo corno di rinoceronte può valere migliaia di dollari al mercato nero; per questo, sia il rinoceronte nero che il suo parente stretto, il rinoceronte bianco, sono stati cacciati fino quasi alla loro estinzione. Il rinoceronte nero viveva una volta in tutta l'Africa a sud del Sahara, mentre attualmente la sua presenza è circoscritta ai parchi nazionali. Per evitare l'unione tra consanguinei e per assicurarsi la sopravvivenza della specie, gli addetti dei parchi trasportano i rinoceronti su autocarri tra riserve naturali isolate per l'accoppiamento.
 

 

 

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