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..:: AMICI ANIMALI

 

 

 

Alcune curiosità sui nostri amici animali che vivono nei nostri magnifici luoghi,in italia e nel Mondo!

Tuttavia,rendiamoci anche conto,che grazie a uomini senza scrupoli,molte di queste specie sono in via d'estinzione!!

Armadillo gigante
L'armadillo gigante, Priodontes giganteus, è un mammifero corazzato che vive nelle foreste e nelle savane dell'interno dell'America Centrale e dell'America Meridionale, dove scava il terreno in cerca di formiche, termiti, vermi e insetti. L'armadillo gigante può pesare 50 kg e superare i 91 cm di lunghezza. Pur essendo una specie che popola la Terra da quasi 55 milioni di anni, l'armadillo riesce con difficoltà a regolare la temperatura corporea, per cui non può sopravvivere al gelo prolungato e deve nidificare nel terreno per evitare il freddo. Poiché può rimanere senza respirare per sei minuti circa, riesce a stare sottoterra per lunghi periodi e a nuotare anche per lunghi tratti.
Formichiere maggiore
Questo mammifero vive in Brasile, è lungo in media 1,2 m (esclusa la coda) e pesa 36 kg. Il formichiere maggiore, Myrmecophaga tridactyla, si nutre con 35.000 tra formiche e termiti circa al giorno, catturate penetrando nei cunicoli sotterranei con la lingua (lunga 56 cm), che può arrivare a compiere fino a un massimo di 160 esplorazioni al minuto. Tuttavia fa sempre in modo che rimanga in vita una riserva di insetti per potersi sfamare nelle occasioni future.
Potamochero dai ciuffetti
Il potamochero dai ciuffetti, Potamochoerus porcus, è un mammifero simile al cinghiale selvatico, si adatta facilmente all'ambiente che lo circonda ed è diffuso in tutta l'Africa sub-sahariana. Si sposta in branchi formati da 2 a 10 elementi, scavando nelle foreste alla ricerca di radici, larve e uova. Questo animale, che può superare i 100 Kg di peso, possiede molari lunghi ed è capace di uccidere capre, pecore e maiali.

Lamantino (o manato) delle Indie Occidentali
Simile a una piccola balena, il Trichechus manatus è in realtà uno stretto parente dell'elefante. Questo pingue mammifero marino vive nelle basse acque costiere e nei fiumi degli Stati Uniti d'America sudorientali, dei Caraibi e della zona sudorientale dell'America Meridionale. Poiché il suo cibo preferito, le alghe marine, è relativamente povero di nutrimento, un esemplare adulto deve consumarne una grande quantità ogni giorno. Il lamantino delle Indie Occidentali viene ancora oggi cacciato per le sue carni e la sua pelle, ma la vera minaccia è costituita dai propellenti delle imbarcazioni, dall'inquinamento delle acque e dalla progressiva distruzione del suo habitat.
Pangolino tricuspide
Con il dorso ricoperto di scaglie scure, il pangolino tricuspide, Manis tricuspis, animale notturno dell'Africa Occidentale e Centrale, assomiglia più a una pigna allungata piuttosto che a un mammifero. Quando si sente minacciato, si appallottola, lasciando visibile soltanto uno scudo di scaglie inattaccabile. Il pangolino vive in cima agli alberi della foresta pluviale, non è provvisto di denti e utilizza il muso allungato e la lingua, vischiosa e molto lunga (fino a 18 cm), per catturare formiche e termiti.
Puma o coguaro
A eccezione dell'uomo, nessun mammifero occupa un habitat così esteso in latitudine come il Puma concolor. Questo felino, elegante e di color grigio dorato, è conosciuto anche con altri nomi, quali coguaro, pantera e leone di montagna, sebbene non sia un leone. La sua diffusione originaria si estendeva a foreste di ogni tipo: praterie, savane, zone umide e deserti, dall'Atlantico al Pacifico nell'America settentrionale, nell'America Centrale e nell'America Meridionale e attraverso ben 100° di latitudine dallo Yukon allo Stretto di Magellano. In molti luoghi il puma comincia a scomparire, ma è tuttora presente in tutto il continente americano.
Ghepardo
Il ghepardo, Acinonyx jubatus, è il mammifero terrestre più veloce in assoluto. In un lontano passato dava la caccia alle sue prede nelle pianure coperte di praterie dell'Africa, dell'Eurasia e dell'America settentrionale; 10.000 anni fa circa, tuttavia, per ragioni rimaste ignote, il ghepardo si era quasi estinto. Gli esemplari odierni, che discendono tutti da un piccolo gruppo di superstiti, sono quindi legati tra loro da stretti legami di parentela e l'endogamia li espone a seri rischi, legati alla concentrazione di difetti genetici e all'esposizione al contagio di alcune malattie. Una minaccia più immediata viene dagli attacchi di allevatori e agricoltori, che danno loro la caccia e sottraggono ciò che resta del loro habitat naturale, le savane e le regioni semi-desertiche dell'Africa a sud del Sahara e dell'Asia centrale.
Aquila di mare dalla testa bianca
Nel 1782 l'aquila di mare dalla testa bianca, Haliaeetus leucocephalus, fu scelta come simbolo nazionale degli Stati Uniti d'America, a dispetto di Benjamin Franklin, che riteneva l'aquila "un uccello dal carattere moralmente riprovevole" (la scelta di Franklin era caduta sul tacchino selvatico). Le aquile di mare dalla testa bianca sono uccelli predatori, monogami, che si accoppiano per la vita e che costruiscono enormi nidi a foggia di piattaforma, che possono pesare fino a 2 tonnellate: non c'è pertanto da stupirsi se le coppie di uccelli di solito utilizzano lo stesso nido per tutta la vita. Le responsabilità parentali, come la costruzione del nido, la cova delle uova e la crescita dei piccoli, sono condivise in egual misura tra i genitori. Per quanto le aquile di mare dalla testa bianca siano diffuse in tutto il continente nordamericano, fin dagli anni Cinquanta sono rare nel territorio pianeggiante degli Stati Uniti d'America, da quando il loro habitat andò scomparendo e furono inoltre esposte ai pericoli derivanti dai pesticidi e dai metalli pesanti concentrati nel pesce di cui si nutrono. Grazie a impegni recenti, comunque, si è verificata un'inversione di tendenza e nel 1994 l'aquila di mare dalla testa bianca è stata tolta dall'elenco delle specie in via d'estinzione.
Acchiappamosche della California
Un esemplare maschio di Polioptila californica custodisce il suo nido su un arbusto di grano saraceno in California. Questi piccoli uccelli canori, lunghi 10 cm e difficili da individuare in questi fitti cespugli, vengono di solito localizzati seguendo il richiamo, un suono caratteristico che ricorda il miagolio di un gatto. Questa specie è oggi in pericolo, perché lo sviluppo urbano ha provocato la distruzione di gran parte del suo habitat, i cespugli di alvia delle regioni costiere della California meridionale. Questa zona ad alto tasso di sviluppo è ciò che resta dell'ambiente preferito da questo uccellino, diventato, per questo motivo, causa di una controversia politica. Questa specie vive anche in gran parte della penisola della Bassa California in Messico.
Corridore della strada
Questo uccello corridore vola raramente ma in compenso è un abile velocista, capace di raggiungere una velocità di 42 km/h facendo 12 passi al secondo. Nativo dei deserti degli Stati Uniti d'America sudoccidentali, il corridore della strada, Geococcyx californianus, è particolarmente attivo durante le ore più fresche del giorno, quando si getta all'inseguimento di prede come roditori, serpenti e altri uccelli, che afferra con il becco per poi scaraventarli al suolo.
Tinamo crestato
A differenza di gran parte degli uccelli, nel tinamo, Eudromia elegans, è il maschio che si occupa della cova delle uova e quindi dei piccoli. Dopo aver costruito un nido nel terreno, cerca una femmina, che depone uova dal guscio lucido. Il tinamo vola di rado e, se minacciato, preferisce nascondersi. Quando vola si scontra spesso con rami e muri, ferendosi o addirittura morendo. E nativo della pampa dell'America Meridionale.
Kinkajou o cercoletto giallo
Il kinkajou, Potos flavus, vive sugli alberi delle foreste dell'America Centrale. Essendo una delle due specie di mammiferi carnivori con la coda prensile, il kinkajou usa la sua coda come àncora quando coglie frutti o cattura piccoli uccelli e mammiferi. Il kinkajou, che ha una morbida pelliccia lanosa e zampe corte, è imparentato con il panda.
Oriolo
Questo uccello di colore giallo e nero popola le foreste dell'Europa meridionale, dell'Asia e dell'Africa nordoccidentale, costruendo tra un ramo e l'altro nidi simili a piccole amache. L'Oriolus oriolus è uno dei pochi uccelli che si cibano di bruchi lanosi: prima di ingerirli, li batte contro le pietra per rimuoverne la peluria.
Mostro di Gila
Il mostro di Gila, Heloderma suspectum, una lucertola velenosa, è molto temuto nel Sud-Ovest degli Stati Uniti d'America, sebbene il suo morso sia di rado fatale. Questa lucertola, dalla grossa testa e le gambe corte, è lunga 60 cm e si sposta con molta lentezza. Si nutre di uova ma anche di topi appena nati e uccelli, avvertendo l'odore che lasciano su sabbia e roccia tramite la lingua. Poiché accumula grasso nella sua spessa coda, può sopravvivere per mesi, a volte anni, senza mangiare.
Sciuride europeo
Conosciuto nell'America settentrionale con il nome di "sciuride", lo sciuride europeo, Citellus citellus, è presente nell'Europa Orientale dove vive in colonie e scava elaborate tane. I suoi lunghissimi tunnel possono danneggiare dighe e sistemi irrigui, ma la sua opera di scavo può risultare utile agli agricoltori perché "ara" il suolo. L'estrema mobilità dei suoi occhi gli consente di sfuggire ai suoi principali nemici, gli uccelli rapaci. Molto attivo il mattino e la sera, lo sciuride europeo va in letargo durante l'inverno. Quando una famiglia di sciuridi abbandona la tana per andare a procurarsi il cibo, una sentinella resta di guardia ed emette strida acute per segnalare un possibile pericolo.
Picchio vanga del Madagascar
Il picchio vanga del Madagascar, Hypositta corallirostris, appartenente alla famiglia di uccelli chiamati averle, vive esclusivamente nelle foreste pluviali orientali dell'isola del Madagascar. Come il picchio comune, usa il piccolo becco per cercare insetti nei tronchi e nei rami degli alberi, ma quando è in cerca di cibo, si arrampica verso l'alto, anziché scendere in basso. Dopo essere giunto sull'isola, il picchio vanga si differenziò in dodici specie, ciascuna delle quali prese possesso di una delle nicchie ecologiche disponibili, in base alla quale adattò le proprie dimensioni, il colore e la forma del becco.
Ghiandaia blu
Cyanocitta cristata Questo comune uccello nordamericano dalla livrea blu ha una memoria prodigiosa. Sotterra infatti grandi quantità di ghiande, ricordandosi la loro esatta posizione anche a distanza di mesi. Vive nei boschi e si nutre di semi, frutti, insetti e vermi. Ha un canto stridulo, ma riesce a riprodurre il canto di altri uccelli.
Jacana comune o parra africana
L'Actophilornis africanus, un uccello acquatico originario dell'Africa, vive sulla vegetazione galleggiante di stagni, laghi e lenti corsi d'acqua. Nidifica su cedevoli agglomerazioni vegetali o su foglie di ninfee. Il maschio della jacana deve spesso tenere le uova sotto le ali quando è appollaiato, poiché la sua mole, da sola, occupa tutto il nido. Nonostante nidifichino vicino all'acqua, questi uccelli nuotano raramente.
Diavolo della Tasmania
L'arrivo del dingo, che accompagnò i primi colonizzatori dell'Australia, segnò l'inizio della fine per il diavolo della Tasmania, Sarcophilus laniarius. Incapace di competere, questo animale si estinse ovunque a eccezione della Tasmania, dove il Stretto di Bass ostacolò la diffusione del dingo. Spesso temuto e cacciato dall'uomo, è però difficilmente una minaccia per agnelli e pollame, come vorrebbe la sua reputazione: non è un vero predatore, ma un opportunista alla ricerca di cibo (larve, lucertole, uccelli, uova e piccoli roditori). Sembra accontentarsi di una carcassa di animale: con la sua robusta dentatura è in grado di frantumarne anche le ossa.
Foca leopardo
L'enorme foca leopardo, Hydrurga leptonyx, vive all'estremità del pack antartico. Di colore grigio scuro, con una sfumatura più chiara nella parte inferiore, può raggiungere i 3 m e pesare fino a 318 kg. Circa 500.000 esemplari di questo aggressivo animale solitario frequentano le acque meridionali, a caccia di pinguini, uccelli, krill e giovani elefanti marini.
Piviere melodioso
Il piviere melodioso dalle zampe arancioni, Charadrius melodus, vive sulle spiagge, sulle sponde dei laghi e sulle dune dell'America settentrionale, riproducendosi soprattutto in Massachusetts, a New York, nel New Jersey e in Virginia. Le coppie di pivieri, uccelli monogami, ritornano ogni anno negli stessi luoghi di nidificazione, collaborando alla costruzione del nido, all'incubazione delle uova e alla cura dei pulcini. Negli anni Venti, una caccia indiscriminata ne ha minacciato la sopravvivenza; anche oggi il degrado o la perdita dell'habitat lo rendono un animale in via d'estinzione: agli inizi degli anni Novanta, il numero dei pivieri melodiosi era sceso a 4.000 esemplari circa.
Sterna minore
La più piccola specie di sterna, Sterna antillarum, lunga solo 23 cm, costruisce il proprio nido in buchi scavati nella sabbia sulla spiaggia, affidandosi al mimetismo naturale per la protezione delle uova. Questi uccelli vivono nelle regioni costiere, nelle lagune e negli estuari e si possono vedere volare rasenti l'acqua alla ricerca di piccoli pesci. In estate si spostano nelle zone umide interne e nelle zone costiere del Nordamerica per riprodursi, mentre in inverno migrano per migliaia di chilometri verso l'America Centrale e del Sud. La sterna minore è in via d'estinzione a causa della crescente presenza umana nei luoghi estivi di riproduzione.
Ghiandaia della Florida
Questa ghiandaia, Aphelocoma coerulescens, vive solo in una macchia di querce e palmette nel centro della Florida. La principale minaccia per la sopravvivenza di questo uccello è la perdita dell'habitat a causa delle attività agricole e dello sviluppo urbano. Come altre ghiandaie, questa specie utilizza un insolito metodo di allevamento della prole: i figli rimangono con i genitori per diversi anni, aiutandoli ad allevare i piccoli che nascono sucessivamente. Tale forma di cooperazione è estremamente rara tra gli uccelli e si verifica solo nel 3% dell'avifauna in tutto il mondo. L'assistenza parentale aumenta notevolmente il successo della riproduzione di questi animali, che sono monogami e si accoppiano per la vita.
"Acanthorynchus"
Questo uccello dei boschi di sclerofille dell'Australia Occidentale usa il becco e la lingua per estrarre il nettare ed è quindi un importante trasportatore di polline. L'anigozanthos manglesii, un'amarillidacea da fiore, dipende completamente dall'acanthorhynchus superciliosus per la sua impollinazione. Dopo una forte pioggia il nettare fermenta e l'uccello, intossicato, talvolta non è più in grado di volare.
"Tridacna gigas"
Raggiungendo 1,2 m di lunghezza e 230 kg di peso, la Tridacna gigas vive nella barriera corallina dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Pacifico. Le sue branchie filtrano sia ossigeno sia cibo, che poi giunge alla bocca dell'animale. Alghe monocellulari vivono sulla parte esterna del suo mantello, cibandosi dei suoi rifiuti e fornendo, a loro volta, cibo e ossigeno per il loro ospite. I racconti su questo gigante, che affogherebbe i bagnanti chiudendo le sue valve con un colpo secco attorno alle loro gambe, sono solamente frutto della fantasia.
Addax
Nel Sahara esistono ancora solo poche migliaia di esemplari di questa rara antilope del deserto, dispersi in gruppi isolati dalla Mauritania al Sudan. Un addax, Addax nasomaculatus, può sopravvivere per settimane senza acqua e può sopportare una temperatura corporea fino a 46°C. I suoi larghi zoccoli sono un adattamento che gli consente di muoversi agevolmente sulla sabbia.
Albatro urlatore
La più grande delle tredici specie di albatro, Diomedea exulans, con un'apertura alare di 3,3 m, si è bene adattata alla vita di mare nelle zone dell'Antartide. Beve l'acqua di mare espellendo il sale in eccesso attraverso ghiandole poste nella cavità nasale. Benché sia un uccello pesante con deboli muscoli alari, con venti forti riesce a librarsi e non è raro vederlo seguire per giorni un peschereccio in cui ha avvistato una fonte di cibo. Vive fino a settant'anni, un'età incredibile per un uccello.
Aluatta rossa
Anche se i ruggiti e gli ululati possono sembrare minacciosi, questa scimmia color rosso-arancio è in realtà molto amichevole. Abitante delle foreste dell'America Meridionale, dalla Colombia alla Bolivia, l'aluatta, Alouatta seniculu, emette un sonoro richiamo per comunicare la posizione del suo drappello alle altre scimmie. Estremamente socievoli, trascorrono buona parte del giorno oziando o spulciandosi a vicenda.
Aplocero
Questo abile scalatore vive nei dirupi umidi e freddi e nella tundra alpina delle Montagne Rocciose degli Stati Uniti d'America e del Canada. Nel periodo dell'accoppiamento i maschi dell'aplocero, Oreamnos americanus, marcano il proprio territorio con un liquido secreto da ghiandole poste dietro le corna. I maschi combattono i rivali cercando di ferirli con le acuminate corna.
Aquila delle steppe
Questa aquila dai poderosi artigli, dopo essersi adattata alla vita nelle steppe dell'Asia orientale e della Siberia, trascorre a terra la maggior parte del suo tempo. Caccia soprattutto gli scoiattoli, anche se in inverno si nutre in prevalenza di carogne e durante la stagione del volo degli insetti consuma cavallette a migliaia. L'aquila delle steppe, Aquila nipalensis, raggiunge gli 80 cm di lunghezza con un'apertura alare di 2 m.
Arctocefalo delle Galapagos
L'arctocefalo delle Galapagos, Arctocephalus galapagoensis, questa foca di colore grigio-marrone che abita le rocciose coste delle Galápagos non si allontana dalla spiaggia. Oggetto di una caccia indiscriminata da parte dei pescherecci di passaggio, nel 1930 questo animale era sull'orlo dell'estinzione, mentre oggi se ne contano tra i 5.000 e i 10.000 esemplari.
Asino selvatico dell'Asia
Il timido asino selvatico dell'Asia, Equus hemionus, si sposta in branchi di 10-15 esemplari, attraverso le regioni desertiche e collinose dell'Asia centrale, tenendosi sempre vicino ai corsi d'acqua. Alto 120 cm al garrese, con lunghe orecchie e zampe slanciate, è un animale che ha saputo adattarsi a condizioni di vita molto dure. Sull'asino domestico si è fatto affidamento per migliaia di anni come bestia da soma e da lavoro (specialmente per il traino dell'aratro). Il mulo (il risultato dell'accoppiamento tra un asino e una cavalla), noto per la leggendaria testardaggine, riesce a sopravvivere con pochissima acqua ed è tutt'ora utilizzato dai contingenti militari della regione.
Atele dal pelo lungo
L'atele dal pelo lungo, Ateles belzebuth, un'agile scimmia dal pelame nero lucido, si muove velocemente attraverso la foresta pluviale amazzonica, dondolandosi da un ramo all'altro grazie alla lunga coda prensile e tattile. Questi animali si muovono in gruppo per proteggersi a vicenda e quando avvertono il pericolo urlano, scuotono i rami degli alberi e addirittura orinano dall'alto sugli intrusi. Il numero degli esemplari è però diminuito in anni recenti a causa della deforestazione avvenuta lungo il Rio delle Amazzoni.
Avvoltoio dal dorso bianco
Questo avvoltoio non ha abitudini particolarmente mattiniere, infatti si alza in volo solo quando il sole ormai alto ha riscaldato il terreno, creando correnti ascensionali di aria calda in cui può veleggiare per ore. L'avvoltoio dal dorso bianco, Gyps africanus, abita le aperte pianure e le savane dell'Africa meridionale. Avendo testa e collo privi di penne, gli è agevole infilarsi nelle carcasse di cui si ciba. Nelle regioni meridionali dell'Asia esiste una specie simile di avvoltoio dal dorso bianco, il Gyps bengalensis.
Avvoltoio degli agnelli o avvoltoio barbato
Opportunista e codardo, l'avvoltoio degli agnelli, Gypaetus barbatus, è però magnifico in volo e con la sua apertura alare di 3 m è in grado di planare per lunghe distanze e di raggiungere velocità di 130 km all'ora. Diffuso in Europa e in tutta l'Asia, si nutre di carogne ed è ghiotto in particolare di midollo osseo. Non è raro infatti osservarlo mentre lascia cadere gli ossi sulle rocce per poter accedere al midollo. Per evitare la sovrappopolazione, la madre uccide tutta la nidiata, risparmiando solo un esemplare.
Beccofrusone
Il beccofrusone, Bombycilla garrulus, uccello che vive nei Paesi artici, caratterizzato da piume di colore rossastro, simili alla cera, migra in maniera irregolare. A intervalli di qualche anno, quando il cibo diventa scarso, migliaia di beccofrusoni volano verso sud in America Centrale o verso il Mediterraneo. Durante il corteggiamento, il maschio e la femmina si scambiano il cibo, facendolo continuamente passare da un becco all'altro. I beccofrusoni nidificano nei boschi di conifere e betulle della Siberia, dell'Europa e dell'America settentrionale.
Beluga, delfino bianco
Gli esemplari di beluga, Delphinapterus leucas, un cetaceo lungo 5,5 m, si riuniscono ogni estate, in gruppi che superano il migliaio, alle foci dei fiumi artici, per risalirli per centinaia di chilometri in cerca di acque più calde dove far nascere i piccoli. Alla nascita i beluga sono di colore grigio e non diventano bianchi prima del quinto o sesto anno di età. La colorazione bianca della pelle fornisce un'eccellente mimetizzazione con la schiuma e la calotta glaciale dei mari artici. La caratteristica protuberanza sulla fronte è una riserva di grasso.
Bucero atrato
Questo grande uccello, che vive nella foresta pluviale dell'Africa centrale e meridionale, deve il suo nome alla protuberanza ossea, o casco, che si trova alla sommità del becco. Il bucero atrato, Ceratogymna atrata, fa il nido nelle cavità dei tronchi. Dopo aver deposto le uova, la femmina si rinchiude all'interno della tana, sigillandola con un cemento ottenuto impastando fango, saliva ed escrementi, e il maschio le procura il cibo passandolo attraverso un piccolo foro. Questo comportamento ha lo scopo di proteggere la prole durante il primo periodo di vita, in cui è particolarmente vulnerabile.

Bue muschiato
Il robusto bue muschiato, Ovibos moschatus, dotato di un lungo pelo scuro sopra uno spesso strato di lana più corta che gli permette di sopravvivere al freddo pungente del Canada artico e della Groenlandia, vive nelle valli dei fiumi e nelle basse pianure dove si nutre delle piante della tundra. Gli adulti, se attaccati da una muta di lupi, si dispongono in cerchio col muso rivolto verso l'esterno e tengono al centro i piccoli per proteggerli.
Bufalo cafro
Il bufalo cafro, Syncerus caffer, diversamente dalla maggior parte dei bovini selvatici di tutto il mondo, non si trova in condizioni critiche. Questo imponente animale, spesso citato come la più pericolosa specie africana da caccia grossa, si sposta dalle regioni semiaride, coperte dalla savana, alle foreste pluviali, e dai bassipiani paludosi ai pascoli sulle montagne. Nonostante il suo habitat si sia ridotto in conseguenza della caccia, degli insediamenti umani, della diffusione dell'agricoltura e di una malattia epidemica detta "peste bovina", questa specie conta ancora oltre un milione di esemplari. La sottospecie africana più comune è il grande bufalo della savana, dal colore scuro e dalle corna poderose; meno diffuso, invece, è il bufalo nano, una razza di colore rossiccio che vive nell'intricata foresta equatoriale.
Caimano occhialuto
Benché simile all'alligatore e al coccodrillo, il caimano occhialuto, Caiman crocodilus, è però più aggressivo. Come i suoi confratelli uccide afferrando la preda con le enormi mascelle e trascinandola sott'acqua fino ad annegarla. Il caimano raggiunge una lunghezza di 1,5 m nei fiumi del Bacino del Rio delle Amazzoni. Il nome gli deriva dal segno che gli attraversa il muso, simile al ponte di un paio di occhiali.
Camaleonte comune
Questo rettile, che raggiunge i 28 cm di lunghezza, vive nei semideserti dell'Africa Settentrionale e del Medio Oriente. A differenza degli altri rettili sauri, che non scendono quasi mai dagli arbusti e dagli alberi su cui si arrampicano, il camaleonte, Chamaeleo chamaeleon, scava talvolta buche nella sabbia in prossimità delle oasi per sottrarsi alla calura. Si ciba principalmente di locuste e insetti che cattura con la lunga lingua estroflessa. Ha gli occhi globosi e indipendenti; il suo corpo muta colore nelle fasi dell'accoppiamento e per mimetizzarsi nella lotta.
Camaleonte di Parson
Il camaleonte di Parson, Chamaeleo parsonii, dai movimenti lenti e circospetti, è forse il più conosciuto rappresentante di questa particolare specie che appartiene alla famiglia delle lucertole. Il colore cangiante della pelle serve all'animale per mimetizzarsi, ma anche per spaventare e confondere i nemici. I suoi occhi, che si muovono in modo indipendente uno dall'altro, lo aiutano a individuare i nemici provenienti da ogni direzione e gli permettono di centrare il bersaglio che cattura con la lunga lingua appiccicosa, soprattutto mosche e altri piccoli insetti. Questo rettile, che vive principalmente sugli alberi e scende a terra solo per deporre le uova, riesce a mantenersi in equilibrio su più punti d'appoggio grazie a una possente coda.
Cammello
Il cammello a due gobbe, Camelus ferus, del Deserto di Gobi, in Asia, è stato utilizzato da viaggiatori e mercanti per migliaia di anni grazie alla sua resistenza alla sete: capace di sopravvivere per settimane senza acqua, può berne moltissima in un solo sorso. A differenza di quanto si crede normalmente, il cammello non immagazzina l'acqua bevuta, anche se il suo organismo gli consente di conservarla per aiutarlo a sopravvivere, infatti può, in casi estremi, perdere fino al 40% del proprio peso corporeo in acqua, mentre una perdita del 14% risulterebbe fatale all'uomo. Le gobbe del cammello sono riserve di grasso che aiutano l'animale a resistere alla fame quando il cibo scarseggia.
Camoscio
Grazie ai suoi zoccoli soffici ed elastici, adatti all'irregolare terreno montuoso, il camoscio, Rupicapra rupicapra, questo abitante delle montagne europee, è un agile arrampicatore, capace di raggiungere la cima di ripidi pendii in pochi minuti. Durante il combattimento il maschio cerca di ferire il rivale con le corna a spirale. Il timido camoscio è spaventato da sciatori e scalatori che disturbano il suo habitat invernale: costretto a fuggire, si sposta in zone soggette a valanghe ed esaurisce i preziosi grassi di riserva, rendendo difficile la sua sopravvivenza durante l'inverno.
Caracara crestato
Il caracara crestato, Polyborus plancus, è l'uccello nazionale del Messico. Presente dal Texas meridionale fino alla steppa sudamericana, preferisce gli spazi aperti e si alimenta a terra. I tratti che lo caratterizzano sono le zampe e le ali lunghe, la gola a strisce bianche e nere e un ciuffo erigibile nero sul capo. Pur uccidendo le sue prede, il caracara è un necrofago, che generalmente ruba le prede di altri uccelli e mangia carogne.
Castoro americano
Il castoro americano, Castor canadensis, è un abile costruttore e le sue opere sono visibili nelle zone umide e nei laghi dell'America settentrionale. Questo grosso roditore si costruisce confortevoli dimore di legna e fango e, per garantirsi un livello sufficientemente alto di acqua in modo che l'entrata della tana rimanga sommersa, erige complesse dighe che superano a volte i 31 m di lunghezza. La coda larga e piatta, il manto spesso e coperto di grasso e le zampe posteriori palmate rendono questo animale adatto alla vita acquatica. Il castoro si nutre principalmente della corteccia e dei germogli degli alberi: con gli enormi denti è in grado di rosicchiare il solido legno di quercia riuscendo ad abbattere un albero di 41 cm di diametro in una sola notte.
Cavalli selvaggi in Ucraina
I cavalli hanno avuto per lungo tempo un ruolo importante nella storia dell'Ucraina. I cosacchi che vivevano lungo il fiume Dnepr e in altre zone dell'Ucraina furono tra i più abili cavalieri di tutti i tempi. Questi cavalli vagano liberamente in una riserva nazionale nella Kherson, nell'Ucraina meridionale.
Centrocerco
Durante i rituali di corteggiamento, il maschio del centrocerco, Centrocerus urophasianus, gonfia una sacca posta dietro il collo e la vuota con un rumore secco. La sacca può diventare talmente grande da nascondere la testa dell'animale. Abitante dei campi e dei terreni boscosi dell'America settentrionale, questo gallinaceo lungo fino a 72 cm, si nutre soprattutto dei germogli, dei frutti e delle foglie della salvia nordamericana. Durante l'inverno si riunisce in grandi stormi.
Cervo di palude
Una femmina di cervo di palude, Blastocerus dichtomus, mostra il manto estivo di un brillante color castano. Le caratteristiche grandi orecchie e il colore di questo cervo, diffuso dal Brasile all'Argentina, lo distinguono dal cervo dell'America Meridionale, più piccolo. Il cervo di palude, come suggerisce il nome, vive in zone ricche di acqua e di un fitto sottobosco perenne, dove può cibarsi di erba e legumi. Gli esemplari rimasti sono pochi a causa della distruzione del loro habitat, della eccessiva caccia e delle malattie che contraggono dal bestiame domestico.
 

 

 

 

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