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..:: AMICI ANIMALI

 

 

 

Alcune curiosità sui nostri amici animali che vivono nei nostri magnifici luoghi,in italia e nel Mondo!

Tuttavia,rendiamoci anche conto,che grazie a uomini senza scrupoli,molte di queste specie sono in via d'estinzione!!

Gatto selvatico
Persino un esperto giudice di concorsi per felini potrebbe confondere il gatto selvatico, Felis silvestris, con uno dei suoi discendenti domestic. Le varie specie di gatti selvatici, da quella dal pelo lucido color sabbia che abita le macchie di arbusti desertici del Medio Oriente a quella dalla lunga pelliccia tigrata delle foreste della Scozia, assomigliano infatti in maniera impressionante a qualche particolare razza domestica. In questo il gatto selvatico differisce pertanto dal lupo, la cui somiglianza con le razze canine derivate, si pensi al pechinese, al San Bernardo, al bassotto o al Chihuahua, non sono certo altrettanto ovvie. La facilità, inoltre, con cui i gatti che abbandonano le abitazioni dell'uomo ridiventano selvatici è un'ulteriore testimonianza della sottile differenza tra questo progenitore selvatico e i coccolati gatti delle abitazioni domestiche.

 
Quoll dalla coda maculata
I coloni europei che battezzarono questo marsupiale carnivoro australiano "gatto indigeno" o "gatto tigre" avevano portato con sé anche gatti domestici, che presto scapparono e costituirono branchi di animali tornati selvatici. Benché simile al gatto per aspetto e abitudini, il quoll dalla coda maculata, Dasyurus maculatus, non poté competere con i veri felini e soprattutto quando ampi tratti di foresta nell'est dell'Australia e in Tasmania furono abbattuti per provvedere legname e occupati da fattorie, proprietà agricole e insediamenti urbani. Di conseguenza l'habitat del quoll si è ridotto a meno della metà rispetto a prima che arrivassero i primi europei in Australia con i loro gatti.

 
Acchiappamosche della California
Un esemplare maschio di Polioptila californica custodisce il suo nido su un arbusto di grano saraceno in California. Questi piccoli uccelli canori, lunghi 10 cm e difficili da individuare in questi fitti cespugli, vengono di solito localizzati seguendo il richiamo, un suono caratteristico che ricorda il miagolio di un gatto. Questa specie è oggi in pericolo, perché lo sviluppo urbano ha provocato la distruzione di gran parte del suo habitat, i cespugli di alvia delle regioni costiere della California meridionale. Questa zona ad alto tasso di sviluppo è ciò che resta dell'ambiente preferito da questo uccellino, diventato, per questo motivo, causa di una controversia politica. Questa specie vive anche in gran parte della penisola della Bassa California in Messico.
 
Procione lavatore
Il procione lavatore, Procyon lotor, abita foreste, boscaglie, campi e zone umide in tutta l'America settentrionale, dal Canada meridionale a Panamá. Ha la taglia di un grosso gatto, con pelliccia grigio-fulva, lunga coda ad anelli grigi e neri e mascherina nera intorno agli occhi. Non si allontana mai molto dai corsi d'acqua, in cui cerca con i suoi arti anteriori, abili e sensibili, gamberi d'acqua dolce, rane e vegetali. Questa abitudine di scandagliare le acque basse alla ricerca di cibo dà origine al mito secondo cui laverebbe ciò che mangia. L'intelligente procione lavatore è facilmente addomesticabile.
 
Panda rosso
Dal Nepal alle province cinesi di Sichuan e Yunnan, le foreste di abeti, querce e rododendri sulle montagne sono il rifugio del graziosissimo panda rosso, Ailurus fulgens. Delle dimensioni di un gatto, questo panda trascorre buona parte della giornata riposando e dormendo sugli alberi. Scende a terra per procurarsi il cibo necessario, principalmente germogli di bambù, come il panda gigante. Ha però l'osso del polso meno sviluppato del suo parente, che lo usa come un pollice per afferrare i rami di bambù. Il panda rosso fu a lungo classificato insieme al procione, al quale lo accomuna l'aspetto, ma è oggi collocato nella famiglia dell'orso o in una a sé stante. Benché impropri, i nomi locali di panda minore e volpe color fuoco ne forniscono una buona descrizione.
 
Gli animali protetti del Kenya
Gli elefanti si muovono in libertà nella savana centromeridionale del Kenya. Il Kilimangiaro, situato sul confine con la Tanzania, svetta sull'Amboseli National Park, una delle tante aree protette del Paese. Il Kenya salvaguarda la sua fauna ricca e differenziata attraverso un eccellente sistema di parchi nazionali e ha destinato oltre il 10% del territorio ad aree per la protezione degli animali. La caccia fu dichiarata fuori legge nel 1977, ma il bracconaggio è ancora praticato.
 
Ocelot
A causa della sua bellezza e del suo mantello striato e maculato, l'ocelot, Leopardus pardalis, originario delle regioni tropicali e subtropicali delle Americhe, è stato oggetto di caccia spietata per il commercio della sua pelle, oppure catturato e venduto come esotico animale domestico. La crescente attenzione mondiale per le condizioni degli animali sottoposti a tali frivoli commerci ha portato a includere l'ocelot e altri felini maculati nelle liste della Convenzione sul commercio internazionale di specie selvatiche animali e vegetali in via d'estinzione.

 

Renne nella tundra russa
Le renne sono tra i pochi animali che riescono a trovare sostentamento nella tundra per tutto l'anno. Si nutrono di erba e arboscelli in estate e di licheni e muschio in inverno, che si procurano scavando nella neve con gli zoccoli. L'allevamento delle renne fornisce carne, pelli e corna ai popoli indigeni. Il 10% dello sconfinato territorio della Russia è costituito da tundra (una pianura gelata paludosa e priva di alberi).

 
Tartaruga del deserto
La tartaruga del deserto, Gopherus agassizii, vive nei deserti della regione sudoccidentale degli Stati Uniti d'America e nell'area nordoccidentale del Messico, dove le temperature estive possono raggiungere i 57°C. Gli esemplari adulti della specie possono raggiungere i 38 cm di lunghezza e vivere fino a cento anni. Recentemente la popolazione di questi animali è diminuita, cosicché una sottospecie che vive nel Deserto del Mojave del Nevada meridionale e nella California sudorientale è minacciata di estinzione.
 
Volpe polare
È noto che la superficie corporea degli animali favorisce la dispersione termica: pertanto molti mammiferi che abitano le regioni torride del deserto sono di forma minuta e allungata, provvisti di grandi orecchie e lunghe zampe, in modo da poter disporre di superficie aggiuntiva attraverso la quale disperdere l'eccesso di calore corporeo, come per esempio avviene nelle lepri o nelle gazzelle del deserto. I mammiferi che abitano le zone fredde, invece, devono conservare il calore; per questo motivo sono spesso forniti di corpi massicci con estremità tozze, come per esempio le lepri artiche e il bue muschiato. La volpe polare, Alopex lagopus, ha muso corto e orecchie piccole, caratteristiche delle creature che vivono nella regione del Polo Nord, e caccia nella tundra i lemming, animali dalla struttura corporea ancora più compatta, cancellando nel mare di ghiaccio le proprie tracce per sfuggire alla caccia degli orsi polari.
 
Lupo con la criniera
Il lupo con la criniera è dotato di arti di straordinaria lunghezza che gli consentono di vedere con facilità anche al di sopra dell'alto manto erboso delle savane e dei terreni boscosi delle regioni centrali dell'America Meridionale in cui vive. Il Chrysocyon brachyurus è un animale solitario che vive in coppia anziché in branchi compatti e ordinati. Dotato di artigli e zanne non particolarmente sviluppati, questa specie si ciba di piccoli animali e di molta frutta. Nonostante gli arti sviluppati, il lupo con la criniera non è particolarmente veloce e quindi non è in grado di sfuggire ai cacciatori a cavallo che lo cacciano nonostante sia di natura inoffensiva e abbia una pelliccia priva di valore. L'aspetto di questi animali è decisamente poco simile alle altre specie di lupo: sono dotati di una criniera formata dalla lunga e scura pelliccia che ricopre il collo e la schiena, che si rizza per tenere alla larga i nemici.
 
Allevamento di alpaca in Israele
Nel paesaggio desertico del Negev, un gregge di alpaca si nutre di fieno. Questo deserto, che occupa la parte meridionale dello Stato di Israele, dà sostentamento ad alcuni animali domestici, come l'alpaca e il cammello, e anche ad animali selvatici, come l'ibex, una sorta di capra.
 
Rinoceronte nero
Diceros bicornis Gli esemplari più grandi di rinoceronte nero arrivano a pesare poco più di una tonnellata per 3 m di altezza; il corno maggiore è lungo fino a 80 cm. I corni di questi animali sono utilizzati nello Yemen per foggiare le impugnature degli stiletti e in Asia orientale come medicinali e afrodisiaci. Un singolo corno di rinoceronte può valere migliaia di dollari al mercato nero; per questo, sia il rinoceronte nero che il suo parente stretto, il rinoceronte bianco, sono stati cacciati fino quasi alla loro estinzione. Il rinoceronte nero viveva una volta in tutta l'Africa a sud del Sahara, mentre attualmente la sua presenza è circoscritta ai parchi nazionali. Per evitare l'unione tra consanguinei e per assicurarsi la sopravvivenza della specie, gli addetti dei parchi trasportano i rinoceronti su autocarri tra riserve naturali isolate per l'accoppiamento.
 
Licaone o lupo macchiato
Il disegno a chiazze irregolari che contraddistingue il manto di ogni licaone, lycaon pictus, ha valso alla specie il nome di "lupo macchiato". Come il lupo, il licaone è un animale altamente sociale e incline alla collaborazione. Vivaci e dispettosi, grazie alle sollecite attenzioni degli adulti nei confronti dei piccoli, alla condivisione del cibo tra i membri del branco e alle manifestazioni affettive di gruppo, i licaoni suscitano simpatia presso molti osservatori. Numerosi allevatori, pastori e fattori sparano comunque a vista contro questi animali e il cimurro, la rabbia e altre malattie contribuiscono a far aumentare il numero di vittime. Il licaone, con meno di 5.000 esemplari rimasti allo stato libero in branchi sparsi, è uno dei carnivori che vivono in Africa maggiormente minacciato dal pericolo di estinzione.
 
Ippopotami nel fiume Zambesi
Nella lingua dei Tonga Zambezi significa "grande fiume". Lo Zambesi inizia il suo lento percorso nell'altopiano centrafricano e scorre verso est fino all'Oceano Indiano, raccogliendo le acque di metà del continente africano. Il volume idrico varia a seconda della stagione, raggiungendo il massimo nel periodo da marzo ad aprile. Sullo Zambesi si trovano le straordinarie Cascate Vittoria e nelle vicinanze del fiume vivono varie specie di animali selvatici.
 
Foca caspica
Il Mar Caspio è il più vasto bacino di acqua salata al mondo: si trova in Asia centrale e segna il confine occidentale del Turkmenistan. E l'habitat naturale della foca caspica, Phoca caspica, una specie particolare di foca che, a differenza delle altre, non vive nell'oceano. Il futuro di questi animali, che vivono protetti in Turkmenistan nel Parco Nazionale Krasnovodskij Zapovednik, è però minacciato dal graduale prosciugamento del Mar Caspio. Questo fenomeno determina inoltre una carenza di fondali adatti alla riproduzione e la conseguente diminuzione della quantità di storioni presenti in queste acque.
 
Pettirosso europeo
Coloro che giungono in terre lontane chiamano spesso, per nostalgia o per mancanza di fantasia, le nuove piante e i nuovi animali con i nomi utilizzati nei loro Paesi d'origine. Gli anglofoni, dovunque si stabilirono o qualunque zona esplorarono, nell'America settentrionale, Africa, India, Australia e Nuova Zelanda, chiamarono certi uccelli, soprattutto quelli col petto rosso, "pettirossi". Il primo a essere classificato con questo nome, il pettirosso europeo, Erithacus rubecula, è comune nelle foreste con un fitto sottobosco di arbusti e rivela la sua presenza cantando per la maggior parte dell'anno. Il pettirosso, l'uccello nazionale del Regno Unito, stabilisce la sua dimora in giardini, parchi e frutteti, dove trova i suoi arbusti preferiti.
 
Pecore al pascolo
Nonostante la pesante industrializzazione di Belfast e Londonderry, l'Irlanda del Nord vanta un importante settore agricolo che domina l'economia della provincia. Il nordico clima irlandese, con piogge frequenti e un alto tasso di umidità, scoraggia le colture estensive ma fornisce ricchi pascoli. Le principali attività agricole comprendono l'allevamento ovino e bovino e una fiorente industria lattiero-casearia, si coltivano inoltre fieno, orzo e rape, soprattutto come alimento per gli animali. A sud di Lough Neagh i frutteti producono mele, pere e prugne. L'attività agricola dell'Irlanda del Nord si è avviata verso alti regimi di coltivazione intensiva e occupa attualmente solo una piccola percentuale della forza lavoro del Paese.
 
Tuatara
Il tuatara, Sphenodon punctatus, appartiene a una specie che risale a 140 milioni di anni fa, unico sopravvissuto di un ordine che scomparve prima dei dinosauri. Questi animali simili a lucertole, presenti su alcune isole minori della Nuova Zelanda, si distinguono da altri rettili per la struttura del cranio e per la presenza di un terzo occhio fotosensibile posto sopra il cervello. Sono cacciatori solitari e notturni di insetti e piccoli vertebrati. I tuatara raggiungono una lunghezza di 60 cm e possono vivere per oltre 50 anni. Una curiosità: prima che le loro uova si schiudano possono trascorrere anche 15 mesi, la "gestazione" più lunga rispetto a qualsiasi altro rettile. I tuatara sono una specie protetta dal Governo neozelandese.
 
Canguro arboreo di Lumholtz
Abitante della foresta pluviale tropicale del Queensland, il canguro arboreo di Lumholtz, Dendrolagus lumholtzi, è testimone di come durante l'era delle glaciazioni, in cui gran parte delle acque della Terra si solidificarono in ghiacciai continentali riducendo notevolmente il livello del mare, l'isola della Nuova Guinea era unita all'isola-continente dell'Australia dalla striscia di terra che oggi forma il fondale dello Stretto di Torres. Molte specie di animali della foresta pluviale, tra cui il canguro arboreo di Lumholtz, il cusco maculato e il casuario dell'elmo meridionale, migrarono infatti verso l'Australia, restando così separati dalla Nuova Guinea in seguito allo scioglimento dei ghiacciai, le cui acque tornarono ad invadere lo stretto.
 
Rana di Hamilton
Molto primitiva e rara, questa rana, Leiopelma hamiltoni, è originaria delle alte montagne della Nuova Zelanda. E lunga quasi 5 cm ed è in grado di resistere nell'acqua a temperature inferiori ai 4°C, caratteristica non comune tra gli animali a sangue freddo. Unica superstite di un'antica specie, questa rana non ha orecchie, non emette segnali di richiamo, non passa attraverso lo stadio di girino e possiede delle vertebre simili a quelle di un pesce.

 

Pavone blu
Questo vanitoso uccello, sempre pronto a fare bella mostra del suo piumaggio, apre a ventaglio il suo metro e mezzo di coda all'avvicinarsi di persone, animali e in pratica di fronte a qualunque cosa gli si trovi vicina. Il pavone blu, Pavo cristatus, originario dell'India e dello Sri Lanka, deve il suo nome alla colorazione blu elettrico della testa e del collo. È un animale dalle abitudini assai regolari, che si ciba per terra e dorme sugli alberi. Se non viene spaventato può nidificare anche nelle vicinanze di insediamenti umani.
 
Vigogna
La vigogna, Lama vicugna, mammifero artiodattilo della famiglia dei camelidi, vive negli alti territori erbosi delle Ande centrali. Per poter sopravvivere ad altitudini che superano i 5900 m, il suo cuore è il doppio di quello degli altri animali affini. Dal pelo giallo-rossiccio della vigogna si ricava la lana omonima, molto soffice, calda e pregiata.

 
Alpaca
Gli alpaca, Lama pacos, vivono in Perù ad altitudini tra i 4000 e i 4600 m e vengono allevati per la loro meravigliosa lana. Gli alpaca e i lama sono entrambi specie domestiche di guanaco: i lama sono utilizzati come animali da soma e gli alpaca per il loro vello. Gli alpaca, alti un metro e mezzo e con un peso di 63 kg circa, sanno adattarsi meglio dei lama all'altitudine. È tuttavia possibile effettuare incroci tra queste due razze.
 
Ara rossa
Questo pappagallo dai brillanti colori che vive nella foresta pluviale dell'America Centrale e dell'America Meridionale si serve del suo largo becco per arrampicarsi sui tronchi degli alberi. Le are, Ara macao, allevate fin dal Cinquecento come animali domestici, sono oggi in diminuzione. Questo uccello è lungo un metro, di cui i due terzi sono costituiti dalla coda, e si sposta in stormi, emettendo fischi acuti.
 
Volpe veloce
A causa della carenza generalizzata di ripari in superficie, i piccoli mammiferi delle praterie, delle steppe e dei deserti si rifugiano sottoterra. La volpe veloce delle praterie dell'America settentrionale e la volpe pigmea delle zone più aride, oggi raggruppate sotto la stessa specie, Vulpes velox, vivono in buche sotterranee da loro stesse scavate o sottratte ad altri animali. Le due volpi sono inoltre imparentate con il coyote, che non esita a mangiare le sue piccole cugine quando l'occasione si presenta. La volpe veloce e la volpe pigmea, spesso vittime dei veleni e delle trappole destinati al coyote, nella lotta contro l'uomo sono generalmente perdenti, anche se molti gruppi di queste bestiole sono tutelati.
 
Chiocciola africana gigante
Originaria dell'Africa Occidentale, l'Achatina fulica, una chiocciola di 20 cm che pesa 2 hg, si nutre generalmente di piante in decomposizione e di animali. Poiché riesce a vivere più di un anno chiusa nel guscio, si è diffusa attraverso le navi mercantili nelle altre parti del mondo, come nel Sud-Est Asiatico, dove è diventata un flagello per coltivatori e giardinieri.
 
Cavia selvatica
Imparentata con il porcellino d'India domestico, la cavia selvatica, Cavia aperea, vive nella savana e nel folto dei cespugli dell'America Meridionale. Estremamente comunicativi, questi animali si informano sui reciproci spostamenti e sulla presenza indesiderata dei predatori. Più esile e agile del porcellino d'India, la cavia selvatica è in grado di spiccare salti di 61 cm.
 
Tricheco
Il tricheco, Odobenus rosmarus, che può raggiungere 4 m di lunghezza e 2,7 m di larghezza, pesa fino a 1600 kg. Un'enorme massa di lardo, lunghi baffi e zanne di 50 cm che spuntano da una testa minuscola hanno fatto del tricheco uno degli animali preferiti dai disegnatori di fumetti. Protetto dalle gelide acque artiche da uno strato di grasso spesso 7 cm, questo animale si serve dei lunghi baffi per trovare il cibo, solitamente granchi, mitili e chiocciole. I maschi possiedono zanne che servono per combattere i rivali durante la stagione dell'accoppiamento. I trichechi amano il contatto fisico e dormono sulle rocce ammassati gli uni sugli altri in branchi di numerosi esemplari.
 
Moffetta maculata
Pochi animali che hanno tentato di provocare la moffetta, Spilogale putorius, ci riprovano. Se minacciato, infatti, questo roditore spruzza fetide secrezioni nocive sul nemico, colpendolo fino a 6 m di distanza. In genere la moffetta maculata si aggira presso le fattorie nelle praterie del Messico e degli Stati Uniti d'America occidentali, alla ricerca di vermi, insetti, uova e piccoli roditori. Spesso si impossessa della tana della marmotta o del tasso, scavandosi una camera nella galleria principale del padrone di casa.
 
Iena maculata
Il lungo collo muscoloso, le orecchie tonde e pelose e le lunghe zampe anteriori fanno della Crocuta crocuta un apparente incrocio tra un cane e una giraffa. La iena appartiene invece ai felini, caccia di notte e dorme di giorno in caverne scavate nelle pianure dell'Africa orientale e meridionale. Ostinate e opportuniste, un branco di iene può logorare per ore la preda prima di accerchiarla per il colpo di grazia. La iena è anche molto abile a sottrarre prede ad altri animali.
 
Leopardo delle nevi
Il leopardo delle nevi, Uncia uncia, è presente in diverse specie nelle remote e aspre regioni montuose dell'Asia centrale, dove sembra al sicuro da predatori umani. Tuttavia anche in queste zone l'uomo si spinge sempre più nel territorio del leopardo delle nevi eliminando le sue prede principali, la capra selvatica e il cervo muschiato e allevando il bestiame nei prati alpini. Privato del suo cibo naturale questo felino è costretto a cacciare gli animali domestici e a esporsi così agli attacchi degli allevatori.
 
Renna o caribù
La renna, Rangifer tarandus, abita le foreste e la tundra delle zone più settentrionali dell'Europa, dell'Asia e dell'America settentrionale (dove prende il nome di caribù). A differenza di altri animali della stessa famiglia, sia il maschio che la femmina hanno le corna. In primavera le renne compiono la loro lunga migrazione verso nord per procreare e per nutrirsi dei teneri germogli della tundra e ritornano in inverno verso le zone interne, dove si procurano i licheni necessari al loro sostentamento scavando con i grandi zoccoli. Metà circa dei cinque milioni di renne esistenti al mondo è domestica e allevata dai mandriani, sia in Scandinavia che in Russia.

 
Giraffa
Giraffa camelopardalis Raggiungendo un'altezza di 6 m, nella savana africana la giraffa si nutre di germogli e foglie di alberi che altri animali non riescono a raggiungere. Il maschio della specie può mangiare fino a 91 kg di vegetali al giorno. Le lunghe zampe della giraffa le permettono di raggiungere i 58 km all'ora ma, poiché è costretta a piegare o ad allargare goffamente le zampe per bere, diventa facile preda di leoni, iene e leopardi. Sempre attenta ai predatori, la giraffa dorme solo per venti minuti al giorno. La disposizione delle macchie sul mantello varia da esemplare a esemplare, proprio come le impronte digitali dell'uomo.
 
Gorilla
I gorilla, Gorilla gorilla, vivono in gruppi formati da un minimo di cinque a un massimo di quindici esemplari nelle foreste pluviali che ricoprono monti e bassopiani dell'Africa equatoriale. Questi primati vegetariani passano gran parte della giornata alla ricerca di cibo: si nutrono principalmente di fusti, foglie, frutti e radici di molte specie di piante. Se non vengono attaccati, i gorilla sono animali mansueti e pacifici, che ignorano gran parte degli altri mammiferi ed evitano il contatto con l'uomo. Il rapido calo della popolazione di gorilla è dovuto principalmente all'uomo che dà loro la caccia per ricavarne carne e trofei. Oggi però i gorilla sono minacciati in primo luogo dalla progressiva distruzione del loro habitat, quasi sempre conseguenza del processo di deforestazione messo in moto dal bisogno di spazi per l'agricoltura e per gli allevamenti di bestiame. In tutto il mondo esistono poche migliaia di gorilla, mentre i gorilla di montagna, una sottospecie che vive in Ruanda e nei Paesi confinanti, sono quasi estinti.
 
Scimpanzé
Lo scimpanzé, Pan troglodytes, uno degli animali più simili all'uomo, molto intelligente e gregario, vive nelle foreste pluviali tropicali dell'Africa equatoriale. Sebbene questi primati passino molto tempo sugli alberi, nutrendosi di frutta, noci e foglie, sono attivi anche a terra. Jane Goodall e altri studiosi hanno scoperto che gli scimpanzé usano un complesso sistema di comunicazione e hanno un'elaborata struttura sociale gerarchica. Come altre scimmie, gli scimpanzé sono in pericolo a causa della continua distruzione delle foreste pluviali tropicali.
 
Okapi
Questo maschio di okapi, un parente della giraffa, non ha difficoltà a trovarsi un riparo nella vasta foresta pluviale della Repubblica Democratica del Congo. Gli okapi sono tra i numerosi animali che hanno il loro rifugio nella foresta, come i gorilla, le scimmie e una notevole varietà di volatili. La foresta pluviale è attraversata da una fitta rete di fiumi che sfociano nell'Atlantico.
 
Atele dal pelo lungo
L'atele dal pelo lungo, Ateles belzebuth, un'agile scimmia dal pelame nero lucido, si muove velocemente attraverso la foresta pluviale amazzonica, dondolandosi da un ramo all'altro grazie alla lunga coda prensile e tattile. Questi animali si muovono in gruppo per proteggersi a vicenda e quando avvertono il pericolo urlano, scuotono i rami degli alberi e addirittura orinano dall'alto sugli intrusi. Il numero degli esemplari è però diminuito in anni recenti a causa della deforestazione avvenuta lungo il Rio delle Amazzoni.
 
Zebra di Burchell
La zebra di Burchell, Equus burchellii, si staglia elegante nell'erba alta di un'isola delle Paludi dell'Okavango. Parte della regione è stata designata riserva naturale e ospita numerosi uccelli e animali, tra cui elefanti, giraffe e ippopotami.
 
El Tigre del Belize
Una bassa densità di popolazione insieme ad aree relativamente vaste di vegetazione incontaminata contribuiscono alla diffusione nel Belize di un gran numero di animali selvatici, tra cui una vasta popolazione di giaguari (a cui appartiene El Tigre del Belize, nella foto), i felini più grandi delle Americhe. Nella Riserva naturale del bacino di Cockscomb, a ovest di Dangriga, 388 km² di foresta vergine sono riservati a giaguari, tapiri, daini e a oltre 290 specie di uccelli. Nel tentativo di migliorare la propria economia, senza però danneggiare l'ambiente, il Belize promuove l'ecoturismo.
 
Leone
Nell'immaginario collettivo il leone, Felis leo, è così strettamente associato all'Africa, che per molti può essere una sorpresa scoprire che nel Parco nazionale Gir, nell'India nordoccidentale, sopravviva oggi una piccola comunità di leoni. Eppure un tempo questi animali erano diffusi in tutto il Medio Oriente e persino in Europa, dove i Macedoni e i Greci 2000 anni fa li cacciavano. Questo maestoso felino è stato assunto come simbolo del potere nazionale persino in quelle società, come il Regno Unito e i Paesi Bassi, che non lo conoscevano direttamente. Il nome di Singapore, per esempio, significa "città del leone" e Cinesi e Tibetani lo veneravano a tal punto da incrociare a sua immagine alcune razze di piccoli cani, come il pechinese, il lhasa apso e lo shih tzu.
 
Cane da prateria dalla coda nera
Il Cynomys ludovicianus, un tempo popolava la prateria nordamericana da Saskatchewan al Messico, mentre oggi vive in branchi più isolati. Chiamato in modo improprio cane da prateria, il cynomys è un grosso mammifero roditore che appartiene alla famiglia degli sciuridi ed è molto simile alla marmotta. Scava buche profonde fino a 5 m per proteggersi negli inverni rigidi. Una singola colonia comprende migliaia di esemplari. Mentre alcuni escono a raccogliere erba e radici, diversi maschi rimangono di guardia in cima alle tane per evitare i falchi predatori.
 
Lupo
In netto contrasto con il premuroso affetto per il cane domestico, gli uomini hanno storicamente temuto, odiato, perseguitato il suo antenato, il lupo (Canis lupus). Molte delle qualità apprezzate nel cane, la lealtà, l'amore per la natura, l'abitudine a sottomettersi all'autorità del padrone, la prontezza nell'apprendere, derivano infatti direttamente dalla sottile inclinazione del lupo a cooperare con i componenti del branco. È altresì paradossale che si continuino a eliminare i lupi in regioni dell'Alaska e della Russia e che allo stesso tempo si proteggano le popolazioni di lupi decimate in Italia e si cerchi persino di ripopolare zone in cui erano scomparsi, come le Montagne Rocciose settentrionali, negli Stati Uniti d'America.
 
Mustela dai piedi neri
La Mustela nigripes, un mustelide lungo fino a 61 cm, è il mammifero maggiormente minacciato dal pericolo d'estinzione dell'America settentrionale. La principale fonte di cibo di questo carnivoro è il cane delle praterie, scomparso a causa di un diffuso processo di avvelenamento messo in atto dagli allevatori, che considerano le tane scavate da questo piccolo animale nel sottosuolo un pericolo per il bestiame. La mustela dai piedi neri un tempo prosperava nelle praterie centrali dell'America settentrionale, mentre attualmente è prossima all'estinzione a causa della scarsità di cibo. Nel tentativo di incrementarne il numero, alcune persone sensibili al problema stanno allevando i pochi esemplari rimasti in cattività.
 
Dingo
Considerato da molti come un simbolo dell'Australia, il dingo è in realtà quasi un nuovo venuto, essendo giunto insieme agli aborigeni tra 3000 e 8000 anni fa. Cani molto simili sia addomesticati sia selvatici vivono nel Sud-Est Asiatico e in tutto l'Arcipelago Malese. Tutti discendono dal lupo di razza indiana, il Canis lupus. Il dingo australiano cattura prede piccole, come topi e lucertole, o grandi, come vombati e canguri, a volte cacciando in coppia o in muta e attirandosi l'ira degli allevatori a causa della sua preferenza per la carne ovina. D'altra parte tiene sotto controllo anche il numero di conigli e maiali selvatici, veri e propri flagelli introdotti dall'uomo.
 
Volpe rossa comune
La Vulpes vulpes, cioè la volpe rossa comune, sembra essere l'animale selvatico della famiglia dei canidi attualmente più diffuso. Popola infatti una grande varietà di habitat in tutti i continenti ed è diffusa anche in Italia, specie in zone boscose.
 
Facocero
Il facocero, Phacochoerus africanus, ha delle escrescenze verrucose sul muso che lo fanno apparire decisamente brutto. Durante la stagione degli amori queste protuberanze ossee, che nel maschio sono molto evidenti, lo proteggono dalle zanne degli altri maschi, con i quali si impegna in duelli rituali. In gran parte dell'Africa a sud del Sahara, il facocero vive nello stesso habitat di aperte praterie e terreni boscosi dell'oritteropo, di cui occupa frequentemente la tana. Un facocero adulto può rifugiarsi in una di queste tane per fronteggiare, con le sue formidabili e acuminate zanne, l'attacco di eventuali predatori, come leoni o cani selvatici africani.
 
Kakapo o strigope
Il kakapo, Strigops habroptilus, è un grande uccello che vive a terra, lungo mediamente 64 cm dal becco alla punta della coda. Questo uccello notturno, l'unico pappagallo al mondo che non vola, rischia l'estinzione. Vive infatti solo in una piccola riserva dell'Isola del Sud, in Nuova Zelanda, nutrendosi di bacche e piante a terra e ritirandosi in una tana tra le radici degli alberi a riposare. Sebbene non sia in grado di volare, può planare da un'altezza di 100 m. Il maschio ha una grande sacca gonfiabile in gola, che usa per il corteggiamento. Il fatto di essere preda dei mammiferi introdotti dall'Europa, come donnole, cani e volpi, ha ridotto i kakapo a meno di 30 esemplari.
 
 

 

 

 

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